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capitanoachab

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  1. Pensieri sul sisma in Abruzzo

    ah, ok, dire le cose come stanno significa fare politica? Chi fosse interessato a questo libro intrigante(nel quale non ho parte alcuna) Potere, sublimità e devozione. Le vicende dei terremoti in musica di Dario Della Porta, ed. LIM (Libreria Musicale Italiana). Sappia che il ricavato sarà devoluto per il restauro o la ricostruzione degli organi di L'Aquila. [i]saluto tutti perchè con questo messaggio cessa la mia partecipazione al forum cui auguro un fulgido avvenire.
  2. Pensieri sul sisma in Abruzzo

    E' una vergogna, questi organisti comunisti che vanno in giro a seminare l'odio. Non è vero niente, l'Aquila è tutta ricostruita e gli organi non c'erano. Il silenzio su questa situazione è assordante e mi fa montare una rabbia inestinguibile.
  3. lE OrganistE

    Ed ecco a Voi Saki Aoki, giapponese, 28 anni, da cinque in Francia (3 a Parigi e 2 a Caen, residenza attuale). Ha vinto il "Grand Prix de Chartres" nel 2008 ed altre cosucce come interpretazione bachiana, improvvisazione etc. Invitata qui in Italia per un concerto all'organo che curo io, non aveva mai suonato un organo ottocentesco italiano. Ha provato per sei ore consecutive e tre il giorno dopo. Volontà di ferro, tecnica ed interpretazione perfette. Alla fine del concerto per far uscire la gente dalla chiesa abbiamo minacciato di spegnere le luci. Queste signorine orientali ci mangeranno vivi.
  4. i fratelli SERASSI

    Nel 1970 ero già maggiorenne e ricordo benissimo il grande clamore suscitato dal restauro ("Il ritorno dell'organosauro" era il sobrio titolo di un servizio TV). Ricordo altrettanto bene che tutta la trasmissione da una cantoria all'altra fu rifatta secondo lo schema originale, se non per i tiranti in legno anzichè gli originali in filo d'ottone. La meccanica sospesa si riduce ad alcuni fili che pendono dal soffitto e consentono alla parte orizzontale della trasmissione di muoversi avanti ed indietro senza attrito (e fu questa l'intuizione dei Serassi). Purtroppo qualcosa non andò per il verso giusto ed in seguito alla chetichella vennero applicati gli uomini meccanici per comandare i due organi da unica consolle a pianoterra. Va ricordato che questa applicazione, disdicevole, nulla danneggia negli organi interessati, e la sua rimozione richiede poche ore di intervento, più che altro per buttar giù i pezzi dalle relative cantorie. Se c'è qualcosa da fare è vedere come mai questa meccanica è meno pronta e più pesante dell'originale, e magari ripristinare i fili d'ottone. Con l'occasione ricordo che i Bossi fecero diverse di queste applicazioni, più in piccolo ovviamente, ma voglio ricordare che i lunghi sistemi trasmissivi totalmente meccanici si trovano facilmente nei grandi organi barocchi con i tergaloni, in cui la meccanica del tergale segue lo stesso tracciato del sistema applicato dai Serassi. Questo per dovere di completezza.
  5. T[r]OPIC[o] del CAPRICORNO

    è la traduzione del Nachthorn utilizzato in epoca barocca (ad es. Trost) in germania, ed anche in francia come Corn de Nuit. Poi non so se il Corno di notte abbia la stessa voce dei suoi nonni.
  6. Germania: sto arrivando!

