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Guest Hayden

Il fischiato

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Guest Hayden
Concordo con quel che dici, perché preoccuparsi dei "guaiti" come diceva Boulez!

Il fatto è che conosco bene le aspiranti cantanti e quindi so che se vieni definita soprano lirico vorresti esser leggero, se invece ti dicono che son proprio i tuoi acuti che hanno i colori migliori, allora vorresti cantare nel profondo come un vero (e raro) contralto!!

In ogni caso il canto, in senso alto, non è un "mestiere" e non si apprende in bottega per imitazione, così come la voce non è uno strumento che puoi comprare, la marca migliore non è in vendita.

Quindi per evitare miliardi di frustrazioni occorre aver ben chiaro cosa si vuol far da grandi e studiare, studiare, studiare...

Devo dissentire leggermente.

Io personalmente, ritengo che la chiarezza pura nn si raggiunge neanche a 90 anni,perché anke se hai le doti,

sei bravo,vieni sempre colto da un qualsiasi tipo di dubbio,perché l'essere umano nn è perfetto.

L'Arte in generale a parer mio nn dovrebbe essere un mestiere,e venir contaminata da necessità che prescindono dalla passione.

Ma ahimè c'è gente che lo fa;e solo coloro che hanno quel quid in più,riescono a mantenersi autentici e a far contenti i propri "mecenati".

Io nn desidero essere nient'altro di ciò che già sono e che posso diventare,ma non conosco i miei limiti;per cui perché biasimarmi se provo a scoprirli?

Per me la frustrazione poi,è sintomo di voler migliorare,migliorare per poter dare i miei sentimenti a chi ascolta;e sorprendere me stessa e gli altri,tentando di dimostrare che nonostante le molte difficoltà si ha ancora la forza per credere nell'insperabile.

Non so che tipo di cantanti tu abbia conosciuto,ma specialmente tra gli artisti,non si dovrebbero mai fare generalizzazioni.

Hydn

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i sovracuti dal fa in poi vengono denominati in questo modo perché perdendo tutti gli armonici somigliano a fischi ,e poi perchè la corda nn è minimamente sollecitata,tra l'altro se cercate su google lo trovate..solo che nessuno sa come funziona questa tecnica..

Ma perché dal fa in poi? Perché là arriva la regina della notte o per un motivo fisico? La Dessay spara un la bemolle alla fine dell'aria di Olympia che secondo me non ha niente a che vedere con un fischio! Anzi...

Lucia è repertorio d'arrivo per un lirico, lo stesso dicasi di Traviata dove il mib finale non è segnato ( e oltretutto bruttissimo...).

A me sinceramente piace molto! Ma questo esula dalal discussione...

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A me sinceramente piace molto! Ma questo esula dalal discussione...

Beh... assomiglia più al triplo carpiato con avvitamento piuttosto che ad un acuto. Poi per farlo, se la soprano ha voce di un certo spessore, cosa auspicabile per il ruolo, comincia a preoccuparsi fin dal preludio.

Se poi ha il suo ciclo è facile che neppure esca.....

Oltretutto vi è un altro punto dove lo si potrebbe mettere, molto più gratificante e coerente alla partitura che permetterebbe addirittura di conservare perfino il sib finale.

Mentre il mib sovracuto deve essere preso staccato (con appoggio sul sol) diventando la cartina di tornasole di tutta una recita.

E questo è un prezzo molto alto da pagare per un semplice "effetto di tradizione".

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Guest Fede_Rinhos
Beh... assomiglia più al triplo carpiato con avvitamento piuttosto che ad un acuto. Poi per farlo, se la soprano ha voce di un certo spessore, cosa auspicabile per il ruolo, comincia a preoccuparsi fin dal preludio.

Se poi ha il suo ciclo è facile che neppure esca.....

Oltretutto vi è un altro punto dove lo si potrebbe mettere, molto più gratificante e coerente alla partitura che permetterebbe addirittura di conservare perfino il sib finale.

