pegasofly

Jose' Carreras

18 risposte in questa discussione

In questi anni ho sentito voci discordanti al riguardo di Carreras. C'e' chi dice che e' un ottimo tenore, invece c'e' chi dice che e' un buon tenore e che viva di luce riflessa grazie al trio con Pavarotti (buonanima) e Domingo.

Cosa ne pensate???

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Mah...come timbro, come dizione, come piglio eroico, come brillantezza ed energia vocale forse è stato superiore a Domingo o Pavarotti, almeno in alcuni ruoli(ovviamente parlo del Carreras migliore, cioè quello metà anni 70/inizio 80; la sua voce è durata molto poco)...come interprete, come attore e come acuti mi ha convinto poco...fra le sue migliori interpretazioni, che ho avuto modo di ascoltare, ci sono il ciclo di opere del primo Verdi dirette da Gardelli (Un giorno di Regno, Il Corsaro, I Due Foscari, Stiffelio, La Battaglia di Legnano); la Tosca con la Caballè diretta da Colin Davis; il Werther di Massenet sempre con Colin Davis (una delle sue interpretazioni più convincenti); la Juive di Halevy con Almeida; il Don Carlos di Verdi con Karajan (con qualche pecca). Dicono sia riuscito molto bene, sempre negli anni 70, nel repertorio verista: Mascagni, Giordano, Cilea e in qualche opera di Donizetti. Prese parte anche al West Side Story diretto da Bernstein.

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Premesso che Carreras le sue cose migliori le ha fatte molto prima di formare il celebre trio,occorre dire subito una cosa,ossia la straordinaria somiglianza del suo timbro con quello di Giuseppe Di Stefano. Ebbi l'occasione di ascoltarlo

in un concerto a Parma alla fine degli anni '70 e in effetti la somiglianza non si limitava al colore, ma anche al modo di porgere la frase e di impostare la voce. Già allora molti acuti erano un po' fibrosi ,le mezzevoci esili e fisse. Certo il colore dei centri era splendido,cosicchè se cantava una romanza di Tosti era un grande cantante, se cantava l'opera

era un giovane imitatore di un famoso tenore dalla tecnica incompleta. Nel frattempo incideva molti dischi e i teatri se lo contendevano. Gli ammiratori aumentavano ( specie le donne) , il repertorio si ampliava a dismisura ( Aida, Turandot,Gioconda,Andrea Chenier, Forza del destino) e la voce si usurava sempre più. Arrivò al punto di essere troppo esile per il lirico spinto ma anche troppo pesante per il lirico puro ( il che non è semplice per un cantante professionista). Poi la malattia, i Tre Tenori e si arriva ai nostri giorni.

Di Carreras ricordo frasi bellissime(quando la tessitura gli consentiva di non emettere suoni sfocati),ammalianti per

timbro e calore ("O Mimì tu più non torni...."), un memorabile LP di romanze di Tosti e un Don Carlos del '77 con la Freni e Cappuccilli dove la presenza di von Karajan e la mancanza del modello distefanesco permisero di plasmare un ritratto dell'Infante di Spagna tuttora rimasto insuperato.

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Ho recentemente ascoltato la Tosca Carreras-Caballè. Forse perchè l' ho solo visto nel periodo post-malattia m' ero fatto una idea distorta di Carreras, il quale, in questa Tosca m' ha impressionato. Che peccato che come scritto precedentemente sia durato poco ai massimi livelli.


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Il miglior Carreras nel suo genere più consono è questo:







Nell''81 il timbro, di magnifico colore al servizio della dizione chiara e scandita , almeno nei centri, era ancora pieno e luminoso e, a 2:14 ,lo "stentando-diminuendo" su "...se mi parli mi sento morir" è impagabile.


