Pinkerton

MOD di sezione
  • Numero contenuti

    4343
  • Iscritto

  • Ultima visita

3 Seguaci

Su Pinkerton

  • Rank
    Io e pochi eletti
  • Compleanno 27/08/1952

Profile Information

  • Sesso
    Maschio
  • Luogo
    Travagliato ( Bs)
  • Interessi
    opera lirica, poesia e altre cose di cui non so il nome

Visite recenti

12137 visite nel profilo
  1. Grazie Pollini! Il Quartetto è uno dei miracoli del melodramma di tutti i tempi. Qui Di Stefano è forse troppo araldico ed esclamativo e canta tutto forte e scandito, con bella pronuncia certo, ma è monotono e stentoreo, come se fosse a cento metri di distanza dalla procace Maddalena e non vicino vicino, guancia a guancia. In controdedica laversione diametralmente opposta di Lauri Volpi, tutta basata su mezzevoci, insinuanti e allusive, a disegnare la lasciva leggerezza del libertinaggio:
  2. E sempre bello, caro dottore, dialogare fra noi appassionati di canto, in modo approfondito e articolato.
  3. Sergio Bologna è un baritono spiccatamente teatrale. Dotato di buoni mezzi naturali e propenso a un fraseggio asciutto ed efficace, spesso riesce a ottenere una linea di canto tesa, omogenea e molto musicale. Peccato, forse trascinato lui stesso dall'atmosfera scenica, tenda a dilatare i centri e a spingere troppo sugli acuti, che sono voluminosi ma spesso fibrosi. Questo errore fonatorio contribuisce anche a rendere troppo monocromatico il suo canto. Qui di seguito in una scena di Rigoletto, particolarmente riuscita, dove Bologna trova le giuste intensità nel cantabile patetico "Miei signori perdono, pietade!":
  4. D'altra parte, per cantare bene non occorre essere delle star di primissima grandezza. Occorre avere una buona tecnica e l'esatta misura dei propri mezzi vocali. Il resto lo fa la grande musica d'opera e almeno un briciolo di sensibilità musicale dei cantanti. E' quanto accade e si ascolta in questo video genovese (credo del 2003) della Lucia donizettiana, in cui la Bonfadelli, Alvarez e Frontali offrono un'esecuzione eccellente del sestetto "Chi mi frena in tal momento". La Bonfadelli, come si richiede a una vera protagonista, per tutto il brano sostiene la linea melodica con un'emissione perfettamente centrata e, almeno a partire da 1:47 ( "Ah, è il mio sangue e l'ho tradita!") la affiancano in giusta sintonia il baritono e il tenore. Il risultato è memorabile: niente forzature di voce e di accento, niente effettismi e platealità. Tutto è al servizio della musica di Donizetti, qui in grazia d'ispirazione:
  5. Quando si definisce qualcosa, croma, inevitabilmente un po' la si mortifica perché non si riesce mai a definirla completamente. Tu hai fatto un inquadramento concettuale dell'"intelligenza compositiva" che, sebbene forse troppo platonico, idealistico, oltre che penalizzato da quei due "ecc., ecc." ( ma che fai, croma, proprio sul più bello mi scantoni in un tic da ignorantoni?), è pur tuttavia degno di interesse perché, in ambito critico, mette una barriera, un sacrosanto limite alle incursioni selvagge di dati biografico- ideologico-psicologici nell'ermeneutica musicale e, sensu lato, artistica. Il dato biografico ha una sua importanza ma è pur verosimile, come tu dici, che la creazione artistica abbia una propria autonomia che lo sopravanza e lo trascende, quando addirittura non lo compensa. Quanto ai musicologi B&T, loro sono una parodia della musicologia, sono dei pasticcioni, dei confusionari, dei casinisti, dei provocatori. degli iconoclasti. Come lo sono, del resto, tutti i comici di razza. Ma loro sono comici senza rendersene conto, loro malgrado, convinti invece di essere degli studiosi seri e rigorosi. Noi qui in Forum ci indigniamo e alziamo gli scudi, e giustamente. Come abbiamo fatto, e giustamente, con il Maestro Ricciolino. Ma, a ben vedere, non c'è niente da vantarsi a maramaldeggiare. Chiunque, senza fatica, lo può fare.
  6. Questo Milan, Super, e' una squadra rinnovata che deve rodarsi.Domenica e' incappata subito in un rigore dubbio, poi c'e' stato un Immobile in stato di grazia. Nel secondo tempo si e' ripresa.Niente paura, Super, almeno per ora.
  7. Un celebre titolo dannunziano, Antiphonal, dove all'eleganza oratoria del testo si affianca la nettezza descrittiva. L'afflato ispirativo è affettivo, nostalgico. D'Annunzio, che visse una vita vagabonda, talora da esule, fu insieme emigrato e cosmopolita, avventuriero ed eroe, e certo la dimensione della provincia pescarese non sarebbe stata per lui. Ma l'amore per la sua terra e il legame con essa furono testimoniati da questa lirica e soprattutto dalla tragedia pastorale "La figlia di Iorio", di cui riporto la bellissima epigrafe in asindeto: ALLA TERRA D’ABRUZZI ALLA MIA MADRE ALLE MIE SORELLE AL MIO FRATELLO ESULE AL MIO PADRE SEPOLTO A TUTTI I MIEI MORTI A TUTTA LA MIA GENTE FRA LA MONTAGNA E IL MARE QUESTO CANTO DELL’ANTICO SANGUE CONSACRO
