Pacific231

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  1. Ricordi, ricordi... Quando si ricevono saluti da un tempo così lontano è doveroso (e piacevole) rompere il silenzio e rispondere. Ciao GG!!!
  2. Ieri sono stato tutto il giorno a Torino e ad una certa ora sono partito per Milano per andare a vedere una partita di calcio. Eh si, perchè di questo si è trattato, una partita di calcio tra due squadre che condividono un analogo percorso in classifica e, a questo punto, credo pure lo stesso target stagionale che è poi quello di cercare un posto in coppa. Non mi accadeva da 20 anni di andare a S.Siro e sentire i milanisti commentare preoccupati l'eventuale (possibile) epilogo incerto della sfida, lodare gente come Darmian, Cerci, Immobile e Glick e temerli a priori per le loro qualità. Le ultime volte che ero stato lì sentivo parlare di Juve, Napoli, Inter, Lazio, di Champions League, sentivo frasi del tipo "Dai che con i 3 punti che facciamo oggi li stacchiamo" o cose simili. Ieri invece no. Cosa può voler dire tutto questo? Che il Milan è una squadra allo sfascio che ha come unico scopo una onorevole salvezza tanto da temere il Toro? Niente affatto. Il Milan è una squadra che sta recuperando fiducia e risultati e che molto presto tornerà a stare tra le prime 3-4 forze del campionato, è una squadra che prima di ieri sera aveva vinto due partite di fila in campionato, che ha gioco e tanta qualità che finalmente comincia a venire fuori in modo evidente. Non saranno molte le squadre, da qui alla fine, che strapperanno punti a S.Siro, vedrete. Ad essere cambiati siamo noi. E' da un pò che sto rivalutando il progetto di Cairo il quale ha finalmente trovato l'asse organizzativo giusto (allenatore e DS) per fare bene quello che voleva fin dal principio, ovvero creare una squadra che cresce e rivaluta talenti, che crea plus-valenze e re-investe restando competitiva. Ci ha messo 7-8 anni il buon "Ciro" ma alla fine ci sta riuscendo e in modo pure superiore alle più rosee aspettative, e lo dice uno che lo ha contestato in modo aspro per almeno un lustro intero. E quando cambia l'aria cambiano anche le dimensioni. Oggi siamo visti come era vista l'Udinese fino ad un paio di anni fa, ovvero una squadra di medio-alta classifica che va a fare calcio dappertutto e che può fare il "colpaccio" con chiunque, quindi temibile e da affrontare con il dovuto rispetto. E la cosa è destinata a migliorare perchè quando intraprendi la strada giusta poi gli effetti positivi si moltiplicano, vedi cosa ha combinato il Toro in sede di mercato invernale (ma anche quello estivo scorso) dove abbiamo ceduto pezzi importanti senza rimetterci e, anzi, s'è lavorato per mettere le mani su talenti importanti in ottica futura. Oggi siamo capaci di vendere Ogbonna alla Juve strappando il migliore giovane attaccante della Serie A (in odore prepotente di Nazionale a detta di tutti e forse di Mondiale) e rimpiazzando l'"irrinunciabile" talento di colore con un mezzo sconosciuto della Stella Rossa (Maksimovic) per testa e tecnica forse addirittura più forte, oppure trarre vantaggio dalla cessione di un D'Ambrosio che ambiva una "grande" (diciamo così) recuperando soldi e giovani importanti di prospettiva un soffio prima di perderlo a parametro zero. Quando inizi a fare le cose giuste le caselle vanno a posto da sole, la triade Cairo-Petrachi-Ventura è finalmente riuscita ad imboccare questa strada (in realtà lo fanno da 3 anni) e ora ne godiamo i frutti, tecnici e..."politici". Ieri ho visto una classica partita da Toro nella quale c'era una squadra fortissima (credetemi) ovvero il Milan che ha faticato, pur macinando gioco di qualità rilevante, a strappare un pareggio in casa contro una compagine solida, determinata, quadrata e lucidissima, che ha concesso pochissimo e colpito ogni volta che poteva. Al Milan mancava Balotelli? Noi avevamo Cerci a mezzo servizio e, nonostante questo, se Farnerud non sbagliava lo stacco su quel colpo di testa a porta vuota oggi saremmo qui a commentare una vittoria. Alla faccia di chi dice che senza Cerci non valiamo niente. Riguardo al Milan era ben altra cosa rispetto a quella armata Brancaleone che avevo visto all'andata e che strappò un pareggio con un clamoroso e veramente "unico" regalo dell'arbitro, Seedorf sta facendo un buon lavoro e con il materiale che ha per le mani andrà lontano. A Kraus dico di non preoccuparsi troppo delle fiondate che arrivano dai media quando (per una volta) ci fanno un regalo (per altro nemmeno troppo clamoroso ed evidente, senza la moviola quel rigore contro la Dea l'avrebbero dato almeno 8 arbitri su 10, mica come quelli che, a parti invertite, ci avevano penalizzato all'andata). Sta nell'ordine naturale delle cose del brutto mondo del pallone: se "sali" cominci ad essere visto in modo diverso, in tutti i sensi. Da tutti.