    Meissen: ci sono andato per la fama delle sue magnifiche Porcellone, poi ho capito che erano porcellane ma ormai ero lì. Bellissima cattedrale gotica con in posizione angolare il classico organo anni '80 del geometra: una serie di casse senza un fregio. Dando una scorsa alla composizione fonica c'erano però una sessantina di registri ed anche uno o due 32' che non avrei mai detto. Autore Eule Orgelbau che nella zona ha piazzato numerosissimi strumenti. Intonazione neutra, ho sentito fra l'altro il quasi dimenticato "combattimento fra Davide e Golia" dell'altrettanto dimenticato Kuhnau, predecessore di Bach a Lipsia e da lui condannato all'ostracismo storico non avendolo mai nominato, non avendo mai trascritto alcunchè di lui e dando fuori di matto se qualcuno lo nominava in sua presenza, ed infatti nessuno ne fece mai cenno. Mi è piaciuto, ed anche lo strumento è corretto e ben presente. ne avessimo qui! Freiberg: Si va sul sicuro, la cittadina ha il maestoso Silbermann 3 tastiere 45 registri in S Marien e nella stessa chiesa (un autentico museo chiuso a chiave: chiedere le medesime ed elargire il quantum alla virago dell'ufficio turistico di là della stradina) c'è un grande corale ad una tastiera sempre di Silbermann. Non ho potuto ascoltare nulla perchè, entrati nell'organo per lavori di manutenzione ci si è accorti che la volta soprastante pericola, e dunque lo suonano abbastanza poco e stanno raccogliendo fondi. Nella stessa cittadina a St Peter c'è un altro Silbermann (!) della maturità del costruttore, ed esattamente dopo aver conosciuto e frequentato Bach. Fa impressione la differenza di intonazione fra i due strumenti: il secondo (2 tastiere 35 registri) è la plastica rappresentazione di cosa intendesse Bach con "Gravitat" che era la sua chiave ossessiva di valutazione di uno strumento. Si dice che questo secondo sia addirittura migliore del conosciutissimo fratello maggiore. Non mi sbilancio. Frauenstein- Museo Silbermann. Paese natale del costruttore e luogo dove aveva il laboratorio. Piccolo e commovente museo (andateci, non resterete delusi) nel castello; occupa tre sale del pianterreno e si trovano parecchie piccole cose interessanti: un clavicembalo a martelletti (hammerclavier) Silbermann, un fortepiano, diversi modellini didattici ed un magnifico Positivo Silbermann (in realtà copia perfetta dell'originale) che si può suonare ad libitum ed ha un suono a dir poco magnifico. La signora che gestisce il tutto è molto gentile e non ha guardato nemmeno l'ora di chiusura (eccezione incredibile in germania dove alle 17 si sbaracca sempre tutto) per mostrarci tutto. Wittenberg Lutherstadt; semplicemente commovente. Andateci. Chiesa del castello, Foto di rito davanti al portone con le 95 tesi (buona parte delle quali recepite dal Vaticano II). Bell'organo grande di Ladegast 1864 romanticissimo con una intonazione che non sfigurerebbe in qualsiasi cattedrale di Parigi. Peccato che ci suonino in genere Bach ma è davvero un bello strumento. Bautzen- unico esempio di cattedrale in comproprietà fra cattolici e protestanti. I primi si tengono il presbiterio ed un terzo di navata, gli altri i due terzi restanti. Ogni confessione ha il suo organo; ambedue Eule (ha il laboratorio lì, e dunque Eule Orgelbau Bautzen, scusate il misero calambour) di cui uno festeggia i cento anni proprio nel 2010. Naumburg- non poteva mancare; ho sentito l'uccelliera (registro che non c'è) fatta con la parte diskant della Octava 2' e l'effetto era molto buono. Naturalmente quando abbiamo detto che è uno strumento magnifico e definitivo, possiamo cambiare argomento. Per non tediarvi troppo salto a piè pari tutto il resto altrimenti monopolizzo il thread.
  7. Germania: sto arrivando!

