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Guest zeitnote

C'è chi sta sopra chi sottA

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Guest Lenny
VOTA I DIRETTORI TOP TEN

LA CLASSIFICA SECONDO I LETTORI DI MUSICA

Wilhelm Furtwängler

Arturo Toscanini

Herbert von Karajan

Bruno Walter

Leonard Bernstein

Claudio Abbado

Otto Klemperer

Victor de Sabata

Sergiu Celibidache

Carlos Kleiber

Dimitri Mitropoulos

Riccardo Muti

Evgeni Mravinski

Sir Georg Solti

Carlo Maria Giulini

John Barbirolli

Pierre Boulez

Guido Cantelli

Karl Richter

Karl Böhm

Nikolaus Harnoncourt

Hermann Scherchen

Giuseppe Sinopoli

Fritz Reiner

Eugen Jochum

Riccardo Chailly

Meno male che è un semplice giochino (orientato da gusti, conoscenze e preferenze personali). Personalmente ritengo che ci sono comunque tanti grandi direttori, magari meno conosciuti al grande pubblico, ma altrettanto (se non più) meritevoli di stare in queste classifiche: Kubelik, Ozawa, Sawallisch, Dutoit, Dorati, Szell, Munch, Ormandy, Koussevitszky, Krips, Leinsdorf, Kempe, Fricsay...Su Furtwangler primo, rispondo con le parole di Carl Orff: "Fu il più grande, o non lo fu per nulla!" Cioè, per quanto ho ascoltato di lui, non riesco ancora a comprendere per cosa debba essere ricordato. Per me rimane un punto interrogativo (pur apprezzando certo suo Beethoven, sicuramente di più di quello "metronomico" di Toscanini e la quarta di Schumann, ma almeno tra i direttori dell'epoca). Quanto Furtwangler è ancora valido oggi? Quanto e cosa salvare di questo prodotto dell'idealismo e del romanticismo tedesco, che fece rimanere sempre alla periferia del suo orizzonte musicale tutto quello che non era musica tedesca? Toscanini e Walter hanno comunque lasciato impronte che restano ancora oggi (per esempio nella precisione e nel ritmo tipico di Toscanini, che influenzarono tante orchestre americane e italiane o nell'interpretazione mahleriana e mozartiana di Walter).

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Meno male che è un semplice giochino (orientato da gusti, conoscenze e preferenze personali). Personalmente ritengo che ci sono comunque tanti grandi direttori, magari meno conosciuti al grande pubblico, ma altrettanto (se non più) meritevoli di stare in queste classifiche: Kubelik, Ozawa, Sawallisch, Dutoit, Dorati, Szell, Munch, Ormandy, Koussevitszky, Krips, Leinsdorf, Kempe, Fricsay...Su Furtwangler primo, rispondo con le parole di Carl Orff: "Fu il più grande, o non lo fu per nulla!" Cioè, per quanto ho ascoltato di lui, non riesco ancora a comprendere per cosa debba essere ricordato. Per me rimane un punto interrogativo (pur apprezzando certo suo Beethoven, sicuramente di più di quello "metronomico" di Toscanini e la quarta di Schumann, ma almeno tra i direttori dell'epoca). Quanto Furtwangler è ancora valido oggi? Quanto e cosa salvare di questo prodotto dell'idealismo e del romanticismo tedesco, che fece rimanere sempre alla periferia del suo orizzonte musicale tutto quello che non era musica tedesca? Toscanini e Walter hanno comunque lasciato impronte che restano ancora oggi (per esempio nella precisione e nel ritmo tipico di Toscanini, che influenzarono tante orchestre americane e italiane o nell'interpretazione mahleriana e mozartiana di Walter).

Sul fatto che Toscanini sia più seguito oggi non lo metto in dubbio. Per me è questione anche di mode. Inoltre penso sia più facile interpretare alla Toscanini che alla Furtwängler. Senza nulla togliere al primo, sono due interventi sulla partitura opposti e quello "alla Furt" (che poi discende dalla scuola tedesca - a cui apparteneva anche il Wagner direttore per intenderci) richiede maggior scervellamento. Poi può venire una schifezza chiaramente, dipende sempre dal talento del direttore.