Mentre il mib sovracuto deve essere preso staccato (con appoggio sul sol) diventando la cartina di tornasole di tutta una recita.

E questo è un prezzo molto alto da pagare per un semplice "effetto di tradizione".

mi verrebbe un'osservazione, ma non voglio scatenare inutili polemiche, quindi....

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Già il sol sentire che fai dell'Arte un mestiere come un altro è talmente deleterio,che mi fa passare la voglia di risponderti.

I sentimenti forse sono quanto di più reale ,vero e puro possa esistere,a meno che tu non sia un robot(ma forse lo sei).

Il mio discorso è sicuramente sentito nonostante possa apparirti banale,e cmq in fin dei conti è la mia visione,e cosa di meglio dei valori,delle proprie emozioni e dei buoni propositi potrebbe essere preso a modello per un nuovo futuro?

Di certo non la triste "industrializzazione" dell'arte.

Hydn

Devi essere sicuramente ancora giovane, se fai un discorso del genere. Ed è senz'altro bello che tu mantenga e coltivi le tue emozioni, i tuoi valori e tutti i tuoi propositi.

Ma l'Arte non è solo questo, è anche Mestiere, che a te piaccia o meno, e questo non vuol dire "industrializzarla" o sminuirla. Anzi.

Bach campava venti figli con la sua Arte e questo non ha fatto di lui un becero mestierante. E come lui, tutti gli altri. Non credo che nessuno la mattina facesse l'impiegato delle poste e si dedicasse all'Arte solo alla sera... E se i grandi artisti del passato si fossero vergognati di guadagnare delle proprie opere, oggi avremmo ben poco di cui godere. La vera tristezza, semmai, è proprio che oggi un artista non possa semplicemente guadagnarsi da vivere mantenendo la propria dignità di professionista dell'arte, ma debba cercare di arrabbattarsi alla meno peggio per arrivare a fine mese!

E poi chi l'ha detto che un MESTIERE non si possa fare con PASSIONE e con quei SENTIMENTI che sbandieri così tanto?!

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Guest Hayden
Devi essere sicuramente ancora giovane, se fai un discorso del genere. Ed è senz'altro bello che tu mantenga e coltivi le tue emozioni, i tuoi valori e tutti i tuoi propositi.

Ma l'Arte non è solo questo, è anche Mestiere, che a te piaccia o meno, e questo non vuol dire "industrializzarla" o sminuirla. Anzi.

Bach campava venti figli con la sua Arte e questo non ha fatto di lui un becero mestierante. E come lui, tutti gli altri. Non credo che nessuno la mattina facesse l'impiegato delle poste e si dedicasse all'Arte solo alla sera... E se i grandi artisti del passato si fossero vergognati di guadagnare delle proprie opere, oggi avremmo ben poco di cui godere. La vera tristezza, semmai, è proprio che oggi un artista non possa semplicemente guadagnarsi da vivere mantenendo la propria dignità di professionista dell'arte, ma debba cercare di arrabbattarsi alla meno peggio per arrivare a fine mese!

E poi chi l'ha detto che un MESTIERE non si possa fare con PASSIONE e con quei SENTIMENTI che sbandieri così tanto?!

Rileggi bene ciò che ho scritto,perké mi sa ke nn hai capito bene,date le suddette risposte

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Vediamo di mantenere la discussione su un terreno più civile per favore, altrimenti la chiudo. Grazie. :D

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Rileggi bene ciò che ho scritto,perké mi sa ke nn hai capito bene,date le suddette risposte

e cosa non avrei capito esattamente nella seguente frase?

L'Arte in generale a parer mio nn dovrebbe essere un mestiere,e venir contaminata da necessità che prescindono dalla passione.

Ma ahimè c'è gente che lo fa;e solo coloro che hanno quel quid in più,riescono a mantenersi autentici e a far contenti i propri "mecenati".

