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Recitativi secchi o accompagnati?

Recitativi secchi o accompagnati?  

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I recitativi secchi sono importantissimi nella costruzione e nell'equilibrio di un determinato tipo di opera. Certamente possono apparire noiosi quando cantati con sciattezza e con poca chiarezza, e se in più i testi sono di bassa qualità apriti cielo! Poi molto dipende anche dalla bravura del compositore, se ricorre più o meno regolarmente a formule e accordi convenzionali (come capita nella maggior parte dell'opera di pronto consumo del XVIII secolo) oppure se escogita soluzioni armoniche ricche e particolari per valorizzare i testi (penso ai notevoli recitativi secchi dell'Idomeneo e delle opere mature di Mozart).

Certamente poi, come veicolo di espressione maggiore sono più adatti gli accompagnati (anche per la maggiore disponibilità di mezzi espressivi). Trovo molto apprezzabile il ricorso progressivo a questi diversi strumenti per innalzare, mantenere o raffreddare il tono drammatico dell'opera grazie a un equilibrato climax sonoro (per esempio i lavori maturi, oltre a Mozart, di Jommelli, Cimarosa o Hasse)

Ho comunque votato, in somma delle somme, i recitativi secchi perché sono rimasto affascinato dai testi (già in sé musicalissimi) di Metastasio nell'Olimpiade musicata da Pergolesi e Vivaldi :thumbsup_still:

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