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Pinkerton

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Tutti i contenuti di Pinkerton

  1. Letteratura

    Riapro questo argomento riallacciandomi alle "Benevole" di Littel, che sto rileggendo visto il parere encomiastico dell'amico Giordano.. Non posso che confermare, da un lato, la modesta statura letteraria di questa prosa, anche se per per un libro eccentrico come questo, fatto di memorie romanzate, sognate e poi fotografate,certi requisiti stilistico formali possono passare in secondo piano.. Sono invece interessanti alcuni clichés narrativi come il puntuale, sistematico uso dei gradi militari per denominare i soldati: Oberfruppenfuhrer, Feldengerdarm, Haupsturmfuhrer, Kommandant, Obersturmbannfuhrer, ecc, con una costante ricaduta a citare il Reichsfuhrer, vertice della piramide, ultimo dio, burattino-burattinaio a cui tutto fa riferimento. Littell, descrivendolo nella sua declinazione più rigida, quella del potere militare, dipinge un affresco impietoso del potere dove l'uomo è ridotto a un confronto gerarchico, a un rapporto grado-non grado, dove il grado militare è individuazione e appartenenza, arbitrio assoluto e assoluta deresponsabilizzazione, nella costante delega delle responsabilità a gradi superiori, a ordini non discutibili. Questa condizione sospensiva, di stand-by della coscienza, è il trionfo della distruttività umana. Littell è abile nel mandare questo messaggio. Ma, se sarà possibile, Giordano, ne riparleremo.
  2. Poesia

    Malgrado i lacci dei metri e il rovello dell'euritmia, malgrado la quasi necessita' agli accordi e alle consonanze foniche, se pure anche sia stata gravata ripetutamente e colpevolmente, di mansioni a lei estranee, etiche o politiche, filosofiche o teosofiche, la poesia rimane la forma piu' estesa e piu' libera di linguaggio verbale, scaturita direttamente dalla pura immaginazione verbale nel contatto con i sensi, con le emozioni, con gli affetti. E' un inebriante, travolgente gioco del pensiero che si traduce in parola. Nulla di meno, nulla di piu'. 24 Ad ogni piccol moto ch’egli udiva, sperando che fosse ella, il capo alzava: sentir credeasi, e spesso non sentiva; poi del suo errore accorto sospirava. Talvolta uscia del letto e l’uscio apriva, guatava fuori, e nulla vi trovava: e maledì ben mille volte l’ora che facea al trapassar tanta dimora ( Fur., VII, 24)
  3. Poesia

    Non so chi l'abbia fatta, Zeit, ma la traduzione e' molto buona.
  4. Beethoven

    Si', Maja, intendevo questo ma intendevo anche dire che, per il critico, l'analisi psicologica, ammesso anche che sia esatta, non deve sopravanzare l'analisi e la valutazione della resa formale. Mi spiego: a me possono anche interessare e posso ritenere molto importanti le dinamiche psicologiche che portano Mozart o Beethoven a scrivere musica ma io identifico Mozart e Beethoven non per tali dinamiche ( che possono riguardare , anzi che certamente riguardano anche altri uomini) bensì per la forma musicale che essi esprimono e che e' solo loro. E' un concetto semplicissimo ma altrettanto importante.
  5. Beethoven

    Sempre acuto Maja, anche se come sempre sbilanciato sulla psicologia, terreno insidioso, di mine e sabbie mobili e che, comunque, essa stessa e' "contenuto". L'arte e' forma, solo forma, e la forma, nei fatti, è tecnica, che si studia e si impara e che non finisce mai. "Ars longa, vita brevis", dicevano i latini che ( forse l'ho già detto) la sapevano lunga, individuando così l'occhio del problema, il nucleo drammatico del "problema arte".
  6. Letteratura

