Pinkerton

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    Io e pochi eletti
  • Compleanno 27/08/1952

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    Maschio
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    Travagliato ( Bs)
  • Interessi
    opera lirica, poesia e altre cose di cui non so il nome

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  1. La tua nota, giobar, e' molto bella per il tono cordiale e per la chiarezza dell'esposizione. Io non posso che concordare. L'unica cosa che posso aggiungere e' che non e' mia intenzione "anteporre questioni tecniche e sfumature al profilo complessivo della resa artistica" ma, se mai, affiancarle e integrarle, per rendere piu' completa la mia valutazione e più argomentato il mio giudizio. D'altra parte, giobar, puntualizzare nella prova di un artista qualche difetto tecnico e formale, se puo' apparire pedante e ingeneroso verso quell'artista non lo e' affatto (anzi e' quasi un atto dovuto) verso quegli altri suoi colleghi che hanno meglio curato e approfondito questi stessi aspetti.
  2. Sono solo, caro Zeit, due modi diversi di pervenire a una valutazione, a un giudizio. Forse io non guardo solo se il pianista e' bravo ma cerco di capire anche se il pianoforte e' accordato e in buone condizioni. Che poi io sia capace di farlo, questo e' un altro discorso.
  3. I problemi della Barcellona, Zeit, manco a dirlo, riguardano una tecnica vocale difettosa e, specificatamente, la proiezione del suono. Se a ciò aggiungiamo che, secondo il costume corrente, anche lei tende a bartoleggiare, le cose certo non migliorano. Io non nego che questa cantante abbia mezzi naturali, professionalità e anche un certo talento, ma ho l'impressione che, come molti altri cantanti contemporanei, sia stata sopravvalutata. Ascoltala in un'aria rossiniana, più impegnativa rispetto alla precedente di Scarlatti, e ti accorgerai che qualche problema vocale c'è: quasi sempre il registro grave è svuotato, quello acuto tendenzialmente stridulo, molti suoni sono malfermi e le agilità piuttosto faticose.
  4. Non sarei così entusiasta, caro amico filosofo. Nelle arie centralizzanti di Scarlatti, Zeit, la Barcellona tutto sommato, se la cava. E' pur vero che è piuttosto monotona sia nelle intensità che nei colori, è pur vero che squadra i tempi nelle agilità, è pur vero che la dizione non è pulitissima, ma insomma, in Scarlatti, una linea di canto, sebbene elementare, la sa imbastire,. per confronto, nella stessa aria, Romina Basso, malgrado mezzi vocali più esigui e una linea di canto alquanto frammentata, sfoggia un'agogica e una dinamica più articolate rispetto alla Barcellona, pervenendo a risultati espressivi maggiori.
  5. Nella cavatina per basso da Sonnambula, Cesare Siepi evidenzia in pari grado due caratteristiche del suo canto, una positiva, l'uguaglianza di registro, e l'altra negativa, la sostanziale monocromaticità. Il suono è sempre pieno e morbido, ben appoggiato e proiettato, il fraseggio è rigoroso, austero, aristocratrico. Nondimeno il canto risulta piuttosto monocorde. Per confronto Ildebrando D'Arcangelo che, senza possedere la souplesse di Siepi, vanta una discreta tecnica ( anche nel suo caso però orientata a un canto monocromatico) ma che, com'è sua abitudine, tende anche qui, totalmente a sproposito in un'aria nostalgico-patetica, a un'accentazione aggressiva e animosa. Risultato: inappropriatezza interpretativa e stilistica, dinamica cervellotica, sciattezza espressiva. Nella cabaletta naturalmente, pur senza brillare, almeno si salva. Malgrado qualche incongruenza tra testo e accentazione ( quel "e vicin la fattoria" a 011, inframezzato da risatina supponente, non sta né in cielo né in terra), fatta salva un'estroversione di fondo probabilmente eccessiva e nonostante disinvolte deroghe al metronomo, l'esecuzione di F. Chaliapin, col suo timbro tenorile e penetrante, risulta alquanto fervida e ricca di colori: Sommessa, a tratti quasi accennata, ma modulata, legatissima e alquanto coinvolgente, risulta la versione di Nicola Rossi Lemeni registrata quando ancora la voce era integra: Ragguardevolissimo per la superba tecnica di emissione ( suoni sempre pieni, tondi e risonanti) è Tancredi Pasero che, malgrado una dinamica essenziale, si fa ammirare anche per la linea di canto omogenea e composta, rigorosa e castigata, aliena da abbandoni sentimentalistici eppure alquanto espressiva: Molto convincente, per l'ottima tecnica e la giusta misura delle intensità, è anche l'esecuzione di Plinio Clabassi:
