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Bianchina Trombetti

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  1. In uno dei numerosi oracolari responsi a scopo promozionale che provengono dalla pagina fb dell’autore dei due tomi antimozartiani si legge: Un articolo apparso sulla Gazzetta musicale di Vienna nel 1817 rassicurava che “tale metodo di Basso Continuo” è “realmente di Mozart” e che per conseguenza “non poteva dirsi speculazione mercantile”. Si trattava invece di una truffa, perché Mozart non aveva mai scritto un manuale del genere. Citazioni virgolettate dunque, riferite alla “Allgemeine Musikalische Zeitung”, n. 34, 22 Agosto 1817, che presentava la Kurzgefasste Generalbassschule attribuita a Mozart. Nel suo Dizionario e bibliografia della musica (1826) Peter Lichtenthal si era riferito all’articolo in questione e scriveva a p. 588: Asserisce la Gazz. Musicale di Vienna del 1817, pag. 290, che tale metodo di Basso continuo è realmente di Mozart, e per conseguenza non può dirsi speculazione mercantile.
  2. Le ultime esternazioni a ruota libera dell’illustre musicologo scientifico sondriese sui "musicologi impressionisti e drammatici" qualificati come "nazisti" e "topi di fogna" mostrano l’evoluzione della sua scrittura a partire dagli “Animali parlanti” con cui ci aveva deliziato per settimane… Sarebbe il caso che scrivesse da par suo un’altra strofetta castiana sull’argomento. Anzi no, per non rubare tempo alle sue alte meditazioni ed evitargli di ripetere le figuracce rimediate quanto alla scansione degli endecasillabi, provvedo io, in segno di umana solidarietà. Spero di rendere alla meno peggio i suoi nobili sentimenti e l’eleganza del suo discorrere. Ci metto per soprammercato una rima difficile e un enjambement: Il musicologo infedele a Sondrio Ragliando contestava “La caduta Degli dei” (gli bruciava l’ipocondrio!): Nazista con la lingua biforcuta, Credevasi un leon, ma con vergogna S'avvide d’esser topo (ahilui!) di fogna.
  3. Mentre stavamo cucendo, io e le mie sorelle Azucena, Aida e Mimì, un paio di pantaloni e una giacca, conversavamo, così per passare il tempo, sulla grandezza di Cherubini (Luigi, non Lorenzo) e sullo stato della musicologia nel nostro paese. A un certo punto zio Manrico ci ha fatto leggere uno scambio di opinioni sulla bacheca fb di un musicologo scientifico che ci ha alquanto sorprese e, devo dire, inquietate. Riporto qui sotto il dialogo tra quattro interlocutori e il padrone di casa, a commento di un suo post corredato da una foto di nazisti: (X) Se Wagner era presentato ai tedeschi come profeta del nazismo, Bruckner ne divenne l’icona, Bach l’archetipo völkisch, Händel l’esempio di resistenza all’integrazione, Mozart il dio, Beethoven l’antesignano della volontà ferrea del Führer. (A) Eccoli tutti schierati quei poveri DEI... caduti. (X) Sì, tutti caduti e risollevati dopo la seconda guerra mondiale. Rimessi sui piedistalli, come se nulla fosse successo. Forse è il caso di farli cadere definitivamente. Lasciamo che se li godano loro, noi abbiamo le nostre tradizioni da difendere (A) Wowowowwwww! (B) DEI? PEZZI DI MERDA! (X) Quanti di quei signori, a servizio della propaganda nazista sono tornati sui loro scranni universitari e hanno continuato a fare quel che facevano prima. Alcuni erano stati licenziati, poi sono stati reintegrati, e pure risarciti per il periodo che non hanno lavorato. Li hanno premiati, e costoro hanno continuato a formare schiere di musicologi. E i loro allievi sono quelli che invece di preoccuparsi della fogna a cielo aperto, si dedicano a tempo pieno a riempire le tasche di zecchini. (A) Appartengono tutti alla razza dei....galleggianti (A) Ciao X, oggi sono in preda ad un attacco di misantropia acuta nei confronti dei miei "dissimili" mentre sento di amare alla follia quelli che considero miei "simili" (molto pochi in verità)....tu sei uno dei pochi che adoro perché sai distinguere molto bene tra chi vale e chi galleggia a pelo d'acqua nella Cloaca Massima. Un mare di baci. (C) io non riesco ad avercela con loro:quel poco e misero che hanno e' giusto e sacrosanto che se lo coltivino.Ce l'ho con le sarte nostrane.Cretine patentate senza patria ne' gusto. (X) Ma è ovvio. Se critico i tedeschi è per far capire alle sarte, ai musicologi impressionisti (che è solo l'impressione siano musicologi, ma non lo sono, fanno impressione, lavorano per impressioni, fai un po' tu). che è ora di finirla, che hanno sfasciato quei tesori che avevamo, che lascino spazio a gente del mestiere, che di neonazisti non ne vogliamo, che di astrologi della musica non se ne sente la necessità. Se vogliono pubblicizzare l'Emmental svizzero che si trasferiscano in Svizzera, che cambino nazionalità, sempre che lì li vogliano. (X) ... essendo complici dei neonazisti mi pare che ogni insulto sia giustificato. La rivalutazione tedesca della nostra musica in apparenza è un ben di Dio, in pratica è un disastro annunciato, perché è fatta apposta per non entrare in repertorio. Se tu proponi un pezzo già eseguito e stupendo NON hanno interesse a riproporlo. Vogliono la prima mondiale, che corrisponde circa al Requiem eterno per la nostra musica. E i musicologi parlanti si fregiano di queste riscoperte come se fossero loro. Invece NON fanno ricerca e non hanno fatto nulla di nulla. Lo capisci da come disprezzano la ricerca di altri. Chi non ha faticato per giungere dove è, non può capire. Definirli topi di fogna è un eufemismo. (C) sono talmente cretine e provinciali-e da cretine e provinciali sanno andare solo a rimorchio-che quel poco di rivalutazione della nostra musica l'hanno digerito SOLO perche' tale rivalutazione e' stata fatta PRIMA CHE DA NOI in Austria,Germania e Gran Bretagna! aveva ragione Leonardo(il "Davinci" delle sarte):"Di molti uomini restera' ai posteri solo un ammasso di merda nel chiassetto" (D) 92 minuti di applausi (B) Faccia da nazista, faccia di merda! Abbiamo apprezzato l’eleganza dello stile e del lessico dei loro interventi… ma perché ce l’hanno tanto con noi sartine?