    Madonna che casino!
  7. Letteratura

    Se forse avevo dei dubbi, Daniele, sulle qualità di M.B. come scrittore, questo autoritratto retrospettivo che tu hai postato or ora, tutto basato sul confronto, stupidamente competitivo, coi propri simili e tutto infarcito di luoghi comuni, me li ha tolti tutti. E' proprio mediocre come scrittore,senza remissione. Solo una frase è degna, anzi una mezza frase, dopo una virgola ; " , ciò che è mi piace; ciò che avviene mi si confà". Tutto il resto, insopportabilmente egocentrico ed esagerato, è da buttar via. "
  8. Letteratura

    Noi qui in Italia ne sappiamo qualcosa. Ma detto ciò, nachtigall, tu personalmente, il nominato e famigerato Maurice Blanchot, in quale dei due gruppi lo metteresti?
  9. Letteratura

    Beh, Giordano, in effetti la scena dello zuccherino ha divertito anche me. L'idea di Giordano che si trasforma in addestratore del cane lupo Pink e gli dà lo zuccherino per tenerlo buono e non farlo più abbaiare è, a dir poco, esilarante.
  10. Letteratura

    Non ho mai dubitato un momento che Blanchot fosse in malafede (Se lo fosse stato, almeno una giustificazione per scrivere in quel modo, ce l'avrebbe). E' proprio perché lo credo in buonafede che me la sono presa con lui.
  11. Letteratura

    Vedi Daniele, tu e Giordano mi state dicendo la stessa cosa ( e non e' una cosa semplice da dire, specie fra amici), ma IN MODO diverso. Addirittura Giordano, per dirmi questa cosa in modo accettabile, arriva a darmi ragione su una parte ( che lui probabilmente ritiene marginale) delle cose che ho detto riguardo a Blanchot. (Maja, col suo linguaggio gergale e colorito, direbbe che mi ha dato lo zuccherino.) In realta' Giordano, dal mio punto di vista, mi ha dato ragione proprio si quello che per me era più importante. E' proprio vero che tutto, in fondo, è solo questione di prospettive.
  12. Beethoven

    Noto con gioia, Maja, che non tutte le parole del Maestro Pink sono andate perdute.
  13. Letteratura

    Obbedisco.
  14. Letteratura

    Intanto, Zeit, ti ringrazio per la risposta, molto civile. Rileggero' gli espunti da Blanchot che tu hai scelto.. È ben possibile che sia io corto di comprendonio e, magari, rileggendo e riflettendo, capiro' un po' di più . Sul fatto invece che Blanchot sia un pessimo prosatore sara' difficile farmi cambiare idea.
  15. Letteratura

    Maurice Blanchot, Zeit, fa un lungo ragionamento che, se vogliamo, presenta anche qualche spunto interessante, ma lo fa in modo arruffato, nebuloso, prolisso, tipico dell'intellettuale "di mestiere", logorroico e solipsista, ingarbugliato e sensazionalista. Per dire che l'arte di Kafka e, per esteso, tutta l'arte, è un tragicomico malinteso, escogita una prosa squinternata, sovraccarica di concetti buttati lì, a casaccio. Un po' di ordine, diamine! Così facendo non si va da nessuna parte.
  16. Cosa state ascoltando ? Anno 2018

    Questa registrazione live del '58. Giobar, dal suono tutto sommato accettabile, ha il suo punto di forza nell'autorevole Mefistofele di Cesare Siepi, che domina la partitura con un piglio più aristocratico che sinistro. Negativa invece è la prestazione della Margherita di Cesy Broggini, mentre Poggi è un Faust inespressivo e già con qualche segno di usura vocale. Ottima invece Anna de Cavalieri nel ruolo di Elena. Di mestiere la direzione di Votto.
  17. Poesia

    I Romani avevano chiaro il senso del tempo della vita. Era qualcosa che aveva la sua radice nel pensiero stoico. Non solo Orazio ma anche il giovane Persio, nella Quinta Satira, ribadisce il concetto della caducità della vita umana. E, a dire il vero, lo fa in un modo molto coinvolgente. indulge genio, carpamus dulcia, nostrum est quod uiuis, cinis et manes et fabula fies, uiue memor leti, fugit hora, hoc quod loquor inde est.' (Persio, Satire, V, 151-153) Asseconda il tuo genio, prendiamo il bello della vita! Solo ciò che si sta vivendo è veramente nostro, poi alla fine si diventerà cenere, ombra, parola; vivi considerando che un giorno tutto finirà; fugge l'istante e anche ciò che ho appena detto già non è più". (Trad. Pink)
  18. Cosa state ascoltando ? Anno 2018

