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dwaltz

Anton Bruckner

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Possiedo quel CD. :ph34r_anim:

ma c'è qualche cd che non possiedi??? ;)

te ne sei pentito o ti ha entusiasmato?

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Guest Lenny
quel che mi è sembrato di capire è che però il buon bruckner non era altrettanto dotato in fatto di conoscenza del linguaggio (se vogliamo, la ricerca psicologica e puntuale, mai disgiunta dalla raffinatezza, ricercatezza e humor...seppur nel carattere cupo di fondo, dell'uno, non sembra trovare una pari raffinatezza di scrittura in bruckner, che pare appropriarsi dei caratteri del sinfonismo beethoveniano - che con le sospensioni quasi ci giocava pur certamente non facendolo per divertissment -, applicandolo però con una certa rudezza alla sua musica di fatto priva di invenzioni musicali importanti). è chiaro, se mi sbaglio in linea generale sono prontissimo a ricredermi. ma ho come la sensazione che quella di bruckner sia musica d'atmosfera. non so come definirla (per non banalizzarla con irriverenza). eppure perché 5 minuti del tristano valgono quanto la 5a di bruckner? ok, starò esagerando...ma nell'orchestrazione (almeno stando a quel che dici tu, comp) perché mi pare inferiore a wagner? o sei del parere che non debbano esistere paragoni fra compositori diversi, etc?

Non mi pare che in questo passaggio vul dica cose "fuori dal mondo". Ci sono critici (soprattutto americani) che hanno proprio sottolineato questo aspetto: Bruckner considerava la forma sonata come forma epica, anzichè drammatica (come era in Beethoven), utilizzandola per ottenere effetti pomposi e prolungati di meditazione ed esposizione, piuttosto che per gli aspetti drammatici insiti nella sua stessa struttura. Distendendo cosi lungamente le sezioni della forma sonata, il contrasto drammatico (connaturato a tale forma) va perdendosi per l'ascoltatore. Risulta invece chiaro a chi legge la partitura. In soldoni, secondo questi critici, Bruckner ha male interpretato le virtù della forma (si fanno gli esempi del quartetto d'archi e delle messe). Detto questo, pur non amandolo particolarmente, ascolto Bruckner sempre volentieri e con interesse. Uno degli aspetti che mi ha colpito fin dai primi ascolti, è proprio l'originalità della sua orchestrazione: sempre e solo un'intera famiglia di strumenti sono suonati insieme, ottenendo un singolare movimento in avanti che costringe al silenzio un gruppo per immetterne subito un altro. Procedimenti che non ho riscontrato in nessun compositore precedente.

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ecco perché prolunga le note anche ai violini per minuti e minuti e minuti e minuti e minuti come se fossero tasti bloccati di un organo :(

scherzi a parte...bruckner è inascoltabile...è davvero un uomo d'altri tempi.

per amarlo bisogna essere dei novantenni con la pressione 57-78, soffrire di afasia, di ipoacusia e avere la stessa flemma nel procedere (e cioè rimanere fermi in catalessi)

A me piace perchè è esaltante. A volte mi fa venire un impulso irrefrenabile di invadere la Polonia.

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Ora come ora, la musica bruckneriana che più mi affascina risiede nei mottetti, ma conosco pochissimo della sua opera. Tra le sinfonie, amo molto la 4a ed il secondo movimento della 5a. La messa numero 1 non riesce invece a catturarmi.

