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Anton Bruckner

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13 ore fa, giordanoted dice:

Come sono belle e poetiche le parole di Furtwaengler su Bruckner. "Il più frainteso tra i grandi musicisti". Ho l'impressione che sia vero ancora oggi. 

Il nostro caro ammiraglio Madiel, che ha legittimamente le sue riserve su Furtwaengler come direttore e come pensatore, ci ammonisce a vederne anche i lati più oscuri. E fa bene, benissimo. Nessuna ammirazione, per quanto grande - e la mia per Furt, anche sulla scorta delle sue letture bruckneriane, è immensa - dovrebbe mai diventare idolatria, fanatismo. E questo è un ammonimento che in primo luogo rivolgo a me stesso. Del resto, c'è un'altra pagina degli scritti di Furtwaengler, in cui si dice più o meno che, verso un grande compositore, si può, anzi, si deve provare dell'amore. Parla proprio dell'amore erotico, passionale, cieco. Che questo è il tipo di rapporto privilegiato, non quello intellettuale, tecnico, erudito. Questa incandescenza di sentimenti per noi, oggi, è abbastanza anacronistica e suona persino rozzamente primitiva. Eppure non posso negare di capire benissimo ciò di cui Furtwaengler parlava, non foss'altro che come un'eco che si va spegnendo.

 

eheh, io volevo solo sdrammatizzare, vi vedevo così concentrati sul buon vecchio Anton :P

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On 3/2/2018 at 21:31, Snorlax dice:

Urca che svista! :oChissà perché avevo la Ricciarelli che gironzolava nella mia memoria...

Lunedì mi arriva il cofanetto, che attendo con ansia! Ho già ascoltato qualcosa su Spotify comunque. La prima cosa che mi ha colpito è il suono dell'orchestra - per l'appunto, come hai ricordato, costituita ad hoc da Schaller per il suo festival - veramente fastoso, pieno. Poi, forse l'ho già detto, io amo particolarmente Bruckner eseguito e registrato in luoghi sacri - qui si tratta dell'Abbazia di Ebrach se non sbaglio - i quali mi sembrano veramente rispondere in maniera naturale alle complesse architetture bruckneriane. Inoltre - qui veramente un grandissimo plauso al direttore tedesco - c'è l'occasione di sentire il suo completamento del Finale della Nona, che io trovo superiore sia a Samale-Mazzucca sia a Carragan. Per ammissione stessa di Schellar, la sua ricostruzione è stata meno filologica rispetto alle altre (Schaller ha affermato che non ha ricorso sempre all'ultimo materiale vergato da Bruckner, ma anche a stesure precedenti), ma forse, malgrado o proprio per questo, mi sembra più convincente e più vicina all'estetica bruckneriana (prendete comunque con le pinze queste mie parole, lo scarto c'è e si sente, trattasi sempre di congetture, ma il risultato sembra molto più gradevole, per esempio, rispetto alla orribile e semplicistica coda di Samale-Mazzucca). Concludendo - e riallacciandomi ad altri post di questa discussione - una delle poche integrali contemporanee che sembra abbia veramente qualcosa di nuovo da aggiungere.

Riquotone, riquotissimo.:D

Sulla questione del completamento del finale della nona si può leggere questo testo alquanto esteso ed estensivo: https://www.opusklassiek.nl/componisten/bruckner_symphony_9_finale.pdf

Sto ascoltando finale in versione Schaller, che a pelle trovo un po' troppo strombazzante...boh.

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2 ore fa, Madiel dice:

eheh, io volevo solo sdrammatizzare, vi vedevo così concentrati sul buon vecchio Anton :P

Siamo un branco di maniaci, noi bruckneriani, inutile negarlo.

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1 ora fa, zeitnote dice:

Sulla questione del completamento del finale della nona si può leggere questo testo alquanto esteso ed estensivo: https://www.opusklassiek.nl/componisten/bruckner_symphony_9_finale.pdf

Sto ascoltando finale in versione Schaller, che a pelle trovo un po' troppo strombazzante...boh.

Verdonianamente, in che senso? Ripeto, lo trovo, come tentativo, un po' meglio degli altri. Poi si vede che c'ha veramente messo passione e intelligenza, alla fine c'è più continuità qui che nelle altre versioni che ho sentito finora. Prova a riascoltarti la Samale/Mazzucca/Phillips/Cohrs (tra l'altro scelta pure da Rattle per la sua incisione EMI), pur essendo in quattro, hanno cavato molti meno ragni dal buco, ed il risultato è ben più imbarazzante...e la coda lì si che è strombazzante! (scusa la rima oscena:D)

Al questo punto, si può anche dire che la scelta più ponderata l'aveva fatta Harnoncourt, presentando i frammenti come tali...

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4 ore fa, giordanoted dice:

A proposito del Finale della Nona, io ribadisco la mia preferenza per l'esecuzione di Kurt Eichhorn. 

 

Alcuni americani addirittura incensano questa

Bruckner9_8555933.gif

che, ammetto, non ho mai sentito.
Anni fa costui aveva registrato le versioni rare delle sinfonie per una stranissima casa discografica. Alcune di queste registrazioni (non tutte) sono state ripubblicate da Naxos.

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Comunque, come comica serale vi propino questa

Anche il povero, bistrattato Celibidone viene spodestato, e non di poco.
Orchestra elettronica o parzialmente tale. BRRRRRR.

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18 ore fa, giordanoted dice:

Siamo un branco di maniaci, noi bruckneriani, inutile negarlo.

Nonché puntigliosi, orgogliosi e polemici. Difatti proporrei di rinominare questa discussione "dopolavoro del bruckneriano" oppure "circolo bruckneriano" . :D 

17 ore fa, Snorlax dice:

Verdonianamente, in che senso? Ripeto, lo trovo, come tentativo, un po' meglio degli altri. Poi si vede che c'ha veramente messo passione e intelligenza, alla fine c'è più continuità qui che nelle altre versioni che ho sentito finora. Prova a riascoltarti la Samale/Mazzucca/Phillips/Cohrs (tra l'altro scelta pure da Rattle per la sua incisione EMI), pur essendo in quattro, hanno cavato molti meno ragni dal buco, ed il risultato è ben più imbarazzante...e la coda lì si che è strombazzante! (scusa la rima oscena:D)

Al questo punto, si può anche dire che la scelta più ponderata l'aveva fatta Harnoncourt, presentando i frammenti come tali...

E' ormai evidente, caro Snorlax, che siamo diversamente bruckneriani. :D Nel finale del quartetto (Eichron, Rattle ecc.) c'è più bilanciamento e equilibrio delle parti orchestrali, laddove in Schaller - oltre ad esserci una certa saturazione delle dinamiche - tende a predominare la componente di corni, trombe & Co. In ogni caso, il lavoro di Schaller - che dimostra di possedere perspicuità di sguardo nei meccanismi bruckneriani - è notevole e meritorio, anche solo per esserei preso in piena solitudine la responsabilità di offrirci una nuova prospettiva sull'indecifrabile universo di Bruckner. Ti segnalo, infine, che sei in buona compagnia, giacché anche gli emeriti "Bruckner Insiders" perorano la causa di Schaller: http://bruckner-insiders.blogspot.it/2016/10/bruckner-symphony-no-9-completed-by.html

By the way, la nona di Rattle, chi l'avrebbe mai detto, è molto bella!

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13 ore fa, zeitnote dice:

Nonché puntigliosi, orgogliosi e polemici. Difatti proporrei di rinominare questa discussione "dopolavoro del bruckneriano" oppure "circolo bruckneriano" . :D 

E' ormai evidente, caro Snorlax, che siamo diversamente bruckneriani. :D Nel finale del quartetto (Eichron, Rattle ecc.) c'è più bilanciamento e equilibrio delle parti orchestrali, laddove in Schaller - oltre ad esserci una certa saturazione delle dinamiche - tende a predominare la componente di corni, trombe & Co. In ogni caso, il lavoro di Schaller - che dimostra di possedere perspicuità di sguardo nei meccanismi bruckneriani - è notevole e meritorio, anche solo per esserei preso in piena solitudine la responsabilità di offrirci una nuova prospettiva sull'indecifrabile universo di Bruckner. Ti segnalo, infine, che sei in buona compagnia, giacché anche gli emeriti "Bruckner Insiders" perorano la causa di Schaller: http://bruckner-insiders.blogspot.it/2016/10/bruckner-symphony-no-9-completed-by.html

By the way, la nona di Rattle, chi l'avrebbe mai detto, è molto bella!