La mia risposta si riferiva a questo.

Quanto al resto del tuo discorso....

Io nn desidero essere nient'altro di ciò che già sono e che posso diventare,ma non conosco i miei limiti;per cui perché biasimarmi se provo a scoprirli?

... giustissimo voler conoscere i propri limiti, ma con la voce è meglio andarci piano, perchè potresti provocarti dei danni anche irreparabili. Credo che il monito di tutti fosse proprio questo, andarci con cautela, perchè in ogni caso non sono i sovracuti che faranno o meno di te una buona cantante.

Per me la frustrazione poi,è sintomo di voler migliorare,migliorare per poter dare i miei sentimenti a chi ascolta;e sorprendere me stessa e gli altri,tentando di dimostrare che nonostante le molte difficoltà si ha ancora la forza per credere nell'insperabile.

Non so che tipo di cantanti tu abbia conosciuto,ma specialmente tra gli artisti,non si dovrebbero mai fare generalizzazioni.

Hydn

E l'insperabile, visto il contesto del discorso, sarebbe arrivare ai limiti della tessitura umana? Fare il fenomeno da baraccone (passami il termine)?

Cantare non è e non deve essere mero virtuosismo.

Poi, ovviamente, la gola è la tua e se vuoi sottoporti ad angosciosi e pericolosi esperimenti, chi può trattenerti?

In bocca al lupo, cmq.

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Era così bello parlare di canto in pace..... pia illusione!

.... la polemica è sempre in agguato....

Dipende. Per ora mi sono limitato ad eliminare lo spam urticante ma se si continua di questo passo sarò costretto a chiudere (se basta). L'argomento è interessante e credo possiate confrontarvi con tranquillità senza tentare di scannarvi ad ogni post. E vale per tutti.

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Beh... assomiglia più al triplo carpiato con avvitamento piuttosto che ad un acuto. Poi per farlo, se la soprano ha voce di un certo spessore, cosa auspicabile per il ruolo, comincia a preoccuparsi fin dal preludio.

Se poi ha il suo ciclo è facile che neppure esca.....

Oltretutto vi è un altro punto dove lo si potrebbe mettere, molto più gratificante e coerente alla partitura che permetterebbe addirittura di conservare perfino il sib finale.

Mentre il mib sovracuto deve essere preso staccato (con appoggio sul sol) diventando la cartina di tornasole di tutta una recita.

E questo è un prezzo molto alto da pagare per un semplice "effetto di tradizione".

Non ho mai sentito altri mi bemolle nell'aria, mi puoi dire dove potrebbe essere inserito? Grazie...

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Guest Hayden

Per l'ennesima volta ribadisco che Bacchetto dovresti avere una visione più ampia delle cose,e considerare che esistono anche i punti di vista altrui senza biasimarli,e senza fare delle tue convinzioni un assoluto.

Hydn

Modificato da Madiel

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Non ho mai sentito altri mi bemolle nell'aria, mi puoi dire dove potrebbe essere inserito? Grazie...

Ti premetto che è una soluzione che ho elaborato e testato per conservare il piacere di mantenere il sovracuto di tradizione, ma evitando quella sensazione di "esame" che prende sempre la soprano nel doverlo prendere praticamente a "secco" e dopo un'aria da incubo.

Consiglio di prendere lo spartito o la partitura.

Per tradizione si fa una sola volta "il mio pensier" nella parte finale della cabaletta del primo atto (per chi è digiuno di lirica sono le ultime battute del primo atto di Traviata), saltando completamente, per avere un attimo di respiro, il levare della dodicesima, la dodicesima battuta e l'undicesima contando dalla fine.

