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Wittelsbach

Adriano: direttore d'orchestra senza cognome

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@Bestiale: oh, lala, "mitico" :oneeyed01:


A proposito di Respighi: agli utenti che desiderano ricevere in regalo il CD con delle belle opere per pianoforte di Respighi che ho pubblicato anni fa (pianista Rudolf am Bach), ne mando con piacere un esempare. Basta contattarmi per e-mail tramite il mio sito e comunicarmi l'indirizzo.


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@Bestiale: oh, lala, "mitico" :oneeyed01:

A proposito di Respighi: agli utenti che desiderano ricevere in regalo il CD con delle belle opere per pianoforte di Respighi che ho pubblicato anni fa (pianista Rudolf am Bach), ne mando con piacere un esempare. Basta contattarmi per e-mail tramite il mio sito e comunicarmi l'indirizzo.

grazie !!!! :give_heart2:

A proposito della discografia, mi associo alle lodi dei dischi di Respighi. In particolare i due con le Variazioni Sinfoniche e la Bella Addormentata. Trovo eccellenti anche i dischi con il repertorio sconosciuto di Ibert (ho scoperto delle chicche meravigliose di questo autore !), e le rarità di Pilati. Molto spiritosa e simpatica l'orchestrazione delle canzoni di Sancho.

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Grazie mille, Spazio Siderale :-)


Il "vecchio" disco Ibert con "La Ballade de la Geôle de Reading" ecc. verrà ripubblicato dalla Naxos in agosto.


Il disco di Ibert con le musiche da film (che pure è stato ripreso dalla Naxos alcun tempo fa) ha avuto di nuovo un enorme successo. Ai tempi era un candidato per il Grand Prix d Disque, ma la giuria all'ultimo momento trovava che dare questo premio ad un disco con musiche da film (tra l'altro molto sinfoniche) non era corretto!


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Grazie mille, Spazio Siderale :-)

Il "vecchio" disco Ibert con "La Ballade de la Geôle de Reading" ecc. verrà ripubblicato dalla Naxos in agosto.

Il disco di Ibert con le musiche da film (che pure è stato ripreso dalla Naxos alcun tempo fa) ha avuto di nuovo un enorme successo. Ai tempi era un candidato per il Grand Prix d Disque, ma la giuria all'ultimo momento trovava che dare questo premio ad un disco con musiche da film (tra l'altro molto sinfoniche) non era corretto!

e meritava sì un gran premio ! Spettacolare la suite dal film Macbeth, uno dei miei pezzi preferiti. Ho pure grande ammirazione per i Trois Pièces de Ballet (il 2° movimento Les Créoles = :wub: ), il Chant de folie e la delicata Suite Elisabéthaine. E' stato grazie a quei dischi se ho rivalutato moltissimo Ibert. I miei primi approcci all'autore, con le solite composizioni tipo Escales e il Divertissement, me lo facevano pensare come uno dei soliti francesi neoclassici, magari molto bravo però sostanzialmente inutile. Invece, nelle colonne sonore di Macbeth, Golgotha e nei balletti (Diane de Poitiers e soprattutto La Liocorne) è venuto fuori un compositore drammatico e potente :o

