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  1. E ora Sam Rivers con un'incisione della Blue Note che lo vede affiancato da Andrew Hill, Walter Booker e J.C. Moses:
  2. Bel brano. Conosco un po' Cockburn. Rilancio con un personaggio che viene dalla controcultura californiana imbevuta di flower power e di acido lisergico e che, poi, è stato capace di misurarsi con il blues nella sua dimensione più essenziale:
  3. da Bootleg Him di Alexis Korner Operator con Alexis Korner (chitarra acustica, voce); Steve Miller (pianoforte); Robert Plant (voce, armonica):
  4. Quell'autenticità unita a spontaneità e ad esistenze spesso rese difficili dalla povertà, dal razzismo, costituisce l'essenza del blues arcaico. L'elettricità che comincia già prima della Seconda Guerra Mondiale legata all'urbanizzazione dei neri americani non riesce a preservare questo patrimonio nella sua integrità. Però, la modernità del blues revival, soprattutto nei '60, ha prodotto esiti tutt'altro che disprezzabili peraltro catturando stilemi espressivi mutuati dal jazz, mi riferisco a Butterfield Blues Band, Mike Bloomfield, John Mayall, Allman Brothers Band ecc.... Alcuni di loro come Alexis Korner continuarono a fare da ponte tra i due mondi. Non bisogna pensare, almeno non solo, ad una sistematica proposizione di schitarrate selvagge...
  5. È interessante notare come quell'album sia arrivato nel momento in cui il blues revival o per meglio dire in questo caso il british blues era al tramonto. I musicisti che ne avevano costituito l'ossatura, tranne rari casi e penso in primo luogo ad Alexis Korner, avevano mutato stile virando verso il pop (John Mayall, Eric Clapton, Fleetwood Mac ecc...) o verso l'hard rock (Ten Years After, Savoy Brown, Chicken Shack ecc... ) Ad ogni modo in quel disco suonano: Glen Campbell, uno dei rari solisti blues di steel guitar strumento tradizionale del country americano; il chitarrista folk Jon Mark, membro del gruppo Mark&Almond che nei '70 fece album molto belli nell'ambito fusion; il pianista Bob Hall che ha quasi sempre suonato il pianoforte acustico rimanendo fedele al linguaggio del blues.
  6. Il tributo più autentico e genuino alla sua musica senza nulla togliere alle molteplici interpretazioni dei suoi classici da parte di Blues Brothers, Eric Clapton ecc... è, a mio parere, questo realizzato da musicisti inglesi di area blues e folk nei primi anni '70 peraltro disponibile anche in riedizione su cd: https://www.discogs.com/it/Paul-Williams-And-Friends-In-Memory-Of-Robert-Johnson-RIP/release/3875961
  7. Caspita! Davvero un'ottima cosa. Finalmente, si può ascoltare anche in vinile la raccolta edita in cd nel 2011 da Columbia Legacy.
  8. Apprezzo proprio per le caratteristiche da te illustrate e ti segnalo una loro registrazione per Radiotre Rai trasposta su cd per Rai Trade con Anthony Braxton: https://www.discogs.com/it/Anthony-Braxton-Italian-Instabile-Orchestra-Creative-Orchestra-Bolzano-2007/release/1969513
  9. @Nitriero Cavalleone Questa raccolta è una delle pochissime cose che possiedo del blues rurale. La comprai anni fa; vi sono molto affezionato e contiene anche il brano postato. La lista dei brani e dei musicisti inclusi: https://www.discogs.com/Various-Blues-at-Newport/release/9894300
  10. @Nitriero Cavalleone Oggetto di culto da parte di tanti rockers bianchi, Eric Clapton in primis, naturalmente quando smette i panni della popstar ...
  11. @Nitriero Cavalleone Molto interessanti i blues proposti, di artisti che hanno influenzato tanta parte del folk americano bianco (da Pete Seeger a Bob Dylan.... ) ed i loro epigoni "elettrici" neri e bianchi ( da Muddy Waters e Pinetop Perkins.... ad Alexis Korner, John Mayall, Mike Bloomfield...). Ci tornerò sopra.
  12. Vado un po' in avanti rispetto a Johnson e propongo il grande Teddy Wilson:
  13. Concordo. Ho un suo pezzo in una raccolta di Musica Jazz: https://www.discogs.com/it/Various-Piano-Jazz/release/3912864 Anch'egli merita approfondimenti, data la sua importanza nella storia del jazz.
  14. Non mi è del tutto ignoto. Conoscevo già qualcosa di lui e so che vi sono interessanti incisioni con il chitarrista Scrapper Blackwell durante il loro soggiorno ad Indianapolis. Carr, purtroppo, ebbe vita breve: la nefrite se lo portò via nel '35; mentre Blackwell, poi riscoperto nell'ambito del Blues revival quando la sorte sembrò arridergli di nuovo, rimase ucciso nel corso di una rapina ad Indianapolis nel '62. È bello riscoprire questi artisti, un po' pionieri che ci raccontano anche la vicenda delle migrazioni della comunità afroamericana verso le città industriali del nord est e del centro degli Stati Uniti .
  15. Stupendo come sempre e più misurato del solito il buon Art! Rilancio con Fats Waller: