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    Qualcuno
  1. Nuovi orizzonti: i compositori di oggi

    So che ci sono degli utenti di Roma, e visto che c'è interesse verso la musica contemporanea vi segnalo che all'auditorium dell'università di Tor Vergata ci sono spesso concerti gratuiti di compositori italiani e stranieri. Oggi sono andato e la sala era praticamente vuota (nonostante l'internazionalità dell'evento e diverse anteprime mondiali), ma penso che anche questa musica ha un suo pubblico, e forse l'evento è stato solo mal pubblicizzato. Vi rendo noto allora che anche domani si terrà un concerto con musiche di Battista, Newmann, Nichols, Santoboni, Telli. Si tratta di musica elettronica, in alcuni brani parteciperà però anche il sassofonista Enzo Filippetti. Questo alle 18:30, ma chi venisse già alle 16:30 assisterebbe anche ad un altro concerto, tutto di musiche inedite, di cui però so poco. Sabato invece musiche di Brinholi, Carvalo Neto, Costantini, Delgado, Fisher, Howe, Nottoli e Schiaffini all'ambasciata brasiliana (piazza Navona), alle 20:00. Io domani vado di sicuro all'auditorium di Tor Vergata (sito nella facoltà di lettere, in via Columbia 1), quindi se vi presentate magari ci conosciamo (oppure venite ma fate finta di niente, perché volete sentire la musica senza rotture, capisco benissimo! ) Per l'ambasciata brasiliana sto ancora valutando perché ho degli impegni, ma mi piacerebbe andare.
  2. Cosa state ascoltando ? Anno 2015

    Grazie mille!
  3. Cosa state ascoltando ? Anno 2015

    Buongiorno a tutti. Sto ascoltando questo: >https://www.youtube.com/watch?v=FYRMDuuhBvA E mi intriga molto. Però vorrei approfittare della vostra conoscenza per chiedervi una cosa: questo brano è politonale? Avverto una sua "doppiezza", come se fossero state sovrapposte due musiche concepite separatamente, e presumo che questo possa essere spiegato assumendo che gli strumenti non suonino tutti nella stessa tonalità, solo che io sono un appassionato molto ignorante ed istintivo, che fa affidamento su un orecchio non educato, dunque un parere esterno mi farebbe molto piacere.
  4. La Dodecafonia

    Mi arrischio a fare la figuraccia perché in fondo non ho mai millantato di saperne, anzi, quindi un po' di ignoranza e inettitudine me la si potrà pur perdonare: il "Divertimento" di Sessions è davvero musica seriale? Non l'avrei detto ad orecchio. Comunque molto bello, non lo conoscevo (e molto interessante la discussione).
  5. La Dodecafonia

    Avevi ragione, sembra una cosa molto complessa. Comunque anche queste poche righe sono un ottimo spunto di riflessione, ti ringrazio.
  6. La Dodecafonia

    Eh, ma ora mi hai incuriosito! Non puoi proprio sbilanciarti un po'?
  7. La Dodecafonia

    WOW! Ti ringrazio tantissimo, mi hai dato molti spunti su cui riflettere. Penserò molto a tutte le cose che mi hai detto, sono tante e mi ci vorrà tempo. Tutto molto interessante comunque.
  8. Allevi, Einaudi & altre schifezze

    Queste teorie su frequenze sonore benefiche girano in realtà da moltissimi anni, e periodicamente hanno dei ritorni di popolarità, ora è toccato a questo qui. Sebbene personalmente io non escluda affatto applicazioni terapeutiche del suono o della musica, devo dire che la ricerca in tal senso è inquinata proprio da queste teorie new age che poggiano sul nulla e a nulla portano. Tra l'altro banalissime, tutte uguali (sempre la musica delle sfere, la serie di Fibonacci, i battiti binaurali, ecc. Non so quanto siate pratici di questo mondo, ma credetemi, sono almeno 10 anni che continuano a tirare in ballo sempre e solo questi concetti, che hanno frainteso e applicano a cavolo) e per di più, nelle rarissime parti in cui potrebbero essere soggette a qualcosa di simile di un vaglio scientifico, risultano sbagliate, in disaccordo coi dati della fisica e con la teoria musicale. Non avevo ancora visto queste teorie legate alla PNL, ma non me ne stupisco perché la PNL, per sua natura, fagocita tutto e assume mille forme. Come avete già detto, non è considerata scientifica, e somiglia più ai libri di autoaiuto (che sono confutati dagli studi psicologici seri sull'autostima) che all'ipnosi propriamente detta. Restando a quello che è stato riportato qui, mi limito ad una domanda: se la frequenza terapeutica è 8 Hz (quindi siamo negli infrasuoni, non è un suono), e per renderla udibile (e perché? Le virtù terapeutiche quindi si rivelano solo se la ascolti? Ma allora non è la frequenza ad 8 Hz che è terapeutica!) la porti a 432 Hz (che è uno dei diapason usati storicamente prima dell'affermazione definitiva di quello a 440 Hz, Probabilmente uno di questi ha letto qualcosa al riguardo e si è fatto i film), allora non hai più gli 8 Hz! 8 Hz e 432 Hz sono due frequenze diverse, come mai il beneficio terapeutico si conserva passando dall'una all'altra? Invece la scala aurea che sarebbe? Io conosco l'accordatura aurea, che se non ricordo male è solo il temperamento equabile ma col la che noi poniamo a 440 Hz che invece giace, appunto, su questi 432 Hz. Dal punto di vista musicale puoi avere solo la valorizzazione dei timbri di certi strumenti (ma parallelamente anche la penalizzazione dei timbri di altri) o la facilitazione per i cantanti nel fare alcune cose. Ma sostanzialmente non cambia niente naturalmente.
  9. La Dodecafonia

