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Strembald

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  • Compleanno 11/01/1984

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  1. Cosa state ascoltando ? Anno 2017

    Ieri sera mi sono andato ad ascoltare (se non sono fuori per lavoro lo faccio sempre) il recital di Sokolov a S.Cecilia. Debbo dire che ascoltarlo è sempre una grande emozione. Lui sempre super concentrato, accigliato, apparentemente impassibile, burbero, impenetrabile. Ma quando si accosta al pianoforte trasuda un'emozione intensa, di quella intensità volutamente controllata e mai schiava di orpelli funambolici o ammiccanti. Il programma questa volta prevedeva una prima parte tutta dedicata a Mozart (sonata k545, Fantasia K475, e sonata K457) ed una seconda parte invece dedicata a Beethoven (op. 90 e op. 111) Peccato solo per il pubblico romano, a dir la verità un pochino indisciplinato, sempre con quella tendenza ad applaudire, ad ogni momento, un artista che dovrebbero conoscere alla perfezione. Perchè dico questo? Perchè Sokolov fa della concentrazione (sua e costruita con il pubblico) una colonna portante delle sue esibizioni, a cui, appunto, ci si dovrebbe ormai essere abituati, e che secondo me lo ha un pochino indisposto in un paio di momenti. Non a caso si sono sentite un paio di stecche evidenti date proprio, secondo me, dal suo nervosismo, poi grazie al cielo immediatamente sparite nell'immensa interpretazione che credo abbia regalato ai presenti. La cosa che non mi aspettavo (visto che non l'avevo mai sentito eseguire mozart prima) è la scelta di un'agogica un pochino trattenuta (k 545) se non addirittura rallentata (K457) che lì per lì mi hanno lasciato un pò di sorpresa. Tuttavia il suo discorso musicale mi ha rapito ad ogni momento, nonostante il caldo soffocante dentro la sala, e alla fine ho quasi finito per giustificare la sua scelta (cosa che mai avrei pensato di fare in un primo momento) Ero in galleria 7 e nemmeno riuscivo a vedere la sua faccia mentre suonava, ma dopo il primo bis, mi sono accorto di un posto liberatosi lì in platea in prima fila, e come se stessi scappando da un incendio, sono corso ad occuparlo. Quando ce l'hai a 2 metri di distanza è tutta un altra cosa! Ha fatto sei bis, suonando da notturni di chopin a pezzi di Schumann, mettendoci dentro anche schubert e Scarlatti...invocato a gran voce dal pubblico che qui a roma lo adora, e con la sua grande e solita generosità. Tornando al discorso Mozart pianistico, è in contesti come questo che sempre mi chiedo come sia più corretto utilizzare gli accorgimenti musicali nell'eseguire la sua musica, scegliendo il tempo, o decidendo come usare il pedale, i legati e le dinamiche (forse questo l'aspetto meno equivoco sugli spartiti) ma non essendo un gran conoscitore delle partiture pianistiche mozartiane, rimango ogni volta sorpreso delle varie scelte (forse pieno di pregiudizi che mi faccio su mie "fantomatiche" edizioni di riferimento). Forse più di qualcuno qua dentro potrà darmi un parere in più. Ma tornando al concerto, vi assicuro che poco importa se due o tre note sono state prese male, perchè nell'op 111 di Beethoven, a parte il primo movimento, dove sì, alcuni passaggi tecnici sono complessi e la tecnica veste una parte forse preponderante, il resto della sonata sei tu (pianista), la tua coscienza artistica e tuo bagaglio personale a 360 gradi, dove se non metti tutto te stesso ti è impossibile scorgere la trama magica del pezzo, che attraversa con nonchalance i secoli. E questa magia Sokolov l'ha, a mio avviso, abbracciata in pieno e condivisa amorevolmente con tutto il pubblico. Una bellissima esperienza, nonostante le domande con cui costantemente riempio la mia testa nel tentativo di appropriarmi sempre più del materiale musicale.
  2. Cosa state ascoltando ? Anno 2017

    Perfetto! Hai detto tutto ciò che mi serviva. L'ho segnato nella wishlist. Io lui l'ho bazzicato poco debbo essere onesto, e, dato il mio feticismo, mi sto ascoltando or ora la sua sheherazade da spotify. Devo dire che il box tutto sommato è composto in maniera davvero insolita, infatti vedo un sacco di repertorio russo/slavo, e poi puntatine su Hindemith... e la cosa non mi dispiace affatto! Grazie giobar! Incredibile quanto si migliora qua dentro! Cmq è sempre un piacere trovare in giro estimatori del buon Stokovsky!
  3. Cosa state ascoltando ? Anno 2017