La soprano riattacca dalla decima battuta vocalizzando il sib, il do e l'arpeggio discendente con OH. Poi, dopo aver respirato, si appogia su un sol non scritto, (sempre per esigenze tecniche vocalizzando) ed emette il mib sovracuto di tradizione, che naturalmente risulta scoperto e dopo un'aria così complessa assolutamente problematico, finendo su un "comodo" lab acuto.

Ovviamente l'orchestra va in corona, sostenendo la soprano con un tremolo vigoroso per concludere in un accelerando brioso e un po' folle in piena sintonia col brano (Follie!.... Follie!....).

Ora, c'è un'alternativa possibile e vocalmente più "praticabile".

A battuta 11, sempre contando dalla fine, inizia il moto per grado congiunto di minime col punto che parte dal lab acuto per proseguire ovviamente con il nostro sib e do di prima.

In orchestra siamo già in un "due" brillante e non c'è alcun problema ad accelerare con decisione.

In questo modo la soprano può fare la "puntatura" sul mib, anche tenuta, sul secondo movimento di battuta nove (sempre contando dalla fine) dopo il do di semiminima puntata, con la comodità di un intervallo molto più vicino e preso di slancio.

Cioè, in pratica LAb-SIb (minime col punto) -DO/MIb (sovracuto) - DO-LAb-MIb-DO (arpeggio di semicrome) - FA (semiminima con punto) MIb (croma) SIb acuto (semiminima coronata) LAb finale.

La posizione è già pronta e la durata non è più un problema perchè è da considerarsi un effetto di bravura che dà più "smalto" alla cabaletta.

Si può concludere mantenendo anche la tradizione del sib finale ma completamente "spogliato" del suo compito di "acutone", perciò assolutamente tranquillo nell'emissione e senza alcun obbligo di corona.

Ho cercato una soluzione alternativa alla tradizione dopo un'audizione un po' particolare.

Stiamo parlando di Dimitra Teodossiu che doveva essere audizionata al Teatro dell'Opera da Daniel Oren; io all'epoca ero il suo preparatore e pianista ed ero presente.

Le fu chiesto se in Traviata poteva terminare col il mib e lei disse che ce l'aveva ma che quel giorno preferiva non provarlo.

Oren dopo averla audizionata disse: "voce straordinaria ma ho bisogno di essere sicuro anche di quell'acuto" e non la prese.

Il giorno dopo Dimitra aveva audizione con Muti che la prese come doppio della Fabbricini per la tournèe della Scala in Giappone.

Quell'acuto fa differenza e selezione crudele fra le soprano, con le migliori che riescono a emetterlo con estrema facilità e altre che debbono optare per la soluzione di "riserva", cioè un "misero" sib finale che a quel punto deve valere come il famoso mib, a prescindere dalle capacità sceniche, vocali e musicali.

Assomiglia molto al do della "pira" o al si di "nessun dorma" o anche allo scomodissimo sib finale di "Vissi d'arte".

Ma sfortunatamente in Puccini sono note segnate.......... :rolleyes_anim:

P.S. Per informazione, il compositore all'epoca di Verdi difficilmente segnava tali obblighi esecutivi senza conoscere intimamente l'interprete della prima (vedi do della pira o tutti i sib di Aida), perciò tutte le "tradizioni" erano il frutto di una stratificazione di esperienze e tentativi atti a giungere alla cadenza più efficace o all'acuto più entusiasmante, naturalmente per il pubblico.

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Questa discussione sta diventando una sterile contrapposizione tra persone e non tra idee.

Mi spiace cara Hayden, ma la generalizzazione talvolta è necessaria perché qui non stiamo producendo teorie scientifiche, ma chiacchierate in libertà e, in tutta sincerità, quel che serve è disponibilità all'ascolto, non polemica.

Ognuno di noi ti propone il suo punto di vista, i suoi consigli, visto che ti sei messa in gioco.

Personalmente non ho proprio voglia di spiegare "a bout de souffle" il mio pensiero, non ho abbastanza fiato.