Questo te lo concedo!;)In alcuni momenti, Schaller ci è andato un po' pesantino con l'orchestrazione...ma continuo a preferire lui, piuttosto che Samale/Mazzucca etc. che trovo più semplicistici, dato che nella coda la ripresa dei temi mi sembra risolta in maniera un po' goffa, Non che la coda di Schaller rasenti la perfezione, anzi, però l'ho trovata sufficientemente esaltante...

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Comunque i frammenti della Nona vale la pena conoscerli anche solo per sentire il tema/corale dell'Halleluja...a me vengono le lacrime ogni volta che lo sento :crying_anim02:

Scusate lo scivolone sentimentale... (c'è molto altro da tener conto in quel frammento)...ma al cuor non si comanda...:(

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Il poche parole ma lapidarie è stato Celibidache ad enunciare il fondamento dell'arte di Furtwangler in Bruckner e non solo, le sue esecuzioni, disse, esprimono tutto ciò che una musica ha da dire. Ed è vero.

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719wnR8qrJL._SX355_.jpg

Dunque, ho cominciato ad ascoltare il tanto atteso cofanetto di Schaller. Ho dato un ascolto generale, ed ora mi sto dedicando alle prime sinfonie del nostro amato Anton (di cui esiste anche un cofanetto separato di cui ho postato l'immagine [ma in cui mancano le sinfonie farina, la 0 e la 00]). Devo dire che sono rimasto assai soddisfatto. Schaller riesce molto, ma molto bene in questo primo Bruckner. L'impressione è quella di una intepretazione molto naturale, pacata, e i tempi scelti dal direttore tedesco - giustamente distesi - riescono a diapanare in maniera notevole i difficili nodi delle costruzioni bruckneriane. La Seconda merita senza dubbio di entrare in una discografia essenziale di questa sinfonia. La Terza, poi, è stata una vera sorpresa. Con mio grande stupore, ho scoperto che Schaller non propone semplicemente la originalverfassung, ma una ulteriore versione del 1874 (edita da Carragan) in cui vi sono cambiamenti sensibili rispetto alla versione originale, in primis nell'orchestrazione, molto più ricca, per la verità, anche più pesante in certi punti, se confrontata con la precedente. Penso che quella di Schaller sia l'unica incisione di questa versione (Schaller include anche una versione stranissima dell'Ottava, ma mi ci devo ancora concentrare).

Quali sono le prime impressioni di questa integrale? Sicuramente, i punti positivi ci sono. Anzitutto, l'orchestra veramente strepitosa. Un suono, pieno, ricco, quasi opulento, aiutato in questo dalla splendida location, ossia l'Abbazia di Ebrach, in Franconia. Anche la ripresa del suono risulta essere molto buona. Fin dal primo ascolto, si percepisce che Schaller è veramente dedito - con tutto il cuore e con tutta l'anima (scusate l'esagerazione) - alla causa bruckneriana. Questo non è assolutamente una integrale alla moda, come suppongo sarà quella di Nelsons, o una integrale per stupire stupidamente come quella di Venzago. L'onesta intellettuale del direttore tedesco è fuori dubbio. Certo nella sua concertazione non si troveranno né le acrobazie di un Furtwangler o di un Jochum, né l'austerità di un Wand o di un Giulini, né gli estremismi di un Celibidache. L'approccio di Schaller, è molto naturale, semplice senza essere semplicistico, da cui traspare, ripeto, l'amore che il direttore tedesco ha verso il compositore austriaco. Se proprio lo dovessi associare ad un altra cifra interpretativa, sceglierei - con le dovute differenze - quella di Tintner (non me ne voglia @zeitnote;)). Ovviamente Schaller ha a disposizione un'orchestra ben più immersa nelle sonorità bruckneriane.

E i contro? Eh, ce ne sono, ce ne sono. Il punto a sfavore più grave, secondo me, è proprio una conseguenza della grande dedizione bruckneriana che ha il direttore tedesco. Tento di spiegarmi, sperando di farmi capire. Il rispetto per il testo bruckneriano, porta molte volte Schaller a schiacciarsi su di esso. L'esecuzione risulta non poche volte quasi pedissequa, soprattuto nelle sinfonie più mature. Come si suol dire, Schaller delle volte dovrebbe prendere il volo, ma non lo fa. Proprio per questo, alcuni climax mi risultano un po' sottotono, anemici, nonostante l'enorme quantità di suono che Schaller e la sua orchestra riescono a infondere. Anche certe code talvolta non riescono a trasmettere quel misto di eroismo e misticismo, tipico della scrittura del Nostro, rivelandosi sovente solamente pompose, crasse. Ma mi riservo più avanti di approfondire questo punto, quando mi dedicherò meglio all'ascolto alle sinfonie successive.

