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Johann Sebastian Bach (1685-1750)

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Grazie Kraus, devo ancora sentirmela quella cantata. Lo farò. Qual è la fonte?

"Karl Geiringer, I Bach - Storia di una dinastia musicale", uno splendido libro che non parla soltanto di Johann Sebastian, ma anche dei suoi antenati e discendenti, analizzando nel dettaglio le loro musiche (o i loro dipinti, per esempio nel caso di Gottlieb Friedrich, Johann Philipp e J.S.Bach II, che si dedicarono all'arte figurativa).

Il volume è in parte tradotto dal Buscaroli, che sarà indubbiamente acidello ma è un grande traduttore nonché un bravo scrittore e musicologo. Tra le Cantate sacre descritte ci sono anche la BWV 131, 21, 61, 31, 161, 4, 46, 65, 19, 56, 80, 140, 116, 92, 78 e il bellissimo Actus Tragicus (106).

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Sono contento che finalmente ci sia un topic dedicato a Bach, come d'altronde già era avvenuto da tempo con Mozart, Beethoven e molti altri. Mi chiedevo anzi perché siano così rari i forum su J.S. Bach, mentre se non sbaglio ce ne sono su suo figlio Carl Philipp* e abbondano quelli sui due altri grandi.

* Comunque da riscoprire e approfondire.

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"Karl Geiringer, I Bach - Storia di una dinastia musicale", uno splendido libro che non parla soltanto di Johann Sebastian, ma anche dei suoi antenati e discendenti, analizzando nel dettaglio le loro musiche (o i loro dipinti, per esempio nel caso di Gottlieb Friedrich, Johann Philipp e J.S.Bach II, che si dedicarono all'arte figurativa).

Il volume è in parte tradotto dal Buscaroli, che sarà indubbiamente acidello ma è un grande traduttore nonché un bravo scrittore e musicologo. Tra le Cantate sacre descritte ci sono anche la BWV 131, 21, 61, 31, 161, 4, 46, 65, 19, 56, 80, 140, 116, 92, 78 e il bellissimo Actus Tragicus (106).

Dev'essere un mattone... vedrò di sfogliarlo se lo trovo in bliblioteca... intanto farò tesoro di ciò che riporti!

Ciao grazie

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Dev'essere un mattone... vedrò di sfogliarlo se lo trovo in bliblioteca... intanto farò tesoro di ciò che riporti!

Ciao grazie

Obiettivamente è molto più un mattone la monografia dello stesso Buscaroli su Bach (se non altro per la lunghezza, perché se non ricordo male supera le mille paginette); diciamo che quest'opera è effettivamente più da consultare che non da leggere per intero, dal momento che alcuni capitoli (specialmente quelli in cui s'analizzano le musiche) possono suonare più interessanti di altri. Gli amanti delle biografie avranno piacere di sapere qualcosa sulla vita di Bach, dei suoi padri e dei suoi figli, i collezionisti di musica (tra i quali ho il piacere di annoverarmi) divoreranno l'analisi critica delle composizioni, i bach-maniaci avranno a cuore la storia di tutta la dinastia ecc.

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"La più bella e importante tra le prime cantate di Bach è Gottes Zeit, conosciuta anche come Actus tragicus. (...) La cantata comincia con un preludio strumentale per flauti, viole da gamba e continuo, il cui contenuto lo Schweitzer rievoca opportunamente con le parole dell'Apocalisse: "Dio asciugherà tutte le lacrime sui loro occhi, non vi sarà più morte, né dolore, né pianto, né vi sarà più alcuna sofferenza". Il primo coro comincia con una di quelle melodie dall'aria decisamente popolare, che Bach adoperò soltanto in queste prime opere."

"L'architettura musicale di questa cantata è semplice e potente come il suo significato. Lo schema delle sue modulazioni mostra la disposizione chiastica: fa maggiore-re minore-sol minore-do minore-si bem. maggiore (sol. min.)-re minore-fa maggiore".