    A fine Luglio, avendo poco da fare, ho percorso 3200 km per buona parte della Sassonia. Dresda-Hofkirche: Silbermann 1755 3 tastiere, il più grande dei Silbermann, e l'ultimo. A parte la leggenda che Gottfried sia morto nel verniciare la facciata (era in effetti ammalato dal 1746 e da quella data i suoi strumenti furono montati in loco, intonati e rifiniti da Z. Hildebrandt), era uno strumento che tenevo a sentire perchè rimasto sepolto un sacco di tempo in perduti magazzini a causa dei bombardamenti dopo la fine della seconda guerra mondiale. Ritrovato in epoca recentissima è stato riedificato e restaurato. Si può definire solo con due parole "Velluto regale". la Hofkirche è cattolica e dunque si celebra la messa in rito romano. Me ne sono sciroppate due perchè il titolare ad ogni canto si esibisce con un minuto di preludio, ed ogni volta con una registrazione diversa, per cui in quelle due ore ho ascoltato molte cose varie. Ad un certo punto si è trovato ad accompagnare il canto con una stentorea ancia da 16' ed andava benissimo così. La "Sortie" era improvvisata sul tema del vangelo del giorno, e mi è piaciuto sentire che ne ha eseguite due completamente diverse (e dunque stava davvero improvvisando). Col cuore sanguinante sono andato alla Frauenkirche dove c'è il ricostruito Silbermann dove Bach fece la sua famosa esibizione. Purtroppo per un trick mentale i nostri amici tedeschi hanno rifatto fedelmente la facciata, e tutto il resto è elettrico ed elettronico con tante tastiere pistoni & pistoncini che Bach li perdoni. Questo non ho voluto ascoltarlo. Goerlitz sul confine fra Germania e Polonia (di là dal fiume la parte polacca della città piena di casermoni dell'epoca comunista). A margine segnalo che a seguito del melting pot le ragazze sono tutte bellissime. Confesso non ero molto preparato sul Sonnen Orgel di Casparini e dunque mi sono recato il religiosa compunzione ad ascoltarlo. Un alto sacrestano mi ha fatto sloggiare dal banco strategico ed ha tirato un cordone di sicurezza. Mi sono ammonticchiato nella navata ammirando il magnifico prospetto coi 17 soli (che sarebbero una specie di ripieno al pedale con un'ancia da 8 obbligata) suonanti ed il 18° finto. Vabbè. Una gentile signora si è incaricata di spiegare lo strumento al colto ed all'inclita, ma ben presto si è lasciata prendere da una eccitazione quasi imbarazzante. L'organista era colui che mi era sembrato il sacrestano. Bene, il primo argomento era che Casparini si Chiamava Caspar e purtroppo (sic!) dopo essere stato in Italia si firmava Casparini anche nei contratti tedeschi. Superato questo scoglio lo strumento suonava bene, molto bene, troppo bene. Segnalo la presenza della uccelliera su tutti i toni che può essere usata come un normale registro ed a me è piaciuta moltissimo. Presente anche il Cucù pur essendo luglio inoltrato. Alla fine ci ha deliziato con la 5^ sinfonia di Widor ed allora il dubbio si è fatto certezza che di Casparini era rimasto solo il registro (nemmeno completo) di Onda Maris in legno (19 canne su oltre 4mila). E lo chiamano restauro. Infatti sotto lo strumento è visibile la consolle originale con due tastiere (ma non dovevano essere tre?) ed alcuni pomelli dei registri, ma la maggior parte tristemente mancanti. All'uscita una alto signore con un piattino raccoglieva le offerte: ancora lui! Gli ho erogato 5 preziosi euri, non è bello vantarsi ma era l'unica banconota del mucchietto. Anche queste cose succedono in Germania. (continua)
  8. Germania: sto arrivando!

