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besugo

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  1. Cosa state ascoltando ? Anno 2017

    Serata nostalgia... abbiate pazienza. Lo suonai molti anni fa proprio con Brandauer recitante (incazzosissimo!); un'esperienza emozionante. grazie besugo
  2. Cosa state ascoltando ? Anno 2017

    Ho comperato questo lp alla sua uscita: arato il lato Schoenberg, molto meno Manzoni, malgrado il brano non mi dispiaccia. ciao besugo
  3. Partite e sonate di Bach

    Mi permetto di riesumare questa discussione per segnalare un libro ed un disco secondo me rimarchevoli: Per chi non lo conoscesse, Ritchie è uno dei più autorevoli artisti e didatti viventi. I due lavori che segnalo sono il risultato di una vita intera di studio e, secondo me, costituiscono un lascito imprescindibile per la riflessione sul capolavoro bachiano. L'esecuzione (affrontata a quasi 80 anni! forse un record tra le incisioni reperibili; non ricordo a che età incise il lavoro Enescu) è a mio parere esemplare nell'enucleare e affrontare le particolari problematiche tecnico/espressive della complessa scrittura violinistica adottata da Bach nei suoi Solo e ampiamente trattate nel volume. Mi pare non fossero ancora stati segnalati in altre discussioni, in caso contrario mi scuso. besugo
  4. La Traviata Alla Scala 7 Dicembre 2013

    Stinchelli ha smesso di divertirmi già da molti anni. Il più delle volte non concordo con lui, ma anche quando la sua opinione coincide con la mia la sua cafona supponenza me lo rende insopportabile. Emblematica l'allusione a "la Damrau incastrata col culone tra due ante": ma pensi al suo di culone, arrogante maleducato! ciao besugo
  5. Non potrei essere più d'accordo. besugo
  6. La mia era semplicemente una precisazione, secondo me necessaria. Non ho mai giudicato gli artisti dai premi ricevuti e penso che l'approccio, diciamo così, filosofico del Maestro non necessiti di veicoli "sportivi" della propria opera e personalità, altrimenti è bene dare informazioni accurate. In ultimo, ricordo bene il concorso del Maestro Tudor e le altre, assai numerose, personalità premiate nelle svariate edizioni alle quali ho partecipato come umilissimo orchestrale, quindi so bene cosa sia il concorso in oggetto. un saluto al Maestro Tudor besugo.
  7. Problema con il suono del violino

    Mi permetto alcune considerazioni sparse. Condivido con quanto ti è già stato detto: se ti rendi conto di avere un brutto suono sei già sulla buona strada. Come già accennato nel post precedente, spesso i problemi di tensione che impediscono di avere un buon suono possono essere contrastati cercando di rilassare principalmente le parti del corpo che non concorrono immediatamente alla produzione dello stesso, in primis la mano sinistra, ma non solo. Sovente la tensione traspare anche dalla rigidezza dei muscoli facciali, dalla mandibola serrata in una spasmodica morsa o dalla postura della schiena. Suoni dritta e con le spalle rilassate? Il viso si contrae mentre suoni? Senti dolore alla schiena o anche all'articolazione della mandibola? Digrigni i denti mentre suoni? Se si, prova ad agire su queste componenti prima di tutto, anche prendendoti il rischio di "forzarti" a suonare in una posizione che forse immediatamente non sentirai familiare e sicura, ma che dopo un po' potrebbe renderti più consapevole di quanto fosse forzato il rapporto con il tutto il tuo corpo, non solo con il braccio destro. Sulle note lunghe c'è poco da dire; la pratica quotidiana di arcate lunghe e distese è l'esercizio principe di ogni violinista, di qualsiasi livello e per tutta la vita: lo studio del violino senza la pratica di note lunghe non ha senso. In ultimo una considerazione in apparenza un poco esoterica: il suono è prima di tutto una questione mentale. Il bel suono nasce prima di suonare, da un rapporto con lo strumento che sia innanzi tutto un capitale di sensazioni da ricercare anche quando non si suona. Recentemente ho avuto modo di acuire questa consapevolezza in occasione di un incidente che mi ha costretto a portare per un paio di mesi una ingessatura alla mano sinistra. Aiutato da un'amica ho fatto esperienza di una serie di esercizi di concentrazione pensati per sportivi professionisti, destinati ad accorciare l'inevitabile recupero fisioterapico grazie alla visualizzazione interiore dei movimenti dell'arto immobilizzato prima della rimozione del gesso. I risultati sono stati sorprendenti (mia moglie scherzando mi ha detto che la frattura mi ha fatto bene, da allora la notte temo sempre che voglia rompermi qualcos'altro :-) ). Non è nulla di arcano, semplicemente sviluppa ciò che bisognerebbe sempre tenere presente: un movimento lo devi avere in testa prima di compierlo.
  8. Senza nulla togliere al Maestro Tudor, vorrei ricordare che nel 1980 il primo premio al Premio Paganini non fu assegnato. Il M° Tudor arrivò secondo, davanti all'italiana Sonig Tchakerian, Eduard Wulfson, Mitsuko Ishii, Daniel Stabrawa e Walter Bertrand.
  9. Pulizia Violino