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Obiettivamente è molto più un mattone la monografia dello stesso Buscaroli su Bach (se non altro per la lunghezza, perché se non ricordo male supera le mille paginette)

Io l'ho letta tutta di seguito, non l'ho trovata per nulla pesante anche perché lo stile di Buscaroli è molto accattivante e riesce bene ad affascinare il lettore e a dargli davvero una "nuova immagine di Bach". Oltretutto avevo smesso di suonare brani di Bach da quasi dieci anni (e tieni conto che io sono organista) perché me lo avevano sempre spacciato per una specie di teologo/bigottone e ciò me lo aveva fatto quasi odiare! Ebbene appena finito di leggere la sua biografia scritta da Buscaroli ho ripreso a suonare suoi brani (la Passacaglia, per esempio) e ad esserne finalmente soddisfatto!!!!

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ciao kraus

ciao a tutti i bachiani del forum

già che siamo arrivati alla cantata Actus Tragicus segnalo che, assieme a parecchie altre, la si può asoltare anche nel sito Magnatune, eseguita dagli American Bach Soloists

ecco il link

inoltre, nel sito degli American Bach Soloists ci sono le note illustrative dei CD, con originale tedesco e traduzione inglese dei testi delle cantate, più commenti interessanti redatti da un certo John Butt.

questo è il link

dategli un'occhiata, ne vale la pena

come esempio riporto tradotto quello che segue.

(mi scuso in anticipo per qualche eventuale goffaggine nella resa di termini tecnici. sono gradite eventuali correzioni)

Note illustrative per la cantata

“Gottes Zeit ist die allerbeste Zeit” (Actus Tragicus) BWV 106

JOHN BUTT

per il CD Johann Sebastian Bach Cantata series, Volume III - Cantatas from Mühlhausen & Weimar

American Bach Soloists

“Non abbiamo alcuna data precisa per l’Actus Tragicus, ma il suo stile sembra suggerire i primi inizi della carriera di Bach come compositore di musica vocale, ossia i tempi in cui era organista della Chiesa di San Biagio a Mühlhausen (1707-8). All’epoca non componeva musica vocale secondo regolari cicli settimanali o mensili; piuttosto i lavori erano richiesti in occasioni particolari (in questo caso si trattava quasi certamente di un funerale). Il testo è un misto tra libera invenzione poetica, versetti biblici (dai Salmi, da Isaia, dal Vangelo secondo Luca e dall’Apocalisse) e due corali luterani.

Nonostante la data precoce, la cantata è un capolavoro nello stile seicentesco di unione di parole e musica; quest’ultima è intimamente adattata al testo, senza alcuna traccia delle nuove forme italiane del recitativo e dell’aria col da capo. Paradossalmente, la diretta influenza delle moderne forme italiane derivate dal teatro dell’opera renderà le più tarde cantate bachiane meno immediatamente drammatiche.

La prima metà della cantata è incentrata sull’ineluttabilità della morte, mentre la sezione successiva mostra che la Nuova Alleanza cristiana cancella il Vecchio Patto: la morte porta all’unione con Gesù ed alla vita eterna.

Incidentalmente è solo nella seconda parte che ascoltiamo dei corali, che simboleggiano il nuovo patto cristiano e – con un’ulteriore estensione – la nuova confessione luterana, che supera il vecchio ordinamento cattolico.

È nel movimento centrale (in sol min.) che ha luogo la curiosa alchimia. Inizialmente ascoltiamo una severa sezione fugata “Es ist der alte Bund” (“è antica legge”), che tramite il suo stesso stile indica il passato; successivamente entra il Soprano con un tema completamente nuovo (“Ja, komm, Herr Jesu”), una musica monodica e perciò più moderna, che introduce il primo riferimento al Nuovo Testamento. Si uniscono allora i flauti con la melodia di un corale luterano (“Ich hab’ mein’ Sach’ Gott heimgestell”), che – come un richiamo senza parole – ricorda a chiunque lo conosca il messaggio del suo testo: si deve porre una totale fiducia in Dio.

Le parti iniziale e finale della cantata ruotano attorno a questo asse di simmetria centrale.