    Il 16 maggio appena trascorso, visto che ero a Naumburg (in effetti ci sono andato apposta) ho potuto assistere al concerto “del periodo pentecostale” presso la chiesa di St. Wenzel all’organo Hildebrandt. Il concertista ospite era Winfried Lichtscheidel (classe 1980) Il programma: Nicolas de Grigny: Veni Creator Spiritus Chant en taille a 5 Fugue a 5 Duo Recit de Cromorne Dialogue sur le grands jeux Lo strumento magnificamente registrato “è” diventato un Clicquot a tutti gli effetti, con gli esiti a cascata sulla fruibilità anche estetica del bellissimo pezzo che è facile immaginare; al “Récit de Cromorne” il cromorno non è entrato, ma al suo posto un principale evidentemente previsto a supporto. Una svista della pur brava registrante, e l’organista ha finito il tempo senza cadere nella trappola dell’inserimento a metà discorso, che è sempre traumatico. Il dialogo “senza cromorno” era comunque perfettamente intellegibile. J.S. Bach: Fantasia super “Komm, Heiliger Geist” in organo pleno e canto fermo del pedale (in italiano nel programma) BWV 651. Avevo già sentito questo pezzo allo stesso organo inciso nel primo CD registrato dopo il restauro, ma quello che mi sono sentito piovere addosso dal vivo era oltre ogni aspettativa. Il trombone da 32’ di Hildebrandt non batte come un timballo ma canta fino alle note più basse. Il risultato è il ruggito di un leone; fortunatamente i manuali non mancano certo di potenza. Una coppietta che passava fuori dalla chiesa si è precipitata dentro a questo richiamo. Un pezzo che permette di saggiare la potenza di uno strumento, e qui ce n’è. Mozart: Fantasie in f KV 608 Pezzo molto conosciuto, destinato agli organi meccanici applicati agli orologi. Qui si è optato per una esecuzione molto vigorosa, con un risultato davvero soddisfacente. Christian Fink: Sonate Nr. 2 Autore ottocentesco alla ricerca di una sintesi fra il passato ed il futuro; piacevole e fresco. J.S. Bach: Passacaglia BWV 582 Non l’avevo mai sentita su questo strumento, nemmeno in registrazione. L’esecutore ha scelto l’opzione ormai prevalente di far comparire l’ossessiva frase del pedale in progressione (contrariamente a quanto mi capitò di sentire a Notre Dame dove “l’Etonnant”, che la terra gli sia lieve, iniziò subito a bombarde e cannoni rendendo incomprensibili le variazioni al manuale, che sono la parte più interessante). Negli ultimi passaggi ci siamo resi conto tutti che Winfried non era più un organista ma un pilota di un Concorde in fase di decollo. Al punto che alla fine ci sono stati venti secondi di silenzio assoluto prima del giusto riconoscimento ad un grande e raffinato organista. E pensare che ha solo 30 anni. Al mattino avevo seguito un altro concerto del giovane titolare dello strumento: David Franke, vincitore fra l’altro del concorso internazionale di improvvisazione di Chartres (che non era più assegnato da 12 anni), subentrato l’anno scorso ad Irene Greulich. I singoli pezzi saranno pubblicati su youtube per chi fosse interessato.
  9. Io penso che gli organari del passato se la ridono

    La facciata sembrava il riso di uno sdentato, perchè l'ovalizzazione faceva sembrare le canne di facciata (e di fatto lo erano) molto distanti una dall'altra, al punto che si dubitò addirittura che fossero stati rifatti i somieri (per fortuna così non era). Va detto che i soldi li presero tutti, stirati e rettangolari. Solo per dire che rispetto avessero dei committenti "normali" * Continuo: verificato questo difetto che fare? Piccinelli & Figli Andarono in una segheria e si fecero tagliare diversi legni dei giusti diametri e poi con una pazienza certosina, e sul sagrato della chiesa, impalarono le canne ad una ad una. Chi va a Pisogne le può guardare anche da vicino: sono passati sessant'anni e sono lì splendide e tornite. Alla faccia dei Serassi. (Testimonianza diretta del compianto Emilio Piccinelli)
  10. Io penso che gli organari del passato se la ridono

