Nitriero Cavalleone

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  1. Segnalo l'uscita, in occasione del recente Record Store Day, di una bellissima riedizione dell'integrale delle registrazioni di Johnson:
  2. Hai fatto benissimo a citare Robert Johnson, dato che è stato il "perfezionatore" di quanto avevano fatto i campagnoli (era un po' più giovane di loro ed uscì fuori più tardi). Crossroads è uno dei suoi classici. Anche Sweet Home Chicago, nota in innumerevoli versioni (la più celebre forse è quella dei Blues Brothers), è opera sua. Un vero bluesman. La sua fine fu più drammatica e misteriosa di quella dei suoi illustri predecessori... ed è tutto dire.
  3. Stasera mi spingo ancora più avanti con l'ascolto dell'Italian Instabile Orchestra in una delle incisioni più prestigiose: Skies Of Europe (ECM) Non avevo mai tanto preso in considerazione questa formazione, temendo che fosse il solito scimmiottamento all'italiana di analoghi progetti americani o nordeuropei. Mi sbagliavo di grosso e faccio ammenda: questa musica è italiana, piena di melodia e fantasia italiana ed ha un suono che, ancorché ricco di spigolosità free (c'era anche il grande Mario Schiano...) si apre in squarci melodici tipicamente nostrani, con citazioni operistiche e bandistiche veramente piacevoli e spassose. Bel disco anche questo, sì. @jazzofilo: sicuramente apprezzi, ricordo che avevi citato quest'orchestra tempo fa.
  4. Ed ora, qualcosa di completamente diverso: Un disco leggendario per la qualità dell'incisione. La scandinava Proprius è infatti una delle etichette di riferimento per gli appassionati di Hi-Fi (per capirci, quelli capaci di spendere 10.000 euri per una valvola)... supergruppo svedese con il vibrafono di Lars Erstrand sugli scudi, oltre a tutti gli altri solisti (Arne Domnérus suona da spavento). Pezzi del bel tempo che fu, resi in una veste assolutamente moderna (una Struttin' With Some Barbecue a dir poco fuori di testa... anche se la versione "antica" di Satchmo rimane insuperata ed insuperabile).
  5. Questo di Blind Lemon Jefferson è un pezzo che trovo meraviglioso.
  6. Adoro questo stile chitarristico, un blues veramente campagnolo (country).
  7. Concordo pienamente. Anni fa ebbi una vera e propria folgorazione per il blues rurale del Delta, e riuscii a procurarmi un bel po' di dischi (rigorosamente LP in vinile, di gloriose etichette americane specializzate di una volta, come la Roots e la Biograph) con le incisioni complete di Charley Patton, Blind Lemon Jefferson, Blind Willie McTell... Roba da perdere la testa.
  8. ...e il grandissimo James P. Johnson, punto di riferimento dello stride piano:
  9. @jazzofilo: sì, quello che ho postato è in effetti un pezzo in cui Art ha messo in luce un tocco particolarmente romantico. Bello anche il brano di Fats Waller, rutilante come d'abitudine i suoi pattern ai tasti bassi sono leggendari. ========================================================================================== Ora mi ascolto un classico del re del blues pianistico: Leroy Carr. Altro personaggio degno di interesse.
  10. Non credo di averli mai ascoltati. Non sono un fan di Glass, di lui detesto le opere e mi piacciono alcuni dischi più "facili": Glassworks, Koyaanisqatsi, The Photographer, Mishima, Solo Piano. La maggior parte sono colonne sonore e sonorizzazioni.
  11. No no, esiste veramente: è una compilation per il mercato spagnolo e francese. Dato che contiene quasi tutte le cose ascoltabili di Glass (specie quelle pianistiche), ogni tanto mi fa piacere rimetterlo su.
  12. PHILIP GLASS - Obras Maestras/Oeuvres Majeures
  13. Il mio disco preferito di Massimo Urbani, affiancato da un altro grande e sfortunato talento: Luca Flores