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Johann F.

MIglior interprete Bach

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...bellissima anche l'interpretazione di Kevin Bowyer per la Nimbus.

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"la sua integrale" e "questo interprete" sono riferiti a Walcha, no?

Bravo! Concordo in pieno. Beh, considerando anche le risposte che hai gia' avuto possiamo provare a fare un "Walcha fan club"...

Io ho tutte le sue registrazioni (credo): le due (quasi) integrali di Bach per organo, del 1947-52 e 1956-71, le opere per clavicembalo (suites, partite, invenzioni, clavicembalo ben temperato due versioni, var. Goldberg, concerto italiano, fantasia cromatica, ouverture francese), le sonate bwv 1014-1019 incise con Szeryng; anche i pre-bachiani all'organo Schnitger di Cappel. Poi su orgelconcerten.ncrv.nl c'e' un concerto dal vivo a Utrecht con Walcha che suona il suo adattamento del ricercare a 6 voci all'organo.

Ho anche gli spartiti dell'arte della fuga e del ricercare a 6 da lui rivisti: molto interessanti le moltissime annotazioni di fraseggio, respiri, ecc. che si possono ascoltare (tutti, uno per uno!) nelle sue esecuzioni. Un punto nodale della sua arte, ben spiegato nelle prefazioni di queste revisioni. Ci sono, alla fine dell'arte della fuga, anche le indicazioni dei registri che usava al suo organo della Dreikoenigskirche di Frankfurt (simili, ma non identiche purtroppo a quelle usate ad Alkmaar).

Poi ho i concerti di Haendel per organo e orchestra nella sua revisione (ma c'e' meno di interessante rispetto agli spartiti precedenti).

Infine, i 4 volumi dei suoi preludi corali (era anche compositore oltre che interprete): in media non eccezionali, ma alcuni molto interessanti, anche se un po' tristi secondo me.

A giudicare da come suonano quasi tutti gli organisti di oggi, sembra che l'approccio e lo stile di Walcha siano dimenticati, o considerati archeologia. Poi si scopre che molti lo apprezzano piu' degli altri interpreti! E allora perche' non lo studiano e lo prendono a modello? Boh...

A leggere le review su di lui sembra che l'unica cosa buona che abbia fatto sia di imparare tutto Bach a memoria. Che sciocchezza!

Le cose di rilevanza interpretativa che egli stesso non mancava mai di sottolineare (gli influssi vocali nella musica d'organo di Bach, l'architettura musicale messa in luce e anteposta ad una somma di singoli dettagli) sembrano dimenticate. Che peccato!

Per chi fosse interessato all'arte della registrazione di Walcha, sto cercando con fatica di ricostruire (con tutte le approssimazioni che questo puo' comportare) le registrazioni usate nelle sue incisioni ad Alkmaar e Strasburgo. Certamente sarebbe un lavoro piu' semplice se esistessero campionamenti di questi due organi! Devo dire che questo lavoro e' piu' semplice nel caso dell'organo Silbermann di Strasburgo, rispetto ad Alkmaar, per due motivi: innanzitutto ha meno registri (e quindi meno scelta), e poi contiene una maggiore proporzione di bordoni/flauti (e famiglia) rispetto ai principali (e famiglia), che avendo una struttura armonica piu' semplice si distinguono piu' facilmente nella trasformata di Fourier...(che s'ha da fare!)

concordo in pieno! ADORO la scelta dei registri di Walcha nella fuga Dorica! Inizia con un gruppetto di flauti e poi al relativo maggiore passa ai ripieni, sembra una boiata ma è di grande effetto a mio parere. Ho sentito praticamente solo esecuzioni col pastone del ripieno, quando lo stesso M. E. Bossi più di cent'anni fa scriveva quanto sia antiestetico eseguire una fuga di bach per intero solo col ripieno...

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concordo in pieno! ADORO la scelta dei registri di Walcha nella fuga Dorica! Inizia con un gruppetto di flauti e poi al relativo maggiore passa ai ripieni, sembra una boiata ma è di grande effetto a mio parere. Ho sentito praticamente solo esecuzioni col pastone del ripieno, quando lo stesso M. E. Bossi più di cent'anni fa scriveva quanto sia antiestetico eseguire una fuga di bach per intero solo col ripieno...