    Scusate se rispolvero questo topic così vecchio, ma credo faccia al caso mio. Sono interessato a capire meglio la dodecafonia dal punto di vista tecnico e storico. Vorrei fare un discorso distante dalla solita difesa o dal solito attacco, non mi interessa legittimarla o delegittimarla, ma solo capire come funziona, quali problemi tentava di risolvere, se li ha risolti e quanto, perché non è durata troppo nella sua forma originaria, che eredità ci lascia come esperienza ecc. Soprattutto mi incuriosisce capire, al di là dell'impatto che ha avuto su contemporanei e non, come la pensavano Schoenberg, Berg e Webern. E Hauer, perché mi interessa anche un confronto con la sua di tecnica dodecafonica. Diciamo che ho letto un po' di cose, ma la mia "cultura" deriva quasi interamente dal web, e non è proprio di prima qualità. In ogni caso credo di aver capito un po' di cose, ma è necessario che qualcuno di voi, maggiormente esperto, confermi o smonti ciò che ho appreso. Quindi vorrei porvi una serie di domande, sperando non le troviate troppo noiose, necessarie a dipanare dei dubbi che ancora ho su alcuni concetti. Numererò le domande, così da rendere più agevoli le risposte che vorrete (spero) darmi. 1) Iniziamo con la domanda più banale: come funziona il metodo dodecafonico di Schoenberg? Meglio non dare per scontato nulla, quindi ditemi se ho capito bene questa prima cosa: si seleziona una particolare successione delle 12 note della scala cromatica (e la chiamiamo serie) e la si utilizza come il tema di un canone, quindi viene invertita, capovolta, ecc. È esattamente così? Ho letto che nella serie possono essere considerate delle microserie: in che modo si esprime, dal punto di vista compositivo, questa cosa? 2) Le strutture che si vengono a creare spesso non sono percettivamente evidenti. Non è un problema musicale, anche delle strutture in Bach sono evidenti (almeno per l'ascoltatore meno esperto) solo da spartito, ma questo non impedisce di apprezzarlo. Però mi sono sempre chiesto: Schoenberg era consapevole di questo, e cioè che la serie e tutte le sue trasformazioni erano solo un criterio compositivo, o si aspettava che l'ascoltatore percepisse la struttura che creava in questo modo? 3) La dodecafonia, a quanto ho letto, non riesce a distruggere del tutto la tonalità, per vari fattori, ma si limita ad indebolirla tantissimo: Schoenberg lo sapeva o era convinto di poterla sopprimere del tutto in questo modo? So che lui in realtà odiava l'aggettivo "atonale" affibbiato a queste sue musiche, preferendo al limite il termine "pantonale" (ricordo bene?), ma cosa intendeva di preciso? 4) So che la dodecafonia è solo un possibile strumento tra tanti per indebolire la tonalità, ne esiste qualcuno che la sopprime del tutto (a me viene da pensare, correggetemi se sbaglio, che l'unico modo per distruggerla completamente sia rinunciare alle altezze, e cioè comporre una musica con soli rumori) ? 5) Dal punto di vista "melodico" mi pare di comprendere il funzionamento della dodecafonia, ma dal punto di vista "armonico" come si regolavano Arnold, Alban e Anton? Cioè, se l'obiettivo era indebolire la tonalità (lo era? Non sono sicuro nemmeno di questo), la sovrapposizione di più note simultanee non faceva che confermare la tonalità contrastando la tendenza alla sua dissoluzione? Attenzione, non sto parlando di cose come le triadi maggiori: anche un accordo ultradissonante come do-do#-re non finisce per creare un'informazione pericolosa visto che ci ritroviamo più note in grado di intrecciare rapporti con quelle precedenti e quelle successive? Come si gestiva la dimensione verticale della musica? 6) Si dice che la dodecafonia fosse figlia della crisi del linguaggio tonale, iniziata ben prima di Schoenberg. Si citano tipicamente Wagner, Skrjabin e Debussy come tappe fondamentali, ma questi compositori di preciso cosa hanno fatto? Se ho capito bene aumentarono l'uso del cromatismo, di accordi estranei alla tonalità e di dissonanze non risolte, è così? Lo fecero per trovare nuove sonorità, e ci riuscirono brillantemente, ma il risultato era sempre meno descrivibile dalla teoria armonica tonale, giusto? Quindi capisco che si parli di crisi del linguaggio tonale, ma mi pare che l'espressione non indichi un problema, perché la fine della tonalità classica coincideva con il sorgere di queste nuove trovate, quindi non si era creato un vuoto da colmare o una stasi stantia e foriera di musica ripetitiva. Quindi Schoenberg cosa doveva risolvere col suo metodo? Qualche volta ho letto che il suo scopo era di scrivere questa musica a tonalità indebolita con un criterio sistematico anziché "a orecchio". Voleva creare un sistema come quello tonale però per la musica "atonale"? Perché? E c'è riuscito? 7) La dodecafonia è un particolare tipo di serialità, giusto? La prima nella storia, giusto? La musica seriale di preciso cosa è? Una musica in cui vengono preordinate alcune varietà di vari parametri musicali? In questo senso la dodecafonia è una musica in cui si serializza l'altezza, ma si possono serializzare, almeno in linea teorica, timbri, tempi, durate ecc, vero? E il serialismo integrale sarebbe quello di Boulez? Cosa serializza di preciso? 8) Se non sbaglio la dodecafonia, a dispetto della sua fama, nella sua forma originaria è stata usata poco (e in molti casi in modo non rigoroso) ed abbandonata presto, sono ben informato? Che fine ha fatto di preciso? È stata accantonata o si è solo trasformata? Ciò è avvenuto per dei suoi limiti? Quali eventualmente? Sono stati trovati metodi migliori per garantire l'atonalità sistematica? 9) Nel suo trattato di armonia Schoenberg parla molto di dissonanze che vengono avvertite come tali solo perché l'uomo non si è ancora abituato, ma che un giorno sarebbero state comprese come consonanze. Indipendentemente dalla veridicità di queste affermazioni (che, alla luce degli studi successivi su consonanza e dissonanza, risultano quanto meno problemi molto mal posti), Schoenberg vedeva un legame tra questo fatto e la dodecafonia? 10) La dodecafonia di Hauer in cosa è uguale e in cosa è diversa da quella di Schoenberg? Penso di avere tante altre domande, ma ora molte non le ricordo, eventualmente le porrò in un secondo momento.
  10. Allevi, Einaudi & altre schifezze

