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  1. Fidati, personalmente ce l'ho ancora eccome... Li esecrerò finché avrò respiro e forze, poiché "odio" è parola troppo tenera nel mio caso. Perfetta la risposta dei nostri tifosi che li han definiti "padrini a Torino". Anche se il loro monte ingaggi è 10 a 1 rispetto al nostro e questo spiega un sacco di cose.
  2. Pur coi suoi difetti Sinisa mi esalta, come direbbe il grande Dogui... Però non è escluso che nel giro di un anno abbia esaltato anche Baselli, che da réclame della tristezza e dell'inoffensività si è trasformato in Karate Kid. Il problema è che sabato i suoi compagni hanno fatto l'esatto contrario.
  3. L'errore è proprio il fatto di passare da un eccesso all'altro: da chi ha fatto un'entrata da piciu a chi non è nemmeno entrato.
  4. Ciao fratello
  5. Tensione biblica... Ieri stavo già rischiando secco in quegli ultimi secondi di gioco, figurarsi 90 minuti e passa... FVCG, come da tua immagine!
  6. L’Accademia della bufala* Per supporre, come fa questo libro, che Mozart abbia firmato come sue parecchie composizioni che aveva comprato o rubato, egli avrebbe dovuto: 1) falsificare i racconti della sua attività così come risultano dal suo carteggio e nelle testimonianze dei contemporanei; 2) falsificare il catalogo autografo delle sue opere; 3) seminare fra le sue carte dei falsi abbozzi allo scopo di farli ritrovare dopo la sua morte e fuorviare i ricercatori futuri. Ci ritroviamo di punto in bianco in uno scenario assai meno credibile di tutte le inverosimiglianze che presume di spiegare. I signori Bianchini e Trombetta prestano il fianco alle stesse critiche che lanciano contro i loro predecessori, tipo quella di aver ampiamente manomesso fonti primarie e secondarie. Il problema sta nell’uso altamente antiscientifico e contraddittorio che fanno di tali fonti e nella loro diffamazione nei confronti di chiunque, vivo o morto, possa contrastare con le loro scriteriate ipotesi. Di fatto, è la loro metodologia ad essere fallimentare. La vita di Mozart è stata sufficientemente significativa e la sua carriera abbastanza esposta all’opinione pubblica in ogni sua fase; quanto basta a far giustizia di qualunque storiografia che non riesca a mettere a fuoco la sua attività compositiva e il suo sviluppo. Naturalmente, Mozart ebbe in vita ammiratori e detrattori, ma affermare che fosse un compositore sopravvalutato e incompetente e un pianista mediocre abbandonato dal pubblico viennese è semplicemente ridicolo. Per dirla con Cliff Eisen: “Non dimentichiamoci che durante quel decennio fu il secondo compositore per numero di opere commissionate, e che ottenne incarichi sia a corte sia presso la cattedrale di Santo Stefano”. La sua reputazione stellare è stata inventata dall’industria cinematografica nazista degli anni ‘40? Per sostenere un’affermazione tanto dissennata, i signori B&T devono negare l’autenticità di una lunga serie di necrologi apparsi sulla stampa internazionale subito dopo la scomparsa di Mozart. Così dedicano interi (e sordidi) capitoli alla teoria opportunistica secondo cui ogni giornalista sarebbe solo un lecchino corrotto. Ciò vale anche per quei giornalisti che sui quotidiani italiani stanno oggi strombettando le loro pretese? Verso la fine del secondo volume si giunge al mistero dei misteri, il giallo truculento e sensazionale sulla morte di Mozart. Stando a B&T, lo scellerato complotto che portò al presunto assassinio del compositore sarebbe stato combinato dai massoni di una loggia deviata degli Illuminati per punire la sua condotta libertina, e successivamente insabbiato dal barone van Swieten, ansioso di assicurarsi il favore imperiale promuovendo la musica di compositori “ariani” a spese di svariati gruppi etnici. Al pari di Haydn, Mozart sarebbe stato un destinatario di comodo delle grandi musiche composte da una schiera di italiani, cechi, spagnoli, francesi, mulatti, ecc. Se gli Illuminati miravano a far scomparire le prove del complotto, perché non ammazzarono anche Haydn? Dopo tutto, anche lui era un massone e un noto donnaiolo. Nonostante alcune piccole varianti (manganellate in stile fascista al posto del veleno, gli Illuminati al posto dei Gesuiti), questa roba non è originale né più documentata di tante analoghe invenzioni precedenti. Inoltre B&T fanno gran conto di Francis Carr, un imbrattacarte che tentò di “provare” come il Don Chisciotte e i drammi di Shakespeare fossero tutti farina del sacco di Francesco Bacone (!); ciò che dimostra la loro cieca fede nei principi fondamentali della pseudo-scienza dilettantesca: “tutto ciò che si stampa è un fatto” e “tutto ciò che ha note a piè di pagina è scientifico”. Altrettanto vale per la dedica del loro libro allo scomparso Giorgio Taboga, un