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Avevo in programma di continuare la serie Ibert con i balletti "Les Amours de Jupiter" ed un pezzo supplementare delle "Trois pièces de ballet" inedito ("Les Mignardes" che ho ritrovato a casa della famiglia Ibert e che il compositore pure aveva orchestrato dai pezzi orginali per pianoforte); in più era menzione di un CD colla cantata scenica "Le Chevalier Errand"... Ma Klaus Heymann della Marco Polo-Naxos era già a quei tempi molto imprevedibile e capriccioso con me (e non solo con me). Da una parte mi voleva tenere in esclusiva, ma dall'altra non mi permetteva certi programmi - che avrei potuto fare facilmente su altri labels. Una volta, per esempio, dopo aver sentito che la BIS sarebbe stata interessata a fare dei dischi con me, si è preso a minacciarla, dicendo che se mi scritturavano, lui avrebbe cancellato i contratti di distribuzione che aveva con loro. D'altra parte Heymann mi cancellava un progetto dopo l'altro, certe volte anche dei progetti approvati (per scritto!) - e giusto 1 o 2 settimane prima delle registrazioni! Non potete immaginare qual patto con il diavolo che ho fatto lavorando per Heymann per 12 anni, ma ho tenuto duro fino al trentesimo CD; dopo sono partito con molto sollievo. Mai ho ricevuto un complimento, mai un ringraziamento (almeno per quelle volte che ho diretto senza cachet o quelle per cui ho organizzato degli sponsors) - e di sacrifici ne ho fatti parecchi. Questo personaggio ha fatto molto per il business CD, ma lo ha anche rovinato, obbligandoci a lavorare per dei cachets bassissimi, ciò che molti agenti di concerto ha spinto a generare un prize dumping. Altri agenti non volevano aver a che fare con gli artisti che lavoravano per Heymann per il fatto che anche lì lui voleva controllare tutto. In una critica sul dubbioso libro che Heymann fatto scrivere su di se stesso all'occassione del giubileo della Naxos (con varie traduzioni), io lo ho comparato a Citizen Kane, un maniaco del potere che vuole acquistare e controllare il più che possible. Nelle dozzine d'interviste (pagate) che dava in tutto il mondo a quell'occasione, lui non menzionava mai gli artisti "della prima ora", senza i quali il suo label non sarebbe mai stato possibile. Anche quel gremio di consocitori e specialisti che hanno suggerito tutti i titoli "rari" della Marco Polo, li ignora totalmente - questo anche perchè di musica classica all'epoca non aveva alcuna idea. Nelle intreviste del giubileo e nel libro beava nel menzionare tutti gli artisti che erano venuti dopo - artisti più famosi, tra l'altro alcuni che erano stati gettati fuori da altri labels che andavano male. A quel momento, Heymann pagava anche dei cachets più generosi - ma anche già all'epoca iniziale c'eran dei casi particolari che erano pagati 3-5 volte in più. Naturalmente, in sottofondo, questa comparazione implicava il fatto che Heymann, come Citizen Kane, era sposato con una musicista anche lui - cercando di promuoverla generosamente - non come faceva con i suoi altri artisti. No further comments on that...


L'idea delle Naxos "buon mercato" era senz'altro necassaria a quell'epoca, ma, francamente, moltissimi dischi dei primi anni erano scadenti. Preferisco comperare una Sinfonia di Beethoven con Karajan resmasterizzata dal suono analogo che un Beethoven digitale della Naxos - se vogliamo parlare di prezzi bassi.


Altri episodi poco piacevoli sulla mia "epoca Marco Polo" si possono leggere nel capitolo "special features" - "too obscure!" nel mio sito. Comunque Heymann racconta oggi ancora fieramente di avermi "scoperto" come direttore d'orchestra...