Nella sezione di apertura ascoltiamo anzitutto una serena sinfonia strumentale; è un meritatamente famoso brano “funebre” per viole e flauti. Forse gli aspetti più sottili sono nella scrittura della parti dei flauti: la seconda di esse talvolta si sovrappone alla prima, ma talvolta la raddoppia all’unisono, per realizzare una delicatezza di sfumature che non è di solito possibile con i flauti dritti (recorders).

Le voci introducono l’argomento principale della cantata tramite un bellissimo quadro in tre movimenti: anzitutto affermano che il “tempo di Dio” è il migliore dei tempi, poi che “viviamo in lui” (in un vivace tempo ternario quasi di danza) ed infine che in lui moriamo (qui il tempo rallenta, si passa al modo minore ed ad una scrittura più movimentata cromaticamente). Due brevi arie (del Tenore e del Basso) portano al movimento centrale.

Il movimento centrale e la successiva aria introducono le due voci alte (Contralto e Soprano), e anche questo è simbolico del passaggio dalla vecchia alla nuova alleanza. L’aria del Contralto, così come la corrispondente aria del Tenore nella prima parte, è basata su uno schema di ostinato; si unisce quindi il Basso e viene inserito il corale “Mit Fried’ und Freud’”.

Al brano corale di apertura corrisponde simmetricamente una dossologia finale: un corale seguito da una vivace fuga.

Nel complesso questa cantata è uno dei lavori più compatti e raffinati all’intero della produzione sacra di Bach, un’opera che ha affascinato gli studiosi e appare atta ad un’interpretazione simbolica disposta su una molteplicità di livelli”.

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ciao kraus

ciao a tutti i bachiani del forum

già che siamo arrivati alla cantata Actus Tragicus segnalo che, assieme a parecchie altre, la si può asoltare anche nel sito Magnatune, eseguita dagli American Bach Soloists

ecco il link

inoltre, nel sito degli American Bach Soloists ci sono le note illustrative dei CD, con originale tedesco e traduzione inglese dei testi delle cantate, più commenti interessanti redatti da un certo John Butt.

questo è il link

dategli un'occhiata, ne vale la pena

come esempio riporto tradotto quello che segue.

(mi scuso in anticipo per qualche eventuale goffaggine nella resa di termini tecnici. sono gradite eventuali correzioni)

Note illustrative per la cantata

"Gottes Zeit ist die allerbeste Zeit" (Actus Tragicus) BWV 106

JOHN BUTT

per il CD Johann Sebastian Bach Cantata series, Volume III - Cantatas from Mühlhausen & Weimar

American Bach Soloists

"Non abbiamo alcuna data precisa per l'Actus Tragicus, ma il suo stile sembra suggerire i primi inizi della carriera di Bach come compositore di musica vocale, ossia i tempi in cui era organista della Chiesa di San Biagio a Mühlhausen (1707-8). All'epoca non componeva musica vocale secondo regolari cicli settimanali o mensili; piuttosto i lavori erano richiesti in occasioni particolari (in questo caso si trattava quasi certamente di un funerale). Il testo è un misto tra libera invenzione poetica, versetti biblici (dai Salmi, da Isaia, dal Vangelo secondo Luca e dall'Apocalisse) e due corali luterani.

Nonostante la data precoce, la cantata è un capolavoro nello stile seicentesco di unione di parole e musica; quest'ultima è intimamente adattata al testo, senza alcuna traccia delle nuove forme italiane del recitativo e dell'aria col da capo. Paradossalmente, la diretta influenza delle moderne forme italiane derivate dal teatro dell'opera renderà le più tarde cantate bachiane meno immediatamente drammatiche.

La prima metà della cantata è incentrata sull'ineluttabilità della morte, mentre la sezione successiva mostra che la Nuova Alleanza cristiana cancella il Vecchio Patto: la morte porta all'unione con Gesù ed alla vita eterna.

Incidentalmente è solo nella seconda parte che ascoltiamo dei corali, che simboleggiano il nuovo patto cristiano e – con un'ulteriore estensione – la nuova confessione luterana, che supera il vecchio ordinamento cattolico.