Ripeto: conosco benissimo le problematiche e i guai di chi studia (male) canto, perché poi li devo "guarire", e conosco altrettanto bene i percorsi di principianti e big (perché non si finisce mai di studiare).

Quindi se ti dico che la prima regola di base non è fissarsi su determinate "note" (al sovracuto che forse verrà), ma allo studio serio fatto con seri professionisti, parlo per straevidente esperienza generalizzante.

Non potrei far altro perché non ti conosco, non ti ho ascoltato, leggo solo le perplessità che esprimi in questo forum.

Quanto alle frustrazioni: sono fisiologiche in quest'arte, professione o mestiere che dir si voglia e c'è n'è per tutti.

Il traguardo immediato può essere anche raggiungere la produzione di un sovracuto o un soffio rauco, con i compositori contemporanei può capitare anche questo (mai sentito Cathy Berberian ?), ma guai a dimenticarsi che il traguardo finale è sempre l'essere una seria protagonista consapevole o, se preferisci, quell'eterna condizione di equilibro professionista/persona che è propulsione vera di chi ha qualcosa da trasmettere.

Buon lavoro e non bacchettare Bacchetto perché è sincero!

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Guest Hayden
Questa discussione sta diventando una sterile contrapposizione tra persone e non tra idee.

Mi spiace cara Hayden, ma la generalizzazione talvolta è necessaria perché qui non stiamo producendo teorie scientifiche, ma chiacchierate in libertà e, in tutta sincerità, quel che serve è disponibilità all'ascolto, non polemica.

Ognuno di noi ti propone il suo punto di vista, i suoi consigli, visto che ti sei messa in gioco.

Personalmente non ho proprio voglia di spiegare "a bout de souffle" il mio pensiero, non ho abbastanza fiato.

Ripeto: conosco benissimo le problematiche e i guai di chi studia (male) canto, perché poi li devo "guarire", e conosco altrettanto bene i percorsi di principianti e big (perché non si finisce mai di studiare).

Quindi se ti dico che la prima regola di base non è fissarsi su determinate "note" (al sovracuto che forse verrà), ma allo studio serio fatto con seri professionisti, parlo per straevidente esperienza generalizzante.

Non potrei far altro perché non ti conosco, non ti ho ascoltato, leggo solo le perplessità che esprimi in questo forum.

Quanto alle frustrazioni: sono fisiologiche in quest'arte, professione o mestiere che dir si voglia e c'è n'è per tutti.

Il traguardo immediato può essere anche raggiungere la produzione di un sovracuto o un soffio rauco, con i compositori contemporanei può capitare anche questo (mai sentito Cathy Berberian ?), ma guai a dimenticarsi che il traguardo finale è sempre l'essere una seria protagonista consapevole o, se preferisci, quell'eterna condizione di equilibro professionista/persona che è propulsione vera di chi ha qualcosa da trasmettere.

Buon lavoro e non bacchettare Bacchetto perché è sincero!

Non metto in discussione la sua sincerità ma la forma con cui si pone.

Ad ogni modo grazie per tutti i consigli, e mi dispiace aver dato la parvenza(sbagliata)di chi è ossessionata dai sovracuti;quando l'unica cosa che cercavo di capire è la tecnica del whistle.

Ad ogni modo grazie a tutti per la cordiale(e non) collaborazione.

Baci

Hydn

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Ho capito! Grazie mille! Ci mediterò sopra...

Spero tu voglia postare la tua "meditazione" in futuro perchè mi farebbe molto piacere.

Comunque sono indeciso nell'arpeggio di semicrome discendenti se lasciarlo come scritto o eliminare l'ultima semicroma do che mi sembrerebbe rendere il passaggio più fluido.

Comunque tornando ai sovracuti c'è un passaggio di tradizione che trovo stupendo e purtroppo sempre più raro.

Si tratta del finale di "Caro nome", (sempre per chi è digiuno di lirica, è l'aria stupenda della soprano in Rigoletto) quando il coro nelle battute finali pronuncia "o quanto è bella".