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Avevo in programma di continuare la serie Ibert con i balletti "Les Amours de Jupiter" ed un pezzo supplementare delle "Trois pièces de ballet" inedito ("Les Mignardes" che ho ritrovato a casa della famiglia Ibert e che il compositore pure aveva orchestrato dai pezzi orginali per pianoforte); in più era menzione di un CD colla cantata scenica "Le Chevalier Errand"... Ma Klaus Heymann della Marco Polo-Naxos era già a quei tempi molto imprevedibile e capriccioso con me (e non solo con me). Da una parte mi voleva tenere in esclusiva, ma dall'altra non mi permetteva certi programmi - che avrei potuto fare facilmente su altri labels. Una volta, per esempio, dopo aver sentito che la BIS sarebbe stata interessata a fare dei dischi con me, si è preso a minacciarla, dicendo che se mi scritturavano, lui avrebbe cancellato i contratti di distribuzione che aveva con loro. D'altra parte Heymann mi cancellava un progetto dopo l'altro, certe volte anche dei progetti approvati (per scritto!) - e giusto 1 o 2 settimane prima delle registrazioni! Non potete immaginare qual patto con il diavolo che ho fatto lavorando per Heymann per 12 anni, ma ho tenuto duro fino al trentesimo CD; dopo sono partito con molto sollievo. Mai ho ricevuto un complimento, mai un ringraziamento (almeno per quelle volte che ho diretto senza cachet o quelle per cui ho organizzato degli sponsors) - e di sacrifici ne ho fatti parecchi. Questo personaggio ha fatto molto per il business CD, ma lo ha anche rovinato, obbligandoci a lavorare per dei cachets bassissimi, ciò che molti agenti di concerto ha spinto a generare un prize dumping. Altri agenti non volevano aver a che fare con gli artisti che lavoravano per Heymann per il fatto che anche lì lui voleva controllare tutto. In una critica sul dubbioso libro che Heymann fatto scrivere su di se stesso all'occassione del giubileo della Naxos (con varie traduzioni), io lo ho comparato a Citizen Kane, un maniaco del potere che vuole acquistare e controllare il più che possible. Nelle dozzine d'interviste (pagate) che dava in tutto il mondo a quell'occasione, lui non menzionava mai gli artisti "della prima ora", senza i quali il suo label non sarebbe mai stato possibile. Anche quel gremio di consocitori e specialisti che hanno suggerito tutti i titoli "rari" della Marco Polo, li ignora totalmente - questo anche perchè di musica classica all'epoca non aveva alcuna idea. Nelle intreviste del giubileo e nel libro beava nel menzionare tutti gli artisti che erano venuti dopo - artisti più famosi, tra l'altro alcuni che erano stati gettati fuori da altri labels che andavano male. A quel momento, Heymann pagava anche dei cachets più generosi - ma anche già all'epoca iniziale c'eran dei casi particolari che erano pagati 3-5 volte in più. Naturalmente, in sottofondo, questa comparazione implicava il fatto che Heymann, come Citizen Kane, era sposato con una musicista anche lui - cercando di promuoverla generosamente - non come faceva con i suoi altri artisti. No further comments on that...

L'idea delle Naxos "buon mercato" era senz'altro necassaria a quell'epoca, ma, francamente, moltissimi dischi dei primi anni erano scadenti. Preferisco comperare una Sinfonia di Beethoven con Karajan resmasterizzata dal suono analogo che un Beethoven digitale della Naxos - se vogliamo parlare di prezzi bassi.

Altri episodi poco piacevoli sulla mia "epoca Marco Polo" si possono leggere nel capitolo "special features" - "too obscure!" nel mio sito. Comunque Heymann racconta oggi ancora fieramente di avermi "scoperto" come direttore d'orchestra...

su questo hai ragione da vendere, scadenti per esecuzione e registrazione. Restando al solo Respighi, ricordo una orrenda edizione del Misolidio con esecutori cinesi (per un decennio rimasta l'unica in circolazione su cd) e una rozza Sinfonia Drammatica con un direttore indiano (quest'ultima pure ristampata e tuttora in catalogo) :sick01:

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Mi unisco anch'io al coro unanime che apprezza il suo respighi. Ammetto di possedere solo uno dei suoi cd, quello contenente la primavera, le quattro liriche e la pentola magica. Su quest'ultimo balletto ho espresso la mia più totale approvazione: Pagine che possono star accanto a balletti ben più celebrati ed eseguiti. Sulla primavera, invece, nutro qualche riserva: Mi sembra una pagina meno spontanea e riuscita, a tratti eccessivamente prolissa, ma mi riprometto di riascoltarla. Vive congratulazioni per aver contribuito a rilanciare il nome di un grande come Respighi (é stato pioneristico viste le recenti produzioni di casa brilliant e casa chandos)