    E' vero Wittel. Gioconda è un'opera che ha acceso la fantasia del grande pubblico e tuttora resta in repertorio. Il nome del suo autore è indissolubilmente legato ad essa perché, fra tutte le sue opere, questa si distingue nettamente e lo rappresenta. Così fu, ad esempio, per lo Chénier di Giordano, la Cavalleria di Mascagni, i Pagliacci di Leoncavallo, l'Adriana di Cilea, la Francesca di Zandonai. Stato di grazia? Caso? Concorso di fattori contingenti favorevoli? La critica dibatte. Fatto sta che per valorizzare al meglio queste opere, e Gioconda non fa eccezione, occorrono interpreti vocali di primo livello. Io ho sempre sognato una Gioconda che non fu mai registrata, con la Callas e Bergonzi protagonisti, e gli esempi che seguono vi spiegano il perché: Straordinaria, nel canto di Bergonzi, è la capacità di dare insieme eloquenza, ampiezza, scolpitezza e morbidezza a lunghe frasi liriche come, ad esempio, a 1:41, "Ah quell'uom che vi sospira". Per la Callas che segue, ogni commento è superfluo.
  19. Cosa state ascoltando ? Anno 2018

    La versione del "Prologo in cielo" diretta da Toscanini, Nitriero, è di assoluto riferimento. Quanto all'opera completa concordo con Giordano: la DECCA diretta da De Fabritiis è ottima.
  20. Cosa state ascoltando ? Anno 2018

    Sottoscrivo, Ives. Madame Kiri qui è incantevole. La voce dal timbro limpido e innocente, sostenuta da una tecnica perfettamente adeguata ai suoi mezzi naturali, si trova, in Gerskwin , perfettamente a suo agio. D'altra parte anche in West Side Story la Te Kanawa era stata molto convincente:
  21. Confronti

    Domingo, vecchio e sfiatato, che, non più tenore e ben lungi dall'essere baritono, saccheggia il repertorio baritonale verdiano ( Nabucco, Conte di Luna, Simone, Rigoletto,Germont), caro Wittel, è uno degli eventi più deprimenti del mondo della lirica degli ultimi anni. Nessuno ha il coraggio di protestarlo, comunque fa ancora cassetta, se non altro per la curiosità di assistere al disonorevole K.O del vecchio campione. Il pubblico, buonista e incompetente, applaude ancora e sempre, incoraggiando questo scempio. Certo, Wittel, in ultima analisi, è un caso umano e insieme un caso mediatico. Un penosissimo, deplorevole equivoco. Con il Maestro Pepìn da Busseto, ahimè, preso a calci e sbeffeggiato.
  22. Confronti