  8. Grazie carissimo! In controdedica ti faccio ascoltare qualcosa di vocalmente perfetto. E' la Mirellina che nel '65 canta l'aria di Liù dal I° Atto di Turandot:
  9. Lasciamo gravitare e orbitare Franco Battiato, Zeit, nel suo empireo di equivoca ignoranza, nel Sommo Cielo della Supponenza e della Presunzione, e non evochiamone la funesta presenza, perché di casino ne ha già fatto abbastanza.
  10. Grazie a te e all'Ammiraglio, sempre gentilissimi. Reduce da un'Aida veronese, vi dedico il finale secondo di una storica Aida di Mexico City '51. Cose così, ahimè, non si ascoltano più: Del Monaco, scandito, imperioso e squillante e la Maria, generosa fino alla temerarietà, hanno una tensione e uno slancio inarrivabili. Questo è cantare col cuore e con la voce (e che voce!):
  11. Ancora l'Aida di Hui He diretta da Kovatchef in una serata caldissima e afosa. La soprano cinese riscuote un buon successo di pubblico malgrado, immagino per il caldo, non sia in perfetta forma: qualche ripresa di fiato di troppo, una sfasatura con l'orchestra nel "Ritorna vincitor!" del I° Atto e una nota calante, l'acuto filato a due di "fuggiam", nel duetto col tenore nel II° Atto. Malgrado ciò esibisce come sempre grande generosità vocale e qualche frase delle sue, ampia e toccante, come la magnifica "Ah patria, patria, quanto mi costi!".Julian Kovatchev dirige con precisione e garbo, privilegiando il versante lirico, ma forse senza il necessario vigore in un'opera che, nei momenti più deliberatamente "kolossal", richiederebbe sonorità più ampie e uno slancio maggiore. L'Amneris di Anastasia Boldyreva, piuttosto ingolata e affetta da vibrato nei primi due Atti, si riprende un poco nella scena del giudizio, esibendo un fraseggio volitivo e tagliente e riscuote il consenso del pubblico. Il tenore Ayvayzan, dalla voce brunita e in buona forma nell'ottava superiore, sfoggia acuti tondi e qualche buona modulazione, ma paga lo scotto di una dizione approssimativa, poco scandita e un po' strascicata, nonché l'inerzia di un fraseggio alquanto scolastico e impersonale. Il baritono Almaguer, infine, imponente per vocalità, è un Amonasro troppo rude e rabbioso, scopertamente veristicheggiante: canta tutto troppo forte e, sia per l'eccessivo impeto che per un passaggio di registro piuttosto sommario, emette acuti duri e fibrosi. Tutti tuttavia meritano l'applauso per essere venuti a capo di una recita effettuata in condizioni climatiche proibitive.
  12. Per prima cosa, Stefano, devi imparare la trama dell'opera. Poi ti consiglio di procurarti una buona edizione completa ( io direi quella di Muti ). Infine memorizza bene, parole e musica, almeno questi quattro brani che qui sotto riporto in eccellenti esecuzioni. https://www.youtube.com/watch?v=SrMhVvggQA8
  13. Grazie carissimo.
  14. Probabilmente con un po' di ritardo ( ma qui in Forum non si ha il senso del tempo) rispondo a muziacant. Non ho mai sentito la Georghiu dal vivo anche se il suo modo di cantare è tale da farsi leggere agevolmente anche se registrato. Questa soprano, fornita di un timbro gradevole e lievemente brunito, dispone degli elementi base di una corretta tecnica di canto e possiede una certa musicalità, anche se appare piuttosto limitata nella dinamica e nei colori, là dove , in sede di accentazione, e, va detto, senza mai troppo eccedere, indulge di buon grado a movenze veristicheggianti. Il suo canto, "semplificato" ma efficace, non è un esempio di finezza e di introspezione ma ha le qualità per essere apprezzato dal grande pubblico.
  15. Col tuo giochino musicalcalcistico, Maddalena, mi hai preso alla sprovvista.Su Mozart-Pirlo e su Rossini-Sivori sono abbastanza d'accordo. Verdi-Messi mi lascia un po' perplesso e vedrei meglio Verdi-Ibrahimovich : potenza e classe. Puccini infine, anche per me e' un rebus.Puccini e' un intimista, un individualista, che pero' sa entrare nei cuori e farli vibrare, uno che, pur facendo il suo gioco, sa farsi amare da tutti perche' intercetta le giuste frequenze, perche' ha capito cosa tutti vogliono e sentono. Si', Paulito va bene, ma anche Rivera, Cruiff, Baggio, Best, Pele'.....