P.S.: Senza dimenticare i gusti personali. A me per esempio Bernstein quando mi è capitato di sentire qualche registrazione alla radio non mi ha mai impressionato. Per il resto sono d'accordo sui vari nomi che hai fatto (non mi ero accorto dell'assenza di Kubelik :o).

P.P.S.: Leva quel grassetto da Richter :punish::lol:!

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Guest Lenny
Senza nulla togliere al primo, sono due interventi sulla partitura opposti e quello "alla Furt" (che poi discende dalla scuola tedesca - a cui apparteneva anche il Wagner direttore per intenderci) richiede maggior scervellamento. Poi può venire una schifezza chiaramente, dipende sempre dal talento del direttore.

Si, ma oggi, chi è che segue più gli orientamenti di Furtwangler? Quella "violenza" alla scrittura, che era la sua regola interpretativa, ha ragione di essere, al giorno d'oggi? E poi il repertorio: sempre e solo classici e romantici tedeschi. E anche di Beethoven, prediligeva sempre le sinfonie eroiche, come la terza o la quinta, meno quelle classicistiche. Per me Furtwangler è proprio il figlio di un'epoca, o della fine di essa.

P.S.: Senza dimenticare i gusti personali. A me per esempio Bernstein quando mi è capitato di sentire qualche registrazione alla radio non mi ha mai impressionato.

:girl_hospital::D

P.P.S.: Leva quel grassetto da Richter :punish::lol:!

Intendiamoci, adoro Richter. Però lo considerò una figura più complessa, sui generis: direttore di coro, clavicembalista, organista, direttore barocco. Anche lui, al di fuori di Bach e Handel, ha fatto pochissimo e con esiti modesti. Non mi sento di inserirlo tra i "grandi interpreti".

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Furtwangler è eterno e che non abbia molto seguito tra i direttori contemporanei va a suo titolo di merito.

P.S. un'immensa VERGOGNA che non c'é Hans Knappertsbusch tra i primi 26 della classifica che ha messo Burpo, vedendo oltretutto quanti nanetti ci sono in quella sottospecie di classifica, ma nel caso di Kna vale lo stesso discorso che ho fatto per Furt. Ancora più ridicole le altre classifiche.

P.P.S. Queste classifiche tipo campionato di calcio fanno ridere, ma sono soprattutto inutili.

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Intendiamoci, adoro Richter. Però lo considerò una figura più complessa, sui generis: direttore di coro, clavicembalista, organista, direttore barocco. Anche lui, al di fuori di Bach e Handel, ha fatto pochissimo e con esiti modesti. Non mi sento di inserirlo tra i "grandi interpreti".

Mah, di Furt si trovano abbastanza cose di autori diversi. Dovresti leggere i programmi dei suoi concerti. Miaskovsky, Rachmaninov, Prokofiev, Debussy, Ravel, ecc. Tieni conto che lui in studio non amava registrare, quindi forse in quei casi preferiva andare sul sicuro con cose che conosceva come le sue tasche. Era un'epoca diversa da quella di Bernstein e Karajan, i direttori ancora non digerivano troppo il lato commerciale della loro arte.

Furtwangler è eterno e che non abbia molto seguito tra i direttori contemporanei va a suo titolo di merito.

P.S. un'immensa VERGOGNA che non c'é Hans Knappertsbusch tra i primi 26 della classifica che ha messo Burpo, vedendo oltretutto quanti nanetti ci sono in quella sottospecie di classifica, ma nel caso di Kna vale lo stesso discorso che ho fatto per Furt. Ancora più ridicole le altre classifiche.

P.P.S. Queste classifiche tipo campionato di calcio fanno ridere, ma sono soprattutto inutili.

Kna è veramente il direttore più imprevedibile che conosca. Mi verrebbe voglia di procurarmi tutte le sue registrazioni per sentire cosa combina ogni volta, nel bene e nel male (direi più nel bene, i male che ho incontrato con lui si limitano alla 2° di Brahms che non mi convince molto - anche se ha un suo fascino).

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Era un'epoca diversa da quella di Bernstein e Karajan, i direttori ancora non digerivano troppo il lato commerciale della loro arte.