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Non mi pare che in questo passaggio vul dica cose "fuori dal mondo". Ci sono critici (soprattutto americani) che hanno proprio sottolineato questo aspetto: Bruckner considerava la forma sonata come forma epica, anzichè drammatica (come era in Beethoven), utilizzandola per ottenere effetti pomposi e prolungati di meditazione ed esposizione, piuttosto che per gli aspetti drammatici insiti nella sua stessa struttura. Distendendo cosi lungamente le sezioni della forma sonata, il contrasto drammatico (connaturato a tale forma) va perdendosi per l'ascoltatore. Risulta invece chiaro a chi legge la partitura. In soldoni, secondo questi critici, Bruckner ha male interpretato le virtù della forma (si fanno gli esempi del quartetto d'archi e delle messe). Detto questo, pur non amandolo particolarmente, ascolto Bruckner sempre volentieri e con interesse. Uno degli aspetti che mi ha colpito fin dai primi ascolti, è proprio l'originalità della sua orchestrazione: sempre e solo un'intera famiglia di strumenti sono suonati insieme, ottenendo un singolare movimento in avanti che costringe al silenzio un gruppo per immetterne subito un altro. Procedimenti che non ho riscontrato in nessun compositore precedente.

E che invece utilizzerà Sibelius.

Per il resto, i critici (soprattutto americani) te li raccomando. E comunque non c'è bisogno di andare tanto in avanti, anche all'epoca sua Anton fu considerato per lungo tempo un fallito che componeva mostruosità. Dicevano più o meno le cose che dice vul, anche se non citavano Proust, ovviamente.

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lungaggini; che appagano più le orecchie - a costo d'azzeccare il volume - che la mente.

Beh, ma la Musica cosa dovrebbe appagare? Passi la mente, ma in primo luogo le orecchie. Se vuoi appagare la mente, allora iscriviti alla facoltà di Filosofia ed inizia a discettare su ogni minima cosa che ti trovi di fronte, o comincia a risolvere tutte le operazioni matematiche che trovi in ogni sorta di libro che hai in casa, ma la Musica usala per il suo scopo primo: appagarti le orecchie (ovviamente con classe, ma appagatele un po', su...).

Detto ciò, con me Bruckner è stato sfortunato: l'unica sua Sinfonia che conosco bene è la Settima, che però è forse la più 'lirica' insieme alla Terza. E voi sapete che a me piace la brevità nella frase, la secchezza negli incisi: le melodie lunghe e distese non fan per me. Di sicuro c'è che fu un grande orchestratore, nonché un ottimo utilizzatore dell'armonia (non vorrei dire una carrubata, ma a volte sotto questo aspetto mi ricorda Wagner), ma dovrei ascoltare qualcos'altro di suo prima di capire se sia in grado di... Appagare le mie orecchie :D :D .

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no, così risulto più antipatico e ho imparato meglio (ma non ancora ad usarle) delle parole che non uso spesso (e si vede).

credo comunque di aver reso un po' l'idea della sua musica (non si sa mai a quale volume ascoltarlo...non si sa mai quando finirà...i minuti diventano ore...sembra un po' insomma di vivere a rilento e tutto viene incredibilmente strascicato un po' come nei film horror dove ti aspetti la martellata da un momento all'altro...ma più spesso è una pugnalata al rallenty). dire 'non mi piace' è troppo sintetico forse. avrei dovuto scrivere un poema per giustificarmi magari prendendo a prestito un sacco di belle frasi da arbasino o dei critici musicali che hanno un bel repertorio lessicale (e appropriato). comunque da quel che si dice pare tanto che la musica di bruckner sia un po' paragonabile per estensione alla recherche di proust. quel che mi è sembrato di capire è che però il buon bruckner non era altrettanto dotato in fatto di conoscenza del linguaggio (se vogliamo, la ricerca psicologica e puntuale, mai disgiunta dalla raffinatezza, ricercatezza e humor...seppur nel carattere cupo di fondo, dell'uno, non sembra trovare una pari raffinatezza di scrittura in bruckner, che pare appropriarsi dei caratteri del sinfonismo beethoveniano - che con le sospensioni quasi ci giocava pur certamente non facendolo per divertissment -, applicandolo però con una certa rudezza alla sua musica di fatto priva di invenzioni musicali importanti). è chiaro, se mi sbaglio in linea generale sono prontissimo a ricredermi. ma ho come la sensazione che quella di bruckner sia musica d'atmosfera. non so come definirla (per non banalizzarla con irriverenza). eppure perché 5 minuti del tristano valgono quanto la 5a di bruckner? ok, starò esagerando...ma nell'orchestrazione (almeno stando a quel che dici tu, comp) perché mi pare inferiore a wagner? o sei del parere che non debbano esistere paragoni fra compositori diversi, etc?

non so. sto solo cercando una spiegazione 'teorico-musicale' alla mia insofferenza di fondo per le sue estreme ed estenuanti lungaggini; che appagano più le orecchie - a costo d'azzeccare il volume - che la mente.