    Non ho capito, chi è costui? Perché sbaglia a dire che compone?
  11. dvorak e smetana

    I motivi per cui sono considerati grandi innovatori sono i motivi per cui sono grandi in generale, ma al di là dell'innovazione. Esempio: Wagner con la sua concezione dell'opera d'arte totale, con quelle catene di accordi dissonanti non risolti, con quel bellissimo impasto sonoro delle sue ouverture ecc stava lavorando a strutture e linguaggi complessi e delicati, ma è riuscito a creare un qualcosa di armonico (mi riferisco alle proporzioni tra le parti), intenso (mi riferisco al carattere, non è una musica di compromesso o di moda, è una musica di necessità) e in cui ogni parte è irrinunciabile, nel senso che non si può togliere nulla senza che l'intera impalcatura ne risenta. Che poi, nel fare questo, abbia anche inventato o inaugurato cose, è interessante ma ininfluente per quanto riguarda l'apprezzamento estetico. Glie ne rendo merito, ma non lo amo per questo. Anche Russolo; Marinetti e Pratella, se vogliamo, hanno fatto o teorizzato della musica innovativa, ma non hanno rappresentato certo delle vette nella storia della musica.
  12. dvorak e smetana

  13. dvorak e smetana

    Non ti ho tacciato di fanatismo, non ho proprio parlato di te! Sulla storia dell'ascoltare 400 volte la stessa cosa per capirla ti ho già detto: è un'opinione tua che non condivido. Se riesci a farla diventare qualcosa di dimostrabile o confutabile, possiamo discuterne, così è solo un punto di vista legittimo quanto il mio. Non credo di offendere Dvorak se lo ascolto una volta sola, anche questa è un'idea tua. Cosa c'entrano Wagner e Debussy? Quello che ho detto. Chi se ne frega di cosa ha inventato o no Tchaikovsky, che nemmeno ho nominato. Io non valuto un autore (soltanto) in base a cosa ha inventato. Non ho rimproverato Dvorak di non aver detto nulla di nuovo. Al limite potrei rimproverargli di essere un po' inattuale, che è una cosa diversa. Ma ho evitato di spostare la questione in quella direzione. Per Verdi stesso discorso: stai obiettando a cose che non ho mai detto né pensato, quindi che ti devo dire?
  14. dvorak e smetana

    Beh, io ho scritto la lista delle opere che ho sentito (non con il mal di pancia) : Le danze slave ci sono, le sinfonie pure. Di musica da camera me ne sono sentita. Ovvio che non potevo sentire l'opera omnia di Dvorak, è una cosa che ho fatto solo con Bach, Beethoven, Mozart e Wagner, evidentemente perché ho pensato ne valesse la pena (e non ho sbagliato). ​Non so poi se voi invece avete ascoltato ogni volta ogni singola bagatella di tutti gli autori a cui vi siete avvicinati. Io non lo trovo proficuo per il tipo di interesse che ho.
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