Io adoro ascoltare le fughe in tanti modi, ma quanto scriveva Bossi più di cent'anni fa non fa testo perché è frutto dell'estetica di quegli anni. Esattamente speculare a quanti più tardi hanno scritto che bisogna eseguirle con il ripieno da capo a fondo.

Credo che tutto sia superato. Nell'interpretazione artistica di un brano ognuno dovrebbe assecondare il proprio modo di essere indipendentemente da quanto scritto o detto a "vantaggio" o "svantaggio".

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Io adoro ascoltare le fughe in tanti modi, ma quanto scriveva Bossi più di cent'anni fa non fa testo perché è frutto dell'estetica di quegli anni. Esattamente speculare a quanti più tardi hanno scritto che bisogna eseguirle con il ripieno da capo a fondo.

Credo che tutto sia superato. Nell'interpretazione artistica di un brano ognuno dovrebbe assecondare il proprio modo di essere indipendentemente da quanto scritto o detto a "vantaggio" o "svantaggio".

mmm beh di certo non è possibile stabilire quale sia la "migliore" esecuzione in quanto ognuno ha un proprio gusto, però mi son trovato d'accordo con quanto disse Bossi riguardo le fughe, credo che un maggior gioco di registri possa oggettivamente giovare alla struttura peculiare della fuga di esposizione-divertimenti-coda... poi c'è a chi piace il "pastone" imperterrito da capo a fine e a chi no in sostanza :P

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Walcha è stato il primo organista che ho ascoltato in vita mia; circa 30 anni fa, nella gloriosa libreria Ricordi alla galleria Umberto di Napoli, vidi questo vinile della DG con alcune Toccate bachiane e lo comprai... rimasi letteralmente folgorato e sono convinto che abbia determinato tutta la mia futura passione per la musica.

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Walcha è stato il primo organista che ho ascoltato in vita mia; circa 30 anni fa, nella gloriosa libreria Ricordi alla galleria Umberto di Napoli, vidi questo vinile della DG con alcune Toccate bachiane e lo comprai... rimasi letteralmente folgorato e sono convinto che abbia determinato tutta la mia futura passione per la musica.

O santo cielo, quel disco é stato il primo disco di Bach che ho comprato!Che bella coincidenza.Provo sempre emozione nel riascoltarlo (ora riversato in CD). Per la scelta dei registri, dei tempi e l'espressione, Walcha resta il mio preferito.

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Io voto per Richter, sia al cembalo, che all'organo, che alla direzione.

All'organo inoltre trovo magnifici Walcha, Schweitzer, Germani e Tagliavini.

Al cembalo (non me ne vogliate) Wanda Landowska insieme a Richter e Puyana per i clavicembali moderni, per i classici apprezzo molto Pinnock (spesso però usa strumenti un pò afoni a mio giudizio), Belder, Christine Schornsheim, Skip Sempé e Giorgio Tabacco.

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Come Direttore d'Orchestra (non è organista ma è pur sempre un interprete di Bach) io ho molto rivalutato Eugen Jochum, impeccabile nell'utilizzare Grandi Organi invece di piccoli positivi nei Grandi Cori d'apertura e chiusura delle Passioni.

[media]http://www.youtube.com/watch?v=BWaJsEL86GY

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Io invece direi (alcuni dei miei non mi sembra che siano ancora stati citati):

Organo: Koopman (anche se non tutto), Andrea Marcon, Hans Fagius (non tutto), abbastanza Lorenzo Ghielmi, qualcosa di Katrine Bryndorf e di Kay Johannsen

Clavicembalo: Leonhardt, Scott Ross, Ottavio Dantone

Direzione: Herreweghe, Koopman, Leonhardt, Harnoncourt

La Alain tutto sommato mi dice poco, di Richter ammiro la tecnica e la padronanza (ad esempio, come suonare la passacaglia tutta a memoria e nel frattempo controllare i registri e inserirne/disinserirne qualcuno anche se c'è il registrante, o suonare la fuga della toccata BWV 915, anche questa a memoria, impeccabilmente e a macchina da cucire...).

Al pianoforte per carità, non ce ne uno che riesca a piacermi.

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