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Pinkerton

Aida Arena di Verona

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Ci sono diverse cose inspiegabili tenendo conto che quella era una epoca ricca di talenti. Posso anche capire che Baum cantò parecchio al MET che tanto gli americani mica potevano accorgersi della sua dizione al cui confronto la Sutherland era una maestra d' Italiano. Però, egli fu anche chiamato nel 1948 a inaugurare la Scala!!! e a Città del Messico ci cantò anche sicuramente in un altro anno oltre a quello nel quale si esibì con la Callas. Lo chiamarono anche nel 1952 per un Tell al Maggio musicale fiorentino (quando ci avevano un Filippeschi a disposizione volendo!) e pare che la serata finì male con la Tebaldi costretta a mediare col pubblico inferocito

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Non so se in altre situazioni Baum cantò meglio ma mi è bastato questo e altri esempi di Aida per non avere voglia di andarlo a verificare. Se veramente ebbe quella gran carriera, ciò la dice lunga sulla mitizzazione del gusto dei pubblici dei tempi che fu, che evidentemente non erano più "colti" dei pubblici odierni perchè nonostante la solita frase fatta sull' avercene oggi uno così, credo che una Aida cantata con quello stile da energumeno entrerebbe negli annali del pessimo gusto anche nel 2012

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Non so se in altre situazioni Baum cantò meglio ma mi è bastato questo e altri esempi di Aida per non avere voglia di andarlo a verificare. Se veramente ebbe quella gran carriera, ciò la dice lunga sulla mitizzazione del gusto dei pubblici dei tempi che fu, che evidentemente non erano più "colti" dei pubblici odierni perchè nonostante la solita frase fatta sull' avercene oggi uno così, credo che una Aida cantata con quello stile da energumeno entrerebbe negli annali del pessimo gusto anche nel 2012

Fra le registrazioni di Baum, max, questa dell'arioso di Gioconda se non altro vanta qualche passaggio abbastanza morbido. La voce tuttavia è sempre costretta, pigiata, il timbro caliginoso e ingorgato. I suoni nasali poi non si contano ( esempio per tutti, a 1:10, l'imbottigliatissimo "oggi il vento dell'amor"). Il fraseggio infine è convenzionale, monotono, con qualche strafalcione prosodico.

Ma insomma , max, tutta l'aerea ampiezza, tutto il libero respiro contenuto in questo arioso, Baum se ne guarda bene dal farcelo percepire.

Magari lo avrebbe voluto fare ma non sa emettre le note, non sa pronunciare in italiano e infine ha una musicalità molto limitata, scolastica e convenzionale:


/>http://www.youtube.com/watch?v=Z-ttwxhOiy8

Cosa si possa ricavare in termini espressivi da questo brano, lavorando sulla chiarezza della pronuncia, sull'ampiezza del fraseggio, sulla pulizia dell'emissione e sull'esatta dosatura dei fiati ce lo dimostra Carlo Bergonzi di cui vale la pena di ascoltare anche il recitativo "Sia gloria ai canti dei naviganti" con intervento del coro ( a 2:51, il dolcissimo ed equilibratizssimo "Buonanotte!" in una egregia mezzavoce in emissione mista, è da incorniciare):


/>http://www.youtube.com/watch?v=gBPhOHsJ1cg

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L'ITALIANA IN ALGERI

DRAMMA GIOCOSO PER MUSICA IN DUE ATTI

LIBRETTO DI ANGELO ANELLI

MUSICA DI GIOACHINO ROSSINI

ED. LUCK’S MUSIC LIBRARY

PERSONAGGI . INTERPRETI

ISABELLA . CARMEN TOPCIU

LINDORO . ENEA SCALA

TADDEO . BRUNO TADDIA

MUSTAFÀ . ABRAMO ROSALEN

ELVIRA . SONIA CIANI

ZULMA . ALESSIA NADIN

HALY . DAVIDE LUCIANO

DIRETTORE . FRANCESCO PASQUALETTI

REGIA, SCENE E COSTUMI . PIERLUIGI PIZZI

RIPRESA DA . PAOLO PANIZZA

LIGHT DESIGNER . PAOLO PANIZZA

MOVIMENTI COREOGRAFICI . ISA TRAVERSI

MAESTRO DEL CORO . DIEGO MACCAGNOLA

ORCHESTRA I POMERIGGI MUSICALI DI MILANO

CORO DEL CIRCUITO LIRICO LOMBARDO

Ieri sera prima rappresentazione al Grande di Brescia dell'Italiana, apologo buffo, fiaba realfantastica, molto didascalica e un po' irreale, ma capolavoro assoluto dell'opera giocosa, vocata a blandire il pubblico ( anche ieri sera quello del Grande ha applaudito sorridendo), con un finale I° letteralmente geniale.

In breve le mie impressioni. Regia convenzionale ma leggera, spiritosa, gradevole. Direzione d'orchestra, tutto sommato, più che accettabile, forse un po' indietro sul piano agogico ma attenta ai colori orchestrali.

I cantanti. Carmen Topciu ( Isabella) arriva appena alla sufficienza perchè monocorde nel timbro e qua e là inerte nel fraseggio. Inoltre in acuto tende a forzare.

Abramo Rosalen ( Mustafà) è il migliore della compagnia in termini vocali: timbro pieno, rotondo, buona fonazione, dizione scandita, solo appena ingarbugliato nelle agilità.

IL tenore Enea Scala (Lindoro), forse ( lo spero ma non ci credo) in serata di cattiva forma, arriva con facilità ai Do e ai Re sopracuti, ma l'emissione è uno strazio, stretta stretta, tutta pigiata in gola e nel naso.

Molto vivace e teatrale il basso parlante di Bruno Taddia ( Taddeo) e buono anche Davide Luciano nel ruolo di Haly. La Ciani , infine, è un'Elvira modesta ma credibile.

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