Comunque, da ultimo, trovo che questa sia un integrale che ogni bruckneriano debba perlomeno ascoltare con qualche attenzione. E' veramente appagante all'udito, e fa sempre piacere sentire un'orchetra con un suono del genere, che tra l'altro risulta essere molto adatto per capolavori in questione. A cui Schaller ha dedicato - e questo è evidentissimo - uno studio attentissimo e un'acribia che è difficile trovare nei direttori dello star system d'oggigiorno. E questo me lo fa stimare molto, nonostante le falle (ma si tratta di rilievi personalissimi ovviamente) a cui ho accennato.

 

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7 ore fa, Snorlax dice:

719wnR8qrJL._SX355_.jpg

Dunque, ho cominciato ad ascoltare il tanto atteso cofanetto di Schaller. Ho dato un ascolto generale, ed ora mi sto dedicando alle prime sinfonie del nostro amato Anton (di cui esiste anche un cofanetto separato di cui ho postato l'immagine [ma in cui mancano le sinfonie farina, la 0 e la 00]). Devo dire che sono rimasto assai soddisfatto. Schaller riesce molto, ma molto bene in questo primo Bruckner. L'impressione è quella di una intepretazione molto naturale, pacata, e i tempi scelti dal direttore tedesco - giustamente distesi - riescono a diapanare in maniera notevole i difficili nodi delle costruzioni bruckneriane. La Seconda merita senza dubbio di entrare in una discografia essenziale di questa sinfonia. La Terza, poi, è stata una vera sorpresa. Con mio grande stupore, ho scoperto che Schaller non propone semplicemente la originalverfassung, ma una ulteriore versione del 1874 (edita da Carragan) in cui vi sono cambiamenti sensibili rispetto alla versione originale, in primis nell'orchestrazione, molto più ricca, per la verità, anche più pesante in certi punti, se confrontata con la precedente. Penso che quella di Schaller sia l'unica incisione di questa versione (Schaller include anche una versione stranissima dell'Ottava, ma mi ci devo ancora concentrare).
@zeitnote

Questo m'interessa. Io non ho mai ascoltato la "mitica" 1873, che qui a moltissimi piace molto più che non le versioni successive. Questa del 1874 ne cambia solo la strumentazione o ratifica già le abbreviazioni?

Ah: per la Quarta, qual è l'edizione prescelta?

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1 ora fa, Wittelsbach dice:

Questo m'interessa. Io non ho mai ascoltato la "mitica" 1873, che qui a moltissimi piace molto più che non le versioni successive. Questa del 1874 ne cambia solo la strumentazione o ratifica già le abbreviazioni?

Ah: per la Quarta, qual è l'edizione prescelta?

La versione del 1874 - che anch'io ho sentito per la prima volta - non ha i tagli di quella successiva. Sostanzialmente si tratta di una versione alternativa all'originalverfassung, con una orchestrazione talvolta differente e la riscrittura di qualche passaggio.

La Quarta è addirittura in due versioni differenti: quella definitiva e quella del 1878 (ossia primi tre movimenti identici, ma con il finale cosiddetto "Volkfest")...sinceramente qui come versione alternativa avrei preferito quella del 1874, ma vabbé, questo cofanetto è comunque ricco di numerose primizie...

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Me lo piglio, visto che la Bruckner Collection di Schaller contiene solo 0, 00, 1, 2, 7 e 9 completata da lui.

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1 minuto fa, Wittelsbach dice:

Me lo piglio, visto che la Bruckner Collection di Schaller contiene solo 0, 00, 1, 2, 7 e 9 completata da lui.

Comunque ho appena finito di ascoltare la Zero e devo dire che il livello continua a sembrarmi bello alto in queste prime sinfonie...

Non so tu, ma io continuo a essere affascinato dal suono bello pacioccone dell'orchestra di Schaller :D

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435478.jpg

Anche il giovane canadese Nézet-Séguin si annovera fra gli "integralisti" bruckneriani, con la seconda orchestra di Montreal.

 

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21 minuti fa, Ives dice:

435478.jpg

Anche il giovane canadese Nézet-Séguin si annovera fra gli "integralisti" bruckneriani, con la seconda orchestra di Montreal.