Esattamente, hai proprio centrato il problema...

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Sviatoslav Richter

Arturo Benedetti Michelangeli

Vladimir Horowitz

Wilhelm Backhaus

Artur Rubinstein

Maurizio Pollini

Claudio Arrau

Glenn Gould

Emil Gilels

Sergei Rachmaninov

Alfred Brendel

Dinu Lipatti

Arthur Schnabel

Edwin Fischer

Vladimir Ashkenazy

Clara Haskil

Ferruccio Busoni

Wilhelm Kempff, Vladimir Sofronitsky

Nikita Magaloff

Radu Lupu

Martha Argerich

Rosalyn Tureck

J. Hofmann

Rudolf Serkin, Andras Schiff

E Gulda? e Murray Perahia? e Zimmerman? :(

Wilhelm Furtwängler

Arturo Toscanini

Herbert von Karajan

Bruno Walter

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Otto Klemperer

Victor de Sabata

Sergiu Celibidache

Carlos Kleiber

Dimitri Mitropoulos

Riccardo Muti

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Carlo Maria Giulini

John Barbirolli

Pierre Boulez

Guido Cantelli

Karl Richter

Karl Böhm

Nikolaus Harnoncourt

Hermann Scherchen

Giuseppe Sinopoli

Fritz Reiner

Eugen Jochum

Riccardo Chailly

E Kondrashin e, soprattutto, Seiji Ozawa?

Queste liste sono scandalose, ma la palma della peggiore ce l'ha quella dei tenori, con quel Domingo al primo posto .-.

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Guest Lenny
Mah, di Furt si trovano abbastanza cose di autori diversi. Dovresti leggere i programmi dei suoi concerti. Miaskovsky, Rachmaninov, Prokofiev, Debussy, Ravel, ecc. Tieni conto che lui in studio non amava registrare, quindi forse in quei casi preferiva andare sul sicuro con cose che conosceva come le sue tasche. Era un'epoca diversa da quella di Bernstein e Karajan, i direttori ancora non digerivano troppo il lato commerciale della loro arte.

Si, lo so. Negli anni di Weimar, diresse anche brani di Schoenberg, Stravinsky e Bartok, ma intendiamoci, furono solo esperimenti. (è come dire: "Celibidache diresse Mahler". Si, è vero, ma solo un pezzo) In fondo avrebbe diretto sempre e solo i grandi classici e romantici: Beethoven, Brahms, Schumann, Bruckner e poi le opere, Don Giovanni, Fidelio, Freischutz e ovviamente l'ultimo Wagner. Non credo c'entri il lato commerciale con il tipo di repertorio che si frequenta (Bernstein dirigeva e registrava le sinfonie di Nielsen, ma con esse fece ben pochi soldi). Furtwangler (come il padre archeologo) voleva trasmettere e salvaguardare il patrimonio musicale tedesco. Tutto ciò che non vi rientrava restava fuori dal suo orizzonte musicale (per esempio Mahler). Rientrava in una visione del mondo che era quella della vecchia borghesia tedesca di fine secolo.

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Guest zeitnote

Per rientrare in tema (in topic), si potrebbe stilare un elenco dei direttori che cantano meglio. Furt, per esempio, sarebbe uno heldentenor oppure un tenore di grazia? :scratch_one-s_head:

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oddio cosa ci fa harnoncourt in classifica...

io correggerei così:

oddio cosa ci fa harnoncourt tra i direttori...

:D :D :D

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Per rientrare in tema (in topic), si potrebbe stilare un elenco dei direttori che cantano meglio. Furt, per esempio, sarebbe uno heldentenor oppure un tenore di grazia? :scratch_one-s_head:

Beh, Zeit, non saprei in quale registro classificare Toscanini e che posizione assegnargli ma, se non altro, lui ci ha provato:

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Guest Lenny
Beh, Zeit, non saprei in quale registro classificare Toscanini e che posizione assegnargli ma, se non altro, lui ci ha provato:

Ma c'è anche Bernstein: qui canta (con voce baritonale) e suona "Zipperfly" di Marc Blitzstein:

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Si, lo so. Negli anni di Weimar, diresse anche brani di Schoenberg, Stravinsky e Bartok, ma intendiamoci, furono solo esperimenti. (è come dire: "Celibidache diresse Mahler". Si, è vero, ma solo un pezzo) In fondo avrebbe diretto sempre e solo i grandi classici e romantici: Beethoven, Brahms, Schumann, Bruckner e poi le opere, Don Giovanni, Fidelio, Freischutz e ovviamente l'ultimo Wagner. Non credo c'entri il lato commerciale con il tipo di repertorio che si frequenta (Bernstein dirigeva e registrava le sinfonie di Nielsen, ma con esse fece ben pochi soldi). Furtwangler (come il padre archeologo) voleva trasmettere e salvaguardare il patrimonio musicale tedesco. Tutto ciò che non vi rientrava restava fuori dal suo orizzonte musicale (per esempio Mahler). Rientrava in una visione del mondo che era quella della vecchia borghesia tedesca di fine secolo.

Mah, è vero che era un nazionalista (stimava molto anche Hindemith) e che prediligeva il romanticismo tedesco, ma altri direttori dell'epoca come Walter e Klemperer non mi pare spaziassero così tanto. In un'intervista Walter dice di non apprezzare la musica contemporanea della sua epoca. Toscanini dirigeva abbastanza musica americana, ma penso soprattutto per dovere d'ospitalità.

Per rientrare in tema (in topic), si potrebbe stilare un elenco dei direttori che cantano meglio. Furt, per esempio, sarebbe uno heldentenor oppure un tenore di grazia? :scratch_one-s_head:

Mah, nelle prove della Leonore III non pare una gran voce :D.

Comunque propongo di chiudere qui il discorso sui direttori altrimenti siamo fuori tema.

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Mah, di Furt si trovano abbastanza cose di autori diversi. Dovresti leggere i programmi dei suoi concerti. Miaskovsky, Rachmaninov, Prokofiev, Debussy, Ravel, ecc. Tieni conto che lui in studio non amava registrare, quindi forse in quei casi preferiva andare sul sicuro con cose che conosceva come le sue tasche. Era un'epoca diversa da quella di Bernstein e Karajan, i direttori ancora non digerivano troppo il lato commerciale della loro arte.

Beh, c'erano anche Stokowski e Mengelberg che il lato commerciale lo digerivano fin troppo... :D e gli stessi compositori, compreso l' "idealista" Wagner lo digerivano benissimo e facevano anche il ruttino. :D

Non credo sia una questione di quantità, ma di risultati. I compositori, come anche gli scrittori, i poeti e i pittori, hanno bisogno di un certo tempo per essere assimilati e compresi: noi oggi vediamo in prospettiva storica autori di cui Furt non sapeva cosa avrebbero composto il giorno dopo. Per il resto, è vero, il repertorio del maestro tedesco fu piuttosto variegato. Però si restrinse co ltempo (come avviene alla maggior parte dei grandi interpreti), e toccò i suoi vertici col romanticismo tedesco.

Si, lo so. Negli anni di Weimar, diresse anche brani di Schoenberg, Stravinsky e Bartok, ma intendiamoci, furono solo esperimenti. (è come dire: "Celibidache diresse Mahler". Si, è vero, ma solo un pezzo) In fondo avrebbe diretto sempre e solo i grandi classici e romantici: Beethoven, Brahms, Schumann, Bruckner e poi le opere, Don Giovanni, Fidelio, Freischutz e ovviamente l'ultimo Wagner. Non credo c'entri il lato commerciale con il tipo di repertorio che si frequenta (Bernstein dirigeva e registrava le sinfonie di Nielsen, ma con esse fece ben pochi soldi). Furtwangler (come il padre archeologo) voleva trasmettere e salvaguardare il patrimonio musicale tedesco. Tutto ciò che non vi rientrava restava fuori dal suo orizzonte musicale (per esempio Mahler). Rientrava in una visione del mondo che era quella della vecchia borghesia tedesca di fine secolo.

Beh, di Mahler ha diretto i Lieder eines fahrenden Gesellen e l'ha pure registrati con Fischer-Dieskau... però, Lenny, Hamler è un caso un po' a parte, perché di fatto fu un autore negletto e controverso fino a tutti gli anni Sessanta.