Dipende con quale metro giudichi la musica che ascolti, se è, come inevitabilmente credo che sia, quello personale allora sarebbe opportuno esprimersi nei termini suggeriti da compositore1980, anche a rischio di sembrare un po’ meno antipatico. :D Se poi vogliamo fare un discorso diverso e valutare Bruckner utilizzando un minimo di cognizione allora dobbiamo chiarire che: 1) Il paragone tra Proust e Bruckner non sta né in cielo e né in terra, il solo fatto di esprimersi attraverso forme di grandi proporzioni non è sufficiente ad instaurare un valido raffronto, si tratta di due personalità antitetiche per stile, cultura, formazione, soggettività ecc. Da uomo di estrazione contadina, vissuto e formatosi in gioventù in piccoli centri rurali, con la sua fede cattolica più o meno serenamente accettata (almeno così sembra) Bruckner non avrebbe mai tirato fuori uno stile che rappresentasse la trasposizione in musica della “ricerca psicologica e puntuale, mai disgiunta dalla raffinatezza, ricercatezza e humor...”. 2) Tutto ciò che di umanamente eroico si trova in Beethoven viene tramutato in mistico in Bruckner, esempio ne è il diverso rapporto con il tempo musicale: nel momento iniziale della sezione dello sviluppo la musica in Beethoven prende una spinta in avanti ( una sorta conquista del tempo come, mi sembra di ricordare, disse un critico) in Bruckner invece, dopo l’esposizione segue un momento di stasi del discorso, dove il tempo stesso sembra fermarsi per poi accedere alla grande meditazione sul materiale tematico esposto. 3) Musica d’atmosfera non credo sia un’ etichetta in alcun modo applicabile alla musica di Bruckner, semmai musica di struttura con l’utilizzo di tre temi nella forma sonata, una solida costruzione dei movimenti lenti con due o tre temi che si susseguono come in un rondò presentandosi ogni volta sempre più variati sino alla riesposizione; uno scherzo in genere con più sezioni rispetto alle canoniche tre ed un finale sovente a metà strada tra un rondò ed una forma sonata. Addirittura metodi di analisi formale e armonica come l’analisi schenkeriana derivarono più o meno direttamente dalla concezione bruckneriana. La forma è parte del processo creativo, appartine all'autore come e quanto l'invenzione e non è possibile, secondo me, applicare criteri di rispondenza e verifica matematica dell'arte alla forma per poi negarla ad uno ed accordarla ad altro. L’orchestrazione con la contrapposizione tra soli e tutti, con certa “stratificazione” delle masse sonore richiama, talora con effetti stupefacenti, l'origine organistica della musica ma di questo è stato già detto. Quindi, non so, ti invito ad ascoltare meglio le sinfonie di Bruckner magari in interpretazioni di grandi maestri come Furtwangler, Jochum, Bruno Walter che esaltano gli aspetti strutturali delle sinfonie.