  3. >http://youtu.be/2P7fg7Is8h4 A tutti gli oboisti.
  4. Peccato per Scopìn perchè il resto era quasi perfetto (scherzo) Benvenuto!
  5. Buona Domenica con un vigoroso Ginastera fresco di giornata >http://youtu.be/RsdyvrrdGeo A tutti coloro che apprezzano.
  6. Prova Karl Richter e poi ne riparliamo >http://youtu.be/IUWRL00DGOw A tutti, indistintamente
  7. Vero, anche se riguardo al giudizio che dai della Nona dell'82 ho una visione più benevola. Karajan non si trovava a suo agio in generale con tutto il '900, la musica moderna non faceva proprio parte della sua cultura e della sua impostazione mentale. Quando però si è avvicinato a questo tipo di repertorio ha più volte compiuto una sorta di curioso miracolo regalandoci letture a modo loro straordinarie proprio perchè la sua impostazione lo portava ad una visione di "retroguardia", cioè non spinta necessariamente verso la sottolineatura dell'elemento moderno quanto invece tesa a concentrarsi sulla quantità di debito che la musica moderna aveva con il passato. E' il caso ad esempio di Honegger, autore già moderno di per sè e che quindi non necessita di visioni particolarmente audaci per renderlo al meglio come invece ci capita spesso di sentire. La grande modernità di Honegger sta nel tessuto e non nella confezione e Karajan questo lo ha inteso meglio di chiunque altro offrendo letture che sono rimaste tra le più belle mai sentite per l'autore svizzero. Mi riferisco soprattutto alla "Liturgica" nella quale Karajan tende ad evidenziare molto il respiro e la magnificenza della sintassi partendo da un'ottica anteriore (e "interiore", forse) suonandolo quasi come fosse un autore romantico. Un processo analogo credo cerchi di farlo anche con Mahler del quale tende un pò ad evidenziare gli aspetti bruckneriani e wagneriani nel modo in cui Karajan li intendeva, cioè umanizzando la narrazione e spogliandola dell'aura di mito romantico da cartolina. Il risultato è generalmente un pò confusionario e irrisolto (Mahler non è Wagner, e su questo concordo in pieno con te) tranne che con quella celebre Nona dell'82 la quale sì, suona effettivamente un pò troppo cupa e pessimista, ma forse, proprio per questo, più interessante e stimolante di molte altre. Una sorta di processo (credo) probabilmente involontario: Karajan cerca una cosa e ne ottiene un'altra regalandoci alla fine una Nona brillante e più moderna, attaccata al pensiero di struggente e nostalgica desolazione che certamente Mahler aveva cercato di infonderle. Non ho trovato, al momento, una Nona che raggiunga un tale livello di penetrazione e proprio negli aspetti che tu invece contesti (diciamo così). Credo però che questo abbia a che fare con "cosa" noi, in quanto fruitori, ci aspettiamo dalla musica di Mahler. Bah... Misteri del pensiero tardo-mahleriano, misteri dell'alea esecutiva karajaniana.
