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  1. Oggi
  2. L'errore è proprio il fatto di passare da un eccesso all'altro: da chi ha fatto un'entrata da piciu a chi non è nemmeno entrato.
  3. Yesterday
  4. Vi ringrazio per le risposte, siete stati molto gentili. Adesso vedrò anche cosa sarà disponibile e reperibile, ma per questioni economiche preferisco sempre il cofanetto, più conveniente rispetto alle singole incisioni.
  5. Ottimi esempi di utilizzo del flauto nel jazz, soprattutto Dolphy e Sanders, naturalmente per nulla sorprendenti data la loro statura. Mi pare che il free jazz abbia saputo tirare fuori il lato più interessante, forse perché lontano dal retroterra europeo, certamente nobilissimo, ma condizionante, talvolta persino troppo. Non vanno dimenticati i "californiani" Bud Shank, Buddy Collette o il bopper belga Bobby Jaspar che hanno preparato il terreno ai Dolphy, Lateef ecc...Infine è curioso notare come uno dei più importanti flautisti in attività, James Newton, sia un musicista completo che, seppur partecipe appieno dell'estetica del jazz contemporaneo, è anche significativamente attivo in ambito classico.
  6. Piotr Ilic Cajkovskij Fantasia da concerto in sol maggiore per piano e orchestra, op. 56 I. Quasi rondo. Andante mosso II. Contrasti Igor Ardasev, piano Orchestra Sinfonica di Praga Leos Svarovsky Dei pezzi concertanti per piano credo sia il meno conosciuto, cionondimeno una "orecchiata" la si può dare
  7. scendere in campo certo ma soprattutto con la voglia di giocare a calcio, non a wrestling '_'
  8. Quando c'è un derby, la prima regola dovrebbe essere quella di scendere in campo. Ma i granata non c'erano. Incommentabili, ed infatti non commento. Un risultato così non permette di mettere insieme neanche due parole. E forse è meglio.
  9. L'unica integrale che ho è quella di Abbado (Klimt). Credo però che le sinfonie di Mahler abbiano avuto molti eccellenti interpreti, quindi a mio parere non esiste un'integrale "perfetta", ma varie splendide versioni delle singole sinfonie: della I è molto bella quella di Tennstedt e quella di Mehta (con l'Orchestra sinfonica di Israele) e non escluderei Sinopoli; per la II direi Bernstein; per la III Kondrashin; per la IV Klemperer; per la V Barbirolli e Bernstein; della VI direi Horenstein e mi è piaciuta molto anche la recente versione di Pappano; per la VII, restano per me di assoluto riferimento Klemperer e Scherchen; per l'VIII metto alla pari merito Solti e Mitropoulos (anche quella di Tennstedt è bellissima). La IX non mi ha mai conquistato, comunque ho Walter e Giulini.
  10. Elgar Sea Pictures Finnie/LPO/Thomson
  11. Se vai indietro, trovi paginate e paginate di consigli. Comunque, io dico questa, recentemente ri-publicata e c'è tutto: Per non citare i soliti nomi, ma per me Bernstein-DG va più che bene. Cosi come Tennstedt (EMI).
  12. G. Mahler, Sinfonia n.1 Concertgebouw Orchestra Amsterdam, diretta da L. Bernstein
  13. Scusate se pongo una domanda magari già posta, ma tra poco dovrei avere un po' di disponibilità economica e vorrei acquistare un cofanetto con l'integrale delle sinfonie di Mahler. Di quest'ultime possiedo soltanto incisioni della seconda, della quarta e della quinta, tutte e tre di Abbado, più una prima eseguita da una sconosciuta orchestra ceca. Quale potrebbe essere il miglior cofanetto per approcciarsi "integralmente" alle sue sinfonie? Grazie mille in anticipo a tutti
  14. ha inciso un Mathis der Maler che lodo sempre come migliore di quello mortifero di Kubelik. Provare per credere... --- Roussel: Bacchus et Ariane, suites 1-2 Orchestre national de l'ORTF diretta da Jean Martinon
  15. Certa critica americana ha gridato al miracolo per questa recentissima Nona bruckneriana captata live a Chicago (che va ad affiancarsi alle altre due "fatiche" bruckneriane, 4 e 6, incise da Muti per EMI con i Berliner negli anni '80 e che, onestamente, non lasciarono il segno). A me pare un guscio vuoto, tanto suono ma noia mortale, piattezza infinita (i crescendo di una prevedibilità sconcertante), assenza d'atmosfera... @Majakovskij
  16. Non credi sia un po' temerario mettere il numero di telefono in chiaro? E poi, se frequenti il conservatorio, non è più semplice e immediato reperire compagni di strada in loco, approfittando anche della comune frequenza ai corsi complementari (armonia, storia della musica, musica da camera...)? Ipotizzando che tu sia di Torino o di Trieste, che te ne faresti della disponibilità di un violinista di Sassari e di un violista di Lecce?