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Guest Fede_Rinhos
:shiftyeyes_anim::axehead::embarassed_kid:

non bastava semplicemente dire : "non mi piace" o "non lo capisco" ?

e sui Dada non bastava dire "non mi piacciono" o "non li capisco", invece di definirli dei dilettanti? :sarcastic_hand:

(scusatemi per l'OT, ma dovevo vendicarmi :spiteful::D )

cmq non conosco proprio niente di niente di Bruckner, appena avrò voglia di ascoltarlo, da quello che sento in giro, sembra che mi debbia preparare qualche litro di caffé :guiltysmiley:

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Dipende con quale metro giudichi la musica che ascolti, se è, come inevitabilmente credo che sia, quello personale allora sarebbe opportuno esprimersi nei termini suggeriti da compositore1980, anche a rischio di sembrare un po’ meno antipatico. :D Se poi vogliamo fare un discorso diverso e valutare Bruckner utilizzando un minimo di cognizione allora dobbiamo chiarire che: 1) Il paragone tra Proust e Bruckner non sta né in cielo e né in terra, il solo fatto di esprimersi attraverso forme di grandi proporzioni non è sufficiente ad instaurare un valido raffronto, si tratta di due personalità antitetiche per stile, cultura, formazione, soggettività ecc. Da uomo di estrazione contadina, vissuto e formatosi in gioventù in piccoli centri rurali, con la sua fede cattolica più o meno serenamente accettata (almeno così sembra) Bruckner non avrebbe mai tirato fuori uno stile che rappresentasse la trasposizione in musica della “ricerca psicologica e puntuale, mai disgiunta dalla raffinatezza, ricercatezza e humor...”. 2) Tutto ciò che di umanamente eroico si trova in Beethoven viene tramutato in mistico in Bruckner, esempio ne è il diverso rapporto con il tempo musicale: nel momento iniziale della sezione dello sviluppo la musica in Beethoven prende una spinta in avanti ( una sorta conquista del tempo come, mi sembra di ricordare, disse un critico) in Bruckner invece, dopo l’esposizione segue un momento di stasi del discorso, dove il tempo stesso sembra fermarsi per poi accedere alla grande meditazione sul materiale tematico esposto. 3) Musica d’atmosfera non credo sia un’ etichetta in alcun modo applicabile alla musica di Bruckner, semmai musica di struttura con l’utilizzo di tre temi nella forma sonata, una solida costruzione dei movimenti lenti con due o tre temi che si susseguono come in un rondò presentandosi ogni volta sempre più variati sino alla riesposizione; uno scherzo in genere con più sezioni rispetto alle canoniche tre ed un finale sovente a metà strada tra un rondò ed una forma sonata. Addirittura metodi di analisi formale e armonica come l’analisi schenkeriana derivarono più o meno direttamente dalla concezione bruckneriana. La forma è parte del processo creativo, appartine all'autore come e quanto l'invenzione e non è possibile, secondo me, applicare criteri di rispondenza e verifica matematica dell'arte alla forma per poi negarla ad uno ed accordarla ad altro. L’orchestrazione con la contrapposizione tra soli e tutti, con certa “stratificazione” delle masse sonore richiama, talora con effetti stupefacenti, l'origine organistica della musica ma di questo è stato già detto. Quindi, non so, ti invito ad ascoltare meglio le sinfonie di Bruckner magari in interpretazioni di grandi maestri come Furtwangler, Jochum, Bruno Walter che esaltano gli aspetti strutturali delle sinfonie.

Sono sostanzialmente d'accordo (aggiungendo... alla fine). :)

