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S.Pietro in Vaticano: cosa fareste?

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San Pietro, la chiesa "regina" della cristianità, meriterebbe indubbiamente qualcosa di più del Tamburini attuale (è un Tamburini, vero?).

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Mi aggiungo intanto ringraziandovi, da queste discussioni si imparano un sacco di cose. Conosco pochissimo San Pietro, e da quel che ne sapevo prima di leggere qui avrei scommesso anch'io tutto sulla collocazione in controfacciata, che per chiese più piccole (praticamente tutte... salvo cattedrali gotiche proprio grandi) funziona bene. Non avevo fatto i conti con la volumetria vastissima e frammentata da navate, colonne, sculture, absidi profonde...

A riguardo ho in mente due cose:

1: l'organo del Duomo di Milano. Al di là del massacro della sua intonazione negli anni '80 (che differenza quello di Messina! L'ho suonato a giugno scorso ed è tutta un'altra cosa, sebbene in una cattedrale meno grande che forse facilita le cose), averlo messo TUTTO in presbiterio lo sacrifica notevolmente. Lo si sente praticamente solo nel coro: a volte mi capita di usarlo dalla consolle a 3 tastiere che si usa fuori dal presbiterio, ma non si sente niente se non un brontolio confuso... Credo che la cattedrale milanese, gotico-lombarda, enorme, dalla volumetria frammentatissima, sia forse anche più problematica di S. Pietro... da sempre gli organi sono stati in prossimità del presbiterio e dai tempi di S. Carlo Borromeo esistono le due splendide casse conservate ancor oggi: ma il problema di "riempire" la chiesa non si poneva nemmeno, credo che gli organi fossero concepiti proprio solo per il presbiterio, il coro e il capitolo.

2: Ho in mente che nella basilica di S. Marco a Milano, che sebbene più piccola ha una pianta assimilabile a quella di Como (sono tre navate molto lunghe, al termine delle quali vi è un transetto con cupola seguito da un profondo coro), l'organo Antegnati-Biroldi-Balbiani (Natale) è messo proprio nell'ultimo intercolumnio PRIMA della cupola. Mentre a Varese, nella basilica di S. Vittore (mooolto più piccola, ma con navata assai bassa e stretta e cupola relativamente alta sul transetto dai bracci profondi) i corpi dell'organo Mascioni sono sui due lati del presbiterio: nella navata si sentono effettivamente meno, nonostante l'indubbia "presenza" dell'intonazione...

Andrea

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1: l'organo del Duomo di Milano. Al di là del massacro della sua intonazione negli anni '80 (che differenza quello di Messina! L'ho suonato a giugno scorso ed è tutta un'altra cosa, sebbene in una cattedrale meno grande che forse facilita le cose), averlo messo TUTTO in presbiterio lo sacrifica notevolmente. Lo si sente praticamente solo nel coro: a volte mi capita di usarlo dalla consolle a 3 tastiere che si usa fuori dal presbiterio, ma non si sente niente se non un brontolio confuso... Credo che la cattedrale milanese, gotico-lombarda, enorme, dalla volumetria frammentatissima, sia forse anche più problematica di S. Pietro... da sempre gli organi sono stati in prossimità del presbiterio e dai tempi di S. Carlo Borromeo esistono le due splendide casse conservate ancor oggi: ma il problema di "riempire" la chiesa non si poneva nemmeno, credo che gli organi fossero concepiti proprio solo per il presbiterio, il coro e il capitolo.

Avendo ascoltato e suonato quell'organo per la prima volta nel 1991, non mi posso esprimere su come fosse intonato prima della riorganizzazione fonica e spaziale degli anni '80. Tuttavia, fino al 1976, i 4 corpi espressivi erano in posizioni ancor meno favorevoli, dato che erano sulle pareti laterali delle navate estreme, tra presbiterio e deambulatorio: secondo me si sentivano ancor peggio di come si sentono oggi. Comunque per ascoltare lo strumento o si deve stare nel Coro oppure, cosa migliore, non fermarsi in un posto ma camminare nella chiesa (senza mai allontanarsi più di 50 metri dal presbiterio, però...). Per il resto, nulla da dire. La posizione degli organi nel Duomo di Milano è stata fissata tra '500 e '600 da San Carlo e da suo nipote cardinal Federigo. Le casse sono tuttora al loro posto e sono dei capolavori d'arte rinascimentale, dunque è impensabile spostarle o modificarle o comunque non tenerle nel debito conto.