È nel movimento centrale (in sol min.) che ha luogo la curiosa alchimia. Inizialmente ascoltiamo una severa sezione fugata "Es ist der alte Bund" ("è antica legge"), che tramite il suo stesso stile indica il passato; successivamente entra il Soprano con un tema completamente nuovo ("Ja, komm, Herr Jesu"), una musica monodica e perciò più moderna, che introduce il primo riferimento al Nuovo Testamento. Si uniscono allora i flauti con la melodia di un corale luterano ("Ich hab' mein' Sach' Gott heimgestell"), che – come un richiamo senza parole – ricorda a chiunque lo conosca il messaggio del suo testo: si deve porre una totale fiducia in Dio.

Le parti iniziale e finale della cantata ruotano attorno a questo asse di simmetria centrale.

Nella sezione di apertura ascoltiamo anzitutto una serena sinfonia strumentale; è un meritatamente famoso brano "funebre" per viole e flauti. Forse gli aspetti più sottili sono nella scrittura della parti dei flauti: la seconda di esse talvolta si sovrappone alla prima, ma talvolta la raddoppia all'unisono, per realizzare una delicatezza di sfumature che non è di solito possibile con i flauti dritti (recorders).

Le voci introducono l'argomento principale della cantata tramite un bellissimo quadro in tre movimenti: anzitutto affermano che il "tempo di Dio" è il migliore dei tempi, poi che "viviamo in lui" (in un vivace tempo ternario quasi di danza) ed infine che in lui moriamo (qui il tempo rallenta, si passa al modo minore ed ad una scrittura più movimentata cromaticamente). Due brevi arie (del Tenore e del Basso) portano al movimento centrale.

Il movimento centrale e la successiva aria introducono le due voci alte (Contralto e Soprano), e anche questo è simbolico del passaggio dalla vecchia alla nuova alleanza. L'aria del Contralto, così come la corrispondente aria del Tenore nella prima parte, è basata su uno schema di ostinato; si unisce quindi il Basso e viene inserito il corale "Mit Fried' und Freud'".

Al brano corale di apertura corrisponde simmetricamente una dossologia finale: un corale seguito da una vivace fuga.

Nel complesso questa cantata è uno dei lavori più compatti e raffinati all'intero della produzione sacra di Bach, un'opera che ha affascinato gli studiosi e appare atta ad un'interpretazione simbolica disposta su una molteplicità di livelli".

Grande Bud! Sempre utili e graditi i tuoi interventi e i link (a proposito, complimentii per la traduzione)! :thumbsup_still:

Ogni commento sulle opere di Bach è l'ideale per me che, sviato dalle sirene del figliolo Carl Philipp, faccio parecchia fatica a capire le Cantate e parecchie altre opere di Johann Sebastian. Quest'estate ho ascoltato l'Actus Tragicus e mi è piaciuto già molto di più rispetto alla prima volta che l'ho sentita, anche se ancora non ne ho compreso adeguatamente la grandezza...

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Io l'ho letta tutta di seguito, non l'ho trovata per nulla pesante anche perché lo stile di Buscaroli è molto accattivante e riesce bene ad affascinare il lettore e a dargli davvero una "nuova immagine di Bach". Oltretutto avevo smesso di suonare brani di Bach da quasi dieci anni (e tieni conto che io sono organista) perché me lo avevano sempre spacciato per una specie di teologo/bigottone e ciò me lo aveva fatto quasi odiare! Ebbene appena finito di leggere la sua biografia scritta da Buscaroli ho ripreso a suonare suoi brani (la Passacaglia, per esempio) e ad esserne finalmente soddisfatto!!!!

Anche a me piace molto lo stile di Buscaroli; forse ho trovato noiosa la vita di Bach in sé (si hanno meno documenti su di lui che su Mozart o Beethoven) e per questo ho gradito maggiormente "La Morte di Mozart", dove l'autore si scaglia contro i musicologi "che hanno campato per mezzo secolo" sul compositore austriaco e sciorina teorie un po' ardite ma appassionanti.