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Guest zeitnote
Dipende con quale metro giudichi la musica che ascolti, se è, come inevitabilmente credo che sia, quello personale allora sarebbe opportuno esprimersi nei termini suggeriti da compositore1980, anche a rischio di sembrare un po’ meno antipatico. :D Se poi vogliamo fare un discorso diverso e valutare Bruckner utilizzando un minimo di cognizione allora dobbiamo chiarire che: 1) Il paragone tra Proust e Bruckner non sta né in cielo e né in terra, il solo fatto di esprimersi attraverso forme di grandi proporzioni non è sufficiente ad instaurare un valido raffronto, si tratta di due personalità antitetiche per stile, cultura, formazione, soggettività ecc. Da uomo di estrazione contadina, vissuto e formatosi in gioventù in piccoli centri rurali, con la sua fede cattolica più o meno serenamente accettata (almeno così sembra) Bruckner non avrebbe mai tirato fuori uno stile che rappresentasse la trasposizione in musica della “ricerca psicologica e puntuale, mai disgiunta dalla raffinatezza, ricercatezza e humor...”. 2) Tutto ciò che di umanamente eroico si trova in Beethoven viene tramutato in mistico in Bruckner, esempio ne è il diverso rapporto con il tempo musicale: nel momento iniziale della sezione dello sviluppo la musica in Beethoven prende una spinta in avanti ( una sorta conquista del tempo come, mi sembra di ricordare, disse un critico) in Bruckner invece, dopo l’esposizione segue un momento di stasi del discorso, dove il tempo stesso sembra fermarsi per poi accedere alla grande meditazione sul materiale tematico esposto. 3) Musica d’atmosfera non credo sia un’ etichetta in alcun modo applicabile alla musica di Bruckner, semmai musica di struttura con l’utilizzo di tre temi nella forma sonata, una solida costruzione dei movimenti lenti con due o tre temi che si susseguono come in un rondò presentandosi ogni volta sempre più variati sino alla riesposizione; uno scherzo in genere con più sezioni rispetto alle canoniche tre ed un finale sovente a metà strada tra un rondò ed una forma sonata. Addirittura metodi di analisi formale e armonica come l’analisi schenkeriana derivarono più o meno direttamente dalla concezione bruckneriana. La forma è parte del processo creativo, appartine all'autore come e quanto l'invenzione e non è possibile, secondo me, applicare criteri di rispondenza e verifica matematica dell'arte alla forma per poi negarla ad uno ed accordarla ad altro. L’orchestrazione con la contrapposizione tra soli e tutti, con certa “stratificazione” delle masse sonore richiama, talora con effetti stupefacenti, l'origine organistica della musica ma di questo è stato già detto. Quindi, non so, ti invito ad ascoltare meglio le sinfonie di Bruckner magari in interpretazioni di grandi maestri come Furtwangler, Jochum, Bruno Walter che esaltano gli aspetti strutturali delle sinfonie.

Be', non sarei così drastico. Sul piano strettamente formale qualche elemento di simitudine lo si potrebbe anche trovare. Entrambi, per esempio, sono maestri nel creare tessiture anche molto complesse che irretiscono l'ascoltatore o il lettore in strutture labrintiche. Poi c'è la questione del trattamento del tempo (e della temporalità), fatto di dilatazioni che generano continuamente un generico senso d'attesa, di circolarità stordenti o di momenti di pura sospensione del tempo.