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Ho sempre letto che Carreras fu un emulo di Di Stefano e anche se su questo fatto non ci piove, nella sua Tosca non ho assolutamente ascoltato un canto sguaiato, per cui, ritengo che le esperienze liriche e belcantiste (ho visto che ha fatto qualche opera belcantista con la Montsy) d' inizio carriera vadano ascoltate. Sono anche convinto che egli sia stato anche ottimo in alcuni ruoli più pesanti ma mi pare indubbio che gli siano costati la voce

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Ho sempre letto che Carreras fu un emulo di Di Stefano e anche se su questo fatto non ci piove, nella sua Tosca non ho assolutamente ascoltato un canto sguaiato, per cui, ritengo che le esperienze liriche e belcantiste (ho visto che ha fatto qualche opera belcantista con la Montsy) d' inizio carriera vadano ascoltate. Sono anche convinto che egli sia stato anche ottimo in alcuni ruoli più pesanti ma mi pare indubbio che gli siano costati la voce

Carreras,max, aveva una tecnica rudimentale, passava male di registro con acuti fibrosi e forzati e aveva una dinamica limitata. Certo il timbro era bellissimo e anche l' accento sapeva essere caldo e animato. Tuttavia tendeva a cantare troppo forte e, nel repertorio romantico e verdiano, spesso risultava stentoreo e monotono. Nel verismo andava meglio perché il verismo era più semplice da cantare.

La pesantezza dei ruoli, nella genesi del suo declino, c'entra fino a un certo punto.

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Non sono un carrerassiano. Sebbene il suo fraseggio non fu mai tra i più vari, a inizio carriera non mi pare fosse monotono e sono, forse a torto, convinto, che il cantar tutto forte fu quasi sicuramente causato dalle sbagliate scelte di repertorio per cui a un certo punto negli anni 80 si ritrovò con la voce troppo pesante per fare bene il repertorio lirico, ma troppo leggera per cantare lo spinto senza sforzo. Ricordiamoci che le prime Tosche le cantò appena 27/28 enne, cioè prestissimo

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Ricordiamoci che le prime Tosche le cantò appena 27/28 enne, cioè prestissimo

Quello di Cavaradossi,Alfio, non è un ruolo lirico-spinto.

Se si escludono un paio di frasi ("La vita mi costasse!" nel I Atto e il "Vittoria! Vittoria!" nel II) la parte è lirica e piuttosto centralizzante.

Di "spinto" Carreras cantò Chenier, Forza, Aida, Turandot,Sansone, Pagliacci.

Ma, ripeto, non per quello si deteriorò precocemente la voce.

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Però per me il fatto che già a 27/28 anni sia esordito in Tosca è significativo dei ruoli ai quali anelasse...Poi, nonostante che la sua voce l' abbia sempre trovata come fragile per quei ruoli, non è che non li risolvesse bene. Mi pare giri una Forza del destino live con Cappuccilli dove Carreras se la cava molto bene e anche il suo Chenier ha quel non so che di poetico che non in tutti i Chenier si trova. Direi invece che Aida e Turandot poteva proprio risparmiarsele e dovrebbe anche esistere un live o una registrazione in studio di Elisir (tanto per tornare a ruoli più leggeri), di metà anni 70 (cioè non quella con la Ricciarelli) che potrebbe anche valere la pena d' essere ascoltata

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Motivi del declino a parte, egli durò giusto una manciata d' anni ma ho constatato che in quella manciata d' anni non si fece mancare nulla cantando anche Rossini. Cosa c' entri un tenore lirico con Rossini non lo so.

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Una cosa aggiungo: probabilmente come scrive Pinkerton la carriera di Carreras era destinata a esser breve a prescindere da ciò che poi decise di cantare, ma, va scritto a suo favore che non si limitò a fare le solite cose. Big Luciano è stato un grande ma se andiamo a vedere con la lente d' ingrandimento in teatro si limitò al repertorio classico. Invece Carreras non ebbe paura di affrontare anche titoli più desueti


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Sarà che è un emulo di Di Stefano ma questo è uno dei periodi in cui sono Carrerassiano. Secondo voi, se volete rispondere, è possibile che vi siano stati cantanti lirici, appunto come Carreras, adatti per carattere a certi ruoli ma privi del mezzo vocale adatto ? Mi spiego: ritengo che, pur essendo anch' egli privo del mezzo vocale adatto, Pavarotti canti i ruoli lirico spinti più correttamente di Carreras da un punto di vista tecnico, ma è inferiore come modo di porgere, coinvolgimento emotivo etc. Allo stesso modo penso che, come approccio stilistico ed emotivo, Big Luciano dia diversi punti a Carreras per i ruoli donizettiani e protoromantici.


