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dwaltz

Anton Bruckner

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Guest zeitnote
vi state dimenticando l'elogiatissima integrale di tintner per la Naxos.

Be', se è per questo io ricorderei anche la quinta di Sinopoli (originale e malinconicamente decadente), la nona e la settima di Wand coi Berliner (analitiche e taglienti) e le splendide ottava e quarta di Kubelik con l'orchestra della radio bavarese. Infine, a mo di menzione speciale, una seconda magniloquente e cantabile di Carlo Maria Giulini con i Wiener Symphoniker (CD Testament).

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vi state dimenticando l'elogiatissima integrale di tintner per la Naxos.

quindi è valida quell'integrale? Ho visto che ci sono anche la 0 e la 00.

Mentre questa con Karajan come è?

9bea_1.JPG

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quindi è valida quell'integrale? Ho visto che ci sono anche la 0 e la 00.

Mentre questa con Karajan come è?

9bea_1.JPG

Io non ce l'ho ma conoscendo lo stile esecutivo di Herbert non dovrebbe essere male. Ovvio che come tutte le integrali ci saranno punti forte e punti deboli. Tra l'altro ho visto che la DG sta ripubblicando gran parte del catalogo di Karajan in cofanetti tematici (tipo la serie celebrativa di Lenny) inseriti in una nuova e gustosa veste grafica.

bruckner: integrale di karajan

Slurp :give_heart2:

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Mi è arrivato questo...

http://images.google.it/url?q=http://www.m...WyS_QO4U1yib1mw

Datemi un'oretta e vi spiego tutto io!

Sembra uno spartito ^^

Io non ce l'ho ma conoscendo lo stile esecutivo di Herbert non dovrebbe essere male. Ovvio che come tutte le integrali ci saranno punti forte e punti deboli. Tra l'altro ho visto che la DG sta ripubblicando gran parte del catalogo di Karajan in cofanetti tematici (tipo la serie celebrativa di Lenny) inseriti in una nuova e gustosa veste grafica.

bruckner: integrale di karajan

Slurp :give_heart2:

Interessante. Ma, praticamente, quella del link è l'integrale che ho postato io? Cioè, è la stessa cosa, soltanto che hanno modificato veste grafica? O mi sbaglio? :)

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Interessante. Ma, praticamente, quella del link è l'integrale che ho postato io? Cioè, è la stessa cosa, soltanto che hanno modificato veste grafica? O mi sbaglio? :)

Non ti sbagli, è proprio la stessa. Non mi risultano altre integrali bruckneriane di Karajan per DG. Mi intriga parecchio e soprattutto sono curioso di capire a che prezzo questi cofanetti carini verranno lanciati sul mercato.

Ma dimenticavo la prossima integrale bruckneriana che voglio prendere è sicuramente questa:

4489102.jpg

Adoro il suo sporco e teutonico del direttore ungherese specie con Wagner e quindi mi ispira molto questa integrale con registrazioni che vanno dal 1979 al 1996.

