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Pacific231

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On Green Dolphin Street, celebre canzone del repertorio di Broadway che ha trovato felici reinterpretazioni in chiave jazz come questa di Elek Bacsik:

 

 

 

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Lo sfortunato Henri Crolla, nato Enrico e naturalizzato francese dopo essere emigrato con la famiglia nel 1923 qui nella bellissima September Song, purtroppo morto prematuramente a soli quarant'anni (1920 - 1960):

 

 

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Per ricordare seppur tardivamente l'anniversario della scomparsa di Frank Zappa (1940 - 1993) come compositore, ho scelto questo interessante lavoro del violinista francese Jean Luc Ponty inciso agli albori degli anni '70:

 

 

 

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6 ore fa, jazzofilo dice:

Per ricordare seppur tardivamente l'anniversario della scomparsa di Frank Zappa (1940 - 1993) come compositore, ho scelto questo interessante lavoro del violinista francese Jean Luc Ponty inciso agli albori degli anni '70:

Un classicone zappiano :) di un musicista sicuramente interessante e di difficile collocazione (rock, jazz, sperimentale), geniale e pazzoide quanto bastava per piacere a Zappa ed adattarsi alla sua musica. Anzi, direi che Ponty ha probabilmente stimolato la creatività di Frank in quegli anni incrociandola con la sua. Rilancio con un frammento tratto da un bel disco jazz di Ponty edito dalla mia amata MPS, inciso con tra gli altri Phili Catherine alla chitarra e Joachim Kühn al piano: Jo

 

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16 ore fa, Nitriero Cavalleone dice:

Un classicone zappiano :) di un musicista sicuramente interessante e di difficile collocazione (rock, jazz, sperimentale), geniale e pazzoide quanto bastava per piacere a Zappa ed adattarsi alla sua musica. Anzi, direi che Ponty ha probabilmente stimolato la creatività di Frank in quegli anni incrociandola con la sua. Rilancio con un frammento tratto da un bel disco jazz di Ponty edito dalla mia amata MPS, inciso con tra gli altri Phili Catherine alla chitarra e Joachim Kühn al piano: Jo

 

Purtroppo, quando ho cominciato a conoscerlo, incideva per la Atlantic. Non che quegli album che si collocano suppergiù da metà anni 70 sino al termine del decennio non fossero degni di ascolto e di interesse, però è incontrovertibile che la genialità di cui tu parli sia appannaggio dei dischi incisi per MPS ed altre case a cavallo tra la fine dei '60 e i '70. ;)

Peraltro, credo che Zappa sia rimasto affascinato dai dischi che videro insieme Ponty con George Duke, anch'egli reclutato spesso e volentieri da Zappa.

Le ristampe non sono di facile reperibilità  e paiono piuttosto costose.

Ad un certo punto Ponty divenne popolarissimo oltre i confini del jazz: suonò con Alan Sorrenti e persino con il miglior pop di Elton John (Honky Château). Ricordo anche una "robaccia" vagamente country e danzereccia, sigla di un noto programma radiofonico della RAI. :D 

Va detto che i guadagni di quelle sessioni furono messi a frutto in altri progetti di valore, tra cui è opportuno segnalare anche un disco con Giorgio Gaslini.

Devo dire che i padroni del vapore del jazz in Italia - Lo dico senza polemica, ma con affettuosa ironia - ossia Polillo e soci, erano legatissimi alle sacre icone tradizionali del violino jazz (Grappelli, Venuti, tutt'al più Stuff Smith) e forse Ponty non acquisì quel credito fra i jazzofili che internazionalmente gli veniva riconosciuto al pari di Urbaniak, Lockwood e dell'americano Don Sugarcane Harris, altro valido collaboratore di Zappa.

Tornando a quell'album, Zappa non è soltanto una presenza autoriale, è chitarrista solista nell'unico brano dell'album non composto da lui, ma bensì da Ponty; direttore di ensemble nel gustoso pastiche third stream Music for Electric Violin and Low-Budget Orchestra che occupa quasi per intero il secondo lato dell'edizione in vinile nonché arrangiatore dell'intero lavoro.

Secondo me, oltre al classico King Kong, un'altro brano che colpisce per la bellezza del tema, la qualità dell'arrangiamento e dei soli è Twenty Small Cigars: :)

 

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9 ore fa, jazzofilo dice:

Secondo me, oltre al classico King Kong, un'altro brano che colpisce per la bellezza del tema, la qualità dell'arrangiamento e dei soli è Twenty Small Cigars: :)

Non posso che concordare. Un tema davvero splendido... e non conoscevo questa versione. ^_^

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Dall'album Big Band Theory del 1993, neppure troppo considerato nella estesa carriera di Carla Bley, ho scelto questa composizione che riassume molto bene le caratteristiche della scrittura della Bley e che vede i soli vigorosamente espressivi di Lew Soloff (tromba); Wolfgang Puschnig (sax contralto); Gary Valente (trombone); Andy Sheppard (sax tenore):

 

 

 

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Sempre notevole Carla Bley. Ha inciso una mole incredibile di dischi, sperimentando coraggiosamente a 360 gradi anche con musicisti di estrazione rock. Adoro Escalator Over The Hill (ricordo che ne accennammo già in questa discussione) e Jazz Realities, uscito nel 1966 (anno fondamentale per il Free Jazz) nella splendida serie dei "capoccioni" della Fontana (così detti dai ritratti degli artisti in copertina realizzati dalla grafica olandese Marthe Roling.
Purtroppo non c'è sul Tubo, ma si tratta di un disco formidabile con Mike Mantler (tromba), Steve Lacy (sax soprano), Kent Carter (basso) e Aldo Romano (batteria).

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11 ore fa, Nitriero Cavalleone dice:

Sempre notevole Carla Bley. Ha inciso una mole incredibile di dischi, sperimentando coraggiosamente a 360 gradi anche con musicisti di estrazione rock. Adoro Escalator Over The Hill (ricordo che ne accennammo già in questa discussione) e Jazz Realities, uscito nel 1966 (anno fondamentale per il Free Jazz) nella splendida serie dei "capoccioni" della Fontana (così detti dai ritratti degli artisti in copertina realizzati dalla grafica olandese Marthe Roling.
Purtroppo non c'è sul Tubo, ma si tratta di un disco formidabile con Mike Mantler (tromba), Steve Lacy (sax soprano), Kent Carter (basso) e Aldo Romano (batteria).

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Fra i musicisti rock con i quali la Bley ha collaborato almeno tre di loro vanno menzionati: Jack Bruce, Nick Mason e Robert Wyatt; per i frutti che tali collaborazioni hanno prodotto e che talora hanno riguardato progetti editi da Mantler specie nel corso degli anni '70.

Peraltro, Bruce suona e canta in alcune tracce di Escalator Over The Hill. E, dopo svariati anni trascorsi dalle incisioni, è stata data veste ufficiale alla collaborazione del 1975 in questo album della Jack Bruce Band con la presenza della Bley e dell'ex Stones Mick Taylor:

https://www.discogs.com/it/master/view/500278

 

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11 ore fa, Nitriero Cavalleone dice:

...e a proposito di Carla Bley, ascolto questo pezzo di sua figlia Karen Mantler affiancata da un altro figlio d'arte: Eric Mingus

 

bel groove, indubbiamente. :)

La zazzera ricorda quella della genitrice. ;)

Di Eric Mingus ignoravo persino l'esistenza.

Il conduttore è David Sanborn, se non erro.

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