Vai al contenuto

alfiocarrettiere

Members
  • Numero contenuti

    777
  • Iscritto

  • Ultima visita

Su alfiocarrettiere

  • Rank
    Più che qualcuno

Profile Information

  • Sesso
    Maschio
  1. Mario Filippeschi

    Grande Pink. C'È si qualche acuto tenuto alla morte, ma non dimentichiamo che il live fu fatto in sud America dove il pubblico dell' epoca (vedi anche recite callassiane in Messico) andava in brodo di giuggiole x un acutone. Però filippeschi mostra a 50 anni una completa padronanza della parte che altri tenori ebveo soo più giovani. Di Stefano già nel live messicano del 52 non è più così entusiasmante come 4 anni prima e pure il Pavarotti 46 enne del live americano dell' 81 è x me inferiore al duca filippeschiano. X me una gradevole scoperta anche la d' angelo.
  2. Mario Filippeschi

    Finalmente ecco x intiero sul tubo un Rigoletto live con un cast d' eccezione, dove filippeschi dimostra come, a quasi 50 anni cantasse ancira egregiamente con finezze di ogni tipo la parte del duca
  3. Cosa state ascoltando ? Anno 2017

    Preso dal mio momento Bastianineggiante sono andato a prendermi il Poliuto scaligero del 1960 e praticamente me lo sono ascoltato tutto ! Ora, indipendentemente dal fatto che sarà stata una edizione tagliuzzata, ma chissenefrega, ma m'è proprio piaciuta come opera. Uno a furia di leggere su internet finisce x considerarla come un' opera minore di Donizetti, anche perchè poco rappresentata, e invece, almeno al sottoscritto, è piaciuta assai. M' ha stupito pure la Callas, che anche se le ipotizzo le avranno spianato gli acuti più scomodi, ma dopo mesi di sostanziale inattività si disimpegna bene
  4. Confronti

    E ma almeno io personalmente sul son qui sono esigente e i miei campioni rimangono x ora sempre e solo Gigli e Bergonzi e... può sembrare strano ma anche Del Monaco non è male Del Monaco è stranamente misurato: https://www.youtube.com/watch?v=SLtGJbT9Od4 Carreras, sia pure supportato dal bel timbro, non è che per me lo risolva in modo poi così fantasioso: https://www.youtube.com/watch?v=NiS-tYzHdBY Pavarotti in questo live non fa meglio. Anzi, tiene la nota parecchio manco fosse il sacerdote io resto a te dell' Aida: https://www.youtube.com/watch?v=7LYbG47CFv4 e pure Corelli non è da meno e la nota la tiene https://www.youtube.com/watch?v=MvjgsYjjaMI Domingo mi piace già di più: https://www.youtube.com/watch?v=9_A4oj9nbcw
  5. Confronti

    Paradossale che un Di Stefaniano come me scriva questo, comunque, stando in un periodo in cui sono drogato dalla voce di Bastianini, posto il duetto Solenne in quest' ora. Uno eseguito con Di Stefano e l' altro con Del Monaco. Purtroppo, e scrivo purtroppo perchè pur essendo ruolo inadatto alla sua voce, ma Di Stefano anni prima diede ottime prove come Alvaro, ebbene qui siamo nel 1960 e rispetto a un Del Monaco che gli acuti se li mangia, Pippo fa una fatica boia. La tonalità sembra quasi abbassata. Anche paragonando alla analoga prestazione live del 1955 dove gli acuti distefaniani sono molto meglio
  6. Corelli, aiutatemi ad apprezzarlo!

    Grazie Maja per le citazioni dei live. Alcuni già li conoscevo ma ad es. m' ero totalmente scordato della Vestale e del Poliuto, che m' interessano assai perchè m' intriga pensare al Corelli come, sia pure alla lontana dato che uno aveva voce scura e l' altro chiara, erede del suo amico, collega e maestro Lauri-Volpi quale continuatore della tradizione ottocentesca romantica. Infatti mi spiace che una volta arrivato al Met, come è capitato alla Tebaldi e a tanti altri, sono finite le sperimentazioni (se vogliamo chiamarle così) e ha proseguito col cosiddetto "grande repertorio". Se non l' avete capito ultimamente sono innamorato di Corelli. Strano x me che ho sempre preferito le voci chiare ma sarà che taluni considerano lo stile di Corelli vecchio, come viene considerato anche quello di Gigli, e sarà che Corelli si permette finezze alla Gigli domando un vocione che appare enorme anche con le sole testimonianze discografiche. Riguardo alla Boheme, suppongo gli piacesse e poi dalla metà degli anni 60, in seguito a una crisi vocale, inserì opere più "leggere" in mezzo al solito repertorio da 90 che cantava. Non ci avrei puntato nulla ma non mi dispiace come Rodolfo. Gliene metto davanti molti altri, però, l' ho trovato credibile e non m'è dispiaciuto nemmeno in Lucia. Anche lì non è tra i miei preferiti ma si difende.
  7. Corelli, aiutatemi ad apprezzarlo!