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Sulle integrali: sono sempre una bella soddisfazione all'acquisto, e sicuramente quella di Karajan è di alto livello (quella di Tintner non so, di suo ho ascoltato solo la Prima) però le sconsiglio vivamente, in Bruckner più che mai. Prendiamo Karajan: la sua integrale con i Berliner ha una Quinta strepitosa, una Seconda ingiustamente trascurata (non ho sentito Giulini ma quella di Karajan basta e avanza per me), per il resto non raggiunge il livello di singole registrazioni di altri, inclusa anche l'Ottava con i Wiener dello stesso Karajan che è molto molto bella, così come anche la Settima, sua ultima registrazione prima della morte. Su Solti poi ci andrei ancora più cauto, non torna l'equazione Wagner di Solti Grande dunque Bruckner di Solti Grande. Wagner e Bruckner sono davvero due mondi a parte, hanno vicinanza nella timbrica, nell'idea molto generica di dilatare la forma fino a costruire un discorso potenzialmente infinito, autosufficiente, sbrigliato dalle gabbie formali classiche, forse in certi colpi di tuono e effettacci (che Bruckner riusciva a controllare ancora meno di quel maestro della tensione drammatica che fu Wagner) ma per il resto Bruckner è molto, molto più introspettivo e, a suo modo, "da camera", di Wagner, più intimo, e qui Solti è davvero inadeguato. Senza le nuances Bruckner è solo uno scem(pi)o come lo descrive vul: io presi la Settima di Solti tempo fa, non riesco più a ritrovarla, mi lasciò completamente indifferente. Si potrebbero anche fare oziosi discorsi circa l'inadeguatezza di un ungherese nel dirigere il terribilmente contraddittorio e freudianamente complessato Bruckner naturalizzato viennese... comunque si rischia sempre. In breve, consiglio di acquistare le sinfonie ad una ad una, fidando prima nei suggerimenti di chi sul calvario c'è già salito e poi aggiustando il tiro con le proprie idiosincrasie personali. Però, se Solti nessuno l'ha mai messo tra i grandi bruckneriani, un motivo ci sarà.

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Guest Lenny
4489102.jpg

In effetti mi incuriosisce molto, anche se non ne ho sentito parlare molto bene, soprattutto per quanto riguarda le ultime sinfonie. Comunque qui c'è il primo movimento della sesta con la Chicago Symphony:

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Sulle integrali: sono sempre una bella soddisfazione all'acquisto, e sicuramente quella di Karajan è di alto livello (quella di Tintner non so, di suo ho ascoltato solo la Prima) però le sconsiglio vivamente, in Bruckner più che mai. Prendiamo Karajan: la sua integrale con i Berliner ha una Quinta strepitosa, una Seconda ingiustamente trascurata (non ho sentito Giulini ma quella di Karajan basta e avanza per me), per il resto non raggiunge il livello di singole registrazioni di altri, inclusa anche l'Ottava con i Wiener dello stesso Karajan che è molto molto bella, così come anche la Settima, sua ultima registrazione prima della morte. Su Solti poi ci andrei ancora più cauto, non torna l'equazione Wagner di Solti Grande dunque Bruckner di Solti Grande. Wagner e Bruckner sono davvero due mondi a parte, hanno vicinanza nella timbrica, nell'idea molto generica di dilatare la forma fino a costruire un discorso potenzialmente infinito, autosufficiente, sbrigliato dalle gabbie formali classiche, forse in certi colpi di tuono e effettacci (che Bruckner riusciva a controllare ancora meno di quel maestro della tensione drammatica che fu Wagner) ma per il resto Bruckner è molto, molto più introspettivo e, a suo modo, "da camera", di Wagner, più intimo, e qui Solti è davvero inadeguato. Senza le nuances Bruckner è solo uno scem(pi)o come lo descrive vul: io presi la Settima di Solti tempo fa, non riesco più a ritrovarla, mi lasciò completamente indifferente. Si potrebbero anche fare oziosi discorsi circa l'inadeguatezza di un ungherese nel dirigere il terribilmente contraddittorio e freudianamente complessato Bruckner naturalizzato viennese... comunque si rischia sempre. In breve, consiglio di acquistare le sinfonie ad una ad una, fidando prima nei suggerimenti di chi sul calvario c'è già salito e poi aggiustando il tiro con le proprie idiosincrasie personali. Però, se Solti nessuno l'ha mai messo tra i grandi bruckneriani, un motivo ci sarà.

Allora le integrali a mio avviso non sono assolutamente un problema. Primo: mi piace essere io a decidere se un'incisione è scadente o meno e non facendo affidamento solo ed esclusivamente su pareri esterni. non è detto che un interpretazione bocciata dalla critica o da qualche esperto forumista a me non possa invece piacere. Secondo: comprarmi 3 cd sciolti (e qui c'è anche il problema che molte incisioni non sono più reperibili sfuse) mi costa di più che prendermi l'intera integrale. Terzo: meno importante ma lo specifico, lo spazio in casa non è mai tanto e i box cartonati con bustine te ne fanno risparmiare un bel pò.