    Si, divertente idea ma sostanzialmente non condivisibile; è vero che molti scrivono, parlano, deducono di Antegnati e non sono mai entrati dentro un organo di questi costruttori (ho segnalato in altra occasione come dopo secoli, solo pochi anni fa ci si accorse che la voce umana Antegnati aveva i diametri dell'ottava e non del principale), ma pensare che sbagliassero i diametri del Principale, è proprio grossa, anche perchè si facevano pagare molto caro, ed i committenti erano rognosi come pochi altri. Riguardo ai Serassi, non mitizziamoli troppo, non hanno mai capito a cosa servisse il secondo organo, non hanno mai costruito uno strumento col pedale completo, altro che torri! Erano troppo occupati a guardarsi l'ombelico per accettare influssi esterni. A Pisogne hanno fornito un organo con le canne ovalizzate da una lunghissima giacenza dentro un carro ferroviario, e le hanno montate così! Solo durante il restauro furono riportate a tondo (dai Piccinelli).
  11. L'organo in tv

    ho visto ma appunto stavano usando una pianola
  12. L'organo in tv

    Per tutto il mese di Aprile l'apprezzatissimo Paolo Terni gestisce "qui comincia", trasmissione di radio3 che viene trasmessa dalle 6.00 alle 6.45 di ogni mattina. Oltre alla non dissimulata preferenza per JSBach, che gli fa mandare in onda come primo brano sistematicamente la parte orchestrale o comunque strumentale inclusa in una cantata, non di rado mette in onda brani d'organo, indicando anche dati sullo strumento. Rara avis nella radio pubblica italiana. Stamattina siamo stati beneficati di due movimenti della BWV 146, ambedue con l'organo concertante. Versione di Ton Koopman. Il secondo movimento, in cui il Ton si sbizzarrisce con ogni forma di abbellimento e fioritura (che, a volte si dimentica, furono indicati ed insegnati dallo stesso Bach) è addirittura sublime perchè l'organo instaura una meditazione dialogata con il coro che è uno dei vertici della musica di tutti i tempi. Ma la cosa che merita di essere citata è che in questa parte il testardo Cantor precorre di due secoli gli straordinari racconti dei tanghi di Astor Piazzolla. E non permettiamoci di inarcare il sopracciglio perchè stiamo parlando del Bandoneon, fratello minore dell'organo. Chi vuol risentire questo pezzo lo trova sul sito di radio3 cliccando sulla trasmissione di oggi 28 aprile.
  13. aiutiamo il C.I.L.I.C.I.O!!!

    Questo mio intervento può sembrare apparentemente OT, ma non lo è affatto. Propongo di istituire un premio C.I.L.I.C.I.O. dell'anno, e quello del 2010 mi pare dovrebbe essere vinto a mani basse dalla Curia di Brescia che, sensibile a quello che sta succedendo in quel di Adro, e giustamente preoccupata per le strane abitudini di alcuni "umili lavoratori della vigna", ha pensato bene di emettere un duro editto. La "Grida" in questione ci riguarda perchè impedisce di fatto di riportare ogni notizia riguardo agli organi della diocesi di Brescia se non dietro compilazione di una "modula" di nulla-osta..... e mi fermo qui. Può sembrare solo una bizzarrìa emessa da una setta evidentemente a corto di idee e ormai poco presente a sè stessa, ma una vittima l'ha già fatta. Il curatore del noto ed apprezzato sito www.organibresciani.itsi è trovato in pratica nella condizione di dover rifare tutto. Visitate e resterete basiti. Se riesco allego la Grida, altrimenti a tutti quelli che me la chiedono in PM sarà inviata, e gratuitamente. Il Signore acceca chi vuol perdere
  14. Quando organari e designer si incontrano...

    Suppongo che stare seduti su quella panca inox sia come essere su di un lettino d'obitorio.
  15. Quando organari e designer si incontrano...

    Si, avevo inserito un intervento al riguardo, che però si convenne di cancellare in nome del Fair Play. Non credo comunque si riferisse a "questo" organo, ma a quello della Alte Kapelle della stessa città. Diciamo che le origini delle fortune del donatore sono discusse. Chi vuole può trovare tutto in rete.
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