Nitriero Cavalleone

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  1. Oddio, più che schifezza direi uno degli innumerevoli tentativi malriusciti nella ricerca del cosiddetto "Third Stream", la terza corrente, il connubio tra jazz e musica sinfonica. Esistono dischi eccellenti sfornati da Gunther Schuller, Jimmy Giuffre, dal Modern Jazz Quartet che, pur non avendo forse neanche loro centrato l'obiettivo, risultano decisamente gradevoli e meglio riusciti. Qui forse, e la presenza di Bernstein aggrava la situazione, il risultato appare artificioso all'inverosimile, pomposo, con l'eccellente quartetto di Brubeck che fa il suo compito come se suonasse per i fatti suoi, ogni tanto "subendo" il ritorno dell'ingombrante orchestra che in questo caso non mi pare né accompagnatrice né comprimaria, ma rivale.
  2. @superburp in controdedica e a chiunque debba controdediche: ARCANGELO CORELLI - Sonate da camera op. 2 e 4 London Baroque
  3. Eccome... Venuti è stato un maestro assoluto. Le cose che ha inciso insieme a Eddie Lang restano pietre miliari del Jazz tradizionale.
  4. Si è fatto un gran parlare di questo Kamasi Washington, indicato come nuovo che avanza nel mondo de sax tenore. Indubbiamente valido dal punto di vista tecnico e con un ottimo feeling (deve ovviamente tantissimo a John Coltrane e a Pharoah Sanders... e ci mancherebbe), ha sfornato questo album che preso a piccole dosi è sicuramente entusiasmante, ma nella sua interezza è (a mio avviso) a dir poco asfissiante. Lungo, interminabile (3 cd e non so quanti LP nel cofanetto con la versione in vinile)... una mistura di Jazz cosmico, soul e sprazzi di funk che dopo un po' inevitabilmente mi porta a sbirciare l'orologio e il timing dei pezzi sul display. Se non altro, ha il merito di tenere viva la scena!
  5. Fantastico anche Venuti...
  6. L'argomento continua sempre ad essere di mio interesse, ed ogni tanto scopro qualcosa di nuovo. Aggiorno la discussione con questo sito in cui, stranamente, si considerano "fantasmi" anche Hans Swarowsky e Hans Zanotelli http://harmoniaeweb.blogspot.it/2013/03/orchestre-fantasma.html incollo qui di seguito il testo dell'articolo per comodità:
  7. Fantastico Kenton! Che orchestra che aveva... solisti da paura! Ricordo che ai tempi ho adorato questo disco, "avanti" in una maniera incredibile: Mi era piaciuto anche un altro album in cui Kenton suona il piano accompagnato dalla sua big band, morbido e carezzevole, quasi lounge:
  8. ANTON BRUCKNER - Sinfonia n. 4 Philadelphia Orchestra/Wolfgang Sawallisch
  9. Non mi è mai piaciuto Chick Corea, lo detesto, mi è indigesto come musicista e come personaggio. Però non posso negare che abbia fatto buone cose in carriera. Il progetto Circle, per esempio, di cui esiste uno splendido live per la ECM (registrato a Parigi) che si apre con Nefertiti, dall'omonimo album Columbia di Miles Davis, brano (lì) splendido, in cui faceva la parte del leone proprio Tony Williams. La versione milesiana è piena di tensione, implacabile nella sua ciclicità seriale, ti porta al parossismo senza saziarti nemmeno alla fine; questa rilettura è più free, forsennata, con un basso pazzesco (Dave Holland...), il solito drumming infinito di Barry Altschul e un Anthony Braxton particolarmente ruggente. Non è la versione parigina ma si può sentire ugualmente.
  10. David Izenzon era proprio un maestro dell'arco. Questo trio di Coleman con lui e Moffett è stato qualcosa di strabiliante, e questi due dischi incisi a Stoccolma sono irrinunciabili. Izenzon suonò magistralmente anche nella discussa colonna sonora di Chappaqua (poi non utilizzata nel film) anche se occorre impegnarsi un po' per distinguerlo e con Bill Dixon e Sonny Rollins.
  11. Non c'è dubbio. Se avesse avuto bisogno di solisti di valore, come hai ricordato tu, avrebbe avuto l'imbarazzo della scelta... oltre ai grandi nomi da te citati, erano "sulla piazza" anche grandi innovatori della tromba, come Ted Curson e -soprattutto- Bill Dixon... il primo più aggressivo, il secondo più cerebrale e sperimentatore. Coleman aveva un'attitudine particolare, c'è poco da fare, ha fatto di tutto, dai primi dischi col suo sax di plastica alla codificazione di un suo sistema musicale mai azzardato prima. Non erano molti i musicisti in grado di poterci dialogare!
  12. Qui invece (1952-54) c'è ancora Kenny Clarke alla batteria... e si sente, un groove più incalzante del più misurato successore Connie Kay.
  13. Ancora Modern Jazz Quartet in questo pomeriggio afoso. Un album, anche questo tardo, assolutamente da riconsiderare. Questo, invece, celeberrimo, non ha bisogno di alcun ulteriore incentivo all'ascolto. Uno dei loro album "obbligatori" a mio parere
  14. Bellissimo disco! Uno dei più belli di Jackie McLean! Un tema irresistibile. Ornette Coleman alla tromba era tutt'altro che perfetto, eppure riusciva a tirare fuori da uno strumento non a lui familiare (e che richiede un'emissione ed un labbro estremamente diverso dal sax) suoni molto particolari. Anche quando gli prese la fissa del violino si fece notare: famosa fu una sua performance a Sanremo (mi pare nel 1966) in cui fu criticato, oltre che per i suoni che produsse, anche per l'impugnatura da mancino (destra sul manico ed archetto nella mano sinistra)!