Il Pavarotti dei tempi d' oro canta probabilmente la Tosca meglio, verificando nota per nota, di Carreras, però Carreras è un Mario molto più Mario. La Forza del destino che ho già citato con Cappuccilli è sicuramente piena di mende vocali, ma è trascinante. C'è anche una Adriana con la Caballè dove Carreras è coinvolgente.


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Sarà che è un emulo di Di Stefano ma questo è uno dei periodi in cui sono Carrerassiano. Secondo voi, se volete rispondere, è possibile che vi siano stati cantanti lirici, appunto come Carreras, adatti per carattere a certi ruoli ma privi del mezzo vocale adatto ? Mi spiego: ritengo che, pur essendo anch' egli privo del mezzo vocale adatto, Pavarotti canti i ruoli lirico spinti più correttamente di Carreras da un punto di vista tecnico, ma è inferiore come modo di porgere, coinvolgimento emotivo etc. Allo stesso modo penso che, come approccio stilistico ed emotivo, Big Luciano dia diversi punti a Carreras per i ruoli donizettiani e protoromantici.

Il Pavarotti dei tempi d' oro canta probabilmente la Tosca meglio, verificando nota per nota, di Carreras, però Carreras è un Mario molto più Mario. La Forza del destino che ho già citato con Cappuccilli è sicuramente piena di mende vocali, ma è trascinante. C'è anche una Adriana con la Caballè dove Carreras è coinvolgente.

Carreras, Alfio, come Di Stefano, è uno di quei cantanti d'opera che innegabilmente hanno slancio ed anima e che per questo sono entrati nelle corde del pubblico, nel cuore della gente.

In virtù di questa empatia, di qesta simpatia, di questa sintonia,emotiva, i cui meccanismi sono difficili da analizzare e forse porterebbero molto lontano, a simili cantanti si perdona molto, forse troppo, in fatto di proprietà stilistica, di ortodossia nella tecnica di canto,di congruità e di approfondimento nella figurazione del personaggio e, non ultimo, di rispetto della partitura musicale. In una parola in fatto di professionismo.

E' anche per questo che quando un cantante unisce alla bellezza del timbro, al calore del fraseggio e all'icisività dell'accento un buon bagaglio di requisiti professionistici ( vedi ad esempio il Pavarotti degli anni migliori)

tutti si grida al miracolo.

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On 16/8/2013 at 16:54, Pinkerton dice:

 

Quello di Cavaradossi,Alfio, non è un ruolo lirico-spinto.

 

Se si escludono un paio di frasi ("La vita mi costasse!" nel I Atto e il "Vittoria! Vittoria!" nel II) la parte è lirica e piuttosto centralizzante.

 

Di "spinto" Carreras cantò Chenier, Forza, Aida, Turandot,Sansone, Pagliacci.

 

Ma, ripeto, non per quello si deteriorò precocemente la voce.

Sono completamente d'accordo con te. Solo su una tua affermazione ho un dubbio, ossia che l'impoverimento della sua voce non fosse dovuto alle scelte errate in fatto di repertorio. Mi chiedo se poiché Carreras riusciva a dare il meglio di sé solo restando al centro della sua gamma vocale lo spingersi invece “oltre” non possa aver compromesso la sua voce. Dopotutto di esempi ce ne sono tanti; ad esempio Francisco Araiza che prometteva meraviglie come tenore mozartiano per poi intestardirsi con Wagner (non era di certo un heldentenor...), non raccogliere in quel repertorio alcun frutto degno nota e, tornando mesto mesto a Mozart, purtroppo mostrare i segni di una usura irreparabile. Come dici tu Carreras era un perfetto interprete di canzoni, poteva destreggiarsi in opere che richiedevano uno sforzo minimo in zona acuta (ma anche grave) ma non volle accontentarsi aggiungendo al suo repertorio personaggi dalla trama vocale decisamente non consone alle sue capacità. Ma ancora mi chiedo: oltre a non eccellere in queste opere, non è possibile che esse abbiano intaccato la sua voce, andata poi peggiorando negli anni per altri motivi? Ti auguro buoni ascolti.

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13 ore fa, dr. stranamore dice:

Sono completamente d'accordo con te. Solo su una tua affermazione ho un dubbio, ossia che l'impoverimento della sua voce non fosse dovuto alle scelte errate in fatto di repertorio. Mi chiedo se poiché Carreras riusciva a dare il meglio di sé solo restando al centro della sua gamma vocale lo spingersi invece “oltre” non possa aver compromesso la sua voce. Dopotutto di esempi ce ne sono tanti; ad esempio Francisco Araiza che prometteva meraviglie come tenore mozartiano per poi intestardirsi con Wagner (non era di certo un heldentenor...), non raccogliere in quel repertorio alcun frutto degno nota e, tornando mesto mesto a Mozart, purtroppo mostrare i segni di una usura irreparabile. Come dici tu Carreras era un perfetto interprete di canzoni, poteva destreggiarsi in opere che richiedevano uno sforzo minimo in zona acuta (ma anche grave) ma non volle accontentarsi aggiungendo al suo repertorio personaggi dalla trama vocale decisamente non consone alle sue capacità. Ma ancora mi chiedo: oltre a non eccellere in queste opere, non è possibile che esse abbiano intaccato la sua voce, andata poi peggiorando negli anni per altri motivi? Ti auguro buoni ascolti.

Carreras,  caro dottore,  usuro' la voce per limiti tecnici ben precisi (su tutti uno sgangherato, avventuroso passaggio di registro) ma anche perche' volle, per motivi intuibili, cantare ruoli troppo "spinti", nel senso che richiedevano un peso vocale che lui, di natura, non aveva. Non e' solo e forse non e' nemmeno principalmente  questione di acuti. Se tu guardi cosa cantava nei primi anni di carriera scoprirai che cantava opere piuttosto acute ( Rigoletto, Boheme, Butterfly,Don Carlo) ma adatte a una voce da lirico puro. Insomma, una cosa e' cantare Rodolfo o Pinkerton, un'altra e' cantare Chenier, Sansone o Calaf.

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On 25/6/2017 at 20:59, Pinkerton dice:

Carreras,  caro dottore,  usuro' la voce per limiti tecnici ben precisi (su tutti uno sgangherato, avventuroso passaggio di registro) ma anche perche' volle, per motivi intuibili, cantare ruoli troppo "spinti", nel senso che richiedevano un peso vocale che lui, di natura, non aveva. Non e' solo e forse non e' nemmeno principalmente  questione di acuti. Se tu guardi cosa cantava nei primi anni di carriera scoprirai che cantava opere piuttosto acute ( Rigoletto, Boheme, Butterfly,Don Carlo) ma adatte a una voce da lirico puro. Insomma, una cosa e' cantare Rodolfo o Pinkerton, un'altra e' cantare Chenier, Sansone o Calaf.

E io cosa ho detto? Per "oltre" non intendevo affatto acuti, come affermi tu, caro pinkerton, bensì proprio quelli che tu chiami ruoli "spinti"...infatti affermare, come fai tu, che "spingere" la voce in ruoli che richiedevano un peso vocale che egli non possedeva, equivale a quanto dico io scrivendo, appunto, che andava "oltre" aggiungendo al suo repertorio personaggi dalla trama vocale decisamente non consone alle sue capacità. Forse non mi ero spiegato bene, chiedo scusa. Buoni ascolti

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On 5/8/2017 at 12:27, dr. stranamore dice:

E io cosa ho detto? Per "oltre" non intendevo affatto acuti, come affermi tu, caro pinkerton, bensì proprio quelli che tu chiami ruoli "spinti"...infatti affermare, come fai tu, che "spingere" la voce in ruoli che richiedevano un peso vocale che egli non possedeva, equivale a quanto dico io scrivendo, appunto, che andava "oltre" aggiungendo al suo repertorio personaggi dalla trama vocale decisamente non consone alle sue capacità. Forse non mi ero spiegato bene, chiedo scusa. Buoni ascolti

Il punto è, stranamore, che Carreras non aveva neppure facilità negli acuti.Il non saper più affrontare ruoli congeniali al suo "peso vocale" ma troppo acuti per lui, fu un ulteriore motivo ( oltre a quello più strettamente commerciale, carrieristico) che lo spinsero verso un repertorio vocalmente gravoso e usurante.

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