Nitriero Cavalleone

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  1. Quando c'è un derby, la prima regola dovrebbe essere quella di scendere in campo. Ma i granata non c'erano. Incommentabili, ed infatti non commento. Un risultato così non permette di mettere insieme neanche due parole. E forse è meglio.
  2. L'unica integrale che ho è quella di Abbado (Klimt). Credo però che le sinfonie di Mahler abbiano avuto molti eccellenti interpreti, quindi a mio parere non esiste un'integrale "perfetta", ma varie splendide versioni delle singole sinfonie: della I è molto bella quella di Tennstedt e quella di Mehta (con l'Orchestra sinfonica di Israele) e non escluderei Sinopoli; per la II direi Bernstein; per la III Kondrashin; per la IV Klemperer; per la V Barbirolli e Bernstein; della VI direi Horenstein e mi è piaciuta molto anche la recente versione di Pappano; per la VII, restano per me di assoluto riferimento Klemperer e Scherchen; per l'VIII metto alla pari merito Solti e Mitropoulos (anche quella di Tennstedt è bellissima). La IX non mi ha mai conquistato, comunque ho Walter e Giulini.
  3. ...e il minaccioso, terrificante Joe Brazil:
  4. L'ottavino di Pharoah
  5. Sì, e ci sono casi interessanti di strumenti etnici a fiato soprattutto in ambito free, dove l'uso di questi strumenti assumeva ovviamente una valenza anche extramusicale molto forte: ad esempio Giuseppi Logan (ancora lui!) oltre al sax alto e al flauto utilizzò l'oboe pakistano (una specie di shenaj a giudicare dal suono, un flauto ad ancia); un altro esempio "estremo" si trova nelle agghiaccianti sortite al flauto di canna del misterioso Joe Brazil in Om di John Coltrane. Eric Dolphy, è vero, fece un uso interessante del flauto traverso (prese lezioni persino da Severino Gazzelloni, cui dedicò il celebre brano omonimo!) e Yusef Lateef fu un altro grande innovatore. Pharoah Sanders si misurò anche con l'ottavino (Lower Egypt, su Tauhid). ecco, questo è un pezzo bellissimo, dal groove irresistibile.
  6. Qualche tempo fa mi è capitato, spulciando tra centinaia di cd in offerta, un quadruplo della Teldec (!) dedicato ai valzer di Strauss in cui figurano, tra i direttori, Alfred Scholz e Peter Falk. Non credevo che anche la Teldec ci fosse cascata . Purtroppo non trovo la copertina online ma il titolo era " Famous Strauss Waltzes" o giù di lì.
  7. MAURICE RAVEL Boléro La Valse Orchestre de la Societé des Concerts Symphoniques de Paris/René Leibowitz
  8. Ludwig van Beethoven Choral Fantasy in C minor, Op 80 Sviatoslav Richter, piano USSR State Radio Symphony Orchestra and Chorus/Kurt Sanderling
  9. Concordo. Ho questi pezzi su cassetta (!!!) ed è tanto che non li ascolto, ma ne ho un ottimo ricordo. Per me ogni incisione di Gould contiene grandi momenti di musica, nonostante l'apprezzamento per la sua figura e la sua arte continui ad essere, come è sempre stato, molto ondivago e disuguale. Io lo adoro.
  10. Sempre! Un abbraccio
  11. Manco il tempo di goderci questo bell'inizio di campionato che già la paura e l'ansia ci attanagliano pensando al derby tra due giorni... Ci vorrebbe veramente un Toro d'altri tempi... bacigalupoballarinmarosocastiglianorigamontigrezarmentiloikgabettomazzolaossola... ecco, che gli Immortali siano con noi!
  12. LUDWIG VAN BEETHOVEN Concerto n. 4 per pianoforte e orchestra Glenn Gould NYP/Bernstein Basterebbero il primo e secondo movimento di questo concerto ed il Largo (II) del primo a fare di questa di Gould una delle integrali di assoluto riferimento... invece questi Concerti gouldiani vengono ancora ostinatamente considerati come un campionario di eccentricità... Macché... pura poesia, ragazzi
  13. @jazzofilo: purtroppo devo confessare un mio grande limite... non digerisco molto il flauto nel Jazz... conosco Roland Kirk, Herbie Mann e il nostro Nicola Stilo che pure ha fatto buone cose (su tutti, uno splendido disco praticamente da coautore con Chet Baker dal titolo Chet On Poetry), però il suono di questo (pur bellissimo) strumento in ambito jazzistico non riesce proprio a "catturarmi"... In ambito classico invece il flauto, dolce o traverso, mi piace molto.
  14. LUDWIG VAN BEETHOVEN Concerto n. 1 per pianoforte e orchestra II movimento: Largo Glenn Gould Columbia Symphony Orchestra/V. Golschmann Buona notte a tutti.
  15. Beethoven - I 5 Concerti per pianoforte e orchestra - Glenn Gould