 

Avevo adocchiato il cofanetto in questione e ho cercato qui sul forum qualche commento su questo direttore, ma ho trovato ben poco. Opinioni a riguardo?

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14 minuti fa, glenngould dice:

Avevo adocchiato il cofanetto in questione e ho cercato qui sul forum qualche commento su questo direttore, ma ho trovato ben poco. Opinioni a riguardo?

Se è per un primo acquisto, lascerei perdere e opterei per i nomi conosciuti. Mi limitavo a segnalare...forse ha ragione @giordanoted quando dice che bisognerebbe centellinare certo repertorio o almeno inciderlo quando lo si è almeno approfondito in modo organico...il canadese altrove ha dato prove molto alterne, spesso con più bassi che alti, a mio parere.

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17 ore fa, Snorlax dice:

La versione del 1874 - che anch'io ho sentito per la prima volta - non ha i tagli di quella successiva. Sostanzialmente si tratta di una versione alternativa all'originalverfassung, con una orchestrazione talvolta differente e la riscrittura di qualche passaggio.

La Quarta è addirittura in due versioni differenti: quella definitiva e quella del 1878 (ossia primi tre movimenti identici, ma con il finale cosiddetto "Volkfest")...sinceramente qui come versione alternativa avrei preferito quella del 1874, ma vabbé, questo cofanetto è comunque ricco di numerose primizie...

Ragazzi, cerchiamo di evitare il feticcio delle versioni e vediamo di non trattare le sinfonie di Bruckner alla stregua delle figurine dei calciatori. :buba: :sarcastic_hand:

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16 minuti fa, zeitnote dice:

Ragazzi, cerchiamo di evitare il feticcio delle versioni e vediamo di non trattare le sinfonie di Bruckner alla stregua delle figurine dei calciatori. :buba: :sarcastic_hand:

Ma sono d'accordissimo!!! Ma qualche volta bisogna pur appagare i feticismi bruckneriani...;)

Anche se per via della Terza e della Quarta, secondo me le versioni alternative richiedono un'ascolto, visto i cambiamenti radicali che hanno subìto queste sinfonie...

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2 ore fa, Ives dice:

Se è per un primo acquisto, lascerei perdere e opterei per i nomi conosciuti. Mi limitavo a segnalare...forse ha ragione @giordanoted quando dice che bisognerebbe centellinare certo repertorio o almeno inciderlo quando lo si è almeno approfondito in modo organico...il canadese altrove ha dato prove molto alterne, spesso con più bassi che alti, a mio parere.

Grazie mille!

Non sarebbe stato comunque un primo acquisto. Amazon.it lo dava in pre acquisto a €5.90, però ho preferito veicolarli in altro :D. Grazie per le info, sempre preziose!

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On 2/2/2018 at 10:19, Ives dice:

A Dohnanyi credo interessi soprattutto l’analisi testuale, non per arrestarsi ad un esito meramente formalistico ma perché egli muove dall’assunto secondo cui non si perviene ad un’esatta comprensione dell’autore se non si segue preliminarmente questo itinerario di ricerca. Qui, infatti, gli elementi tematici (che spesso Bruckner propone solo in forma di frammento) vengono analiticamente sviscerati con puntigliosa attenzione ai minimi particolari e, successivamente, collocati in un contesto di logica continuità in cui l’esposizione deve essere il più possibile fluida. Prevale la tendenza a sintetizzare e ad unire, anche per non appesantire la struttura formale già di per sé molto complessa. La Cleveland Orchestra è di livello tecnico fantascientifico e la registrazione audio Decca molto riuscita, limpida e naturale. A me, piace (poi adoro le sezioni degli ottoni delle orchestre americane, a Cleveland all'epoca capeggiata dalla prima tromba del mitico Bernard Adelstein, per cui, qui c'è di che sentire) ma non sono certo un fan di Bruckner.

 

500x500.jpg

Sulla scorta delle considerazioni dell'amico, ma soddisfando una voglia che in realtà covavo da tempo senza trovar modo di sfogarla, mi è venuto in aiuto spotify.
Il ricordo è precisamente quello del suo Wagner: chiarissima lucidità testuale e direi anche intellettuale. Un Bruckner che guarda al Novecento più che agglutinare le sonorità, senza che comunque appaiano scomposte o, peggio, disorganiche. Una bella lettura di quest'accoppiata a cui, con la complicità del tempo, affiancherò via via tutto il corpus.

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