Pacific231

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1292 risposte in questa discussione

@Nitriero Cavalleone

Molto interessanti i blues proposti, di artisti che hanno influenzato tanta parte del folk americano bianco (da Pete Seeger a Bob Dylan.... ) ed i loro epigoni "elettrici" neri e bianchi ( da Muddy Waters e Pinetop Perkins.... ad Alexis Korner, John Mayall, Mike Bloomfield...). Ci tornerò sopra.:D

 

 

 

 

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@Nitriero Cavalleone

 

Oggetto di culto da parte di tanti rockers bianchi, Eric Clapton in primis, naturalmente quando smette i panni della popstar ...:)

 

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@Nitriero Cavalleone

Questa raccolta è una delle pochissime cose che possiedo del blues rurale. La comprai anni fa; vi sono molto affezionato e contiene anche il brano postato.

La lista dei brani e dei musicisti inclusi:

https://www.discogs.com/Various-Blues-at-Newport/release/9894300

 

41YGXD9AGFL.jpg

 

 

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13 ore fa, Nitriero Cavalleone dice:

Stasera mi spingo ancora più avanti con l'ascolto dell'Italian Instabile Orchestra in una delle incisioni più prestigiose: Skies Of Europe (ECM)

skies-of-europe.jpg

Non avevo mai tanto preso in considerazione questa formazione, temendo che fosse il solito scimmiottamento all'italiana di analoghi progetti americani o nordeuropei. Mi sbagliavo di grosso e faccio ammenda: questa musica è italiana, piena di melodia e fantasia italiana ed ha un suono che, ancorché ricco di spigolosità free (c'era anche il grande Mario Schiano...) si apre in squarci melodici tipicamente nostrani, con citazioni operistiche e bandistiche veramente piacevoli e spassose.

Bel disco anche questo, sì.

Italian+Instabile+Orchestra.png

@jazzofilo: sicuramente apprezzi, ricordo che avevi citato quest'orchestra tempo fa. :)

Apprezzo proprio per le caratteristiche da te illustrate e ti segnalo una loro registrazione per Radiotre Rai  trasposta su cd per Rai Trade con Anthony Braxton:

 

https://www.discogs.com/it/Anthony-Braxton-Italian-Instabile-Orchestra-Creative-Orchestra-Bolzano-2007/release/1969513

 

R-1969513-1255766187.jpeg.jpg

 

 

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6 ore fa, jazzofilo dice:

Oggetto di culto da parte di tanti rockers bianchi, Eric Clapton in primis, naturalmente quando smette i panni della popstar ...:)

Hai fatto benissimo a citare Robert Johnson, dato che è stato il "perfezionatore" di quanto avevano fatto i campagnoli (era un po' più giovane di loro ed uscì fuori più tardi). Crossroads è uno dei suoi classici.

Anche Sweet Home Chicago, nota in innumerevoli versioni (la più celebre forse è quella dei Blues Brothers), è opera sua.

Un vero bluesman. La sua fine fu più drammatica e misteriosa di quella dei suoi illustri predecessori... ed è tutto dire.

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Segnalo l'uscita, in occasione del recente Record Store Day, di una bellissima riedizione dell'integrale delle registrazioni di Johnson:

170321_rj_rsd.jpgrobertjohnson-centeninialcollection-rsd1

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2 ore fa, Nitriero Cavalleone dice:

Segnalo l'uscita, in occasione del recente Record Store Day, di una bellissima riedizione dell'integrale delle registrazioni di Johnson:

170321_rj_rsd.jpgrobertjohnson-centeninialcollection-rsd1

Caspita! Davvero un'ottima cosa.

Finalmente, si può ascoltare anche in vinile la raccolta edita in cd nel 2011 da Columbia Legacy.

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Il tributo più autentico e genuino alla sua musica senza nulla togliere alle molteplici interpretazioni dei suoi classici da parte di Blues Brothers, Eric Clapton ecc... è, a mio parere, questo realizzato da musicisti inglesi di area blues e folk nei primi anni '70 peraltro disponibile anche in riedizione su cd:

https://www.discogs.com/it/Paul-Williams-And-Friends-In-Memory-Of-Robert-Johnson-RIP/release/3875961

71TCOVD-LKL._SX355_.jpg

 

 

 

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Non conoscevo questo tributo. Ho ascoltato l'unico pezzo presente su YT tratto da questo disco, è interessante anche se (per i miei gusti) un po' troppo "elettrico"... nulla di male, beninteso, ma personalmente nel blues arcaico preferisco la dimensione acustica. :)

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13 ore fa, jazzofilo dice:

Caspita! Davvero un'ottima cosa.

Finalmente, si può ascoltare anche in vinile la raccolta edita in cd nel 2011 da Columbia Legacy.

