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  1. Rautavaara Quarta Sinfonia Orchestra della Radio di Lipsia, direttore Max Pommer Che diversità, questa notevole (per certi aspetti) Quarta, rispetto alle robe dolciastre, bislacche e ammiccanti in stile New Age partorite quando il Nostro perse la brocca e iniziò a vedere angeli ovunque. Dedica a @Madiel
  2. Sir Granville Bantock L'opera per orchestra Vernon Handley dirige la Royal Philharmonic Orchestra Dubito si possa fare meglio di così con questa musica. Esecuzioni di rara campitura ed immedesimazione, orchestra superlativa, fonica brillantissima. Il tutto per eseguire pagine spesso confuse e tutt'altro che memorabili. Il poema sinfonico Dante and Beatrice per esempio è una rinfusa di effetti. Ma in verità lo sto ascoltando perché Beatrice è anche il nome della ragazza che mi ha da pochi giorni scaricato e non trovo più muri da prendere a testate... Scusate la divagazione ma siete attrezzati per capire.
  3. Evvai, altra delusione sentimentale

    1. Mostra commenti precedenti  %s di più
    2. Madiel

      Madiel

      di nuovo ? :mellow: 

    3. Euripide

      Euripide

      haha, benvenuto nel club! :D

      @Alu: la musica non c'ha i buchi '_'

      ghghgh

    4. Majakovskij

      Majakovskij

      Peggio per lei, riprenditi, e poi avanti un'altra... 

  4. Hanno sicuramente apportato migliorie, le rimasterizzazioni callasiane targate Warner hanno ottima stampa. Certo Armida, per esempio, ha sempre avuto un suono a dir poco pessimo.
  5. Alla faccia, che infornata di uscite! Io ne avrei altre, tra cui un box di Karajan DG da 330 cd (!), costo 700 e passa euro (!), ma il sito funziona poco.
  6. La 5 e la 11 mi sembrano le più vivide come clima e atmosfera. La 11 in particolare è abbastanza avanzata come linguaggio, e a me è piaciuto il primo tempo, basato almeno in parte su variazioni del Kyrie della gregoriana Missa de Agelis.
  7. G. F. Malipiero Sinfonie n. 5, 6, 8, 11 Orchestra Sinfonica di Mosca direttore Antonio De Almeida Le mie preferite sono la 5 e la 11.
  8. Impossibile darti torto. Le sinfonie del periodo avanzato hanno un grigiore diffuso, sono piene di luoghi comuni. Innegabile!
  9. Amici, durante la mia assenza dal forum ho appurato che la Naxos sembra aver voluto almeno in parte riprovarci col mitico Brian Cycle cominciato all'epoca della Marco Polo. Nella fattispecie, queste sono le ultime uscite: Dal canto suo, l'enigmatica etichetta Dutton, che ha un catalogo britannico fin troppo corposo, non è rimasta a guardare: Notare come la Sinfonia numero 5 si intitoli "Wine of Summer"...
  10. Che dire? Mi sembra una riflessione assolutamente plausibile. Il Res Absurda lo ricordavo vagamente, ma dopo averlo messo sul piatto ho avuto l'epifania: è davvero una cosa assurda come dice di essere! Sembra il parto di un matto genialoide, o di un genio mattoide a seconda di come vedi la cosa. Stesso discorso per Danmark Radio. Vuoi un parallelo quasi d'obbligo? Brian. Havergal Brian ha più d'un aspetto in comune col più giovane collega danese. Anche lui fu un isolato. E anche lui fu un romantico fuori tempo massimo, che reagì alla sua crisi artistica in maniera non dissimile. Non so se conosci la Sinfonia Gotica. L'ho risentita tutta questa sera, di fila. E mi sono accorto che Brian fa delle cose che si sentiranno poi in Langaard! Fa grosso modo quello che noti tu, e che io ho messo in neretto. Le "fratture armoniche", soprattutto, a volte erompono con effetto dirompente. Ci sono anche cambi di tempo, ripetizioni, inserzioni di episodi vagamente danzerecci molto estraniati ed estranianti. L'opera è stata finita negli anni Venti, mi pare. Vedo in questa sinfonia le stesse venature genio-pazzoidi. E ora mi aspetto di risentire le successive di cui sono in possesso e che avevo già ascoltato.
  11. Havergal Brian Sinfonia N. 1 Gotica La storica edizione Marco Polo - Naxos, direttore Ondrej Lenard
  12. Tenere pigiato nel forum organistico un topic di questa portata, per giunta confinato nei Sondaggi, mi pareva riduttivo. Dunque uso e abuso dei miei poteri di admin per portarlo nel forum generale, e parlarne un po' visto che ultimamente l'ho ascoltato parecchio. I miei primi contatti con Langgard si devono a questo forum. Nel 2010, grazie ad alcuni post molto interessanti del @Madiel, ebbi modo di procurarmi l'edizione integrale delle sinfonie, appena uscite in cofanetto per i tipi della Dacapo: una serie di cd registrati meravigliosamente, con l'Orchestra Nazionale Danese che, con Thomas Dausgaard, senza tema di smentita coglie uno degli achievements della vita. Dopo anni, ho ripreso in mano queste composizioni, molto spesso anacronistiche: di fatto, un Langgaard, nato nel 1893, si trova a essere l'ultimo dei romantici! Tuttavia, la sua produzione sinfonica ha un carattere davvero sfaccettato. Oggi le ho riascoltate fino all'Undicesima, e abbiamo di tutto. Si parte dalla sinfonia grandiosa e da "scuola nazionale", con le suggestioni naturalistiche (la Prima) e si arriva a una bizzarria come la Undicesima, che dura 6 minuti ed è costituita da una fanfara continuamente ripetuta in variazioni e, soprattutto, progressioni. Pare che Langgard fosse un poco pazzoide. In mezzo, c'è la Seconda, con soprano, che talora riecheggia Mendelssohn; la Terza, di fatto un Concerto per pianoforte, che finora ha squadernato le idee più deboli; la Sesta, che anni fa ho colpevolmente sottovalutato mentre in realtà è forse l'unica sinfonia in cui Langgaard emerge con evidenza come novecentista anzichè come ottocentista sopravvissuto.
  13. Tutte particolarmente meritevoli d'ascolto, ma in particolare l'Ottava, la Rhodanienne, di cui comunque mi si dice che la versione diretta dall'autore sia pure migliore.
  14. Un doppio da possedere senz'altro!