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Dipende con quale metro giudichi la musica che ascolti, se è, come inevitabilmente credo che sia, quello personale allora sarebbe opportuno esprimersi nei termini suggeriti da compositore1980, anche a rischio di sembrare un po’ meno antipatico. :D Se poi vogliamo fare un discorso diverso e valutare Bruckner utilizzando un minimo di cognizione allora dobbiamo chiarire che: 1) Il paragone tra Proust e Bruckner non sta né in cielo e né in terra, il solo fatto di esprimersi attraverso forme di grandi proporzioni non è sufficiente ad instaurare un valido raffronto, si tratta di due personalità antitetiche per stile, cultura, formazione, soggettività ecc. Da uomo di estrazione contadina, vissuto e formatosi in gioventù in piccoli centri rurali, con la sua fede cattolica più o meno serenamente accettata (almeno così sembra) Bruckner non avrebbe mai tirato fuori uno stile che rappresentasse la trasposizione in musica della “ricerca psicologica e puntuale, mai disgiunta dalla raffinatezza, ricercatezza e humor...”. 2) Tutto ciò che di umanamente eroico si trova in Beethoven viene tramutato in mistico in Bruckner, esempio ne è il diverso rapporto con il tempo musicale: nel momento iniziale della sezione dello sviluppo la musica in Beethoven prende una spinta in avanti ( una sorta conquista del tempo come, mi sembra di ricordare, disse un critico) in Bruckner invece, dopo l’esposizione segue un momento di stasi del discorso, dove il tempo stesso sembra fermarsi per poi accedere alla grande meditazione sul materiale tematico esposto. 3) Musica d’atmosfera non credo sia un’ etichetta in alcun modo applicabile alla musica di Bruckner, semmai musica di struttura con l’utilizzo di tre temi nella forma sonata, una solida costruzione dei movimenti lenti con due o tre temi che si susseguono come in un rondò presentandosi ogni volta sempre più variati sino alla riesposizione; uno scherzo in genere con più sezioni rispetto alle canoniche tre ed un finale sovente a metà strada tra un rondò ed una forma sonata. Addirittura metodi di analisi formale e armonica come l’analisi schenkeriana derivarono più o meno direttamente dalla concezione bruckneriana. La forma è parte del processo creativo, appartine all'autore come e quanto l'invenzione e non è possibile, secondo me, applicare criteri di rispondenza e verifica matematica dell'arte alla forma per poi negarla ad uno ed accordarla ad altro. L’orchestrazione con la contrapposizione tra soli e tutti, con certa “stratificazione” delle masse sonore richiama, talora con effetti stupefacenti, l'origine organistica della musica ma di questo è stato già detto. Quindi, non so, ti invito ad ascoltare meglio le sinfonie di Bruckner magari in interpretazioni di grandi maestri come Furtwangler, Jochum, Bruno Walter che esaltano gli aspetti strutturali delle sinfonie.

questa è una petizione di principio bella è buona nonché un'enorme offesa a gran parte della storia dell'arte di tutti i tempi. scusa se m'arrabbio ma i tempi di saint-beuve sono andati! ma come diavolo fai a dimostrare e sostenere un simile ragionamento! ci voleva il contre saint-beuve proustiano? il tuo pare tanto un goffo tentativo di ripescare e dare ancora una parvenza di credito ad uno sterile positivismo comtiano morto già ai tempi di taine e della sua infruttuosa indagine sull'ambiente. ma dove vuoi andare a parare? bruckner era di sinistra e proust di destra? o meglio...secondo il famoso metodo taineiano...la musica di bruckner è così anche perché, mangiando troppo riso, soffriva di costipazione? (non ci avevo pensato...può essere può essere ;) )

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questa è una petizione di principio bella è buona nonché un'enorme offesa a gran parte della storia dell'arte di tutti i tempi. scusa se m'arrabbio ma i tempi di saint-beuve sono andati! ma come diavolo fai a dimostrare e sostenere un simile ragionamento! ci voleva il contre saint-beuve proustiano? il tuo pare tanto un goffo tentativo di ripescare e dare ancora una parvenza di credito ad uno sterile positivismo comtiano morto già ai tempi di taine e della sua infruttuosa indagine sull'ambiente. ma dove vuoi andare a parare? bruckner era di sinistra e proust di destra? o meglio...secondo il famoso metodo taineiano...la musica di bruckner è così anche perché, mangiando troppo riso, soffriva di costipazione? (non ci avevo pensato...può essere può essere ;) )

Ah bhè, tutto sommato mi è andata bene :laughingsmiley: e poi no-o, per carità, ma quale Saint-Beuve e positivismo e Bruno Vespa! Dico soltanto che Bruckner non fu mai (almeno apparentemente) in contraddizione con il mondo dal quale proveniva e lo porta con se anche in forme artistiche complesse e caratterizzate da un elevato grado di intellettualizzazione. In Bruckner, tanto per fare un esempio, dio è ancora Dio e non un’allegoria. Ad ogni modo ritengo plausibile la faccenda della costipazione. :D

( forza vul ascoltati almeno le ultime tre sinfonie e poi ne riparliamo. ;))

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Dicevano più o meno le cose che dice vul, anche se non citavano Proust, ovviamente.

auauauauahuhuahuahuahua

sei appena diventato il mio idolo *_*

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dovrei ascoltare qualcos'altro di suo prima di capire se sia in grado di... Appagare le mie orecchie :D :D .

