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  1. Oggi
  2. Sai se funziona anche con altri servizi, tipo deezer? Qualche tempo fa ci provai ma non funzionava. Ci riprovo: http://www.deezer.com/album/13559233?utm_source=deezer&utm_content=album-13559233&utm_term=1012268042_1496065658&utm_medium=web Edit: infatti lo prende come un normale link web http://www.deezer.com/plugins/player?format=classic&autoplay=false&playlist=true&width=700&height=350&color=007FEB&layout=dark&size=medium&type=album&id=13559233&app_id=1 Edit 2: altro tentativo. Nada.
  3. Fatto, tutto apposto Alu, grazieeee! Questo pomeriggio mi son messo un po' a scoprire e approfondire cosa ha diretto Gardiner di Beethoven: sostanzialmente tutto, il ciclo delle sinfonie, il ciclo dei concerti per piano (li sto ascoltando), il concerto per violino, la Missa solemnis e la Missa in Do, tutto sempre con l'Orchestre Revolutionnaire et Romantique, o almeno altre interpretazioni con altre orchestre non mi risultano.
  4. Uso spotify app ma vorrei anche usarlo da web (tanto tempo fa avevo il link, l'ho perso). Incollo qui quello che mi hai detto di copiare, ma non penso esca quello che voglio: spotify:album:7JW5uizHS1ZoTHUceTSfLa
  5. ah ecco, da app basta che fai tasto destro sul nome/titolo - condividi - copia link negli appunti (non clickare le varie icone facebook skype ecc). E poi incolli link qui, il forum lo incorpora automaticamente.
  6. usi spotify app o da web? edit: da app non so. Da web basta copiare il link dalla barra degli indirizzi.
  7. L'ultima bandiera. Ciao Capitano
  8. Ragazzi come faccio a mettere qui il link da spotify per quello che sto ascoltando? Da solo non ci riesco @Alucard certamente sa aiutarmi
  9. Roma in Champions diretta con un gol al 90°. MA CHE SFIGA E così il Napoli, che senza Higuain ha fatto meglio dell'anno scorso, la squadra che ha subito il minor numero di sconfitte del campionato, miglior attacco, deve accontentarsi dei preliminari di Champions.
  10. Cassato senza appello da Hurwitz: "CD from Hell, Nelsons insults Bruckner" https://www.classicstoday.com/review/cd-hell-nelsons-insults-bruckner/ Più che altro, come avevo già detto, anche se l'esecuzione non brilla, il suono di quest'orchestra, cosi asfaltato, risulta poco adatto a questa musica, almeno alle mie orecchie. Resta una sinfonia per me inaccessibile o quasi (tra le giovanili, meglio la Prima, più compatta).
  11. Nel trafiletto descrittivo del CD su jpc.de viene presentato come maestro della sinfonia, alla cui forma diede contributi duraturi. benché oggi il nome di Eichner sia quasi del tutto dimenticato. @kraus & @hurdy-gurdy
  12. Questa è la Marcha Real, conosciuta anche come Marcha de Granaderos (o Marcha Granadera), è l’inno nazionale spagnolo. E’ tra i pochi inni a non avere un testo ufficiale, perché in passato ogni re ne cambiava il testo. L’inno della Spagna è tra i più antichi in assoluto, viene menzionato per la prima volta nel 1761 nel Libro de Ordenanza de los toques militares de la Infanteria Española di Manuel de Espinosa. Quella che ascoltate nel video è la mia interpretazione all’organo, sul mio sistema hauptwerk, buon ascolto !
  13. Uno dei capisaldi della canzone di avanspettacolo, un capolavoro di parodia e della comicità involontaria questo dettagliato resoconto di una successione di infedeltà. La lingua, nell'insistere implacabilmente su una doppia consonante a doppiosenso, ne è il lievito comico, il meccanismo beffardo. Taranto grandissimo.
  14. Yesterday
  15. ... e chiedere la restituzione del corpo sepolto a Westminster
  16. Così esordisce la voce su Clementi dell'Enciclopedia Britannica (grassetti e sottolineati miei): Muzio Clementi, in full Mutius Philippus Vincentius Franciscus Xaverius Clementi (born Jan. 23, 1752, Rome, Papal States [Italy]—died March 10, 1832, Evesham, Worcestershire, Eng.), Italian-born British pianist and composer whose studies and sonatas developed the techniques of the early piano to such an extent that he was called “the father of the piano.” Quanto basta per ritirare gli ambasciatori.
  17. live adesso
  18. Anna Netrebko - Russian Album
  19. mi sono già preso il disturbo di citarla per dimostrarti cosa potrebbe accadere, basta e avanza.
  20. Che la mia osservazione fosse a "sfondo politico" non lo nego, viste le profonde implicazioni ideologico-politiche che il tipo di impianto pseudo-argomentativo e paralogico di B&T comporta. Che fosse "fuori luogo", "debole" o "ideologica" è una tua opinione anche piuttosto gratuita, giacchè non ti prendi neanche il disturbo di argomentarla. Ergo, va benissimo l'intervento di moderazione, ma vediamo di restare nei limiti della correttezza, evitando poi anche certe chiose da spirito di patate.
