Ives

Members
  • Numero contenuti

    4388
  • Iscritto

  • Ultima visita

Su Ives

  • Rank
    Io e pochi eletti

Profile Information

  • Sesso
    Maschio
  1. Sibelius Symphony No. 4 Berliner/Rattle (Londra, 2015) http://guidatv.sky.it/guidatv/canale/classica-hd.shtml
  2. Haydn Symphony No. 60 "Il Distratto" Heidelberger/Thomas Fey @zippie la De la Parra è brava.
  3. Si trova agevolmente questo...https://www.amazon.it/Tributes-Abraham-Nashville-Symphony-Orchestra/dp/B001NZA04W/ref=sr_1_1?s=music&ie=UTF8&qid=1500480832&sr=8-1&keywords=ives+naxos+slatkin Il problema è che tolto Ives e Copland, il resto non è proprio memorabile...
  4. I Songs credo siano tutti incisi per Naxos, che li ha accorpati pure in un box o comunque gran parte di essi (mai controllato, però). Non tutti sono pagine memorabili,secondo me, basta e avanza una raccolta dei migliori (ce ne sono di ottime). I Sets completi sono incisi per Decca, almeno i primi 4. Gli altri sono opere frammentarie che si basano su altrettanti songs:
  5. L'incisione è questa, per la precisione: Notare in copertina originale, l'erroraccio di graphic design con il Palazzaccio (sede della Corte di Cassazione) e il Palazzo dei Mutilati e Invalidi di Guerra a sinistra di Castel Sant'Angelo (mentre invece è tutto a destra). Della Caballè si è detto, superba; Carreras è ancora in voce, sfoca qualche acuto ma la tessitura lo favorisce e il timbro è bellissimo; Wixell a me non dispiace, il canto è buono, morbido e soprattutto evita tutti i ghigni di certa vetusta tradizione (accenna solamente quello dopo a "il prezzo...già mi dicon venal..."). Uno Scarpia frustrato, austero ma molto interiorizzato rispetto alla tradizione di quegli anni. Ottimi i comprimari con l'allora poco conosciuto Samuel Ramey che fa Angelotti (e che sarà 20 anni dopo Scarpia ottimo e singolarissimo da basso acuto con Sinopoli), Trimarchi il Sacrestano e De Palma in uno dei suoi innumerevoli Spoletta. Davis concerta con grande accuratezza, la dimensione è sempre molto lirica e languorosa anche nei momenti più scellerati del secondo atto.
  6. Formazione quartettistica con la Ibragimova..."ah belle!"
  7. Beethoven Piano Sonatas 4-5-6 Ronald Brautigram
  8. Sempre più convinto che la coppia Caballè-Carreras nel 1975 abbia dato di questa pagina, tra le più belle di tutto Puccini, un'interpretazione memorabile, ad oggi la mia preferita, anche per il timbro giovanile dei due, veramente sexy, ma tutto suona passionale, rovente, incisivo:
  9. Prego, fai pure! °°°°°° Che vocione di carta vetrata questo Stapleton, bravo! Vecchia song portata al successo da Don Williams:
  10. Questa è famosa, si trova pure su testi di storia dell'arte: °°°°°° Handel L'allegro, il Penseroso ed il Moderato Webster/Kilsby/Ovenden/Harvey GabrieliConsort&Players/McCreesh
  11. Puccini Tosca TeKanawa/Aragall/Nucci NPO/Sir Georg Solti Questa Tosca di Solti è proprio brutta, va detto. Il direttore anglo-ungherese conferma (dopo la già pessima Boheme del '73) di concepire Puccini solo come mero sfoggio di bei suoni e posticce atmosfere cinematografiche. Null'altro e con tempi sovente troppo precipitosi (il Te Deum, ad esempio, o l'entrata di Scarpia; il preludio all'atto terzo è disarmante, cosi come senza mordente appare tutto il secondo atto). Peccato per un direttore dal passo teatrale sempre infallibile come Solti. La Te Kanawa (bellissima, in teatro sicuramente compensava meglio con la presenza) è inerte, noiosissima, mortalmente leziosa e canta in una lingua tutta sua (che avene in quella sanza...boh); Aragall, con tutta la buona volontà, è proprio stonato e monotono. Nucci è l'unico che cerca di essere credibile, vocalmente è bravo, ma calca troppo la mano sull'aspetto trucibaldo di Scarpia, opzione che non mi trova d'accordo. Comprimari discreti. Ottima l'orchestra, fenomenale la registrazione (affidata a quel "genio" del suono che fu Christopher Raeburn), lussuosa la confezione editoriale.
  12. Secondo me, non reggono neanche le suites. O meglio, funzionano solo nei film. °°°°°° Piston Symphony No. 2 BSO/Tilson Thomas
  13. W.Schuman Violin Concerto McDuffie/SaintLouisSO/Slatkin Edizione che non gode di grande consensi da parte della critica. A me, invece, è piaciuta. McDuffie non sarà Zukofsky (edizione storica DG con MTT), ma seppur con suono un pò impersonale, rende bene tecnicamente in una parte aguzza anzichenò. Slatkin è eloquente, nervoso e retorico quanto basta. Sempre troppo poco eseguito questo concerto, tra i capolavori di Schuman.
  14. Mendelssohn Violin Concerto, Op. 64 Hope/COE/Hengelbrock Prima registrazione assoluta della versione originale, datata 1844, più raccolta, "pulita" e ricca di dettagli per gli interpreti, rispetto alla versione correntemente eseguita (da cui poco si discosta, però in termini ricettivi per l'ascoltatore):