  8. Bah... Totale spesa: 13.80. I Compositori minori del '900 ormai sono totalmente deprezzati Per mia fortuna
  9. Insomma... questo Ring è una sorta di "gioiellino" di Swarowski
  10. Ihih..e tolte ste due che rimane? Due none, una Sesta, i "Das Lied" (che vorrei ascoltare da un bel pò ma non ho mai avuto l'occasione) e qualche Lieder con orchestra. Secondo me un pò pochino. Karajan evidentemente soffriva questo autore e non è quasi mai riuscito a "centrarlo" come voleva, per questo alla fine ha mollato il colpo. Per carità, non è tutto da buttare, la nona dell'82 è davvero "il capolavoro" assoluto per questa composizione, ma già il fatto che von K. non si sia mai voluto cimentare con le altre sinfonie, a partire da quelle con il coro, la dice lunga sul rapporto sofferto che lo legava a questo autore. Basti pensare che la sua Sesta (che in certi passaggi è pure interessante) è stata registrata in 2 anni (dal '75 al '77, la registrazione più lunga dell storia) e si capisce quanti problemi egli avesse col boemo. Non faceva per lui e in giro c'è tanto di meglio, ringraziamo la sorte per la sua Nona e mettiamoci una bella pietra tombale sopra. Amen. Sono assolutamente d'accordo, Ozawa NON è sicuramente un mahleriano e certo non verrà ricordato nella storia della discografia mondiale per il suo ciclo dedicato a Mahler. In questo topic però stiamo analizzando solo una Sinfonia, la settima, che nel complesso dei lavori sinfonici mahleriani rappresenta una strana eccezione, un momento particolare, tant'è che tra tutte le 9 sinfonie è quella che nel tempo ha avuto le critiche e le esecuzioni più contrastanti ed è stata a lungo "dimenticata" tanto che viene definita la cenerentola delle Sinfonie di Mahler. Ed è proprio per questa sua caratteristica di Sinfonia diversa, atipica per certi versi, che nel tempo ho maturato la convinzione che alla fine la scelta interpretativa di Ozawa sia quella vincente. Essa è passionale ma non romantica, priva di retorica e molto attenta all'aspetto più modernista della scrittura, agile, potente. A Ozawa riesce quello che sarebbe dovuto essere il compito di Boulez, ovvero regalarci una Settima viva, vitale e moderna, nella quale i contrasti (forse mai così forti come in questo lavoro) tra "vecchio" e "nuovo" vengono evidenziati in modo drammaticamente marcato. La Settima, e anche la Quinta direi, hanno bisogno di questo tipo di lettura per funzionare e non è un caso che siano le uniche due veramente azzeccate da Ozawa. Parere personale, ovvio.
  11. Secondo me la bestia nera del Toro è...il Toro. E' stata la tipica partita da dopo-vacanze nella quale vince chi ha più voglia. Il Parma non è gran cosa, abbiamo fatto partitoni con squadre ben più forti ed organizzate. Si vedeva fin da subito che avevano più motivazioni ma fino a oltre la metà del primo tempo abbiamo tenuto a freno le loro avanzate e siamo pure riusciti ad andare in vantaggio, poi è venuto fuori il solito torello molle che si siede sugli allori. In più ci si è messo pure Ventura che lascia Cerci negli spogliatoi alla fine del primo tempo.., bah, che dire... In giro si dice che Ventura abbia voluto suicidare la squadra a Parma per dare un segnale forte alla dirigenza che nicchia sul mercato. In effetti servono rinforzi, ormai gente come Baretto e Peggiorini non sono più adeguati per le ambizioni di questa società, ora serve gente da media-alta classifica, altrimenti tutto il bene fatto fino ad ora rischia di finire nella spazzatura. Abbiamo perso Lodi (grandissimo errore quello di lasciarselo sfuggire) probabilmente per questione di soldi, impensabile che un giocatore preferisca tornare a Catania piuttosto che dare una mano a noi a tentare l'assalto all'Europa. Ora è arrivato Tachtsidis che è un signor giocatore ma è nelle stesse condizioni del Cerci di 2 anni fa, va recuperato e non so se c'è il tempo. Vedremo che accadrà entro la fine del mese.
  12. Grazie, rispondo con il suo celebre quartetto >http://youtu.be/L0Bd_YMEAnk
  13. Ciao Luigi, ri-benvenuto! (e grazie per la pazienza )
  14. Non so come finirà la telenovela di D'Ambrosio, con Cairo tutto è possibile e ci sta benissimo che alla fine ve lo prendiate voi. Certo che se ha convinto l'Inter a scucire 2 milioni per uno che tra 5 mesi è a spasso a parametro zero allora è un mago della truffa
  15. Infatti questa la conosco anche io ed è in effetti notevole