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Leoncavallo

Mahler

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dato che ci sono dei post sparsi un po' ovunque, noi mahleriani ci raggruppiamo qui

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Solti ha diretto un'integrale di Mahler negli anni settanta, più varie incisioni ulteriori in digitale e dal vivo (praticamente anche da morto, una sua 5a credo sia stata pubblicata postuma). E' stato uno dei primi direttori della sua generazione ad essersi occupato sistematicamente di questo autore. In genere lo ritengo un buon interpretere, con qualche punta di eccellenza nelle sinfonie per sola orchestra (la sua Prima è molto bella, lo stesso dicasi per la Quarta). Ha un grave difetto, rispetto, mettiamo, al coetaneo Bernstein, di essere spesso superficiale e corrivo nei particolari. Inoltre ha una visione abbastanza ottocentesca, direi post wagneriana, di questa musica. A volte dà la sensazione che adorasse le baracconate, cioè gli effettacci vistosi. I difetti più forti si notano nelle sinfonie corali e nell'ultima produzione (ad ex la sua Nona è tutto sommato appena sufficiente, il Das Lied von der Erde a volte è urlato e per nulla autunnale). Da tenere in considerazione, ma secondo me non è una prima scelta.

come al solito, sei sempre molto esauriente, grazie ^^

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Mi sono accostato a Mahler quando avevo circa 16-17, ma onestamente non posso proprio dire di averlo mai "acoltato" finchè non ho preso le partiture. Ora le considero una cosa indispensabile. Ho preso le edizioni Dover mignon, una decina di euro ciascuna.

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Vorrei un aiuto: non ho mai ascoltato nulla di Mahler (grave pecca). Vorrei accostarmi alle sue sinfoni, ma non so da quale cominciare. Quale mi consigliate?

Modestissimo parere di un appassionato che le ha divorate tutte....

Io terrei in grande considerazione la poco valutata Settima

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Guest zeitnote
per nulla!! Non mi pare che Bernstein sia la perfezione assoluta in Mahler, pur essendo un autorevolissimo interprete.

Infatti nella versione coi Wiener del 1988 che tu citi e ritieni essere una meraviglia, sballa completamente dinamiche e tempi del V movimento. Sembra che creda di suonare, che so, Gershwin invece di Mahler. Molto meglio il Mahler di Lenny degli anni 60 con la New York Philharmonic. Ecco.

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Infatti nella versione coi Wiener del 1988 che tu citi e ritieni essere una meraviglia, sballa completamente dinamiche e tempi del V movimento. Sembra che creda di suonare, che so, Gershwin invece di Mahler. Molto meglio il Mahler di Lenny degli anni 60 con la New York Philharmonic. Ecco.

:mda:

ihihih, questa è grossa :rofl::rofl::rofl:

Facciamo una via di mezzo: quello degli anni 70 in video e non se ne parla più :to_become_senile:

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Guest zeitnote
:mda:

ihihih, questa è grossa :rofl::rofl::rofl:

Eh si, Lenny lì l'ha fatta proprio grossa... :D:rofl:

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Eh si, Lenny lì l'ha fatta proprio grossa... :D:rofl:

non sono d'accordo. Il Lenny mahleriano anni 80 è forse criticabile, ma sotto molti aspetti è migliore delle edizioni passate, dove è spesso acerbo. Poi è da vedere sinfonia per sinfonia.

Diciamo piuttosto che il finale della 5a è brutto e mal riuscito per colpa della qualità della musica.

Per un finale strombazzato c'è però uno Scherzo perfetto con un Lenny in grandissima forma :on_the_quiet:

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Allora, quella della foto sopra con Abbado l'ho presa a noleggio in biblioteca.

io, poi, ho comprato questa versione qui (sempre di Abbado):

4272542.jpg

Non avendo alcuna esperienza su Mahler, mi è sembrata molto bella... Cercherò di ascoltare anche quella diretta da Bernstein

ho anch'io questo Cd, ed è stato uno dei primi CD di Mahler, la prima quinta in assoluto che ascoltai. poi ho avuto modo di ascoltare anche Bernstein e Chailly.

che dire....è, a mio avviso, una gran quinta, dal sapore tipicamente abbadiano: sobria, nobile, elegante e raffinata. certo poi che se uno apprezza il colore (e non di rado gli eccesssi) di Bernstein, allora questa interpretazione non è la più adatta, ma resta sempre una valida edizione.

piccola nota positiva: in questa edizione la tromba (e lo si nota soprattutto nell'attacco iniziale), ha un suono particolarmente limpido e cristallino, che mi ha molto colpito a differenza di altre versioni dove la tromba ha un suono decisamente più starnazzante, che a me personalmente non piace moltissimo.

volevo chidervi poi pareri sulle integrali di Sinopoli e Kubelik: che ve ne pare? vi sembrano valide? particolari aspetti negativi?