    Mi aggiungo all'amico giobar e confermo parola per parola ciò che ti ha proposto (fatta eccezione per l'edizione di Silvestri che non ho mai ascoltato) E' un pezzo che davvero adoro, ai limiti del feticismo, ed in generale i colori di Rimsky-Korsakov hanno qualcosa di inimitabile. Per farti meglio capire l'edizione di Ozawa è come entrare al Prado, è tutto giusto, tutto al suo posto, un'incisione incredibile, del resto come tante ce ne ha lasciate. Ma permettimi una nota all'edizione di Stokowsky. La sua è un incisione infuocata, tellurica, specialmente nel quarto movimento, dove sembra dirigere (in senso buono) un'orchestra diabolica per atmosfere evocate, di potenza, vigore, energia massima! Emergono a volte i canti degli archi che in altre edizioni sono un pochino più sommessi, ci sono degli ottoni che sembrano aprire le porte dell'abisso, le percussioni ti avvolgono in un focoso turbine di emozioni...sembra davvero a volte voglia bombardarti e stordirti per portarti in estasi il più rapidamente possibile. Scusate per le mie scalcinate riflessioni, ma davvero non so rendere meglio di così le mie sensazioni all'ascolto di questa incisione di Stokowsky, che a mio avviso è un direttore altamente sottovalutato, capace di un grande senso artistico e di una sensibilità musicale del tutto particolare. Le apparizioni con la Disney non vorrei lo avessero ingiustamente relegato al compito di "divulgatore" (tra l'altro non trascurabile) ed insabbiato il suo gusto musicale. Quando la sentii la prima volta addirittura mi è venuto da pensare fosse stata arricchita la partitura! (oddio il dubbio a volte mi viene ancora)...tanta è l'opulenza che trasuda dall'orchestra! Ma davvero Ozawa e Stokowsky ci hanno lasciato due perle, per motivi diversi. Sono esecuzioni da conoscere e possibilmente da avere, ed il bello è che noi amanti di musica colta non siamo costretti necessariamente a scegliere ma possiamo godere di entrambe.
  4. Cosa state ascoltando ? Anno 2017

    Se tu cancelli la posta e lui invece non la cancella, presto fatto
  5. Cosa state ascoltando ? Anno 2017

    Amico zippie, Non posso che associarmi a te in ciò che dici circa questo forum. Il forum, in quanto libero, è anche uno spaccato della società: ci sono gli utenti burloni, quelli appassionati, quelli sanguigni, quelli ignoranti, quelli coltissimi, quelli incazzosi, i preziosi, i timidi ecc... Come giustamente ricordavi non è che abbiamo come piattaforme italiane, forum capaci di competere per larghezza di vedute ed argomenti come questo qui. Io spesso ringrazio chi tiene con tanti sforzi in piedi questo baraccone. Credo sia utilissimo non solo per gente come noi, comuni mortali, che vogliono poter parlare con qualcuno delle proprie conquiste uditive e musicali, ma anche per addetti al settore che magari possono infondere la loro esperienza con consigli e vedute. Tanto sotto un nickname si può essere un latitante, un politico o Jimmy Levine sotto mentite spoglie. Approfittiamo tutti di questa grande possibilità! In tanti magari scoprono questo forum, che se è così longevo un motivo ci sarà, e mi dispiacerebbe se non ci fosse per loro la possibilità di vivere tutti gli scambi che abbiamo vissuto noi (io personalmente dal 2008). Non credo che in un forum vada fatto passar liscio qualsiasi comportamento sia ben chiaro, ma non essendo ragazzini, ma persone adulte, colte e dotte, e anteponendo il bene ultimo (in questo caso del forum la divulgazione culturale seppur a diversi livelli secondo le possibilità di ciascuno), credo che ci sia sempre una strada conciliante che possa impedire queste siuazioni tristi. Tristi per me per esempio, perchè questo forum mi ha dato, leggendolo, prezioso ossigeno in momenti molto difficili della mia vita e della mia salute, rappresentando una finestra in cui il cervello, l'anima e la mente poteva dedicarsi a una fra le più belle cose che abbiamo a disposizione: la discussione culturale: di conseguenza pensare ad un forum meno ricco,o con utenti che abbandonano o accompagnati alla porta o peggio un forum in declino (parola che mi fa rabbrividire) mi spiacerebbe un casino. Impegnamoci a fare attenzione tutti insieme, perchè secondo me abbiamo solo da rimetterci tutti, come ho prima ribadito! E sarebbe un vero peccato PS: Maja hai la casella piena.
  6. Cosa state ascoltando ? Anno 2017