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"La più bella e importante tra le prime cantate di Bach è Gottes Zeit, conosciuta anche come Actus tragicus. (...) La cantata comincia con un preludio strumentale per flauti, viole da gamba e continuo, il cui contenuto lo Schweitzer rievoca opportunamente con le parole dell'Apocalisse: "Dio asciugherà tutte le lacrime sui loro occhi, non vi sarà più morte, né dolore, né pianto, né vi sarà più alcuna sofferenza". Il primo coro comincia con una di quelle melodie dall'aria decisamente popolare, che Bach adoperò soltanto in queste prime opere."

"L'architettura musicale di questa cantata è semplice e potente come il suo significato. Lo schema delle sue modulazioni mostra la disposizione chiastica: fa maggiore-re minore-sol minore-do minore-si bem. maggiore (sol. min.)-re minore-fa maggiore".

La mia prima insegnante di musica era stata allieva di Schweitzer, per cui non mi permetto di aggiungere nulla a post con citazioni basate sul suo pensiero.

Va detto però che vi sono alcune Cantate di Bach di cui si conosce l'esistenza ma il cui spartito è andato perduto e che forse per contenuto espressivo e per armonie potevano essere particolarmente interessanti.

Una di queste è la cantata che egli compose su commissione del Municipio di Lipsia in onore delle nozze della principessa Maria Amalia con un re italiano: Carlo di Borbone, re di Napoli e Sicilia, e futuro re di Spagna (Carlo III), fondatore della Reggia di Caserta ecc.ecc.: Cantata "Willkommen! Ihr herrschenden Götter der Erden" ["Benvenuti! Voi, o Dei, che governate le terre"] su testo di J.C. Gottsched. BWV Anh. 13 [cfr. Piero Buscaroli: "BACH", ed. Mondadori, terza edizione, Milano 1998 – cfr. pgg 935–936].

Tempo fa ho scritto un articolo http://xoomer.alice.it/fborsari/arretra/storia/story23.html per evidenziare che forse lo spartito potrebbe essere conservato a Napoli... sempre che a qualcuno gli venga in mente di cercarlo.

@ Kraus e gli altri lettori: avete qualche notizia e qualche parere in merito?

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E' sempre un peccato quando una musica è perduta, ed è peccato ancora di più se non si fa qualcosa per cercarla quando le possibilità di trovarla ci sono. Tra l'altro a Napoli è stata rintracciata molta musica negli ultimi anni, e anche di ottima qualità.

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Riccardo Muti ha ultimamente tirato fuori qualcosa di Cimarosa, ma c'è davvero molta roba.

L'imperativo categorico dev'essere: pubblicare, registrare, incidere. La vera tragedia non sono le false attribuzioni, ma la musica che è andata perduta o quella che non è stata ancora resa disponibile al pubblico.

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Più che altro quella non ancora resa disponibile se si pensa che questa è una tragedia potenzialmente risolvibile, al contrario di ciò che è andato perduto.

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Guest Stefano Conti
Paradossalmente, la diretta influenza delle moderne forme italiane derivate dal teatro dell’opera renderà le più tarde cantate bachiane meno immediatamente drammatiche.

Ho letto con molto interesse il commento di Butt ma tale giudizio non lo condivido appieno. Bach aderì, musicalmente, alla riforma operata nei testi delle cantate da Neumeister nel 1700. Neumeister dichiara apertamente che fu spinto a scrivere i testi col pensiero rivolto alla predica domenicale e che la loro forma non era altro che 'un brano operistico', cioé una successione di recitativi ed arie. I recitativi assumono il carattere di meditazione interiore (se in essi vi é 'azione' essa é un moto dell'animo, una riflessione, un dubbio, un pensiero) l'aria, quello della preghiera. In relazione al 'drammatico' bisogna stare attenti a non usare questo termine con accezione moderna in riferimento a Bach il quale considerava, evidentemente, drammatica l'aria con il da capo, proprio perché usata nei teatri d'opera. Questa forma musicale, di per sé perfetta in quanto conchiusa, nell'opera esprimeva il sentimento, l'intimità, il pensiero di un dato personaggio; ai recitativi erano riservati i dialoghi, l'azione, la descrizione. Io credo che, se reputiamo 'più drammatica' l'Actus Tragicus e non, ad esempio la Cantata 146 Wiel mussen durch viel Trubsal in das reich Gottes eingehen, diamo, al termine 'drammatico' un significato attuale.