Infatti... se non avessi già quella (in cd ahimé) lo comprerei al volo... in verità confesso di essere tentato... anche perché l'oggetto è splendido: copertina a tripla anta e poster con le etichette originali dei 78gg... ce la farò a resistere? :(

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6 ore fa, Nitriero Cavalleone dice:

Non conoscevo questo tributo. Ho ascoltato l'unico pezzo presente su YT tratto da questo disco, è interessante anche se (per i miei gusti) un po' troppo "elettrico"... nulla di male, beninteso, ma personalmente nel blues arcaico preferisco la dimensione acustica. :)

È interessante notare come quell'album sia arrivato nel momento in cui il blues revival o per meglio dire in questo caso il british blues era al tramonto. I musicisti che ne avevano costituito l'ossatura, tranne rari casi e penso in primo luogo ad Alexis Korner, avevano mutato stile virando verso il pop (John Mayall, Eric Clapton, Fleetwood Mac ecc...) o verso l'hard rock (Ten Years After, Savoy Brown, Chicken Shack ecc... )

Ad ogni modo in quel disco suonano: Glen Campbell, uno dei rari solisti blues di steel guitar strumento tradizionale del country americano; il chitarrista folk Jon Mark, membro del gruppo Mark&Almond che nei '70 fece album molto belli nell'ambito fusion; il pianista Bob Hall che ha quasi sempre suonato il pianoforte acustico rimanendo fedele al linguaggio del blues.

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3 ore fa, Nitriero Cavalleone dice:

Non conoscevo questo tributo. Ho ascoltato l'unico pezzo presente su YT tratto da questo disco, è interessante anche se (per i miei gusti) un po' troppo "elettrico"... nulla di male, beninteso, ma personalmente nel blues arcaico preferisco la dimensione acustica. :)

Quell'autenticità unita a spontaneità e ad esistenze spesso rese difficili dalla povertà, dal razzismo, costituisce l'essenza del blues arcaico. L'elettricità che comincia già prima della Seconda Guerra Mondiale legata all'urbanizzazione dei neri americani non riesce a preservare questo patrimonio nella sua integrità.

Però, la modernità del blues revival, soprattutto nei '60, ha prodotto esiti tutt'altro che disprezzabili peraltro catturando stilemi espressivi mutuati dal jazz, mi riferisco a Butterfield Blues Band, Mike Bloomfield, John Mayall, Allman Brothers Band ecc.... Alcuni di loro come Alexis Korner continuarono a fare da ponte tra i due mondi.

Non bisogna pensare, almeno non solo, ad una sistematica proposizione di schitarrate selvagge...:D

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da Bootleg Him di Alexis Korner Operator con Alexis Korner (chitarra acustica, voce); Steve Miller (pianoforte); Robert Plant (voce, armonica):

 

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2 ore fa, jazzofilo dice:

Quell'autenticità unita a spontaneità e ad esistenze spesso rese difficili dalla povertà, dal razzismo, costituisce l'essenza del blues arcaico. L'elettricità che comincia già prima della Seconda Guerra Mondiale legata all'urbanizzazione dei neri americani non riesce a preservare questo patrimonio nella sua integrità.

Però, la modernità del blues revival, soprattutto nei '60, ha prodotto esiti tutt'altro che disprezzabili peraltro catturando stilemi espressivi mutuati dal jazz, mi riferisco a Butterfield Blues Band, Mike Bloomfield, John Mayall, Allman Brothers Band ecc.... Alcuni di loro come Alexis Korner continuarono a fare da ponte tra i due mondi.

Non bisogna pensare, almeno non solo, ad una sistematica proposizione di schitarrate selvagge...:D

Sì, sono d'accordo. Ma infatti si tratta di forme di musica simili ma al contempo completamente diverse: simili le strutture, gli intervalli, le progressioni cordali (le regole sono quelle, non si sfugge) ma profondamente diversa l'attitudine, dato che nacquero da differenti premesse. Il virtuosismo e la preparazione musicale hanno poi fatto sì che siano state prodotte forme-blues che, nella sostanza, erano decisamente prosciugate, pur suonando "blues" eccome. Un musicista non blues in senso stretto (siamo in un contesto più folk) che mi piace molto è il canadese Bruce Cockburn. Questa sua Mama Just Wants To Barrelhouse All Night Long, citata in molti manuali e metodi per chitarra blues moderna, è un blues degli anni Settanta, dalla struttura tradizionale rielaborata secondo stilemi che un bluesman del Delta forse non si sarebbe neppure sognato (tecnica a parte, che in Bruce è prodigiosa).

 

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21 minuti fa, Nitriero Cavalleone dice:

Sì, sono d'accordo. Ma infatti si tratta di forme di musica simili ma al contempo completamente diverse: simili le strutture, gli intervalli, le progressioni cordali (le regole sono quelle, non si sfugge) ma profondamente diversa l'attitudine, dato che nacquero da differenti premesse. Il virtuosismo e la preparazione musicale hanno poi fatto sì che siano state prodotte forme-blues che, nella sostanza, erano decisamente prosciugate, pur suonando "blues" eccome. Un musicista non blues in senso stretto (siamo in un contesto più folk) che mi piace molto è il canadese Bruce Cockburn. Questa sua Mama Just Wants To Barrelhouse All Night Long, citata in molti manuali e metodi per chitarra blues moderna, è un blues degli anni Settanta, dalla struttura tradizionale rielaborata secondo stilemi che un bluesman del Delta forse non si sarebbe neppure sognato (tecnica a parte, che in Bruce è prodigiosa).

 

Bel brano. ;) Conosco un po' Cockburn.

Rilancio con un personaggio che viene dalla controcultura californiana imbevuta di flower power e di acido lisergico e che, poi, è stato capace di misurarsi con il blues nella sua dimensione più essenziale:

 

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E ora Sam Rivers con un'incisione della Blue Note che lo vede affiancato da Andrew Hill, Walter Booker e J.C. Moses:

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