2: Ho in mente che nella basilica di S. Marco a Milano, che sebbene più piccola ha una pianta assimilabile a quella di Como (sono tre navate molto lunghe, al termine delle quali vi è un transetto con cupola seguito da un profondo coro), l'organo Antegnati-Biroldi-Balbiani (Natale) è messo proprio nell'ultimo intercolumnio PRIMA della cupola. Mentre a Varese, nella basilica di S. Vittore (mooolto più piccola, ma con navata assai bassa e stretta e cupola relativamente alta sul transetto dai bracci profondi) i corpi dell'organo Mascioni sono sui due lati del presbiterio: nella navata si sentono effettivamente meno, nonostante l'indubbia "presenza" dell'intonazione...

San Marco è una chiesa assai lunga, verissimo, ma -rispetto alla lunghezza- è molto stretta. Mentre la Cattedrale di Como ha una larghezza considerevole. La Basilica di Varese è ampia ma ha le volte relativamente basse rispetto alle dimensioni in lunghezza e in larghezza. Tra queste tre chiese quella che può meglio esemplificare la situazione di San Pietro in Vaticano è la Cattedrale di Como. A San Pietro non c'è [più] nessun organo rinascimentale da preservare, dunque se si volesse costruire un organo nuovo si sarebbe alquanto liberi di posizionarlo senza troppi vincoli di casse o canne storiche...

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Riesumo questo vecchio topic per segnalarVi com'era San Pietro nel 1854, in occasione della proclamazione del Dogma della SS Immacolata da parte di Pio IX, con il rivestimento damascato di cornici e colonne e soprattutto con l'organo laterale destro all'epoca esistente (quello che attualmente si trova nella chiesa di San Francesco a Pergola, nelle Marche).

Si tratta di un dipinto del grande pittore GIACINTO GIGANTE, che ha riprodotto dal vivo la cerimonia.

Eccola QUI

La fotografia è "navigabile" nel senso che, passandoci sopra il mouse, nel riquadro destro appare il dettaglio ingrandito (provate a vedere, specie con l'organo...).

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Carissimi signori organisti... Ragioniamo da architetti (arriva la cavolata occhio....).

Se riprendessimo il progetto bramantesco, una chiesa a pianta centrale, così doveva essere S. Pietro, prima che Maderno & co facessero una modifica rendendo la pianta a croce latina.

La mia proposta è questa. Se l' organo non può arrivare all' assemblea sarà l' assemblea ad andare dall' organo. Si potrebbero distruggere le prime due campate della navata centrale, così da renderla più corta, la facciata si rifà, e abbiamo allargato anche la piazza. A quel punto che si voglia collocare un grande organo in controfacciata, non è un problema

1) perché la facciata sarà nuova e riprogettabile, così come la controfacciata;

2) perché sarà anche abbastanza vicino al presbiterio!

sono un genio vero?!?! :D

Ovviamente scherzo. Parlo per esperienza personale. Nel 2012 ho fatto parte del coro guida, durante la messa presieduta dal card. Angelo Comastri, in occasione del convegno nazionale scholae cantorum organizzato dall' associazione S. Cecilia, svoltasi ovviamente nella basilica di S. Pietro.

Io che facevo parte del coro guida, dunque ero sotto la cupola, stentavo a sentire l' organo...insomma, figuriamoci quelli che cantavano nella navata. Non vi nego che fu un' esperienza esaltante.

Bando alle ciancie, l' idea migliore secondo me è quella già esposta di collocare principalmente due corpi, nella campata immediatamente precedente la cupola e sopperire nell' abside, con un bel corale, per cui sono sufficienti anche due tastiere. L' idea delle mirabolanti ancie super ultra stentoree in controfacciata è strettamente connessa al fatto che l' organo principale in primis dovrà risultare facilmente udibile dall' ingresso, altrimenti opterei per collocare le ance/motori a reazione, in un corpo sostitutivo al tamburini, per non allontanare i corpi di uno stesso organo ed evitare l' effetto "sento la tuba mirabilis ma non l' organo pleno". Per l' organo principale però, secondo me l' idea di non metterlo comunque oltre la cupola mi pare la più appetibile.

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