  4. Che succede a Sondrio? Non contento di maltrattare sul suo sito personale e su quello della “caduta degli dei” il senso e la metrica degli “Animali parlanti” di Casti (trasformati in “Musicologi parlanti” con malcelati puerili attacchi ad personam a un ben riconoscibile 'asino Gazzettante'), il mio quasi omonimo LB definisce neonazista chiunque non condivida le sue opinioni. La musicologia – ai suoi occhi – fu inquinata dal nazismo, i musicologi ne sono stati complici nel Novecento; anche gli Italiani oggi lo sono, per stupidità, presunzione o vigliaccheria opportunistica e per odio antipatriottico verso la grandezza della musica italiana… Ecco qualche spicciolo dagli ultimi contributi pubblicati in rete, sia di giorno sia a notte fonda, ai quali il soddisfatto autore e poeta concede magnanimo il suo “mi piace”, forse in ragione della loro compostezza (contrapposta evidentemente alle scomposte reazioni dei 'musicologi neonazisti'): 1. “La musicologia era diventata strumento del Terzo Reich, Mozart compreso. La situazione NON è mutata nel dopoguerra. Ora è strumento del Quarto Reich.” 2. I musicologi che non concordano con le sue tesi “si rifiutano di leggere e soprattutto di capire. Sono neo nazisti che non hanno interesse per la musica italiana”. Tra i musicologi italiani, peraltro, “tanti sono d'accordo ma tacciono per paura. Non si espongono perché farebbero loro terra bruciata attorno.” 3. “La musicologia è esattamente quel che abbiamo descritto nel libro Mozart la caduta degli dei Parte prima e seconda: è sorta dal nazionalismo tedesco e dal nazismo. Nel volume Mozart la caduta degli dei parte seconda approfondiamo la questione, che dà molto fastidio all'ambiente neo-nazista il quale reagisce in modo scomposto. Evidentemente abbiamo colto nel segno.” 4. “La musicologia è nata in Italia, non è invenzione tedesca, però quelli l'hanno subito usata a fini nazionalistici. S'è macchiata di razzismo già ai primi dell'Ottocento. E la situazione è andata peggiorando sino al regime di Hitler, come descriviamo in Mozart la caduta degli dei.” Sorvolando sulla granitica certezza relativa alla localizzazione della culla della musicologia, appare interessante la discussione su quest'ultima esternazione. Il primo scambio di risposte chiarisce la differenza tra l’obsoleta “musicologia impressionista” tuttora imperante nelle Università e la nascente “musicologia scientifica” di LB&AT: COMMENTATORE 1: “…e continua l'influenza germano americana con le sue iper analisi dove tutto viene scientificizzato”. LB: “Anche le descrizioni pseudo scientifiche e le iper verbalizzazioni obbediscono a finalità di legittimazione dei gusti. Lo descriviamo in dettaglio nel volume secondo. La verbalizzazione è parte della propaganda.” Il secondo scambio mostra l'abilità nel confezionare risposte su misura per l'interlocutore, nonché la padronanza della punteggiatura esibita dall’autore: COMMENTATORE 2: ho cominciato a leggere il libro e “…non condivido il taglio anti-tedesco che finora mi è parso di percepire.” LB: “La critica è al nazionalismo e al nazismo. Gli studi che riguardano Mozart sono soprattutto tedeschi. Non siamo contro i tedeschi ci mancherebbe anzi ringraziamo tutti gli autori in prefazione per il lavoro di ricerca giusto o sbagliato che sia. Siamo contro le storture perpetrate dai testi razzisti dell'Ottocento sino alle liste degli ebrei nelle facoltà di musicologia compilate in periodo nazista da musicologi che fanno ancor oggi scuola.” Hilfe!!!
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