    Potrebbe anche darsi che, parlando di pappagalli, possa esserci un riferimento al sottoscritto, visto che spesso mi capita di affacciarmi a scrivere nel forum con un sacco di domande, magari banali o malposte. Per carità, anche se fosse non mi offendo, perchè riconosco di non essere una delle punte di diamante del forum, ma non vorrei aver contribuito ad una sua stizza definitiva (la goccia che fa traboccare il vaso), in maniera involontaria, visto che il suo post è subito posto di seguito ai miei interventi dopo il video-intervista sulle avanguardie, e premesso che non ho letto nulla delle diatribe sul binomio musica-dittatura (che a questo punto andrò a spulciarmi) Del resto, lo dico sinceramente, Zeit è stato sempre prodigo di consigli discografici con me, ogni qual volta mi sono fatto avanti, e sempre molto disponibile. Ed avendo anche lui una esperienza d'ascolto sterminata, mi dispiace che abbia abbandonato la piazza, ci rimettiamo un pochino tutti sec me.
  7. Cosa state ascoltando ? Anno 2017

    Leggendo il tuo post, la precisazione di Pinkerton, e la tua successiva rettifica sono sostanzialmente d'accordo con entrambi, cioè che la dodecafonia è forse una dimensione, un tipo di scrittura sicuramente poco ammiccante, che è sostanzialmente diventata, purtroppo per molti, l'unico sinonimo di musica contemporanea, indicando con questo termine un calderone di pezzi musicali accomunati dall'essere per lo più incomprensibili. Chiaramente, riprendendo anche Pink, questo linguaggio è talmente nascosto e sottile che l'ascolto come puro evento emozionale-sonoro rischia di causare solamente repulsione. Mentre per un'aria di Bellini, di Verdi, o una sonata di Beethoven una dimensione superficiale di ascolto può regalare comunque più facilmente emozioni, con pezzi di scrittura dodecafonica questo non accade perchè il linguaggio è semplicemente meno immediato e più nascosto. Ed'è qui che si differenziano gli ascoltatori che vogliono evolversi da quelli che rimangono fermi e non si aprono, perchè vuoi o non vuoi con questa scrittura devi sbatterci il muso, sei più costretto ad informarti e ad aprofondire concetti per conto tuo, altrimenti, come dici anche tu, il rumore dello sciacquone è la stessa cosa, anzi è meglio perchè lo hai perfettamente semanticamente decodificato (trovo questa tua frase simpaticissima! ) Viene da se che poi il vero problema è cercare quanto più possibile di padroneggiare il linguaggio in genere, anzi meglio ancora, padroneggiare la capacità di decodificare linguaggi, perchè poi il vero rischio, quando il gioco si complica, è quello di non riuscire a distinguere gli artisti dagli accademici o ancora peggio i musicisti dai ciarlatani e dagli impostori.
  8. Cosa state ascoltando ? Anno 2017

    Io rimango sempre turbato, ma turbato non vuol dire nel mio caso sconvolto o scandalizzato, ma turbato nel senso "scosso" in senso buono. Ci mancherebbe che non si possa parlare di certi argomenti, manco ci fosse la Stasi in forum! (Maja ce lo ha sempre fatto notare). Anzi sarò il primo a chiederti di farmi notare il momento in cui vedrai da parte mia atti di fede (anche inconsci), in modo da guarire in tempo
  9. Cosa state ascoltando ? Anno 2017

