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dr. stranamore

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    tutte le forme d'arte, con, in aggiunta, una particolare predilezione per lasagne e belle donne
  1. Jose' Carreras

  2. Jose' Carreras

    E io cosa ho detto? Per "oltre" non intendevo affatto acuti, come affermi tu, caro pinkerton, bensì proprio quelli che tu chiami ruoli "spinti"...infatti affermare, come fai tu, che "spingere" la voce in ruoli che richiedevano un peso vocale che egli non possedeva, equivale a quanto dico io scrivendo, appunto, che andava "oltre" aggiungendo al suo repertorio personaggi dalla trama vocale decisamente non consone alle sue capacità. Forse non mi ero spiegato bene, chiedo scusa. Buoni ascolti
  3. Jose' Carreras

    Sono completamente d'accordo con te. Solo su una tua affermazione ho un dubbio, ossia che l'impoverimento della sua voce non fosse dovuto alle scelte errate in fatto di repertorio. Mi chiedo se poiché Carreras riusciva a dare il meglio di sé solo restando al centro della sua gamma vocale lo spingersi invece “oltre” non possa aver compromesso la sua voce. Dopotutto di esempi ce ne sono tanti; ad esempio Francisco Araiza che prometteva meraviglie come tenore mozartiano per poi intestardirsi con Wagner (non era di certo un heldentenor...), non raccogliere in quel repertorio alcun frutto degno nota e, tornando mesto mesto a Mozart, purtroppo mostrare i segni di una usura irreparabile. Come dici tu Carreras era un perfetto interprete di canzoni, poteva destreggiarsi in opere che richiedevano uno sforzo minimo in zona acuta (ma anche grave) ma non volle accontentarsi aggiungendo al suo repertorio personaggi dalla trama vocale decisamente non consone alle sue capacità. Ma ancora mi chiedo: oltre a non eccellere in queste opere, non è possibile che esse abbiano intaccato la sua voce, andata poi peggiorando negli anni per altri motivi? Ti auguro buoni ascolti.
  4. Consigli di ascolto

    Visto che la richiesta era inerente alla musica sinfonica-organistica non mi sembra superfluo fare il nome di Franz Liszt che con la Fantasia e fuga sul corale “Ad nos, ad Salutarem undam” ha (secondo molti musicologi) dato inizio proprio al sinfonismo legato all'organo. Sempre di Liszt c'è poi il celeberrimo Preludio e fuga sul nome B.A.C.H., le Variazioni sul basso continuo dalla cantata “Weinen, Klagen, Sorgen, Sagen” e la stupenda Evocazione alla Cappella Sistina. Di queste composizioni si dovrebbe ancora trovare l'ottima interpretazione di Marie-Claire Alain oltre a quella di Trotter (suo allievo). Per quanto riguarda i grandi compositori francesi d'epoca romantica e successiva direi che i più influenti sono già stati tutti citati. Il problema, casomai, è trovare di ciascuno ALMENO un'integrale degna di questo nome. Organisti immensi in questo repertorio ce ne sono stati e ce ne sono tuttora: Gaston Litaize, Lucienne Antonini, Daniel Chorzempa (sua, a mio avviso, la migliore prima sinfonia di Vierne), Jean Guillou (incise un'integrale di Franck difficile da reperire ora ad un prezzo equo... ma meritano di essere ascoltate anche le sue trascrizioni, prima fra tutte quella dei Quadri di un'esposizione di Mussorgsky), Olivier Latry (studente di Litaize), Vincent Dubois, Ian Tracey, Marie-Madeleine Duruflé (moglie del compositore), André Isoir, Daniel Roth (lui aveva fatto un'integrale di Vierne ma trovarla ora è un'avventura...), Marie-Claire Alain, e ovviamente Jean Langlais (che preferisco come interprete che come compositore... basta ascoltare il suo Franck, ormai ahimè introvabile). Ma, che io sappia, di questi nessuna integrale (disponibile) di Widor o Vierne o Dupré. Di Franck si può trovare facilmente una buona integrale incisa da Lebrun. Infine ci sono Pierre Pincemaille e Ben van Oosten che hanno inciso entrambi l'integrale sia di Vierne che di Widor (Oosten ha inciso anche Dupré) ma pur essendo degli ottimi organisti non sono a mio avviso all'altezza di quelli elencati in precedenza. Buoni ascolti a tutti.
  5. Consigli di ascolto

    Visto che di Heiller le incisioni in CD latitano questo è decisamente ghiotto, sono d'accordo. Tuttavia bisogna ricordare che il grande organista viennese fu tra i primi, con Leonhardt (hai detto niente!), a propugnare l'esecuzione su strumenti meccanici e non elettrici per motivi che ora ci sembrano ovvi (tocco, articolazione...) ma che all'epoca tali non erano. Tuttavia, al contrario del grande Gustav Leonhardt che un organo non lo guardava neppure col cannocchiale se oltre a essere meccanico non era anche di epoca adeguata all'esecuzione, Heiller, per promuovere la musica organistica (diciamocelo, in tutta sincerità, da sempre un po' cenerentola), si adeguava a suonare anche su organi elettrici come quello del CD sopra citato. Perché scrivo tutto questo? Perché auguro a tutti di poter ascoltare Heiller (magari su un ormai raro LP Philips o Vanguard) suonare su un organo meccanico e rendersi conto del VERO MUSICISTA che era. Buoni ascolti a tutti.
  6. Impianti audio per ascoltare la musica classica

