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  1. 'na schifezza --- Poulenc: Sextour (1932) Le Quintet à vent de Paris e Jacques Février, pianoforte
  2. i pezzi da camera più avventurosi sembra averli scritti attorno ai venti/venticinque anni, quando era sotto un influsso fortissimo di Stravinsky. Per esempio, la Sonata per due clarinetti (1918) è al limite del mimetismo. Nei lavori successivi, specie al 1928/1930, ci sono tutti i pregi e i difetti di Poulenc. La cifra stilistica neoclassica è definitiva, poi si nota un attaccamento a specifiche idee tematiche, a specifici procedimenti costruttivi o, addirittura, a specifiche tonalità e accordi riproposti di continuo nel corso degli anni. Aveva come paura di abbandonare una idea di un'opera maggiore e la ripresentava tale quale, o appena modificata come autocitazione, nelle sonate o in altri lavori cameristici. Per esempio, nella Sonata per oboe e in quella per clarinetto, ci sono autocitazioni da Les Mamelles, dal Gloria e, mi pare, anche dal Bal Masque (che riappare spesso altrove).
  3. e sì, tra le cose migliori di La Vecchia! --- Poulenc: Sonata per oboe e pianoforte Bourgue, oboe; Février, pianoforte Le sonate di Poulenc sono spesso molto belle, ma anche tutte uguali al limite della monotonia Sono piene di autocitazioni.
  4. e ora altro capolavoro Takemitsu: A Flock Descends into the Pentagonal Garden Boston SO diretta da Ozawa
  5. Ruggles: Sun-treader Boston SO diretta da Tilson Thomas
  6. questo box appare e sparisce di continuo su amazon, adesso c'è ! In effetti, escluso Ives, il resto è modesto. Io, però, preferisco l'edizione Stokowski. Anzi, me la riascolto
  7. c'è un elenco ancora più approfondito sul sito della Yale University, con l'analisi completa e minuziosa di tutte le opere: una cosa proprio spettacolare. Una gran parte del catalogo è formata da semplici frammenti e pagine sparse, per lo più inediti o che niente aggiungono alla figura di Ives, potrebbero interessare solo gli addetti ai lavori. Naxos stava portando avanti anche una integrale orchestrale con Sinclair, lo studioso che aveva pubblicato il catalogo ufficiale, ma dopo il tre Orchestral Set se n'è persa traccia C'è, però, una parte del catalogo che è rimasta praticamente vergine ancora adesso, quella delle cantate per coro e orchestra, sono per lo più inedite. Per esempio, del capolavoro Lincoln the Great Commoner esistono solo due incisioni (una Naxos pure fuori catalogo e introvabile), di altre neanche alternative alle vecchie esecuzioni di Stokowski (1967) oppure non sono mai state incise.
  8. Ives: Majority (1916), An Election (1920), Lincoln the Great Commoner (1923) The Gregg Smith Singers, Ithaca College Concert Choir e The American SO diretti da Stokowski
  9. A 95 anni è morto anche Haim Lipsky. E chi era costui ? Lo scoprirete leggendo il link https://www.rockit.it/news/morte-violinista-sopravvissuto-auschwitz
  10. Due meraviglie Poulenc: Salve Regina e Litanies à la Vierge Noire Coro e Orchestra Nazionali di Lione diretti da Serge Baudo
  11. Rameau: Les surprises de l'amour, suite (1757/1758) Les Musiciens du Louvre, Minkowski
  12. Rockwell è famosissimo in USA, una vera celebrità. Ha illustrato quasi cinquant'anni di vita civile di quel paese. Grande artista, almeno tecnicamente ineccepibile, già meno interessante per i soggetti estranei alla nostra sensibilità europea. Lo paragonavo al compositore solo per lo strepitoso artigianato, era capace di qualsiasi cosa ma solo in relazione al suo mestiere di illustratore popolare. --- Albinoni: Concerti op.9 n.10-11-12 Pierlot, Scimone
  13. il famoso illustratore americano, Norman Rockwell, entrato nell'immaginario collettivo del suo paese negli anni trenta-sessanta - e non solo. Grandissimo artista, ma sempre illustratore rimase.