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  1. Past hour
  2. Ultimamente mi è tornata la Don Giovanni-mania. A Nitriero, kraus, Pink e Wittel, miasko, giordano, ecc. ecc.
  3. La penso come te Nitriero. Attribuisco maggiori demeriti a Bernstein che a Brubeck ed al suo meraviglioso quartetto. Per la verità, prendendo in esame la famosa lista di Schuller su cosa non sia third stream si evince che la determinazione del contenuto della third stream sia di ardua definizione, malgrado la voce inglese di Wikipedia e quella dell'Enciclopedia Britannica forniscano un supporto valido soprattutto per coloro che non sono musicologi come il sottoscritto. https://en.wikipedia.org/wiki/Third_stream
  4. Oggi
  5. Cari amici, è online il quarto ed ultimo video realizzato in collaborazione con in M° Thomas Busch: "Der Sieg" su testo di Mayrhofer, un Lied sulla contemplazione della vita dell'anima, dopo che essa ha varcato la soglia della esistenza terrena e si è liberata dal vincolo della materia. Molto suggestivo! Ve ne consiglio la visione! Date un'occhiata anche al mio canale, che sto aggiornando con nuovi video e nuove Playlist! Trovate il link qui sotto, nella mia firma!
  6. Oddio, più che schifezza direi uno degli innumerevoli tentativi malriusciti nella ricerca del cosiddetto "Third Stream", la terza corrente, il connubio tra jazz e musica sinfonica. Esistono dischi eccellenti sfornati da Gunther Schuller, Jimmy Giuffre, dal Modern Jazz Quartet che, pur non avendo forse neanche loro centrato l'obiettivo, risultano decisamente gradevoli e meglio riusciti. Qui forse, e la presenza di Bernstein aggrava la situazione, il risultato appare artificioso all'inverosimile, pomposo, con l'eccellente quartetto di Brubeck che fa il suo compito come se suonasse per i fatti suoi, ogni tanto "subendo" il ritorno dell'ingombrante orchestra che in questo caso non mi pare né accompagnatrice né comprimaria, ma rivale.
  7. Yesterday
  8. https://www.professoridorchestra.it/n/179/e-morto-ernst-ottensamer-primo-clarinetto-dei-wiener-philharmoniker.html
  9. 'na schifezza --- Poulenc: Sextour (1932) Le Quintet à vent de Paris e Jacques Février, pianoforte
  10. @superburp in controdedica e a chiunque debba controdediche: ARCANGELO CORELLI - Sonate da camera op. 2 e 4 London Baroque
  11. Eccome... Venuti è stato un maestro assoluto. Le cose che ha inciso insieme a Eddie Lang restano pietre miliari del Jazz tradizionale.
  12. Termino l'ascolto di questo cd
  13. Salve,avendo la possibilità di posizionare un organo a canne in una piccola chiesa e avendo budget massimo di 10.000 cucuzze è fattibile la possibilità dell'organo a canne ? o sono troppo pochi i soldi ? premetto che sono semplicemente un privato che abita in una città di 107 abitanti e quindi non è male posizionare l'organo in una chiesa sia per suonarlo e sia per arricchire la chiesa. inoltre l'acustica di una chiesa risalta un organo a canne rispetto ad una casa di medie dimensioni dove i suoni sono stretti. proposte pensieri ?
  14. Ultima settimana
  15. So che è troppo tardi per rispondere a questa "Discussione" visto che il premio stradivari è passato da un bel po', ed inutil dire che di questo argomento si è trattato fino allo svenimento, comunque se hai la possibilità di andare a provare i clarinetti da Patricola ti conviene, sono molto disponibili come persone, il suono dei loro clarinetti è omogeneo in tutti i registri, sono veramente molto belli
  16. Sibelius Symphony No. 4 Berliner/Rattle (Londra, 2015) http://guidatv.sky.it/guidatv/canale/classica-hd.shtml
  17. Perchè secondo te? insicurezza? o piuttosto qualcosa "ho trovato una buona idea e la sfrutto finchè posso"? Battuta a parte, ero serio quando tiravo fuori Mozart, il suo stile "turbo-galante" prevedeva un uso così smodato dei clichè dell'epoca che molte sonate si assomigliano (non so, penso a quanti primi temi sono costruiti sulle note dell'accordo fondamentale sgranato in tutte le salse), per non parlare delle strutture interne (praticamente quasi fisse), la scelta e il significato delle tonalità (fa maggiore pastorale, do minore drammatica, la minore patetica ecc), sembra che tutto dovesse essere prevedibile e previsto (tant'è che in questo periodo le poche eccezioni alle regole sono salutate quasi automaticamente come capolavori, per il solo merito di essere uscite da un certo tipo di seminato), secondo me in maniera ancor più pesante che in epoca barocca. Poi c'era un po' questa mania di riutilizzare i temi (propri e non)... può essere anche un atteggiamento neo-classico (in senso stretto) quello di Poulenc? Che poi Poulenc, anche quello "leggero", mi è sempre parso un compositore stranissimo, cioè la sua semplicità è come fosse apparente, molto costruita, non so una sonatina del genere: è come se contenesse neoclassicismo, tardoromanticismo, impressionismo, suggestioni esotiche (pure jazz a volte) ma in fondo si tenesse fuori da tutto, in una cronica superficialità. Non so spiegarlo (e non so come faccia lui, se con l'armonia o con cosa), ma secondo me il fascino di queste operine sta nel loro essere così equivoche.