  6. Una meraviglia il canto quasi accennato, sommesso, morbido e modulato di Rossi Lemeni in Bellini. Malgrado un acuto duro e un po' stimbrato a 3:38, assai gradevole risulta anche l'esecuzione della cabaletta amorosa "Tu non sai", per vitalità intrinseca, varietà dinamica e senso ritmico:
  7. Il web, Maja, e' facilitazione di accesso alle fonti. La democrazia invece e' opportunita' di esternazione di espressione e di giudizio, quali che essi siano, secondo il principio che ciascuno, in quanto cittadino ("cives", dicevano i latini), ha il diritto di dire la sua, qualunque essa sia. Ecco perche' il web e' una gigantesca bacheca dove, chi piu' chi meno, puo' scrivere qualunque cosa, dai ragionamenti piu' articolati e dalle valutazioni piu' dotte e pertinenti alle piu' incomparabili cazzate, lungo una gamma sterminata di forme intermedie. In realta' il web e' uno specchio del mondo e nel web, come nel mondo, "al di la' di dove latra la canea", si possono trovare anche oasi felici. Una di queste, naturalmente, e' il nostro Forum al quale io ( come spero anche tu) vado fiero di appartenere.
  8. La tua nota,Alu, e' ricca di saggezza.
  9. Io, Maja, sono molto critico verso quella specie di dongiovannismo librario che vorrebbe surrogare un'apertura mentale verso la cultura. Se qualcuno, riferendosi ai libri (cartacei e non), mi dice : "Madamina, il catalogo e' questo delle donne che amo' il padron mio...." io sono molto tentato di dargli dell'imbecille. La voracita' culturale spesso maschera una giocosa compulsivita' collezionistica ( piu' congeniale alla filatelia o alla numismatica) della quale c'e' ben poco da vantarsi.
  10. Bravo Stefano! Applausi meritati. (Non e' narcisismo il tuo ma coraggio di proporsi ed esporsi, voglia di comunicazione e di confronto. Pur sapendo che si puo' migliorare..... Chapeau!)
  11. A parte qualche piccola forzatura nel grave, sono stupefacenti, Ives, il fraseggio scandito e incisivo, la facilita' di emissione e la nitidezza timbrica di Florez su tutta la gamma.
  12. Grazie Filosofo Zeit. Veramente una bella coppia. In futuro ,oltre che "nostro maestro" puoi chiamarmi anche "maitre" oppure "magister" ( se poi ti venisse in mente di chiamarmi "eccellenza", "eminenza" o anche, al limite, "Sua Maestà", sappi che io non avrei nulla in contrario). La Varady, soprano ungherese di bella voce e bella presenza, fu valida mozartiana e straussiana. Nel repertorio italiano cantò Spontini, Verdi, Mascagni, risultando meno convincente soprattutto in termini di espressività e di flessibilità vocale. Nondimeno io sono molto affezionato a questo video BN, fortunoso e incompleto,dove canta Puccini in tedesco e rende con grande trasporto il lungo arioso di Giorgetta "E' ben altro il mio sogno", una delle più trascinanti e soggioganti espansioni melodiche pucciniane:: In controdedica a Zeit e in dedica esclusiva a noone, che Puccini lo capisce e lo sente.
  13. Questo del paiolo, Zeit, e' un caso emblematico di come la filosofia del diritto, pur occupandosi di un campo prevalentemente etico, abbia bisogno di prove logiche. In questa prospettiva noi potremmo accusare B di essere in colpa (oltre che un bugiardo) SOLO perche' le sue tre affermazioni sono in contraddizione fra loro. In realta' sia A che B sanno benissimo da subito,anche senza un ragionamento logico, che le tre affermazioni di B sono mendaci e questo perche' negano i termini di un contratto fra i due soggetti ( " ti presto il paiolo intatto e tu me lo devi restituire intatto"), contratto affidato alla memoria e basato sulla reciproca fiducia che tale contratto DEBBA essere rispettato. Le tre affermazioni di B sono immorali perche' tolgono valore sia alla memoria, che al dovere, che alla fiducia, intesi come mezzi strategico-organizzativi di relazione interpersonale e sociale. Ma B non puo' essere condannato per questo, ma solo perche' e' caduto in contraddizione. Il discorso qui, e tu lo sai Zeit, potrebbe aprirsi a dismisura, ma è meglio tornare a B&T , e al loro strano caso musicologico.
  14. Sostanzialmente concordo con la tua bella nota, Ives, con qualche piccola riserva su Davis, che si disimpegna bene ma accusa qua e là, qualche momento di inerzia. Su tutti la prova superlativa della Norman, in gran forma vocale (malgrado qualche lieve durezza in acuto) e, come interprete, particolarmente ispirata.
  15. A parte il fatto, Neutral, che, prima di utilizzarle, la psicologia e la psicanalisi andrebbero conosciute (e molti ne parlano senza conoscerle) ma in ogni caso io trovo molto sensato ed equilibrato il tuo punto di vista. L'aquisizione, la validazione e l'analisi del materiale documentale, nel lavoro del biografo, sono prioritari.