    Debbo dire Mad che questo video mi ha turbato molto per diversi motivi... Innanzitutto perchè a volte sembrava di sentire te che parli, su certe idee .... ma scherzi a parte è un'intervista in cui vengono esposte idee e giudizi assolutamente impopolari e scomodi, che possono destare scalpore, o quanto meno curiosità. Il che, intendiamoci, lo ritengo un bene, quanto meno perchè incoraggia a farsi comunque delle domande. Intanto mi colpisce il modo in cui Castaldi esprima le sue opinioni con molta disinvoltura e naturalezza, dicendo anche cose forti (Post-Webernismo come ragioneria, Mozart come musica da supermercato ecc...) Poi sono rimasto particolarmente colpito dal discorso circa la musica come linguaggio, e come questa abbia intrinsecamente un codice che ne permette l'interpretazione a chi possiede lo stesso codice, o quanto meno a chi decide di appropriarsene. Sembra lì per lì una banalità ma a volte si rischia di perdere di vista questo punto importante, e che sembra essere un grande rischio per tutte le persone che, incuriosite da qualche pezzo nuovo di musica (la cosiddetta "contemporanea" pronunciata quasi fosse una bestia nera, o un biglietto da visita irrinunciabile per una discussione di livello) bollano questo nuovo pezzo come "porcheria" o come roba buttata a casaccio.... Confesso di non possedere tutti i codici del linguaggio musicale che ci ha portato a tutte le espressioni di cui noi oggi siamo testimoni, ma almeno ho l'umiltà di star zitto e di intraprendere la faticosa via verso la luce prima di parlare a vanvera, e questa luce per me è appunto la comprensione quanto più dettagliata e interiorizzata possibile di questo meraviglioso linguaggio. Meraviglioso linguaggio che sostanzialmente consta anche di tutto ciò che è stato in passato, nel bene e nel male; punto, questo, che apre un altro immenso universo di discussioni, circa la nuova musica, che pur dovendo essere naturalmente incline ad una evoluzione artistica, debba anche contenere in sé l'eredità passata, foss'anche in microparticelle... E pensando a questo mi viene da credere che oggigiorno scrivere anche solo 10 minuti di musica veramente nuova, sia difficilissimo. Ora, nell'intervista, si attaccano alcune avanguardie, reputandole colpevoli di aver svuotato semanticamente la musica. Aiutami a capire: queste composizioni sarebbero semanticamente non verificabili, e quindi sembrerebbero avere un altro codice, diverso da quello della musica, o peggio ancora nessun codice. Quindi cosa sarebbero? Finta musica? arte della presa in giro? o rumori? La mia limitata cultura es esperienza di ascolto mi impedisce di arrivare ad una conclusione che sia contemporaneamente mia e ben strutturata, ma mi sembra un attacco pesante. Per carità Nono mi è stato sempre indigesto, come alcune cose di Boulez mi paiono ancora del tutto incomprensibili, ma questo l'ho sempre ritenuto il risultato di una mia scarsa conoscenza. Se non conosco, o se non mi reputo all'altezza di conoscere non ce la faccio ad esprimere giudizi che non siano giochini del "mi piace/non mi piace". Come si arriva ad essere sicuri di star di fronte a qualcosa che non è più quel linguaggio? Andiamo avanti... Bellissima la sua digressione sulla ricchezza di linguaggi e sul "sovraffollamento" (perdonami il termine) di talenti che ci ha regalato il primo novecento...davvero non riesco a trovare nemmeno io un periodo altrettanto ricco, fecondo e difersificato nella storia della musica. Poi un'altra cosa. Nonostante egli attacchi sia il "mantra" di Darmstadt (soprattutto contro il caro Stockhausen) che la "supponenza" della seconda scuola di Vienna, di base riconosce come la concezione dodecafonica della musica, sebbene la ritenga un "incidente" (mi sembra usi questo termine), non impedisca di fare della bella musica. Cosa intende con questo Mad? Io voglio vederci un sancire un'altra (se vogliamo) cosa scontata, anche se fondamentale: cioè che se c'è, alla base, il talento artistico e la genialità, la musica avrà sempre un grandissimo valore, a prescindere dalla tecnica utilizzata, o meglio ancora, come diversi geni, diversi e peculiari, possano sviluppare da una stessa tecnica musiche diversissime fra loro e altrettanto valide. Sei d'accordo? Sembra un altro attacco alle forzature accademiche (cioè pedestremente e perennemente ossessionate dall'aspeto tecnico), come quando parla del post-Webernismo (che io non conosco quasi per nulla) che da come lo descrive sembra una deriva inutile di qualcosa, in origine, di rivoluzionario. Poi l'affare Cage: altro mostro a 1000 teste. Mi verrebbero da fare un sacco di domande, ma mi rendo conto di non essere forse in grado di buttarmi in una discussione del genere, per manifesta inadeguatezza. Anche se la curiosistà sarebbe tantissima. e probabilmente il topic non adatto... Dimmi cosa pensi tu Mad. So che mi esprimo male, ma mi piacerebbe trovare un seguito a questi spunti, magari col tuo aiuto
  10. Georg Friedrich Händel