    Premetto che ho lavorato in un "atelier del suono" (negozio di hi-fi non rende l'idea) per diverso tempo. Ho avuto modo quindi di conoscere distributori e progettisti oltre, ovviamente, di avere l'opportunità di ascoltare "macchine da musica" di tutti i prezzi e tipologie. Il mio impianto si è affinato col tempo e proprio grazie alle conoscenze fatte ho potuto acquistare componenti che altrimenti non mi sarei mai potuto permettere. Aggiungo che a casa mia la musica liquida è bandita. Ascolto ancora CD/SACD e LP. Partiamo con i cavi: Mit (alimentazione e digitale), Audioquest (segnale), Cello (segnale), Woodson (alimentazione, artigianali e STRAORDINARI), XLO (potenza). Tutti top di gamma. Amplificazione Praecisa Acustics, una ditta italiana ahimè non più sulla piazza, che sebbene in patria non fosse molto conosciuta (ma dai!) all'estero godeva di ottima reputazione, tanto che uno dei massimi progettisti-divulgatori francesi, il grande Jean Hiraga, li ha inseriti tra i migliori ampli a stato solido del mondo anche in virtù del loro suono mai freddo o eccessivamente analitico (insomma un perfetto compromesso musicale tra le qualità dei mosfet e delle valvole) arrivando a paragonarli ai mitici Spectral. L'amplificazione è suddivisa in cinque telai: preamplificatore con alimentatore separato, pre-phono con alimentatore separato, finale di potenza stereo 200 + 200 W su 8 ohm. Step-up (trasformatore fono) Ortofon Verto. Lettore digitale composto da meccanica con sistema VRDS + convertitore D/A Cello (utilizzato in diversi studi di registrazione). Due giradischi: -un Thorens 124/II completamente restaurato e "abartizzato" (appesantita la base con inserti interni in piombo e marmo all'esterno, braccio ricablato Van den Hul con sostituzione attacco EIA etc) - Sistema di lettura analogico "Copernico", autocostruito. Piatto totalmente flottante in aria (costituito da nove materiali diversi e del peso di oltre 20 kg) grazie ad una pompa insonorizzata che garantisce la totale assenza di attrito tra perno (diametro 40 mm) e bussola di alloggiamento. Telaio rigido in legno, pietra e marmo: peso 55 kg circa, suddiviso in più ripiani separati tramite o-ring e grafite . Motore CC separato con chassis in acciaio e materiale inerte, peso 10 kg circa, alimentazione separata. Braccio da circa 14" - 35 cm ad altissima rigidità che tramite l'utilizzo di cuscinetti e fasce elastiche posteriori che agiscono come un bilanciamento dinamico, contrappesi multipli, e una vaschetta contenente fluido viscoso riduce i disturbi subsonici derivanti dall'accoppiamento fonorivelatore- braccio. Cuscinetti per il movimento orizzontale multipli inseriti in una calotta in fibra di carbonio tornita dal pieno. Antiskating a filo regolabile. Prevista (ma non inserita per motivi di spazio) base sismica da 250 kg composta da tavole di legno multistrato che si intervallano a piastre in plexiglass (15 di legno spessore 5 cm ognuna, 14 in plexiglass spessore 1 cm) sulle quali poggia una lastra di marmo spessa dai 5 ai 7 cm. (se anche avessi trovato il posto dove collocarla mi avrebbe fatto crollare il pavimento... ) ) Mi ci sono voluti 7 anni per renderlo SEMPRE affidabile e performante... questa è la prima e ultima volta che faccio una cosa del genere!!! -Ulteriore preamplificatore McIntosh C39 anch'esso collegato al finale Praecisa al quale sono collegati PC, lettore DVD, registratore a cassette Teac V-1050 e "dulcis in fundo" il amatissimo organo elettronico. Testine (o fonorivelatori che dir si voglia): 21 in totale tra cui 3 MM (Shure V15, Stanton 881, Grace F 14), 1 ferro-mobile (Grado Gold), 2 MC alta uscita (Satin M18 E, SumikoBlue point spec. Evo III). Le restanti sono tutte MC a bassa uscita, alcune storiche (Supex 900, Fidelity Research MC 201, Grace F 10 P etc.) e altre tutt'ora in commercio, Shelter 901, Dynavector Karat, Van den Hul Grasshopper, Lyra Titan, ZYX, fino ad arrivare alla sublime Cello (mai, che io sappia, importata in Italia). Sono tutte montate su un loro shell nella migliore posizione possibile (dimatura e VTA) così per cambiare testina basta scambiarle sui bracci e impostare il peso di lettura adeguato. Per quanto riguarda i diffusori (o sistemi di altoparlanti... ma, per favore, non chiamamole "casse"...) ne ho progettati diversi negli anni per amici e conoscenti (senza guadarci praticamente un soldo) ma mi sono fatto le ossa, così, alla fine, ho costruito i miei. Non ho seguito progetti preesistenti ma con una chiara idea del suono che volevo ottenere ho scelto gli altoparlanti (i migliori che allora, era il 2001, si potessero comprare) il tipo di carico per il woofer (cassa chiusa-baffle infinito) e circuito di crossover. Si tratta di un diffusore a tre vie suddiviso in tre cabinet (uno per via), con, in aggiunta, un full-range posteriore che emette in controfase (stile dipolo, per avere una maggiore "ariosità"). Tanto per darvi un'idea ogni diffusore pesa circa 150 Kg. Infine possiedo delle cuffie L'Ergò con pannelli elettrostatici dotati del famoso "Heil air motion trasformer" ossia del motore di Heil che consente un rapporto di trasformazione movimento-membrana/movimento-aria pari a 1 a 5, ossia il movimento della dell'aria è 5 volte superiore al movimento della membrana. Questo significa che oltre ai pro che possiedono le elettrostatiche si eliminano i contro (come gamma bassa lenta e "impastata"). Alimentatore separato necessario. Scusate per la tirata, ma come potete vedere non è un impianto facile da descrivere.
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