    Inizio questa sera una nuova discussione che proporrà dei confronti fra esecuzioni di celebri brani del repertorio operistico. Iniziamo col duetto tenore-mezzosoprano dal I° Atto di Norma. La prima versione vede alla prova Fiorenza Cossotto e Placido Domingo. La Cossotto grazie anche alla tempra vocale assistita da un'ottima tecnica, dà vita a un'Adalgisa volitiva mentre Domingo, facendo leva sulle calde bruniture del timbro, su un'emissione sorvegliata e su una linea a un tempo composta e incisiva, delinea un Pollione particolarmente lirico anche se vocalmente adeguato alla tessitura centralizzante e declamatoria del ruolo: https://www.youtube.com/watch?v=G88QW3tN4QQ&feature=youtube_gdata Per confronto il duetto nell'edizione RAI del '55 con un Del Monaco batitonaleggiante, impetuoso e marziale, dal fraseggio imperioso e dalla bronzea vocalità e una Stignani, sebbene declinante, ancora in grado di esibire la sua lucente "voce-strumento": https://www.youtube.com/watch?v=e8j4kk6FdqE&feature=youtube_gdata Un epigono di Del Monaco è stato Nicola Martinucci che qui duetta nel '93 con Caterina Antonacci. Il livello dell'esecuzione è inferiore ai due precedenti sia per il timbro un po' intubato, da raffreddore, del tenore pugliese che per talune incertezze di emissione della mezzosoprano. La Antonacci e Martinucci tuttavia esibiscono un apprezzabile slancio e un certo mordente: https://www.youtube.com/watch?v=xVcbjsUJa8E Le tre esecuzioni precedenti, sebbene su piani qualitativi diversi, rientrano tutte e tre nell'agone del canto professionistico. Non lo stesso si può dire di questa ripresa video americana del 2011 dove due povere anime ( i cui nominativi è meglio tacere) non tralasciano nulla per massacrare la fiera e altisonante pagina belliniana: https://www.youtube.com/watch?v=MnFk_i4GK4U La cosa che più stupisce di questa esecuzione non è tanto che i due ineffabili cantori abbiano avuto il coraggio di cantarla in questo modo ma bensì che qualcuno abbia avuto la singolare idea di metterla in rete.
  23. Poesia

    Costei per certo è la più bella cosa che ‘n tutto 'l mondo mai vedesse 'l sole; lieta vaga gentil dolce vezosa, piena di rose, piena di vïole, cortese saggia onesta e grazïosa, benigna in vista in atto et in parole. Così spegne costei tutte le belle, come ‘l lume del sol tutte le stelle. (Angelo Poliziano, Rispetti, X ) Metro: Ottava di endecasillabi a schema ABABABCC. L’ottava è in tre parti: un distico di apertura in comparativo (vv.1,2), generico, e uno di chiusura (vv.7,8), metafora di rara bellezza, sono inframezzati da una quartina catalogativa, che presenta due versi (3 e 5) in mera sequenza aggettivale e che assomma un totale di 14 attribuzioni. Si noti altresì, in ciascuno dei due distici, la presenza di “costei” e di “sole”. Nel distico di esordio il pronome è oggetto del sostantivo, mentre nel distico di congedo i due termini si fondono e “costei” diviene soggetto mentre “lume del sol”, suo comparativo nominale, si identifica con esso. La strofa ha un ordine e una leggerezza, un'innocenza e una grazia affatto singolari.
  24. Confronti

    A confronto alcune esecuzioni del "Largo" per baritono "Dio di Giuda", dal Nabucco di Verdi. Per il tempo ampio e la presenza di numerose note modulate di lunga durata, nonché per l'alta tessitura, il brano richiede qualità tecnico vocali di livello superiore. Cominciamo con un'incisione del '25 di Riccardo Stracciari che, in termini puramente vocalistici ( suoni nitidi, rotondi e timbratissimi, assoluto controllo dei fiati e perfetta proiezione in maschera), rappresenta un riferimento a tutt'oggi insuperato. Ad onta di qualche lieve inflessione nasale, Stracciari impartisce una lezione di canto a tutti i baritoni che ascolteremo successivamente. Il primo confronto è con l'esecuzione alquanto censurabile di Tito Gobbi. Confronto impietoso: molti suoni sono "indietro", ruvidi e poveri di timbro, il "legato" molto difficoltoso, il debito di fiato pressoché costante. In questa incisione la voce rigogliosa e la tecnica sana di Piero Cappuccilli, qui diretto da Sinopoli nell' '83, si fanno valere. Certo il fraseggio del baritono triestino, pur incisivo, non brilla per varietà. Nondimeno la sua esecuzione è molto valida. Malgrado il suono sia forse troppo "avanti" e il canto sovente appaia altisonante, degna di attenzione è questa versione "live" di Sherrill Milnes, colto in buona forma vocale, dove si apprezzano il tono ispirato e sofferto e la capacità di graduare l'intensità di molte note di lunga durata ( si noti, a 7:44, la bella messa di voce su "saprò").
  25. Cosa state ascoltando ? Anno 2018

    Speriamo di no.
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