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  1. Non credi sia un po' temerario mettere il numero di telefono in chiaro? E poi, se frequenti il conservatorio, non è più semplice e immediato reperire compagni di strada in loco, approfittando anche della comune frequenza ai corsi complementari (armonia, storia della musica, musica da camera...)? Ipotizzando che tu sia di Torino o di Trieste, che te ne faresti della disponibilità di un violinista di Sassari e di un violista di Lecce?
  2. Bellissimo disco che ad oggi jpc dà a soli 4 euro, così come altri titoli molto interessanti della Kairos. Yamaon ha un organico molto particolare: oltre alla voce, ci sono sax contralto, sax tenore, controfagotto, batteria e contrabbasso. Non c'è testo e la voce si limita a pronunciare una varia tipologia di suoni. Sia Yamaon che I presagi, pure presente nel disco, sono pezzi ispirati alla distruzione delle città maya. Interpreti di eccellenza. Non sapevo, inoltre, che un baritono importante come Roland Hermann, interprete di spicco del grande repertorio operistico, fosse dedito in modo sistematico anche alla musica contemporanea: ho visto che, oltre a Scelsi, si è dedicato a Kagel, Zimmermann e Henze.
  3. Sergei PROKOFIEV Suite scita "Ala e Lolli" op. 20 Wiener Symphoniker Hermann Scherchen
  4. George CRUMB Echoes of Time and the River (Echoes II) The Louisville Orchestra Jorge Mester
  5. Giacinto SCELSI Yamaon per voce bassa e cinque strumenti Roland Hermann, baritono Klangforum Wien Hans Zender Pezzo affascinantissimo!
  6. Benvenuto! Sarà un piacere condividere esperienze di ascolto e conversare... di musica, perché a casa mia il tabacco non entra
  7. Piotr Ilic CIAIKOVSKY Grande sonata per pianoforte in sol maggiore op. 37 Mikhail Pletnev
  8. Se già dai tuoi insegnanti hai colto che ci possono essere concezioni ben diverse dello stesso pezzo di Bach, ti sarà chiaro che non può esistere un riferimento assoluto. Sotto il profilo artistico, come già accennavo, ci sono tanti grandissimi interpreti di Bach e a questo punto solo il tuo gusto di può orientare. Dici giustamente che il gusto va educato con l'ascolto: prova a fare qualche confronto a partire da youtube o da spotify e vedi. Se poi la tua esigenza è più funzionale all'apprendimento e credi che il dvd della Hewitt possa aiutarti, spendi quei dieci euro e compralo senza esitare ancora. Comunque è una pianista brava e rinomata e c'è un certo consenso sulle sue capacità come interprete di Bach.
  9. Cose che non avremmo mai voluto sentire...
  10. Gabriel FAURE' Sonata n. 1 in la maggiore per violino e pianoforte op. 13 Zino Francescatti, violino Robert Casadesus, pianoforte
  11. In realtà hai chiesto fino alla nausea se qualcuno avesse visto e ascoltato quello specifico dvd e credo che le mancate risposte fossero relative a quella domanda specifica. Sì, la Hewitt è nota per le interpretazioni bachiane, probabilmente molti forumisti hanno ascoltato qualche suo cd e non quel dvd. A me non è capitato di sentire nulla di suo e nulla posso dire. Lo stesso concetto di "registrazioni di riferimento" è una sciocchezza. Riferimento per che cosa? E' come se si volesse sapere chi è stato il più grande ritrattista o paesaggista nella storia dell'arte o il più grande autore di poesie d'amore o il più grande interprete dell'Amleto. E' vero, su molti interpreti si è stabilito nel tempo un certo consenso critico e quindi esiste un certo tipo di "riferimento", nel senso che con quelli anche il neofita va sul sicuro perché troverà letture validissime. Ma non esiste un solo modo di interpretare Bach... o Beethoven o Vivaldi o Chopin o Stravinsky... Soprattutto per gli autori più grandi, gli interpreti avveduti scavano, ricercano, sperimentano e percorrono