    Cioè, spiegandomi meglio: è vero ci sono Tosca, Turandot e Aida con la.nillson. una norma con la Callas che anche se è una Callas declinante, è pur sempre la Callas. Cavalleria con la de los Angeles, chenier con la stella, che non era la Tebaldi ma nemmeno una scartina.però, boh, credo che trovatore e pagliacci non abbiano un cast al top. Manca Bohème che comunque canto abbastanza. Una gioconda.
  8. Corelli, aiutatemi ad apprezzarlo!

    Non pensate che Corelli non disponga di una discografia in studio di portata pari alla sua bravura ? Cioè, da wikipedia, queste sono le incisioni ufficiali. Quelle live sono più corpose e a mio parere più interessanti da un punto di vista dei partner e delle partner femminile. Come si può notare molte incisioni in studio risalgono agli anni 60, il che è secondo me spiegabile per il fatto che negli anni 50 il mercato discografico era monopolizzato dalle coppie Di Stefano-Callas e Del Monaco-Tebaldi. Ciò ci ha però precluso di avere, che ne so, uno Chenier con la Tebaldi. Ce lo abbiamo però live. Mi spiego meglio: a naso non ricordo alcuna incisione in studio memorabile quanto la Tosca Di Stefano-Callas o la Boheme Pavarotti-Freni etc. E' un peccato ma in fondo anche di Kraus francamente e purtroppo non ricordo dischi in studio entrati nella storia Incisioni in studio[modifica | modifica wikitesto] Pagliacci Mafalda Micheluzzi, Tito Gobbi, Lino Puglisi, dir. Alfredo Simonetto video-RAI 1954 Legato Classics/Hardy Classic (DVD); Opera D'Oro/Bongiovanni (solo audio) Lucine Amara, Tito Gobbi, Mario Zanasi, dir. Lovro von Matačić Columbia/EMI 1960 Tosca Renata Heredia Capnist, Carlo Tagliabue, dir. Antonino Votto video-RAI 1955 Hardy Classic (DVD)/Bongiovanni (solo audio) Franca Duval (voce Maria Caniglia), Afro Poli (voce Giangiacomo Guelfi), dir. Oliviero De Fabritiis film 1956 - Hardy Classic Birgit Nilsson, Dietrich Fischer-Dieskau, dir. Lorin Maazel Decca 1966 Aida Maria Curtis Verna, Miriam Pirazzini, Giangiacomo Guelfi, Giulio Neri, dir. Angelo Questa Cetra 1956 Birgit Nilsson, Grace Bumbry, Mario Sereni, Bonaldo Giaiotti, dir. Zubin Mehta EMI 1965 Carmen Belen Amparan, Elda Ribetti, Anselmo Colzani, dir. Nino Sanzogno video-RAI 1956 (in ital.) Hardy Classic (DVD)/Myto (solo audio) Leontyne Price, Robert Merrill, Mirella Freni, dir. Herbert von Karajan RCA 1963[9] Anna Moffo, Piero Cappuccilli, Helen Donath, dir. Lorin Maazel Eurodisc/Cetra 1970 Turandot Lucilla Udovich, Renata Mattioli, Plinio Clabassi, dir. Fernando Previtali video-RAI 1958 VAI(DVD)/Myto (solo audio) Birgit Nilsson, Renata Scotto, Bonaldo Giaiotti, dir. Francesco Molinari Pradelli EMI 1965 Norma: Maria Callas, Christa Ludwig, Nicola Zaccaria, dir. Tullio Serafin EMI 1960 Cavalleria Rusticana: Victoria de los Angeles, Mario Sereni, dir. Gabriele Santini EMI 1962 Andrea Chénier Antonietta Stella, Mario Sereni, dir. Gabriele Santini EMI 1963 Celestina Casapietra, Piero Cappuccilli, dir. Bruno Bartoletti film-RAI 1973 Hardy Classic Il trovatore: Gabriella Tucci, Robert Merrill, Giulietta Simionato, Ferruccio Mazzoli, dir. Thomas Schippers EMI 1964 Faust: Joan Sutherland, Nicolai Ghiaurov, Robert Massard, dir. Richard Bonynge Decca 1966 Roméo et Juliette: Mirella Freni, Henry Guy, dir. Alain Lombard EMI 1968
  9. Nostalgia del passato