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Grazie a tutti, siete molto gentili :-)


A proposito della BRILLIANT: gli 8 CD (4 volumi) usciti finora sono stati raggruppati in un cofanetto unico, sempre con il pretenzioso titolo "Complete Orchestral Works". - ma senza la denominazione "Vol.1" o altri. In altre parole, l'intraprendente lavoro del Maestro La Vecchia è finito lì - incomputo (una cosa che il Maestro stesso mi aveva già predetto un anno fa). Comunque ho scritto alla Brilliant, dicendo loro che questo cofanetto è tutt'altro che l'opera COMPLETA per orchestra, che mancano almeno una dozzina di pezzi!


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Nelle ristampe la Naxos non ha conservato le illustrazioni in copertina delle edizioni originali Marco Polo, scelte con grande gusto e ricercatezza icongrafica da Adriano:



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Hai ragione, Bestiale... Dopo aver visto le schifose copertine iniziali della Marco Polo, mostrando dei ritratti "ad olio" dei compositori, rifatti da un pseudo-artista giapponese pur di arrivare a copertine a colori, io reclamai e - per puro miracolo - ottenni il permesso speciale di poter scegliere i soggetti delle mie copertine. Per quanto concerne quello della "Primavera", dopo che un critico scrisse che "il responsabile della copertina di questo disco dev'essere un genio per aver così perfettamente scelto il soggetto" (senza sapere che ero stato io), la mia rivincita fu perfetta :-)


Comunque, ne nuove copertine Naxos sono abbastanza accettabili; ed è già un miracolo che, prima di far ristampare le nuove edizioni, mi mandano le bozze, così posso anche correggere certi errori fatti nelle prime edizioni - ed il curriculum viene pure aggiornato.


Un' altra caratteristica dell'atteggiamento promozionale "la musica importa - ma l'artista meno" di Klaus Heymann era che sui covers di Marco Polo e di Naxos non era permesso di avere una foto-ritratto d'artista. Per fortuna, ora la Naxos ha cambiato idea (cedette sotto pressione di tanti nuovi artisti venuti, che anche pagavano i loro dischi). A più volte ho dovuto costatare (anche in seguito a conversazioni personali con Heymann negli anni 90) che lui, in fondo, non amava gli artisti - che li usufruiva solo per i suoi progetti. In più aveva un panico terribile che questi artisti, dopo aver lavorato così a buon mercato per lui, venissero più tardi a reclamare - anche se i contratti di Heymann contenevano delle clausole "d'uso e riuso" irremendiabili, che pure stabilivano l'assenza completa di participazioni alle vendite. Anche nel 2012, dopo averlo contattato per criticare i suoi interviews all'occasione del giublieo, gli rimproverai questo. Nel libro di Norman Lebrecht "Life and Death of Classical Music", il capitolo consacrato a Klaus Heymann era molto più duro, ma Klaus riuscì con i suoi avvocati - e con molto denaro - di far distruggere la prima edizione di questi libro, mettendo l'autore sotto pressione. Quest'ultimo, non avendo sopporti legali così potente, dovette accondiscendere. Per vvotra informazione, i miei primi cachets Marco Polo erano (dal 1987 al 1995) 1000 Deutsche Mark, pagabili la prima metà dopo la registazione e la seconda all'uscita del disco. In seguito arrivai - "dopo tante, tante pene" - DEM 1500. Se le spese di viaggio non fossero state pagate (ma anche lì: seconda classe!), non avrei mai accettato di lavorare.


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Nelle ristampe la Naxos non ha conservato le illustrazioni in copertina delle edizioni originali Marco Polo, scelte con grande gusto e ricercatezza icongrafica da Adriano:

altri orrori figurativi sono nella serie delle sinfonie di Malipiero, ristampate di recente. Hanno levato tutte le magnifiche copertine di Riccardo Adelchi Mantovani (chi le ha scelte ha avuto un colpo di genio !)

cover326x326.jpeg

per sostituirle con delle anonime croste che non c'entrano un ficus con la musica

s4466881.jpg:sick01:

non sono neanche evocative e "moderne" come quelle della serie di La Vecchia.