ruspante storico della musica che non sapeva leggere la musica, e ciononostante predicava che l’intera Wiener Klassik fosse un’invenzione a gloria della dinastia asburgica. Ultimo, ma primo in ordine d'importanza: la radicale cecità di B&T nei confronti delle prove storiche è pari solo alla loro sordità in campo musicale. Al di là della presuntuosa “rivelazione” con cui affermano che un quarto di tono è un intervallo praticamente impercettibile per l’orecchio umano (per l’orecchio di chi? forse per quello di B&T), i loro scarsi tentativi di analisi musicale non si spingono oltre il manuale di armonia elementare (ricerca di ottave e quinte parallele). Nel loro scavo sul “vero Mozart”, semplicemente non ascoltano la sua musica oppure la descrivono solo in termini denigratori quali “plagio” e “incompetenza”. Si aggiungano parecchi flagranti strafalcioni nell'interpretare espressioni tedesche, inglesi e perfino dell’italiano antico, oltre che in storia generale e geografia (per loro, ad esempio, Dresda è nella “Germania meridionale”). Si vantano di riscrivere la storia. Benissimo. Ma prima di arrivare a tanto, dovrebbero studiarne un po’. * L’Accademia della Bufala è un gruppo senza sede di cinque amici di varia estrazione professionale, che condividono l’amore per la musica e il disprezzo per i sedicenti esperti della medesima. Nello scorso decennio alcuni Accademici hanno già contribuito a denunciare sul web e sulla carta stampata i fantasiosi “demistificatori di Mozart”. Si dedicano tutti al plagio letterario e aborrono anche dal semplice sospetto di essere originali. Inoltre ammettono di sapere pochissimo circa la verità, ma di solito sono in grado di fiutare la puzza di cavolate ogniqualvolta vi s’imbattono.
  7. In controdedica a Super
  8. Rinverdiamo i fasti del topic con queste dimostrazioni di Richard Atkinson sul genio contrappuntistico haydniano Segue un confronto sullo stesso piano con un compositore del passato e uno del futuro (gli esempi haydniani cominciano da a 3:18). Prove di maestria talmente naturali da apparire inconsapevoli, percettibilissime alla vista dello spartito ma quasi impercettibili all'ascolto quando FJH si sbizzarrisce in inversioni e imitazioni dei soggetti:
  9. Tre bei/grandi momenti di quest'opera. Il coro iniziale: Il recitativo accompagnato e l'aria "Da kam Joseph", rabbioso e già beethoveniano ante litteram, con cui l'autore aggredisce il retorico testo e lo trascende sguinzagliando la sua arte che, seppure in boccio, è già scafata: Segue il momento massonico, luminoso per definizione. Il grande biografo beethoveniano Riezler considerava quest'aria il primo segno - in ordine cronologico - della genialità del suo autore:
  10. A seguire il Così fan tutte su Rai5, ma è cantato veramente male purtroppo, specie dagli uomini (le donne molto meglio, per fortuna) Rai5, Così fan tutte da Spoleto il 18 e il 20 giugno James Conlon e la scola degli amanti Rai5, domenica 18/06/2017 - 10:00 Rai5, martedì 20/06/2017 - 15:37 La storia di una scommessa sulla fedeltà femminile, raccontata con maestria dai versi di Lorenzo Da Ponte e prodigiosamente messa in musica dal genio di Mozart. È “Così fan tutte, o sia La scola degli amanti”, penultimo appuntamento con il ciclo di opere che Rai Cultura dedica al compositore austriaco. L’opera, in onda domenica 18 giugno alle 10.00 su Rai5, anticipa “Le nozze di Figaro”, in programmazione domenica 25 giugno: entrambe sono proposte da Rai5 nelle versioni che hanno aperto le edizioni 2015 e 2016 del Festival di Spoleto, per annunciare il “Don Giovanni” che inaugurerà la prossima edizione del Festival. Rai Cultura seguirà l’evento in diretta venerdì 30 giugno a partire dalle 19.30 su Rai5. Per “Così fan tutte” la regia è di Giorgio Ferrara, le scene e i costumi sono dei premi Oscar Dante Ferretti e Francesca Lo Schiavo, le luci di Daniele Nannuzzi. L’Orchestra Giovanile Luigi Cherubini, fondata da Riccardo Muti, è condotta da James Conlon, direttore di fama internazionale nonché direttore dell’Orchestra Nazionale della Rai. L’International Opera Choir è diretto dal maestro Gea Garatti. Fiordiligi Francesca Dotto Dorabella Ruxandra Donose Guglielmo Rodion Pogossov Ferrando Joel Prieto Despina Marie McLaughlin Don Alfonso Maurizio Muraro direttore James Conlon regia Giorgio Ferrara
  11. A propos di rivalutazioni, rivalutate Collasse, compositore ante litteram di Shpalman
  12. Ho provato a farli partire insieme, è proprio quella. Confermato, visto e piaciuto. Questa che segue, invece, potrebbe essere la moviola della versione Kremer/San Martino ne' Campi
  13. Stando ai commenti dovrebbe trattarsi di Gidon Kremer, St. Martin-in-the-Fields, ma non ci metterei la mano sul fuoco... Però, confrontando quel video con questo...