Comunque, Prokof'ev lo scelse per la prima del Quinto concerto per pianoforte e orchestra, quindi non doveva essere proprio una c***ippa :P nel contemporaneo.

Mah, è vero che era un nazionalista (stimava molto anche Hindemith) e che prediligeva il romanticismo tedesco, ma altri direttori dell'epoca come Walter e Klemperer non mi pare spaziassero così tanto. In un'intervista Walter dice di non apprezzare la musica contemporanea della sua epoca. Toscanini dirigeva abbastanza musica americana, ma penso soprattutto per dovere d'ospitalità.

Klemperer spaziava eccome: le registrazioni non rendono giustizia alla vastità del suo repertorio, che includeva molti autori tedeschi a lui contemporanei come Hindemith e Kurt Weil: anzi, nel periodo trascorso alla Krolloper Klemperer si dedicò alla musica contemporanea con una dedizione che gli causò anche parecchie antipatie. Fu, fra l'altro, l'unico direttore europeo a eseguire la Messa glagolitica di janacek fin negli anni Venti, e di lui resta una bella incisione della Sinfonietta.

Anche Mengelberg aveva in programma varie opere di autori viventi: ad esempio, accompagnò Bartok interprete dei propri Concerti per pianoforte.

Di Toscanini si dice, in genere, che non si sia spinto al di là di Debussy. Ciò non è pienamente vero: ha diretto Ravel, Respighi, pagine di Prokof'ev e Shostakovich, Roussel, Dukas, autori americani, aveva una predilezione (ricambiata) per Kodaly... diciamo che si tenne alla larga soprattutto dalla Scuola di Vienna, ma il suo curriculum non è del tutto digiuno di novità per un direttore nato nel 1867. Noi lo consideriamo un direttore della stessa generazione di Furtwaegnler e Mitropoulos in base alla data di morte, ma di fatto Toscanini era coetaneo di Mahler (1860), Strauss (1864), Puccini (1858), Janacek (1854)... e portò in Italia Debussy, Strauss e Charpentier in un'epoca in cui non erano ancora state date le prime di molte opere di Wagner e la Nona di Beethoven aveva visto la luce tutta intera soltanto da una ventina d'anni.

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Guest Lenny
Beh, di Mahler ha diretto i Lieder eines fahrenden Gesellen e l'ha pure registrati con Fischer-Dieskau... però, Lenny, Hamler è un caso un po' a parte, perché di fatto fu un autore negletto e controverso fino a tutti gli anni Sessanta.

Comunque, Prokof'ev lo scelse per la prima del Quinto concerto per pianoforte e orchestra, quindi non doveva essere proprio una c***ippa :P nel contemporaneo.

Hamler?... :D Si, ma rimasero comunque eventi sporadici. Anche Bernstein diresse Cage, Krenek, Boulez, Ligeti o Xenakis, ma tutto rimase nell'ambito dell'evento occasionale. Non certo perchè Bernstein "credeva" realmente in quella musica.

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Klemperer spaziava eccome: le registrazioni non rendono giustizia alla vastità del suo repertorio, che includeva molti autori tedeschi a lui contemporanei come Hindemith e Kurt Weil

Vero. Addirittura ho letto che fu lui a commissionare la Kleine Dreigroschenmusik a Weill (ho anche quel cd dove ci sono anche Nobilissima visione, la sinfonia in 3 movimenti di Stravinsky e un suo pezzo).

Di Toscanini si dice, in genere, che non si sia spinto al di là di Debussy. Ciò non è pienamente vero: ha diretto Ravel, Respighi, pagine di Prokof'ev e Shostakovich, Roussel, Dukas, autori americani, aveva una predilezione (ricambiata) per Kodaly... diciamo che si tenne alla larga soprattutto dalla Scuola di Vienna, ma il suo curriculum non è del tutto digiuno di novità per un direttore nato nel 1867. Noi lo consideriamo un direttore della stessa generazione di Furtwaegnler e Mitropoulos in base alla data di morte, ma di fatto Toscanini era coetaneo di Mahler (1860), Strauss (1864), Puccini (1858), Janacek (1854)... e portò in Italia Debussy, Strauss e Charpentier in un'epoca in cui non erano ancora state date le prime di molte opere di Wagner e la Nona di Beethoven aveva visto la luce tutta intera soltanto da una ventina d'anni.