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Modestissimo parere di un appassionato che le ha divorate tutte....

Io terrei in grande considerazione la poco valutata Settima

Sono assolutamente d'accordo, la Settima è un capolavoro.

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Sono assolutamente d'accordo, la Settima è un capolavoro.

idem con patate.

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oh yessssssssssssss:

5082211.jpg

E ha moltissimi estimatori che la considerano nel complesso fra le migliori integrali mahleriane.

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E ha moltissimi estimatori che la considerano nel complesso fra le migliori integrali mahleriane.

Esiste anche un'altra integrale Kubelik-Mahler secondo alcuni ancora migliore ed è quella dal vivo messa insieme recentemente dall'etichetta tedesca AUDITE. I dischi sono quasi tutti SACD a prezzo medio. Comunque trovo Kubelik un po' troppo "misurato" con Mahler.

...azzardo una mia personale compliation :D :

n.1 Walter/Sony (registrazione monofonica)

n.2 Klemperer/Emi ( con Schwarzkopf/Rossl-Majdan)

n.3 Bernstein/DG (Potrà non piacere il Bernstein degli anni '80 ma questa è insuperabile)

n.4 Walter/Sony (1945)

n.5 Kondrashin :o (1974)

n.6 Thomas Sanderling/Orchestra Filarmonica di San Pietroburgo ( per un' etichetta italiana che si chiama Real Sound, questa doveva essere l'inizio di una integrale che però non si realizzò mai)

n.7 Abbado/Chicago Symphony/DG

n.8 Solti/Decca

n.9 Barbirolli/ Berliner Philharmoniker/Emi (molti criticheranno la scelta ma invito ad ascoltare senza pregiudizi, Sir John dà una lettura umana e toccante della sinfonia).

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Guest Lenny
non sono d'accordo. Il Lenny mahleriano anni 80 è forse criticabile, ma sotto molti aspetti è migliore delle edizioni passate, dove è spesso acerbo. Poi è da vedere sinfonia per sinfonia.

Credo che le due integrali di Bernstein (Columbia poi Sony anni 60 e DG anni 80) rispondano a criteri diversi di approccio: mi pare che il periodo "americano" sia caratterizzato da una brillantezza fonica abbinata in genere a tempi molto sostenuti, fraseggio elastico ma di forte tensione in cui l'accuratezza della concertazione è a volte accantonata in favore di un'immediatezza espressiva di gran fascino e freschezza. Di contro nel periodo "europeo" (tutto registrato live, è bene ricordarlo) vi riscontro una maggiore cura nei dettagli, un'agogica molto più allargata, minore brillantezza fonica, un fraseggio denso e più curato, un'enfasi drammatica, un profondo senso di pathos. Un lettura "moderna", per nulla rassicurante, che pone Mahler come precursore di molti sviluppi del Novecento ma anche come una sorta di "pietra tombale" sul sinfonismo ottocentesco. Tra le due integrali, anche io tenderei a distinguere sinfonia per sinfonia (tenendo presente anche altre incisioni "fuori contesto"). Ecco la mia versione:

1) Concertgebow-DG

2) London Symphony Orchestra-SONY (edizione "fuori contesto". C'è anche in video) o New York Philharmonic-DG

3) New York Philharmonic-SONY

4) New York Philharmonic-SONY

5) Wiener Philharmoniker-DG

6) New York Philharmonic-SONY

7) Wiener Philharmoniker-DG

8) Wiener Philharmoniker-DG o London Symphony Orchestra-SONY

9) Berliner Philharmoniker-DG ("fuori contesto"; nell'integrale DG c'è quella con il Concertgebouw)

10) Wiener Philharmoniker-DG

MahlerBernstein.jpg

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Esiste anche un'altra integrale Kubelik-Mahler secondo alcuni ancora migliore ed è quella dal vivo messa insieme recentemente dall'etichetta tedesca AUDITE.

Sì, la conosco. Non volevo complicare l'essenzialità dell'informazione, anche perché mentre l'integrale DG si trova facilmente in cofanetto, quella dell'Audite è in dischi sfusi da procurare, non sempre facilmente, uno per uno.

Comunque trovo Kubelik un po' troppo "misurato" con Mahler.

E' un approccio che non enfatizza gli aspetti spettacolari, ma va assai in profondità. Tanto che, per giudizio abbastanza unanime, le sue riuscite migliori sono nelle opere o nei singoli brani che richiedono più scavo e più cesello.

...azzardo una mia personale compliation :D :

Credo che ogni appassionato di Mahler potrebbe proporne una diversa :rolleyes_anim:

Non ho capito il tuo mettere le mani avanti su Barbirolli. Ci sono forse detrattori del suo grandissimo Mahler? E' straordinaria anche la sua Sesta.