In alcune esecuzioni si poteva ascoltare una straordinaria variazione del pedale di mi 4 della solista dove lei creava un arpeggio dolcissimo che finiva in un mi 5 sovracuto FLAUTATO che si perdeva mentre usciva di scena.

Ribadisco FLAUTATO e non FISCHIATO perchè quella è, o meglio era, una prerogativa del REGISTRO DI LOGGIONE....

Sentire questo sovracuto in lontananza sovrastare il pianissimo del coro uomini era veramente una sensazione magica, un misto di bravura e poesia che degnamente coronava una delle arie più belle del nostro repertorio.

Ma con il gusto un po' pecoreccio di certe voci amanti di sfumature da orco questi giochi purtroppo sono sempre più rari.

Altra cosa che ricordo con piacere è il sib filato che tradizionamente si metteva nel finale dell'aria di Micaela della Carmen.

Ricordo una soprano con cui ho lavorato che riusciva a trasformare anche un'esecuzione modesta e distratta in un tripudio grazie a quel filato.

Uno dei tanti regali di una buona base tecnica e di una tradizione non sempre "becera" e amante dell'effetto a tutti i costi.

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Anche se ormai la giovane soprano Hayden ha già perso la pazienza( ma, come è stato detto, le grandi carriere si costruiscono più con i nervi che con la voce),voglio dire anch'io la mia. Intanto concordo che sarebbe più elegante parlare di emissione FLAUTATA o anche PUNTATA , piuttosto che "fischiata" (lasciamo i fischi a Mefistofele) anche perchè questa denominazione suggerisce un sinistro doppio senso. Comunque si parla sempre di emissione mista petto-testa

o meglio di "emissione mista prevalentemente di testa" che ,rispetto all'emissione solo di testa (falsetto) ha più corpo,

più flessibilità ma sopratutto più vibrazione (armoniche,portanti). La caratteristica del suono ricco di armonici è quella di farsi udire a distanza, ANCHE SE I SUONI SONO PICCOLI E DI BASSO VOLUME.

Detto ciò, visto che Hayden si è qualificata come lirico puro,io, se fossi in lei, mi chiederei:

Perchè alcuni soprani nati lirici puri (per volume e colore) sanno fare una buona coloratura, omogenea,mordente, espressiva,(Callas,Sutherland,Deutekom,Bonfadelli) e altri, pur ottimi e famosissimi ( Tebaldi,Freni) sono già a disagio

di fronte a una semplice fiorettatura? Probabilmente è una questione di "vocazione" ma anche di impostazione tecnica.

Bene fa quindi Hayden a porsi il problema del settore sopracuto perchè se non scioglie questo nodo nella fase di impostazione della voce non lo risolverà certo a carriera iniziata.

Il modo migliore, sempre secondo me, per capire il problema è quello di ascoltare questo tipo di cantanti e, qualora

possibile, di chiedere chiarimenti direttamente a loro.

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Anche se ormai la giovane soprano Hayden ha già perso la pazienza( ma, come è stato detto, le grandi carriere si costruiscono più con i nervi che con la voce),voglio dire anch'io la mia. Intanto concordo che sarebbe più elegante parlare di emissione FLAUTATA o anche PUNTATA , piuttosto che "fischiata" (lasciamo i fischi a Mefistofele) anche perchè questa denominazione suggerisce un sinistro doppio senso. Comunque si parla sempre di emissione mista petto-testa

o meglio di "emissione mista prevalentemente di testa" che ,rispetto all'emissione solo di testa (falsetto) ha più corpo,

più flessibilità ma sopratutto più vibrazione (armoniche,portanti). La caratteristica del suono ricco di armonici è quella di farsi udire a distanza, ANCHE SE I SUONI SONO PICCOLI E DI BASSO VOLUME.