  18. i pezzi da camera più avventurosi sembra averli scritti attorno ai venti/venticinque anni, quando era sotto un influsso fortissimo di Stravinsky. Per esempio, la Sonata per due clarinetti (1918) è al limite del mimetismo. Nei lavori successivi, specie al 1928/1930, ci sono tutti i pregi e i difetti di Poulenc. La cifra stilistica neoclassica è definitiva, poi si nota un attaccamento a specifiche idee tematiche, a specifici procedimenti costruttivi o, addirittura, a specifiche tonalità e accordi riproposti di continuo nel corso degli anni. Aveva come paura di abbandonare una idea di un'opera maggiore e la ripresentava tale quale, o appena modificata come autocitazione, nelle sonate o in altri lavori cameristici. Per esempio, nella Sonata per oboe e in quella per clarinetto, ci sono autocitazioni da Les Mamelles, dal Gloria e, mi pare, anche dal Bal Masque (che riappare spesso altrove).
  19. Cari amici, eccovi un nuovo video realizzato in collaborazione con il M° Thomas Busch! Auf der Donau, "Sul Danubio". Si salpa! Ps: Per chi se lo fosse perso, segnalo anche il video con il solo accompagnamento pianistico e qualche immagine suggestiva: spero vi piaccia! Come sempre vi invito, se interessati, ad iscrivervi al mio Canale Youtube o a visitare la mia pagina Facebook: trovate entrambe qui sotto, nella mia firma. A presto!
  20. L'avevo letto. Le conclusioni comunque non sono tutte giuste. E' molto improbabile che dietro le finte denominazioni ci siano interpreti prestigiosi. Ciò non toglie che dietro Lizzio & c. molto spesso si nasconda qualcosa di uditivamente notevole.
  21. Venuti mi ricorda anche la felice stagione del jazz alla radio e in tv con i preziosi apporti di Adriano Mazzoletti e Lino Patruno. Purtroppo era già parecchio anziano, ma era capace di deliziare gli appassionati. E devo dirti che sui brani veloci, senza nulla togliere alla maestria di Grappelli, talvolta lo trovo più brillante e fantasioso.
  22. .... come quelle di Mozart
  23. Yankee Doodle è una nota canzone patriottica anglo-americana che trae le proprie origini dalla guerra franco-indiana, anche se molta della sua popolarità la canzone se la guadagnò nel corso della guerra di indipendenza americana e successivamente durante la guerra di secessione americana. In seguito la canzone divenne l'inno dello stato del Connecticut. Questa è la mia interpretazione all'organo, suonata su sistema hauptwerk, buon ascolto.
  24. e sì, tra le cose migliori di La Vecchia! --- Poulenc: Sonata per oboe e pianoforte Bourgue, oboe; Février, pianoforte Le sonate di Poulenc sono spesso molto belle, ma anche tutte uguali al limite della monotonia Sono piene di autocitazioni.
  25. D'accordo con la tua ultima affermazione. Il concerto visto giovedì a Genova con il Saxophone Summit comprendente i veterani Dave Liebman, Joe Lovano, Greg Osby e una ritmica spettacolosa composta da Phil Markowitz, Cecil McBee e Billy Hart anch'essi alquanto attempati, ha rafforzato in me il pensiero che il "ragazzo" , indubbiamente promettentissimo, abbia bisogno ancora di evolversi. Sono venuto a conoscenza in maniera piuttosto casuale di questo disco grazie ad un'installazione multimediale in un museo. Poi ho raccolto informazioni più dettagliate ed alcuni ascolti sul web mi hanno convinto ad acquistarlo, complice il buon prezzo di Ibs (€ 17,60). Certo, non si ascolta tutto d'un fiato, ma non l'ho trovato fonte di pesantezza. Va detto che il caldo di questo luglio non favorisce in ogni caso ascolti prolungati.
  26. Si è fatto un gran parlare di questo Kamasi Washington, indicato come nuovo che avanza nel mondo de sax tenore. Indubbiamente valido dal punto di vista tecnico e con un ottimo feeling (deve ovviamente tantissimo a John Coltrane e a Pharoah Sanders... e ci mancherebbe), ha sfornato questo album che preso a piccole dosi è sicuramente entusiasmante, ma nella sua interezza è (a mio avviso) a dir poco asfissiante. Lungo, interminabile (3 cd e non so quanti LP nel cofanetto con la versione in vinile)... una mistura di Jazz cosmico, soul e sprazzi di funk che dopo un po' inevitabilmente mi porta a sbirciare l'orologio e il timing dei pezzi sul display. Se non altro, ha il merito di tenere viva la scena!
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