Sì, Toscanini non era per niente limitato di repertorio (resto però convinto che molta musica americana l'abbia diretta per "dovere di ospitalità"). Mi fa rosicare che non abbia mai registrato un'opera di Rossini.

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Esattamente un anno fa la rivista BBC Music usci con una classifica, stilata da un gotha di esperti (o supposti tali), dei 20 più grandi soprani del secolo scorso. Ecco la lista :

1. Maria Callas

2. Joan Sutherland

3. Victoria De Los Angeles

4. Leontyne Price

5. Birgit Nilsson

6. Montserrat Caballé

7. Lucia Popp

8. Margaret Price

9. Kirsten Flagstad

10. Emma Kirkby

11. Elisabeth Schwarzkopf

12. Regine Crespin

13. Galina Vishnevskaya

14. Gundula Janowitz

15. Karita Mattila

16. Elisabeth Schumann

17. Christine Brewer

18. Renata Tebaldi

19. Rosa Ponselle

20. Elly Ameling

Be', ad una prima scorsa salta subito agli occhi una mancanza sconcertante : Mirella Freni! Pink, che ne pensi?

.......e Katia Ricciarelli!! Poffarbacco che grave mancanza!! Se viene informata le signora Ricciarelli di codesta classifica le viene un coccolone! :sarcastic_hand:

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Anch'io quando ho visto la Victoria de Los Angeles ho strabuzzato gli occhi in segno d'incredulità, Altra eresia : la pura btava Emma Kirkby davanti a Gundula Janowitz e Renata tebaldi. Mah...

Eccovi i tenori:

1) Placido Domingo

2) Enrico Caruso

3) Luciano Pavarotti

4) Fritz Wunderlich

5) Jussi Bjorling

6) Lauritz Melchior

7) Beniamino Gigli

8) Jon Vickers

9) Nicolai Gedda

10) Peter Pears

11) Tino Schipa

12) Carlo Bergonzi

13) Juan Diego Florez

14) Peter Schreier

15) Franco Corelli

16) John McCormack

17) Anthony Rolfe-Johnson

18) Alfredo Kraus

19) Wolfgang Windgassen

20) Sergey Lemeshev

:scratch_one-s_head:

Ma chi l'ha fatta codesta classifica? Mi pare manchi Pippo Di Stefano, che quand'era in gran forma ed evitava i bagordi, di Pavarotti ne mangiava almeno 2 a colazione!! ma per favoreee

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http://www.rivistamusica.com/sondaggi.htm

Eccole qua:

VOTA I PIANISTI TOP TEN

LA CLASSIFICA SECONDO I LETTORI DI MUSICA

Sviatoslav Richter

Arturo Benedetti Michelangeli

Vladimir Horowitz

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Radu Lupu

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Rosalyn Tureck

J. Hofmann

Rudolf Serkin, Andras Schiff

Il commento di Piero Rattalino

Sappiamo bene che a tagliare la storia per secoli è come tagliare il salame a fette: il coltello separa ciò che nel salame -- nella storia -- era unito. Ma la cadenza dei secoli colpisce l'immaginario e gli storici hanno quindi un bell’affannarsi a dire che il defunto Novecento fu il “secolo breve”, nato nel 1918 e spirato nel 1989: il Novecento è il Novecento, e quando si gioca a scegliere chi vi operò in modo eminente coloro che non vi appartennero biograficamente per intero escono un po' penalizzati. Avendo io proposto a MUSICA il gioco non posso di certo dolermi del suo esito. Noto tuttavia che Ferruccio Busoni, nato nel 1866, scomparso nel 1924, non è entrato nei top ten ed è anche collocato un po' indietro nella graduatoria dei top twenty. Vero è però che contro di lui c'è anche la sua discografia striminzita, che vieta al pubblico di conoscerlo per quello che fu. Tuttavia, dicevo, tuttavia... Richter, Benedetti Michelangeli, Horowitz, Arrau, Gould, Gilels sono “novecentisti” puri. Backhaus aveva sedici anni quando il Novecento gettò il primo vagito, Rubinstein ne aveva tredici, e quindi anch'essi sono “novecentisti”. Rachmaninov era nato nel 1873, ma cominciò la carriera di pianista-interprete (prima era stato pianista-compositore) nel 1917, e quindi... Tra i top che operarono nel Novecento e che operano nel Duemila il solo Pollini è entrato fra i ten; probabilmente entrerà anche fra i top ten del Duemila e, credo, vi entrerà Alfred Brendel. A parte queste piccole considerazioni non ho da far com-menti sulle scelte dei lettori di Musica, tranne una che in verità è grossa come una casa: l'esclusione anche dai primi venti di Alfred Cortot e di Walter Gieseking mi lascia completamente basito. Lettori cari, non vi sarete per ca-so distratti mentre vergavate a lettere d'oro dieci nomi?