  21. Lyatoshynsky: Sinfonia n.1 Kuchar
  22. Nella prima pagina di questo thread ho ricordato questo: Sulla questione è intervenuto "Raimondo di Sangro" a cui Carlo Vitali risponde così: Il signor RdS, autonominatosi giudice e analista delle motivazioni umane, si produce in un saggio di psicologia spicciola ad uso delle portinaie parlando di “vecchie comari”, “ingigantire il proprio ego” “vanità” e “invidia per il successo altrui” a carico di persone delle quali sembra ignorare tutto e che ignorano tutto di lui. Di questa parte del suo intervento non intendo occuparmi né ora né mai, salvo che per affermare di non escludere, almeno in via ipotetica, la buona fede dei complottisti come B&T. Altrettanto rispetto esigo per le posizioni dei loro oppositori, dei quali io sono uno. Anche la polemica ha bisogno di contenersi entro limiti etici evitando come la peste gli argumenta ad hominem. Se a questi mi fossi talora lasciato trascinare nel calore del dibattito, ne domando scusa; altri, e fra questi il signor RdS, sono invitati ad un analogo esame di coscienza. Quanto alle sue premesse gnoseologiche, basate sullo scetticismo verso le conclusioni “certe” e invocanti la ricerca di un linguaggio comune, come non essere d’accordo? Con la riserva che se forse non esistono Verità universali (salvo quelle rivelate a chi partecipa di una determinata Fede), esistono le verità “locali” e le menzogne flagranti, entrambe suscettibili di prova e di falsificazione in senso popperiano. In questa arena a me più familiare rispondo alle sue argomentazioni sulla base di dati verificabili da chiunque. Più o meno in ordine di apparizione nel suo testo: Conoscenza imperfetta delle persone: Alfred non era fratello, bensì cugino di Albert. Quella newyorkese è sì la prima edizione, ma l’originale tedesco – che Einstein aveva steso nella propria lingua-madre durante gli ultimi anni di guerra – apparve nel 1947 a Stoccolma (Bermann-Fischer) col titolo Mozart: Sein Charakter, sein Werk. Anche a questa occorreva estendere la comparazione delle fonti, come più sotto si vedrà. Buona abitudine da filologo, ma argomento inconcludente. L’uso di minuscola/minuscola risponde all’uso accettato delle rispettive lingue, per cui lei ed io siamo “Italian-speaking people”, mentre nel nostra idioma “parlamo (in) italiano”. E infatti la versione originale tedesca porta: “ein kränklicher, lahmer, negroider Musiker”. Di nuovo con l’iniziale minuscola perché è un aggettivo, mentre il sostantivo Musiker l’ha maiuscola. Che conclusione si può trarre da questa alternanza? Nessuna, salvo quella banale che ogni lingua ha le sue regole e la loro osservanza non produce alcun giudizio di valore, né tantomeno una “incongruenza”. Semmai, volendo fare della filologia (metodo che lei connota spregiativamente come “disamine parola-per-parola”), occorreva rilevare un’incongruenza questa sì reale: in inglese e tedesco si parla rispettivamente di “Negroid musician in Naples” e “negroider Musiker in Neapel”, espressione che l’edizione italiana traduce male con “musicista negroide napoletano”. Che differenza fa? In termini tomistici la distinzione fra sostanza e accidente; nel discorso biologico quella fra genotipo e fenotipo. La conosce lei? In parole povere: non un musicista napoletano negroide (con la sotterranea implicazione razzista che a Napoli vivrebbero molti non-ariani), ma un musicista zoppo, malaticcio e di aspetto negroide attivo a Napoli. Il che non è contestabile alla luce dell’unico ritratto autentico che possediamo di Pergolesi: una caricatura di Pier Leon Ghezzi datata 1735 che ci mostra il compositore con gli stessi tratti somatici (labbra protruse, naso camuso, capigliatura crespa, una gamba più corta dell’altra) sommariamente sintetizzati da Einstein. Quanto a “malaticcio”, la sua morte per tisi polmonare a 26 anni parla da sé. Non lo ignoravano nemmeno i primi musicografi dell’Ottocento, e a maggior ragione non lo ignorava Einstein, che nei suoi scritti fa ricorso alla documentata biografia del Radiciotti (1910). Tornando alla distinzione fra genotipo (tipo genetico) e fenotipo (tipo apparente), ricordo a me stesso come fino a tempi recenti il termine “mongoloide” fosse di uso corrente in medicina per denotare gli affetti da trisomia 21, alias sindrome di Down. Ciò implicava che nelle loro vene scorresse “sangue” (rectius: DNA) asiatico? Niente affatto. Esistono sindromi morbose che possano indurre in chi ne soffre un “fenotipo negroide”? Domandiamone i medici. O forse Pergolesi era davvero portatore di DNA africano, evenienza affatto rara in Italia? Chiediamo allora ai paleopatologi, ammesso che sia possibile identificarne con certezza i resti mortali, di sottoporli alle loro raffinate indagini strumentali. Per un musicologo farebbe differenza? Secondo me nessuna. Nel luglio 1950 il manifesto antirazzista dell’UNESCO (The Race Question, pubblicato a Parigi) affermava all’art. 7: “Now what has the scientist to say about the groups of mankind which may be recognised at the present time? Human races can be and have been differently classified by different anthropologists, but at the present time most anthropologists agree on classifying the greater part of the present-day mankind into three major divisions as follows: (a) the Mongoloid division; (b) the Negroid division; and (c) the Caucasoid division”. Dunque non occorre tirare in ballo l’eugenetica positivista di Lombroso & Co., e nemmeno i padri fondatori dell’antropologia nel XVIII secolo, fra cui nomi di grandi illuministi come Linneo e Kant. Pubblicando nel 1945, Einstein faceva uso di una classica tripartizione che ancora nel 1950 era considerata scientifica e mainstream dagli stessi benemeriti contestatori del razzismo “scientifico” nazista. Filosofia – o meglio pseudoscienza – con la quale Alfred Einstein, in quanto ebreo tedesco discriminato e costretto all’emigrazione, aveva ben poche ragioni per simpatizzare. Invece io, con buona pace del signor RdS, mi permetto di scartarla; così come scarto tutte le interpretazioni psicologistiche di natura autoreferenziale e quindi non falsificabile: ad esempio la “resistenza all’analisi” della teoria freudiana, la “misoginia interiorizzata” delle femministe 2.0 et similia. Se volessi anch’io esercitarmi nell’interpretazione selvaggia, ne contrapporrei una opposta: nella mente di Einstein, primo musicologo a curare un’edizione critica dello Stabat Mater sul tormentato manoscritto autografo di Montecassino, la constatazione delle fragilità fisiche da cui era affetto Pergolesi (“zoppo”, “malaticcio”) potrebbe anche comportare una certa ammirazione per la sua virtus eroica nel superarle. Ma, come detto in premessa, lascio simili elucubrazioni a chi se ne diletta per mancanza di argomenti più concreti e/o per disponibilità di tempo da sprecare. Eccole risposto, egregio signore, nel metodo e nel merito; dato e non concesso che fra i due piani esista l’impermeabilità che lei sembra credere. Un’ultima perla del suo pensiero: Applicherebbe lei lo stesso canone, tanto per fare un esempio, alla cosiddetta “menzogna di Auschwitz”? Oppure auspica che la “ricerca seria” se ne stia ben rinchiusa nella sua torre d’avorio senza preoccuparsi di ciò che alcuni dilettanti – in buona o mala fede poco importa – riescono a far credere al vasto pubblico privo di strumenti per difendersi? (...) (...) Carlo Vitali, caucasoide e antidilettante "Raimondo di Sangro" ha successivamente contro-replicato nella sezione "commenti". Per quanto mi riguarda, condivido tutti i rilievi critici di Carlo Vitali. Della contro-replica del "Di Sangro" mi ha colpito per sorprendente vacuità la seguente, soprattutto perché riguarda il punto centrale della discussione: che da un punto di vista della funzionalità comunicativa equivale ad argomentare così: NR
  23. Siccome l'ammirazione di Hindemith per la coppia Mozart-Beethoven e il fatto che li avesse suonati come interprete sono cose abbastanza note e documentate, un giorno mi sono messo a cercare del materiale che lo testimoniasse anche a livello sonoro. Tutto qui.
  24. Il nostro ha colpito ancora ________________________________________ Luca Bianchini su Facebook oggi 28/5/201 Ho appena risposto a un post di un direttore che considera le composizioni di Clementi minori. E le paragona alle Sonatine di Diabelli. Siamo messi male, molto male _____________________________ Il pan-italismo del Bianchini non conosce – letteralmente – confini. Come recita il noto adagio, “dove c'è un Italiano là è Italia”, la Groß-Italien. Capisco il dissentire da chi considera Muzio Clementi un 'minore' ( la precisione del regolo misuratore in questo campo lascia a desiderare), ma siamo sicuri che Clementi sia una gloria italiana? A rigore non dovrebbe esserlo più di quanto lo sia Giovanni Battista Lulli, visto che visse in Inghilterra dall'età di quattordici anni e in Italia non tornò che da turista...
  25. Non ti ci mettere pure tu con commenti fuori luogo a sfondo politico, rimani in tema E' da un po' che volevo intervenire in merito, in forum stai reiterando il concetto un po' troppo spesso per i miei gusti, scivolando fuori dai limiti. Per altro, il tuo ragionamento è piuttosto debole e di carattere ideologico, potrebbe dare adito a qualche polemica extra musicale che è meglio evitare. Meglio ancora, è da evitare la caratterizzazione ideologica della discussione. Il post del Bianchini è talmente stupido di per sé da non meritare troppi commenti e farci sopra chi sa quali ragionamenti. E' una "sparata". Nota al margine: quasi mi diverte il fatto che sia stata fatta da uno che si scandalizzava da certa pubblicità del forum. Proprio senza ritegno.
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