In ogni caso le conoscenze nostre sono limitate; bisognerebbe conoscere gli argomenti delle prediche domenicali per capire in profondità i testi delle cantate diciamo, dal 1724 in poi.

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Qualcuno ha ascoltato l'Aria "Alles mit Gott und nichts ohn Ihn" BWV 1127, recentemente scoperta in una biblioteca di Weimar?

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Qualcuno ha ascoltato l'Aria "Alles mit Gott und nichts ohn Ihn" BWV 1127, recentemente scoperta in una biblioteca di Weimar?

L'ho ascoltata dal vivo diretta da Gardiner, mi era piaciuta, ma non saprei dire altro ora.

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....al contrario di ciò che è andato perduto...

Io penso che alcune sporadiche cose -tra cui la cantata di JS Bach dedicata a Maria Amalia e a Carlo di Borbone- non siano andate proprio perdute. Forse (o sperabilmente) non sono state ritrovate! Nel caso specifico ho timore che quella cantata sia stata cercata "solo" in Germania. Secondo me era sicuramente a Napoli, dov'era stata portata insieme agli altri doni ricevuti dalla coppia reale, e poi lì è rimasta anche se potrebbe essere stata spostata in qualche città dell'antico regno di Napoli...(Caserta? Gaeta? Palermo?...). Però dopo le distruzioni/dispersioni della II Guerra Mondiale non si riesce a ritrovarne nemmeno le tracce... Speriamo che accada un colpo di fortuna!

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"Al periodo di Weimar appartiene la cantata n. 208, Was mir behagt, ist nur die muntre Jagd (L'allegra caccia è il mio solo diletto), scritta nel 1716 per il compleanno del Duca di Weissenfels, su parole di Salomo Franck. La sua deliziosa aria da capo per due flauti dolci e soprano solo, "Schafe können sicher weiden" (Le pecore possono brucare sicure), è una delle più intime e aggraziate pastorali che Bach abbia mai scritto" (Geiringer, I Bach).

A titolo di pura curiosità, noto tra l'altro che proprio un pezzo quell'Aria si ascolta in una delle scene iniziali di Shreck Terzo.

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Qualcuno ha ascoltato l'Aria "Alles mit Gott und nichts ohn Ihn" BWV 1127, recentemente scoperta in una biblioteca di Weimar?

L'unica incisione veramente integrale di quella cantata è quella di Suzuki. Quella di Gardiner, se non erro, presenta i tagli più ampi. Ad ogni modo, il soprano di Gardiner ( giovane e sentita da vivo anche in quella cantata) è eccezionale!

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Ragazzi,

che ne pensate del box della Brilliant sull'opera integrale di Bach?

Anche se mi definisco un Bachiano non posso dirti nulla perché di quel box conosco solo la parte riguardante la musica da camera. Lì ci sono splendide esecuzioni: le suites per violoncello sono interpretate da Robert Cohen che, a mio avviso è fantastico; le suites per liuto pure sono bellissime e il liutista è Jacob Lindberg. Le sonate per flauto, invece, sono nell'edizione un pò datata di Stephen Preston e Pinnock ma, non ostante ciò belle. Questo cofanetto mi è piaciuto molto. Capisco che è poco per poter esprimere giudizi su tutta l'opera, che non ho acquistato perché molte composizioni già le avevo, ma, se il livello è quello di questa sezione: è bella, ne sono convinto.

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Riporto in vita anche questo topic.

A proposito, quale edizione potrei acquistare del "Clavicembalo ben temperato" su strumenti antichi? Vidi quella di Van Asperen su etichetta Virgin, ma si trattava solo della prima parte: la seconda non l'ho mai trovata nei negozi.

Dario

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quale edizione potrei acquistare del "Clavicembalo ben temperato" su strumenti antichi?

Ho sentito parlare molto bene dell'incisione di Scott Ross, in particolare per le Fughe, ed in effetti mi stavo orientando sull'acquisto di quella.

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