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Wilhelm Furtwängler

Arturo Toscanini

Herbert von Karajan

Bruno Walter

Leonard Bernstein

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Riccardo Chailly

Il commento di Piero Rattalino

Commentare le scelte che i lettori di MUSICA hanno fatto per individuare i dieci direttori top è per me più semplice di quanto non sia stato nel caso dei pianisti. Tra i dieci pianisti top mancavano secondo me due figure storicamente rilevantissime, mentre non vedo grosse, oggettive lacune tra i dieci direttori, e quasi quasi non ne vedo nemmeno tra quelli che, pur non essendo entrati fra i dieci, hanno ottenuto dei voti. Magari qualche estimatore di George Szell avrebbe potuto esserci e, per quello che è il mio gusto, anche di Ferenc Fricsay. Tuttavia non avrei incluso Szell e Fricsay fra i primi dieci. Su Furtwängler primo avrei scommesso anche i pochi capelli che posso ancora vantare. Sulle altre posizioni non avrei scommesso, ma non ho motivo di stupirmi. Ripeto quello che dissi a proposito dei pianisti: si tratta di un gioco. E in questi limiti la classifica dei direttori risponde secondo me alle carte che si potevano calare sul tavolo.

Per i direttori non è andata tanto male, dai :lol:.

Circa i direttori d'orchestra vedo Toscanini al secondo posto!!! E Klemperer al settimo!!No qui non ci siamo proprio!SCANDALOSO!!!

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Circa i direttori d'orchestra vedo Toscanini al secondo posto!!! E Klemperer al settimo!!No qui non ci siamo proprio!SCANDALOSO!!!

Beh, c'è Muti sopra a Böhm e tanti più bravi di lui (con tutto il rispetto) e mancano Knappertsbusch, Fricsay e Szell (gli ultimi due li rileva anche Rattalino infatti). Per me primo posto escluso andrebbe rifatta :lol:.

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Beh, c'è Muti sopra a Böhm e tanti più bravi di lui (con tutto il rispetto) e mancano Knappertsbusch, Fricsay e Szell (gli ultimi due li rileva anche Rattalino infatti). Per me primo posto escluso andrebbe rifatta :lol:.

Beh,io sarò maligno, ma credo che sta "classifica" sia stata redatta da qualche presunto "critico" U.S.A.,mah!

Quelli di musica ne capiscono ben poco....poi magari mi sbaglio e si scopre che fu Massimo Mila a redigerla!Noooo scherzo!

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Beh,io sarò maligno, ma credo che sta "classifica" sia stata redatta da qualche presunto "critico" U.S.A.,mah!

Quelli di musica ne capiscono ben poco....poi magari mi sbaglio e si scopre che fu Massimo Mila a redigerla!Noooo scherzo!

No, era di una rivista italiana.

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Ogni tipo di classifica, soprattutto in questioni di arte, è solo un'assurda brutalità. La buona critica non ha bisogno di numeri, di coppe e di medaglie.

Basta dire perchè un'espressione artistica piace o non piace e per quali motivi ( se no non vale).

Detto ciò non è neppure vero che le classifiche non servano. Servono, servono, eccome se servono... A creare o a confermare dei miti e ( scusate se è poco) a fare soldi.

Ma sono profondamente diseducative.

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