  17. Jean Sibelius Sinfonia n. 2 in re maggiore, op. 43 1. Allegretto 2. Tempo andante, ma rubato 3. Vivacissimo - Finale Wiener Festival Orchestra Christian Voetchig a seguire: Felix Mendelssohn Quartetto per archi n. 6 in fa minore, op. 80 1. Allegro assai - Presto 2. Allegro assai 3. Adagio 4. Finale (Allegro molto) Quartetto Cherubini
  18. Bellissimo disco che ad oggi jpc dà a soli 4 euro, così come altri titoli molto interessanti della Kairos. Yamaon ha un organico molto particolare: oltre alla voce, ci sono sax contralto, sax tenore, controfagotto, batteria e contrabbasso. Non c'è testo e la voce si limita a pronunciare una varia tipologia di suoni. Sia Yamaon che I presagi, pure presente nel disco, sono pezzi ispirati alla distruzione delle città maya. Interpreti di eccellenza. Non sapevo, inoltre, che un baritono importante come Roland Hermann, interprete di spicco del grande repertorio operistico, fosse dedito in modo sistematico anche alla musica contemporanea: ho visto che, oltre a Scelsi, si è dedicato a Kagel, Zimmermann e Henze.
  19. ...e il minaccioso, terrificante Joe Brazil:
  20. L'ottavino di Pharoah
  21. Sì, e ci sono casi interessanti di strumenti etnici a fiato soprattutto in ambito free, dove l'uso di questi strumenti assumeva ovviamente una valenza anche extramusicale molto forte: ad esempio Giuseppi Logan (ancora lui!) oltre al sax alto e al flauto utilizzò l'oboe pakistano (una specie di shenaj a giudicare dal suono, un flauto ad ancia); un altro esempio "estremo" si trova nelle agghiaccianti sortite al flauto di canna del misterioso Joe Brazil in Om di John Coltrane. Eric Dolphy, è vero, fece un uso interessante del flauto traverso (prese lezioni persino da Severino Gazzelloni, cui dedicò il celebre brano omonimo!) e Yusef Lateef fu un altro grande innovatore. Pharoah Sanders si misurò anche con l'ottavino (Lower Egypt, su Tauhid). ecco, questo è un pezzo bellissimo, dal groove irresistibile.
  22. Salve a tutti! Ho 16 anni e sono al mio settimo anno di violoncello in conservatorio. Prima d'ora ho avuto minime esperienze riguardanti il suonare con altri musicisti, e sarei interessata a mettere su un quartetto Non cerco esperti, solo persone che come me avrebbero questa volontà di ampliare le proprie conoscenze e di fare esperienza nel mondo della musica classica, cerco quindi due violini ed una viola! Qualcuno sarebbe interessato? se si, perfavore scrivetemi su whatsapp: 3663313679
  23. Milhaud dirige Milhaud con la pianista della prima concerto breve, quanto originale. Non ci sono modelli precisi, anche se forse in origine l'autore guardava al Concerto in sol di Ravel, in questo caso prosciugato da ogni mollezza decadente. Da notare il finale con il fresco motivetto popolaresco che, nella coda, viene ripreso dal pianoforte e frantumato in accordi dissonanti. Il tessuto della musica è congestionato dalla politonalità di orchestra e solista, ma Milhaud risolve come suo solito con effetti sonori gradevoli.
  24. questo video l'avevo visto. Mi pare, tutto sommato, una bella edizione. Il direttore è più impegnato a sottolineare i valori letterali che emozionali della musica, ma forse è meglio così perché evita l'effettaccio gratuito, la baraonda caciarona che piace sempre tanto al pubblico mahleriano.
  25. ce l'avevo anni fa, ora ho frullato via anche quella edizione, di Beppe Sinopoli tengo solo la 6a e la 10. Ricordo una gran bella Quinta con la Philharmonia, mai sentite la Settima (mi pare) e la Prima. La Quarta fa parte di quelle sinfonie che, adesso, non seguo proprio più. Ne tengo una copia singola in discoteca solo per completare la serie. Oggi mi annoia troppo ed evito di ascoltarla, rimane nella cd-teca a prendere polvere
  26. mai sentito, neanche nominare... L'altro giorno stavo guardando un documentario sulle tradizioni religiose del Tibet e ho scoperto, con una certa sorpresa, la musica usata per le cerimonie sacre: mi sono reso conto che ci sono diversi pezzi di Scelsi, soprattutto orchestrali, che imitano alla lettera il "sound" tibetano. Neppure si può parlare di pura e semplice influenza, l'autore viveva profondamente certi aspetti della cultura e della religione di quel paese e, in qualche modo, questo si rifletteva nella sua arte. Altre volte l'influenza tibetana è più sfumata, mediata dai mezzi espressivi utilizzati o da precisi contesti occidentali che danno origine alla singola opera, per cui non ci facevo troppo caso.
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