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2) London Symphony Orchestra-SONY (edizione "fuori contesto". C'è anche in video)

Bravo. Quella esecuzione ha del miracoloso, a cominciare dall'incipit, panico e bruciante come non mai, che si avvantaggia anche dell'acustica particolare della cattedrale di Ely in cui avvenne la registrazione.

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Di contro nel periodo "europeo" (tutto registrato live, è bene ricordarlo) vi riscontro una maggiore cura nei dettagli, un'agogica molto più allargata, minore brillantezza fonica, un fraseggio denso e più curato, un'enfasi drammatica, un profondo senso di pathos. Un lettura "moderna", per nulla rassicurante, che pone Mahler come precursore di molti sviluppi del Novecento ma anche come una sorta di "pietra tombale" sul sinfonismo ottocentesco.

concordo, concordo

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Non ho capito il tuo mettere le mani avanti su Barbirolli. Ci sono forse detrattori del suo grandissimo Mahler? E' straordinaria anche la sua Sesta.

GRANDE GIOBAR!!!! :clapping: La Sesta di Barbirolli è un'esperienza sconvolgente dall'inizio alla fine, da ascoltare non come unica versione ma assolutamente da ascoltare!!!!

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da ascoltare non come unica versione ma assolutamente da ascoltare!!!!

Ma guarda che succede così un po' per tutto Mahler, nel senso che si presta ad approcci molto variegati e anche contrastanti, ma tutti validi e spesso altrettanto entusiasmanti.

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Per Leoncavallo, neofita mahleriano, consiglio la visione di questo documentario: Bernstein prova Mahler

http://www.youtube.com/watch?v=J7ti2h9hZjg

Questo è il primo video, i successivi sono accanto.

Appunto oggi leggevo un'intervista fatta a Henri-Louis de La Grange, biografo di Mahler, nella quale afferma che Bernstein non era il suo direttore mahleriano prediletto, neppure condivideva con lui certe sue opinioni su l'uomo Mahler, ma che è stato invece il direttore che ha contribuito di più al cambio nell'estimazione della sua musica. Sempre secondo La Grange, Bernstein aveva di Mahler un'immagine personale, modellata sulla sua stessa personalità. Bernstein gli diceva sempre che voleva avere una lunga conversazione con lui... che non ebbe mai luogo, perché il direttore non aveva nessun interesse nell'essere confrontato con qualcuno che sapeva di Mahler più di lui.

Bernstein mi sembra un nome capitale nell'interpetazione mahleriana: magari è stato il primo direttore ad interpretare tutta l'opera di GM: sinfonie, Das Lied von der Erde, e cicli di lieder, e sempre con la convinzione, la fede in questa musica, che trasmette ai filarmonici viennesi su questo video. Bisogna ricordare che gli apostoli mahleriani prima di lui (Walter, Klemperer, Horenstein, Mitropoulos, Adler, magari anche Mengelberg) dirigevano solo alcune delle sinfonie.

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Allora, per riportare il discorso su Mahler, anzichè sulle interpretazioni...

Tra le sue sinfonie la più bella (nel senso che ascoltandola si può dire "quanto è bella questa musica") per me è la nona.

Nel complesso la più ricca e soddisfaciente è probabilmente la quinta.

Quella che esprime in modo più chiaro la poetica sinfonica di Mahler è la terza.

La seconda è la sua sinfonia più "commerciale" è sembra scritta "sopra" la nona di Beethoven.

Nella sesta e nella settima sento un po' di ripetitività, anche se diverse mi viene da considerle due sinfonie "sorelle". Sono quelle, a mio parere, più votate al futuro, sembra di sentire un po' di Bartok e di Stravinsky nella sesta e di Debussy nella settima.

L'ottava non la considero una sinfonia, è una cantata che fa storia a sè.

La prima è bella, ma troppo eseguita, incisa e ascoltata. Mi è venuta un po' a noia.

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Ma guarda che succede così un po' per tutto Mahler, nel senso che si presta ad approcci molto variegati e anche contrastanti, ma tutti validi e spesso altrettanto entusiasmanti.

Ma certo, il mio entusiasmo :D derivava dal fatto che sono anni che difendo il Mahler di Barbirolli, la sua Sesta è indubbiamente "non convenzionale" ed è da provare quando già si è giunti ad aver confidenza con la sinfonia.

Adesso si trova su un doppio Emi con Vita d'eroe di Strauss.

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La seconda è la sua sinfonia più "commerciale" è sembra scritta "sopra" la nona di Beethoven.

...

L'ottava non la considero una sinfonia, è una cantata che fa storia a sè.

La prima è bella, ma troppo eseguita, incisa e ascoltata. Mi è venuta un po' a noia.

Per un neofita, queste sarebbero le sinfonie che io proporrei di sentire in diretta, sempre che ce ne sia l'occasione.

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