    Prova l'acetone, e stai attento. ciao besugo
  10. Generi musicali che detestate

    Pur lavorando con la "classica" ed ascoltando quasi solo la medesima, trovo che quasi in ogni genere, compresi quelli più leggeri e/o chiassosi ci sia qualcosa che più o meno occasionalmente mi diletta o addirittura mi soddisfa. Voto "musica elettronica popolare..." perché comprende i generi tra i quali raramente, per non dire mai, ascolto roba sopportabile. Se fosse stato inserito allevi in quanto genere avrei votato lui, ma per quello c'é un 3d apposta..... ciao besugo
  11. Direttori d'orchestra ed esecuzioni

    Mi permetto di abbozzare un paio di riflessioni dopo una (troppo) veloce lettura del 3d. Penso sia molto diverso se il brano è una sinfonia di Mozart oppure un complesso lavoro otto-novecentesco o addirittura contemporaneo. Chi suona è condizionato dal tipo di percezione che può avere della composizione; un buon orchestrale riesce abbastanza agevolmente a tenere sotto controllo ciò che succede oltre la propria parte in una sinfonia di Beethoven mentre con difficoltà riuscirà ad avere una chiara immagine mentale di dettagli lontani di sezioni dense di una partitura di Malher. Può sembrare trascurabile, ma quello che buoni direttori riescono a trasmettere è proprio la "visione" della partitura che stanno dirigendo, all'orchestra e quindi al pubblico. Questi rari personaggi integrano gestualmente il rapporto dell'orchestrale con la parte, parziale ed isolato dettaglio, con l'insieme della partitura, restituendone l'unità anche al pubblico. E' chiaro dunque che il tipo di gestualità e, direi quasi, lo scopo del dirigere cambia a seconda del brano; dirigere una sinfonia di Haydn come se fosse un'opera o una composizione di Maderna è chiaramente grottesco (bisogna vedere come molti direttori si scalmanano pretendendo così di essere utili dirigendo Vivaldi!), appunto perché si da all'orchestra (e al pubblico) ciò che non serve e che alla file risulta "inespressivo". L'interpretazione, che è sempre un opera persuasiva (spesso anche costrittiva), si inserisce in mezzo alla trama di questo rapporto tra la partitura, gli esseri umani che singolarmente la vivono (da una parte e dall'altra, rispetto al podio del direttore) e la necessità di unificare in un tutto convincente e coinvolgente le emozioni che ciascuno prova accostandosi a diverso titolo ad essa. La figura del direttore d'orchestra non esiste solo nella "classica", eppure mi sembra evidente che quasi mai risulta così importante e determinante. Non credo che sia solo per la maggiore complessità dei brani, penso che sia proprio la relazione necessaria col testo, con la partitura, a giustificare il ruolo inusitato del direttore, o almeno il tipo di relazione che nei secoli si è imposta. Scusate la lunghezza e la scarsa chiarezza ciao b
  12. Tremito d'arco

    Buonasera, la via principale ti è già stata indicata: tante note lunghe. Oltre ad essere uno dei principali (probabilmente il principale) esercizi quotidiani per ogni strumentista ad arco è anche uno di quelli col miglior rapporto "costo-beneficio": un quarto d'ora di esercizio ben fatto produce dei miglioramenti notevoli ed evidenti. Non occorre che la lunghezza sia eccessiva, nel senso che è importante che l'arcata sia sempre corretta e rilassata, rallentando la velocità dell'arco gradualmente quando ci si sente ben rilassati. Intendiamoci, la tensione nervosa è una cosa seria e non esistono magie in grado di par passare la paura (la pratica quotidiana davanti un pubblico, o pseudo tale, è parimenti fondamentale), ma una migliore tecnica dei base dell'arco e la confidenza col il proprio corpo, la consapevolezza di quello che si prova suonando, favorisce un miglior rilassamento e, in definitiva, dona quel po' di sicurezza in più che spesso è determinante. ciao b
  13. cosa c'è vicino al ricciolo?

    E' una sorta di prolunga per la quarta corda, che consente di emettere suoni più gravi senza aggiungere una quinta corda. Siccome tastare con le dita la corda così prolungata sarebbe molto complicato, la tastatura avviene mediante un meccanismo munito di chiavi metalliche. ciao besugo
  14. Quale opera preferite?

    Voto Il Don Carlo, segnatamente nella versione senza prologo (mi piace immensamente l'ingresso in pieno dramma). Penso che sia un'opera immensa, sia dal punto di vista musicale che da quello vocale/drammatico. ciao besugo
  15. Come non si dovrebbe cantare

    Vero, ma è anche vero che l'intelligenza e la preparazione spesso riescono ad allungare la vita artistica dell'esecutore, e voler fare quello per cui non sei portato sicuramente non è una cosa molto intelligente. Grandi strumentisti come Menuhin hanno prodotto cose meravigliose pur se colpiti da una senescenza precoce, lo stesso si potrebbe dire di alcuni cantanti. Senza pensare, poi, a mediocrissimi cantanti - Deller, ad esempio - che sono riusciti a realizzare capolavori interpretativi grazie soprattuto alla testa che il Signore gli ha fornito. ciao besugo
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