Detto ciò, visto che Hayden si è qualificata come lirico puro,io, se fossi in lei, mi chiederei:

Perchè alcuni soprani nati lirici puri (per volume e colore) sanno fare una buona coloratura, omogenea,mordente, espressiva,(Callas,Sutherland,Deutekom,Bonfadelli) e altri, pur ottimi e famosissimi ( Tebaldi,Freni) sono già a disagio

di fronte a una semplice fiorettatura? Probabilmente è una questione di "vocazione" ma anche di impostazione tecnica.

Bene fa quindi Hayden a porsi il problema del settore sopracuto perchè se non scioglie questo nodo nella fase di impostazione della voce non lo risolverà certo a carriera iniziata.

Il modo migliore, sempre secondo me, per capire il problema è quello di ascoltare questo tipo di cantanti e, qualora

possibile, di chiedere chiarimenti direttamente a loro.

Non nel suo caso, caro Pinkerton perchè, a prescindere da cosa intendesse veramente, il suono "fischiato" è una prerogativa di tecniche diverse dalla lirica che utilizzano e sviluppano il registro di falsetto usando il microfono come strumento sia di amplificazione che di modulazione del suono.

Poi ognuno è conformato in un certo modo e certi suoni o si hanno oppure no.

La Freni ha evoluto una tecnica finalizzata ad una estrema dolcezza di emissione almeno in seconda ottava, con un suono perennemente coperto, straordinariamente dolce ma inadatto a un repertorio diverso da quello per cui è giustamente famosa.

Alla Callas, checchè se ne dica, si sentivano tutti i passaggi ed era "tirata" negli acuti, almeno in certi ruoli (vedi Tosca).

Anche la sua Lucia oggi lascerebbe vocalmente perplessi. Inevitabilmente troppo "alleggerita".

Ciononostante è forse il più bell'esempio di artista completa che si possa indicare.

Un'interprete inarrivabile per completezza espressiva e per introspezione psicologica, nonostante neppure lei fosse immune da qualche piccola "svista" di testo o di ritmo. In fondo siamo tutti esseri umani.

Un'artista odierna invece che andrebbe additata, almeno personalmente, a riferimento a chi studia è sicuramente Aprile Millo.

Ho trovato la suo Aida dal Met di una bellezza assoluta a tal punto da far passare Domingo per un collegiale alle prime esperienze.

Tecnicamente impressionante, una linea di canto perfetta, una musicalità naturale, acuti sicuri sia nei forti che soprattutto nei piani micidiali di "cieli azzurri".

Quello che ci si aspetta da una soprano e che in Italia è sempre più difficile ascoltare. (perchè di ottime interpreti ne abbiamo anche oggi, ma sembra che vengano tenute in cantina a invecchiare per dar spazio alle cariatidi dell'opera)

Forse bisogna insegnare canto tenendo conto della natura sia vocale che psicologica dell'allievo.

Le agilità e il bel canto devono essere affrontati e risolti perchè sono la base stessa della tecnica e aiutano a costruirsi una vocalità granitica (come odio quegli insegnanti che come prima "arietta" fanno studiare "Signore ascolta", invece di una bella aria antica o da camera).

Ma i sovracuti sono cosa diversa e se si ottengono con facilità, bene, altrimenti è inutile farsene un cruccio e cercare tecniche "stregonesche" per raggiungere note attualmente sempre meno necessarie.

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È evidente che quelli che stanno scrivendo ora non sappiano nemmeno cosa vuol dire cantare 

Se non conoscete la grande Mariah Carey e ovvio che non conoscete il fischiato anche perchè esiste veramente comunque la prossima volta per non creare equivoci scrivi "registro di fischio" o "Whistle Register".Sei sei convinto di averlo chiedi al tuo insegnante quando lo usi cerca  di tenere la gola aperta,non portare mai la mascella in avanti non contrarre mai le labbra e fallo con forza.

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