:thumbsup_anim:

Riguardo il Bruckner di Solti non lo conosco quindi non entro nel merito. Ma dire che Solti in quanto ungherese non sa dirigere un compositore crucco mi sembra una forzatura. Wagner poi dimostra il contrario.

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ps. Solo per tom207: visto che, a quel che mi dici tu, Abbado non va bene con Bruckner, che consiglieresti?

Qualche giorno fa, mi sono visto ed ascoltato l'adagio della settima (molto bello, in verità) su you tube: dirigeva il tuo amatissimo Celibidache. E' lui quello che se la cava meglio nel repertorio bruckneriano?

Grazie.

La differenza tra Celi e tutti gli altri, a parte tutte le "interpretazioni" che gli amici del forum vorrebbero attribuirgli, è che è l'unico a "unificare" la composizione in un unico respiro, vale a dire a mettere in relazione la fine con l'inizio, cioè far sì che ciò che avviene in ogni momento della composizione sia la conseguenza di ciò che precede e la premessa di ciò che avverrà. Il che vuol ancora dire saper dosare le sonorità, le linee, i dialoghi tra le parti, in modo che il percorso non si interrompa mai ma sia l'unica strada possibile, in base al "seme" gettato, del "frutto" che ne scaturisce. Altro che misticismo.

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Allora le integrali a mio avviso non sono assolutamente un problema. Primo: mi piace essere io a decidere se un'incisione è scadente o meno e non facendo affidamento solo ed esclusivamente su pareri esterni. non è detto che un interpretazione bocciata dalla critica o da qualche esperto forumista a me non possa invece piacere. Secondo: comprarmi 3 cd sciolti (e qui c'è anche il problema che molte incisioni non sono più reperibili sfuse) mi costa di più che prendermi l'intera integrale. Terzo: meno importante ma lo specifico, lo spazio in casa non è mai tanto e i box cartonati con bustine te ne fanno risparmiare un bel pò.

:thumbsup_anim:

Riguardo il Bruckner di Solti non lo conosco quindi non entro nel merito. Ma dire che Solti in quanto ungherese non sa dirigere un compositore crucco mi sembra una forzatura. Wagner poi dimostra il contrario.

Le integrali in generale vanno benissimo, hanno i vantaggi che dici tu, però la mia opinione è basata sulla sensazione che nessuna delle integrali di Bruckner in circolazione, su nove/dieci sinfonie incluse, ne ha un paio davvero memorabili. Mentre, che so, l'integrale delle Cantate di Bach incise da Karl Richter è quasi senza difetti.

Bruckner non era crucco, come Wagner (nato a Lipsia), era austriaco, e visse perlopiù a Vienna. Di nuovo, il parallelismo Wagner-Bruckner, anche sul piano antropologico, non regge proprio. Poi sicuramente quando avanzavo l'ipotesi dell'incapacità dell'ungherese Solti di dipanare gli engimi del viennese Bruckner basti dire che Szell, ungherese anch'egli, ha lasciato ottime incisioni bruckeriane, tra cui una Terza con la Cleveland che è forse la migliore in assoluto. Ma Szell era anche un grandissimo mozartiano... e Bruckner deve molto a Mozart, come a Schubert, studiò con Simon Sechter che fu l'uomo al quale Schubert, ormai già molto malato, si rivolse per approfondire il contrappunto, altro elemento che nella musica di Bruckner è sviluppato in modo del tutto personale (basti ascoltare la Quinta, o la messa in mi minore).

In breve ci sono molti elementi che allontanano Bruckner dall'orbita wagneriana. Lo portano a un terreno, a dispetto delle dimensioni delle sue opere, più intimo, introverso. Solti mi sembra poco introverso, ecco.

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Ascoltata la quarta spartito alla mano posso dire che la scrittura appare non dico semplice, ma molto schematica. E' vero che le sezioni procedono molto ognuna per conto suo (tutti gli archi fan così, tutti i fiati fan cosà) quasi l'orchestra venisse concepita come uno strumento musicale da suonarsi da un unico esecutore con un unica mente, per cui può creare complessità limitate, ma grandi quantità di suono (un po' come...un organo?).

Per fare un confronto...Brahms mi sembra un bel pezzo avanti. Eppure non è musica, quella di Bruckner, che suoni in qualche modo povera o depotenziata, il suo sinfonismo ha una coerenza con se stesso assoluta.

Ho sentito Jochum che mi ha molto deluso. Preferisco Henry Adolph. Non sapete chi è? Nemmeno io, ma la sua quarta che ho comprato in edicola decenni fa rimane sempre la migliore che abbia mai sentito.

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Guest zeitnote
Ascoltata la quarta spartito alla mano posso dire che la scrittura appare non dico semplice, ma molto schematica. E' vero che le sezioni procedono molto ognuna per conto suo (tutti gli archi fan così, tutti i fiati fan cosà) quasi l'orchestra venisse concepita come uno strumento musicale da suonarsi da un unico esecutore con un unica mente, per cui può creare complessità limitate, ma grandi quantità di suono (un po' come...un organo?).

Per fare un confronto...Brahms mi sembra un bel pezzo avanti. Eppure non è musica, quella di Bruckner, che suoni in qualche modo povera o depotenziata, il suo sinfonismo ha una coerenza con se stesso assoluta.

Ho sentito Jochum che mi ha molto deluso. Preferisco Henry Adolph. Non sapete chi è? Nemmeno io, ma la sua quarta che ho comprato in edicola decenni fa rimane sempre la migliore che abbia mai sentito.

Piccola curiosità : sul portale dedicato alla discografia di Bruckner l'edizione del "fantomatico" Henry Adolph è nominata nella sezione "orrori discografici", dove vengono elencati CD che contengono errori di varia natura. Sul CD di questo Adolph, per esempio, Bruckner viene fatto nascere il 1838 e morire nel 1880, togliendo al povero Anton ben 30 anni di vita. :o Ecco il link : http://www.abruckner.com/editorsnote/discographichorror/

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Piccola curiosità : sul portale dedicato alla discografia di Bruckner l'edizione del "fantomatico" Henry Adolph è nominata nella sezione "orrori discografici", dove vengono elencati CD che contengono errori di varia natura. Sul CD di questo Adolph, per esempio, Bruckner viene fatto nascere il 1838 e morire nel 1880, togliendo al povero Anton ben 30 anni di vita. :o Ecco il link : http://www.abruckner.com/editorsnote/discographichorror/

Mi piacerebbe sapere chi si cela dietro questo nomignolo, perchè questa quarta, vi assicuro, è davvero esaltante. Per esempio, al contrario di Jochum che ho sentito stasera, riesce a non far "spegnere" mai il flusso, anche nei momenti di attesa, di stasi e di passaggio. Poi la breve sezione verso la metà del primo movimento con quella frase grandiosa declamata dagli ottoni è da standing ovation.

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Knap

e Knap invece a cosa sta? :scratch_one-s_head:

Per il momento mantengo le distanze da questa discussione, perché prima preferisco approfondire quest'autore (ma alcuni suoi lavori già li conosco, ed ho sentito un estratto tratto dalla sonata per pianoforte in sol maggiore che mi è piaciuto parecchio)

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Hans Knappertsbusch, direttore d'orchestra tedesco che diede il meglio in Bruckner, Brahms, Beethoven, Wagner.

ah è vero :D grazie mille ;)

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Hans Knappertsbusch, direttore d'orchestra tedesco che diede il meglio in Bruckner, Brahms, Beethoven, Wagner.

In Brahms e Beethoven non saprei. Le sue ouvertures e le variazioni su Haydn mi piacciono, ma della 2° sinfonia ho un ricordo non buono. Per Beethoven lo conosco pochissimo, dovrò rimediare :o (anche perchè mi è parso bello).

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La mia opinione personale su Bruckner è che sia di difficile ascolto, monumentale. la settima rimane comunque veramente splendida. Un merito importante è di essere stato di ispirazione per l'altro grande sinfonista del tardo ottocento: Mahler

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Bruckner, che è il mio compositore preferito, e che amo follemente, e fin da ragazzino mi ha suscitato e suscita emozioni profondissime, è stato uno dei più grandi disegnatori di architetture musicali. La sua complessità, e quindi la difficoltà per molti di ascoltarlo gradevolmente, è proprio la difficoltà di seguire le arcate e i respiri che possono durare dei quarti d'ora! E questa è anche la terribile difficoltà di dirigerlo...

Sarà per questo motivo che anch'io lo amo alla follia??? :scratch_one-s_head:

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Per quanto mi riguarda, lo trovo struggente, e credo che avesse ragione von Karajan quando accostava Bruckner a Sibelius in nome di un comune sentimento "archetipico", con riferimento abbastanza ovvio all'uso che del termine faceva Jung, le chiavi profonde dell'anima di ogni individuo. Credo che sia oggettivamente un compositore meraviglioso per la somma di contraddizioni che riesce a integrare: irrequietezza ritmica e talora ponderosa lentezza, melodie struggenti (fin dalla seconda sinfonia) seguite da quelli che Glenn Gould, con sarcasmo, chiamava i "colpi di tuono" (la sua opera preferita era infatti il Quintetto per archi, che non ha "colpi di tuono" ovviamente), contrappunto palestriniano (messa in mi minore, quinta sinfonia) e cromatismi premahleriani (Ottava, nona sinfonia). Il fatto che le sue sinfonie siano state ripetutamente sfigurate da lui medesimo e dai suoi "amici" la dice lunga sulla difficoltà di sintetizzare tante spinte centrifughe. Per me, è più ardito e geniale del suo rivale Brahms e del suo allievo Mahler, però ora lo ascolto raramente, dopo essermi sottoposto a cicli ripetuti di tutta la sua opera a intervalli regolari per molti, troppi anni.

I paragoni sono sempre ingenerosi, e a volte crudeli (gioisco per godere di Brahms, Bruckner e Mahler...) ma fondamentalmente sono d'accordo con questa tua visione: trovo poi Bruckner assai più vicino al "rivale" che all'allievo, il quale mi pare abbia "travisato" la lezione del Maestro. Laddove Mahler si avvicina a Bruckner (direi sinfonie come la Seconda e la Sesta) risulta più equilibrato fin nell'espressione.

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La mia opinione personale su Bruckner è che sia di difficile ascolto, monumentale. la settima rimane comunque veramente splendida. Un merito importante è di essere stato di ispirazione per l'altro grande sinfonista del tardo ottocento: Mahler

Aver "ispirato" Mahler mi sembra il merito minore, anche perchè non mi pare che quest'ultimo ne abbia seguito pienamente le orme: Bruckner ottiene con l'orchestra ciò che Mahler (e la Nona beethoveniana in principio) deve proporre con la voce umana. Forse la sua isolata grandezza sta qui.

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Mi piace moltissimo, lo trovo monumentale ed evocativo.

Poi anche il fatto che fosse organista deve aver giocato molto a favore sulle sue architetture musicali

Il mio sogno sarebbe ascoltare tutte le Sinfonie bruckneriane eseguite all'organo: credo che perderebbero poco rispetto all'originale sinfonico. Quale altro sinfonista ottocentesco si presterebbe a questo "gioco"? Forse nessun altro.

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