Ascoltati il suo meraviglioso quintetto per archi allora. C'è tra l'altro un'ottima incisione del Quartetto Melos per l'Harmonia Mundi che costa non più di 7 euro.

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il tuo pare tanto un goffo tentativo di ripescare e dare ancora una parvenza di credito ad uno sterile positivismo comtiano morto già ai tempi di taine e della sua infruttuosa indagine sull'ambiente.

Hai presente quei film fantascientifici di serie b dove per giustificare trame improponibili si inventano aggeggi fantasmagoirici in grado di fare qualsiasi qualsiasi cosa, con nomi tipo acceleratore positronico sub-gravitazionale? ecco.

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Hai presente quei film fantascientifici di serie b dove per giustificare trame improponibili si inventano aggeggi fantasmagoirici in grado di fare qualsiasi qualsiasi cosa, con nomi tipo acceleratore positronico sub-gravitazionale? ecco.

non sapevo che il trio cacciari franzini restaino avesse fatto uso di neologismi fantasmagorici!

uauauauahuhuahuahuahua

sei appena diventato il mio idolo *_*

mi spieghi il senso di questo tuo contributo adolescenziale?

levati i panni della falsa modestia, magari riesci a dire qualcosa di interessante per gli altri...e non solo di sprezzante nei miei confronti. non sono uno che tira i ceffoni per rinsavire i bambini.

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mi spieghi il senso di questo tuo contributo adolescenziale?

No

levati i panni della falsa modestia, magari riesci a dire qualcosa di interessante per gli altri...e non solo di sprezzante nei miei confronti. non sono uno che tira i ceffoni per rinsavire i bambini.

Se guardi alla tua destra c'è un asino che vola, giuro

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Una curiosità: sto cercando di informarmi su Bruckner e, leggendo qua e là, ho scoperto che il grande Brahms cercava di screditarlo con ogni mezzo. Vorrei sapere per quale ragione faceva ciò? Posso capire il rapporto di rivalità, ma mi sembra che ci andasse giù pesante (lo definiva un mentecatto, in sostanza). E' evidente che c'era un qualcosa che l'amburghese proprio non sopportava della musica di Bruckner: che cosa?

ps. Solo per tom207: visto che, a quel che mi dici tu, Abbado non va bene con Bruckner, che consiglieresti?

Qualche giorno fa, mi sono visto ed ascoltato l'adagio della settima (molto bello, in verità) su you tube: dirigeva il tuo amatissimo Celibidache. E' lui quello che se la cava meglio nel repertorio bruckneriano?

Grazie.

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Una curiosità: sto cercando di informarmi su Bruckner e, leggendo qua e là, ho scoperto che il grande Brahms cercava di screditarlo con ogni mezzo. Vorrei sapere per quale ragione faceva ciò? Posso capire il rapporto di rivalità, ma mi sembra che ci andasse giù pesante (lo definiva un mentecatto, in sostanza). E' evidente che c'era un qualcosa che l'amburghese proprio non sopportava della musica di Bruckner: che cosa?

ps. Solo per tom207: visto che, a quel che mi dici tu, Abbado non va bene con Bruckner, che consiglieresti?

Qualche giorno fa, mi sono visto ed ascoltato l'adagio della settima (molto bello, in verità) su you tube: dirigeva il tuo amatissimo Celibidache. E' lui quello che se la cava meglio nel repertorio bruckneriano?

Grazie.

In realtà Bruckner non è che volesse fare competizione con Brahms o altri, ma furono i wagneriani a buttarlo nella mischia come rappresentante del mondo wagneriano (più o meno...) in campo sinfonico. Ho saputo che ci fu anche un incontro riappacificatorio tra i due dove si chiarirono (rimandendo ognuno sulle proprie posizioni). Comunque penso che Brahms non sopportasse soprattutto le estremità di Bruckner dal punto di vista strutturale (Mila diceva che Brahms era "un romantico prigioniero della forma", credo sia azzeccata come definizione).