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Hai visto cos'hanno fatto con la mia copertina Naxos-Mario Pilati? Come originale avevo scelto un quadro di Boccioni! Certo che spesso costa meno caro di avere qualcuno in ufficio o fuori, che maneggia un po' delle immagini al computer, piuttosto che di dover ripagare i diritti di riproduzione ed uso che certi musei e collezioni impongono...


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Hai visto cos'hanno fatto con la mia copertina Naxos-Mario Pilati? Come originale avevo scelto un quadro di Boccioni! Certo che spesso costa meno caro di avere qualcuno in ufficio o fuori, che maneggia un po' delle immagini al computer, piuttosto che di dover pagare i diritti di riproduzione ed uso che certi musei e collezioni impongono...

ecco qui !

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il classico Vesuvio sullo sfondo è una banalità. Io, per fortuna, ho ancora le vecchie edizioni Marco Polo.

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Mamma mia, ma questo Heymann era un aguzzino! Spero non sia tutto così il mondo della produzione discografica classica.

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Mamma mia, ma questo Heymann era un aguzzino! Spero non sia tutto così il mondo della produzione discografica classica.

e chi sa, chi sa.... :whistling_x: Un bel giorno, magari, scriverò le memorie di Wellesz :D

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Oh grazie a voi due :-)


Purtroppo il disco non è venuto come volevo... Gli archi a mia disposizione non erano di prima classe e la solista del Concertino per pianoforte non ce la faceva nei movimenti rapidi. Poi la celesta era difettosa, allora abbiamo dovuto prendere un synthesizer. Il solista però di quest'altro Concertino è il favoloso Tomas Nemec - che suona la Suite di Pilati sul disco Marco Polo e pure il difficilissimo Concerto per pianoforte (con altre opere) di Fritz Brun che ho fatto su Guild l'anno scorso - e che vien lodato dappertutto dalla critica. Il quintetto per ottoni "Cryptic Sketches" che conclude il "mio" CD è pure venuto bene. Nell' "Obscure Saraband" gli archi sono in ordine.


In altre parole, sono stato ingannato da un management poco serio; ma oramai, una volta che si è laggiù si deve lavorare perché era stato pagato tutto in anticipo. Se avessi i soldi, rifarei tutto questo CD; ma ora ho in programma un nuovo CD con degli archi ottimi - che uscirà l'anno venturo. Conterrà due altri concertini (uno per clavicembalo ed un altro per Ondes Martenot), ed un quintetto per clarinetto ed archi.


Nitiriero, se veramante vuoi avere questo CD, te lo regalo volentieri, mandami la tua e-mail sul link e-mail del mio sito.



Questo a proposito di Fritz Brun (di cui sto registrando l'integrale per orchestra):


http://www.bso.sk/references/symphonic-music/?detail=237


http://www.bso.sk/references/symphonic-music/?detail=288


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Alcuni di voi si ricordano del mio disco con i "Tableaux Symphoniques" di Ernest Fanelli? Oramai questo disco è diventato difficile da trovare. E il più pazzo di tutti CD che ho registrato - ed ho dovuto lottare 10 anni per averlo accetato dalla Marco Polo. Anch lî, la copertina è di mia scelta...


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Alcuni di voi si ricordano del mio disco con i "Tableaux Symphoniques" di Ernest Fanelli? Oramai questo disco è diventato difficile da trovare. E il più pazzo di tutti CD che ho registrato - ed ho dovuto lottare 10 anni per averlo accetato dalla Marco Polo. Anch lî, la copertina è di mia scelta...

no, purtroppo mai sentito il disco e neanche l'autore :no_x: Dev'essere una autentica rarità discografica.

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