vie interpretative sempre nuove e originali, tanto da offrire, spesso, immagini diametralmente opposte della stessa opera. Ti sono stati fatti già due nomi di grandi interpreti di Bach al pianoforte. Il loro lascito discografico, oltre tutto, è importante, perché Gould e Schiff hanno affrontato tutta o quasi l'opera originariamente per clavicembalo di Bach e dunque, al di là dell'approfondimento di ogni singola opera, si può pensare che le loro specifiche letture tengano conto, come una sorta di background, dell'intero corpus bachiano. Ma già Gould e Schiff hanno degli approcci molto diversi tra loro ed entrambi si sono tirati dietro anche qualche critica negativa. Anche Sviatoslav Richter era un grandissimo bachiano, ma si cimentò con un repertorio più limitato: è straordinario il suo CBT, mentre alcune registrazioni degli ultimi anni di carriera, quando l'indomito vecchietto continuava ad arricchire il suo repertorio anziché restringerlo (penso ad esempio alle suites inglesi), non hanno trovato altrettanto consenso condiviso. Ma è stupido parlare di UN riferimento bachiano. E Gulda, Fischer, Sokolov, Tureck (!!!), Marcelle Meyer, Gieseking, per accennare solo ad alcuni giganti del pianoforte, dove li mettiamo? Senza dimenticare che anche pianisti che si sono dedicati solo in modo sporadico a Bach sono stati capaci di sfoderare interpretazioni geniali di qualche sua opera: in questa prospettiva, persino la Argerich è una grande interprete di Bach.
  12. Maurice RAVEL Le Tombeau de Couperin Marcelle Meyer, pianoforte Più la ascolto, più questa pianista mi sembra un genio nel suo repertorio di elezione. Una combinazione magica di raffinatezza, grazia, humour, levità,discorsività, con un approccio così cordiale e signorile da far sentire a proprio agio qualsiasi ascoltatore.
  13. Evidentemente, dopo che hai fatto invano tante richieste, qui nessuno lo ha mai visto o ascoltato. Su amazon.co.uk lo trovi usato a circa 10 euro, spese incluse; mi sembra un prezzo onesto anche per prenderlo alla cieca. https://www.amazon.co.uk/gp/offer-listing/B0012Y1HJQ/ref=sr_1_1_olp?s=dvd&ie=UTF8&qid=1505308218&sr=1-1&keywords=angela+hewitt+bach
  14. Io ne ho acquistati diversi in occasione di una recente svendita di JPC. Altri ne avevo da anni. Non ho ancora ascoltato tutto, ma posso confermare nella sostanza il giudizio positivo di Madiel, rispetto al quale sarei tuttavia più magnanimo perché le letture di Holliger mi convincono e alcune sono proprio belle (stupendo il doppio cd con i Lieder orchestrali). Inoltre si deve proprio a Holliger il merito culturale di aver (ri)portato l'attenzione su una grossa fetta della produzione di Koechlin: come spesso capita per gli apripista, la mancanza di proposte preesistenti espone a rischi e ad approcci un po' timidi. Personalmente, mi dispiace che i due box - peraltro a buon prezzo - escano ora, quando già possiedo buona parte dei dischi. Spero che i mancanti vengano a poco a poco svenduti da JPC o altri nel futuro. Nella musica da camera ci sono cose molto interessanti, per esempio la sonata per viola è meravigliosa. E' chiaro che un corpus così vasto non può essere fatto solo di capolavori, ma Koechlin merita eccome. E mi auguro che l'attenzione discografica si svegli anche sulle opere non ancora incise. Spero che nei box sia ripreso l'apparato inconografico che arricchisce i libretti dei dischi singoli, perché vi è un'ampia testimonianza del Koechlin fotografo: non era un dilettante allo sbaraglio ma un autore raffinatissimo dalle prodigiose capacità tecniche (anche in rapporto all'epoca degli scatti). Vedo dal retro dei box che l'etichetta della SWR è entrata sotto il grande ombrello della Naxos.
  15. Claude DEBUSSY Suite bergamasque Sviatoslav Richter, pianoforte