P.S.: Non sono Tom :D, ma ti dico che oltre a Celi ci sono altri grandi bruckneriani: Furt, Jochum, Böhm, Wand, Knappertsbusch, Karajan (di questi ultimi tre non ho sentito nulla però). Celi merita di essere sentito, ma mi pare troppo sbilanciato verso il lato mistico di Bruckner, sui grandi respiri orchestrali. Io preferisco un Bruckner alla Furt che quando c'è da picchiare lo fa con violenza e brutalità :D.

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In realtà Bruckner non è che volesse fare competizione con Brahms o altri, ma furono i wagneriani a buttarlo nella mischia come rappresentante del mondo wagneriano (più o meno...) in campo sinfonico. Ho saputo che ci fu anche un incontro riappacificatorio tra i due dove si chiarirono (rimandendo ognuno sulle proprie posizioni). Comunque penso che Brahms non sopportasse soprattutto le estremità di Bruckner dal punto di vista strutturale (Mila diceva che Brahms era "un romantico prigioniero della forma", credo sia azzeccata come definizione).

P.S.: Non sono Tom :D, ma ti dico che oltre a Celi ci sono altri grandi bruckneriani: Furt, Jochum, Böhm, Wand, Knappertsbusch, Karajan (di questi ultimi tre non ho sentito nulla però). Celi merita di essere sentito, ma mi pare troppo sbilanciato verso il lato mistico di Bruckner, sui grandi respiri orchestrali. Io preferisco un Bruckner alla Furt che quando c'è da picchiare lo fa con violenza e brutalità :D.

Interessante... Ne avevo parlato con compositore1980, una volta, e mi consigliava la sua settima.

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Interessante... Ne avevo parlato con compositore1980, una volta, e mi consigliava la sua settima.

Eh, dalla quinta in poi direi che Furt eccelle in assoluto (per me, ovvio ;)).

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Eh, dalla quinta in poi direi che Furt eccelle in assoluto (per me, ovvio ;)).

Ove "Furt" sta per Furtwangler.

Dicevo..."possibile che non abbia mai sentito nominare questo direttore!?!"...

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Ove "Furt" sta per Furtwangler.

Dicevo..."possibile che non abbia mai sentito nominare questo direttore!?!"...

Sì, scusa :P, ma ormai ho preso l'abitudine di abbreviare i vari nomi (Celi, Furt, Knap, Shosta, ecc.).

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Per le interpretazioni, sono molto raccomandabili la Quinta con i Berliner diretti da Furtwaengler, l'edizione DG ritrovata dagli archivi sovietici degli anni della guerra (l'audio è indecente, attenzione); la Quarta con Knappertsbusch (tutte le edizioni che ho sentito sono bellissime, Knappertsbusch aveva una speciale sensibilità per Bruckner e la Quarta in particolare), poi c'è una magnifica Terza di Szell e la Cleveland che purtroppo è pressoché introvabile, poi c'è la recente Ottava di Boulez che è bella e può andar bene come primo approccio, così come anche Karajan con i Wiener. Infine la Sesta è bellissima nell'esecuzione di Jochum con la Dresden Staatskapelle. Invece non sono entusiasta del Bruckner di Celibidache, non tanto per la faccenda del misticismo (vai a sapere cosa si intende per misticismo, in musica poi) ma perché mi sembra applicare sempre lo stesso identico schema interpretativo a tutte le sinfonie, uno schema secondo me troppo rigido e statico, mentre in Bruckner è veramente necessario affrontare ogni sinfonia prendendo molti rischi, esaltandone le singole peculiarità, consapevoli che se si mira all'esecuzione a tutto tondo, ben riuscita, si fallirà sicuramente perché non sono opere "compiute", in un certo senso. (A parte la Nona che incompiuta lo è in senso proprio).

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