    Forse l' ho già postata sta cosa, comunque un Gigli 61 enne si concede un lucevan le stelle così, come bere un bicchier d' acqua. Possiamo anche vederla come una "gigionata" come quella che fece Corelli nella Tosca di Parma, però, in entrambi i casi, gigionate sì o no, direi che siamo in presenza di un controllo della voce incredibile. E ripeto, in particolare Gigli qua aveva 61 anni, il diabete etc
  10. Il rimpianto della Sonnambula

    Conosco quella incisione con la Bartoli ma non mi ha mai attratto perchè, sempre opinione personalissima, trovo Florez, sia pure qui in un repertorio a lui congegniale, tendenzialmente monocorde mentre invece Pavarotti fece in questa sonnambula uno dei suoi ultimi capolavori discografici. Ascoltai un elisir d' amore con Florez che ogni 2 x 3 m' interpolava un acuto che nemmeno il Lucianone dei tempi in cui aveva il do in tasca ne abusava così tanto nell' elisir. Se non erro la prima incisione dell' opera che fece la Sutherland prevedeva Monti come tenore e quindi lì abbiamo una Amina più fresca d 20 anni dopo ma un Elvino diafano. C'è secondo me che manca una incisione in studio con Kraus il quale ci ha lasciato solo diversi live.
  11. Il rimpianto della Sonnambula

    Bah, ultimamente mi sono riascoltato la famosa incisione della Sonnambula del duo Pavarotti-Sutherland e son giunto alla conclusione che, nonostante che i 2 interpreti non siano più al 100% delle loro capacità e con un pò di anni di carriera alle spalle, ma, ebbene, in questo disco fanno miracoli. Mi azzardo a dire che rimane ancora oggi l' incisione di riferimento. La considero superiore anche a quella della Callas (sia live che in studio) e non perchè consideri la Sutherland superiore alla Callas o viceversa, nel senso che sono l' ultimo che può mettersi a fare paragoni tra le 2 dive, ma perchè trovo Pavarotti un Elvino superiore sia a Monti che a Valletti. Diverso potrebbe essere il discorso se fosse giunta a noi una incisione completa dell' opera con un Elvino-Schipa o un Elvino con un Gigli giovane o un Elvino con un Di Stefano primi anni, ma, non essendocene a disposizione, sfacciatamente scrivo che potrebbero anche smettere di incidere nuove Sonnambule perchè quella di riferimento già c'è
  12. Confronti

    Lungi dal voler giudicare in generale le qualità di Kauffman perchè non sarebbe corretto che io gli facessi per così dire le pulci, scrivo però che essendo un distefaniano, amo troppo le belle voci anche quando voci meno belle si mostrano tecnicamente più valide. Ora, a mio personale giudizio il timbro di Kauffman non si può definire bello. O comunque, almeno al sottoscritto, il colore non piace. E già in 2 semplici note come quelle del Son qui all' arrivo di Tosca non riesco a non notare la differenza tra un timbro pregiato e uno meno pregiato. incominco con kauffman, il cui "son qui" non regge, a mio avviso, il confronto con quello di Di Stefano (tra l' altro al di là dell' audio imperfetto trovo più fenomale il suo Cavaradossi del live del 1952 rispetto a quello della famosa incisione dell' anno successivo). Però per me il "son qui" più sognante e esteticamente superbo è quello di Gigli nel disco con la Caniglia
  13. Le recensioni operistiche discografiche di Wittelsbach

    Ah ah grande Pink. Ciao e buon anno. Ma no, tu e witt mi avete un poco educato ma il punto è che di Stefano aveva questa innata capacità di lasciare la firma, in senso positivo, anche sul recitativo più insulso. Poi non è che sono al 100℅ fissato su di lui. Ad esempio a me l' Alagna giovane piace. Forse si è un po' perso via con gli anni ma i numeri li aveva
  14. Le recensioni operistiche discografiche di Wittelsbach

    Buongiorno. Buon anno. Forse l' avete già citata ma Alagna ha lasciato ai posteri registrato un ottimo Nemorino. Apprezzo che avete citato di Stefano perché possiamo disquisire su tante altre cose, ma la naturalezza nel porgere anche il recitativo più insulso, o c'è l' hai insita fa madre natura come ce l' aveva lui o non ce l' hai
  15. Madama Butterfly, riflessione: lirica e recitazione

    infatti da un punto di vista tecnico hymel non ha sbagliato nulla però, forse anche complice un timbro non eccelso, ma quello dipende da madre natura, è stato un Pinkerton anonimo.
×