    Ricevuto! Ammazza, non si finisce mai di imparare!
  11. Georg Friedrich Händel

    Spiegati spiegati, non dare nulla per scontato con me...sono curioso . Dove ha secondo te ragion d'essere? Ho capito benissimo il tuo punto di vista, ma se si dovesser scegliere fra due artisti di grande caratura e capacità vocali nel loro ambito di espressione, cosa preferiresti? Il falsettista/controtenore, o una soprano?
  12. Georg Friedrich Händel

    Chiedo un chiarimento: cioè stai dicendo che il falsettista (il controtenore in questo caso) non ha OGGI nessun motivo di essere. Ma allora se non ha senso OGGI in teoria non ha senso mai, perchè non è nient'altro che un disperato tentativo di imitare, scimmiottare, riproporre un qualcosa che non è più riproducibile per motivi ovvi, per mutati costumi. Una "forzatura" che sembra rispondere all'esigenza "meglio questo ripiego che una cosa che al tempo non era neanche pensabile (baritono che fa Cesare ad esempio). Giusto? Ma allora il successo di queste impostazioni come lo si spiega? Piace effettivamente di più alla gente? Esigenza di novità? E' più ridicolo un controtenore forzuto e corpulento che emette vocalizzi di stampo femminile o una donnina che impersonifica Giulio Cesare? E poi in quanti, diciamoci la verità, effettivamente saprebbero riconoscere un controtenore che canta con tessitura da contralto, da una contralto vera e propria? Non possiamo sapere nulla di come nel 700 i castrati cantassero quelle arie, con quale precisa tecnica e con che colore. Ascoltando Moreschi in quei pochi audio rimasti, io riesco davvero a capire poco come potessero impostare le loro performance. Ad orecchio per nulla allenato come il mio, sinceramente il timbro è per me alquanto sgradevole. Quasi nulla riesco a cogliere del suo reale tipo di emissione, della sua tecnica, per non parlare dei passaggi di registro. Se è questa l'idea di timbro da castrato che più si avvicina alla realtà del '600-'700, quasi quasi mi tengo gente come Daniels....anzi togliamo pure il quasi quasi.
  13. Georg Friedrich Händel

    Grazie Ives! Sono d'accordissimo con te su quanto hai detto circa l'impostazione "pachidermica" di Richter...del resto ci si è evoluti tantissimo (per fortuna) nelle esecuzioni di opere barocche, solo che seppur proiettato in quel contesto a lui non congeniale, la sua capacità ai miei occhi risulta sempre incredibile! Essendo io molto a digiuno di certa discografia ho pochissimi paragoni da mettere sul piatto, e quello di Fischer-Dieskau era uno di quelli che mi colpì quando lo ascoltai... ...è già tanto che trovo il coraggio di postare qui a discutere con voi senza farmi mille paranoie e complessi di inferiorità
  14. Georg Friedrich Händel

    Molto ma molto bene!! Leggo con estremo piacere e con l'acquolina in bocca il post di Ives, "insufflato" dal buon Maja, e che diventa a questo punto anche per me una preziosissima risorsa che ha già rimpinguato le mie wish list sui vari siti online... Da lettore super assiduo del forum, questi sono spunti assolutamente validi e stimolanti, che diventano in breve la scintilla per conoscere, confrontare, farsi idee e crescere, ottimi per chi come me è costantemente assetato di conoscenza!! E un ringraziamento anche a Nitriero e a tutti coloro che contribuiranno!!! NB: a questo punto approfitto e chiedo a voi anche un parere: Ho in testa l'incisione del Giulio Cesare con FIscher-DIeskau che ovviamente non canta da controtenore, ma per quanto l'approccio sia anacronistico, ritengo la pulizia della sua dizione e il suo senso drammatico e artistico di altissimo profilo. Specialmente mi riferisco all'aria (per fare un esempio) "va tacito e nascosto"...mirabile!...magari il resto non tocca vette assolute, ma ne ho un ricordo sempre vivido e piacevole!
  15. Perchè acquistate CD?

    Allora sei d'accordo con quanto scrivevo poco sopra . Anche io debbo molto ai miei dischi, perchè vuoi o non vuoi se fai altro nella vita diverso dal musicista, è impossibile partecipare ad un numero di concerti così elevato da coprire (anche come numero di ascolti) quello che si palesa in bella mostra nella tua libreria...
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